Apre a Grosseto il parco fotovoltaico più grande in Toscana. Insegue il sole

L'impianto fotovoltaico delle Strillaie e un momento della presentazione

GROSSETO. Chi l’ha detto che in Maremma non si possono fare grandi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili? L’impianto delle Strillaie, realizzato da Sorgenia, con un investimento da 30 milioni di euro, dimostra il contrario.

Prima di tutto perché è stata scelta una location, accanto all’impianto di trattamento dei rifiuti, che è già in un senso certo, compromessa.

In secondo luogo perché a realizzarlo è una grossa azienda, italianissima, con oltre 600mila clienti. Azienda che, prima di procedere alla realizzazione dell’impianto, ha trovato un accordo col territorio. Vista la caotica e poco chiara legislazione italiana ne avrebbe potuto fare a meno, ma ha preferito avere buoni rapporti, realizzando, a compensazione, l’impianto di illuminazione della ciclabile che da Grosseto porta a Marina.

Un ben altro atteggiamento rispetto ad aziende, con capitale sociale minimo, che presentano progetti super impattanti, in location di pregio, scavalcando qualsiasi dialogo con il territorio con l’unico scopo di farseli approvare, se mai ci riusciranno sia chiaro, e poi venderli a qualche multinazionale. Nella zona del Morellino, ma non solo, con le pale eoliche ne abbiamo qualche esempio.

Al momento, in Maremma, ci sono richieste per oltre 2000 ettari di fotovoltaico e quasi 100 pale eoliche da 200 metri. E solo una piccola parte è sostenibile dal territorio.

Inaugurato l’impianto di Sorgenia

Alla presenza del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dell’assessore Leonardo Marras, è stato inaugurato oggi, venerdì 27 giugno, il parco fotovoltaico di Sorgenia, uno dei più grandi e produttivi della Toscana. Situato in località Strillaie, nel comune di Grosseto, l’impianto occupa un terreno ritenuto idoneo dalla Regione di 40 ettari, adiacenti all’ex discarica.

Si tratta di progetto da 32 MW di potenza installata in grado di produrre ogni anno 58 GWh di energia da fonte solare per soddisfare i fabbisogni elettrici equivalente a quelli di 22 mila famiglie, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 28 mila tonnellate di CO2 l’anno.

Il parco fotovoltaico si contraddistingue per la scelta di tecnologie di ultima generazione, grazie alle quali Sorgenia è in grado di massimizzare la produzione di energia pulita riducendo al minimo l’uso del suolo. L’impianto utilizza oltre 56 mila moduli fotovoltaici bifacciali a inseguimento mono-assiale che producono energia sfruttando sia la luce diretta che si riflette sulla parte superiore dei pannelli sia quella riflessa dal terreno o dalle superfici limitrofe all’impianto sulla parte inferiore degli stessi. I moduli scelti si caratterizzano per maggiore sensibilità alla luce: sono quindi in grado di produrre energia verde per un’ora in più al giorno rispetto ad altri modelli, anche in caso di giornate nuvolose.

All’interno dell’impianto è presente un centro di monitoraggio e controllo che invia automaticamente ogni 15 minuti all’Energy Factory di Sorgenia le informazioni su produzione solare dell’impianto e irraggiamento. Questi dati sono processati dall’area Forecasting aziendale che, avvalendosi di algoritmi proprietari basati sul machine learning, è in grado di prevedere la produzione futura così da fornire la quantità esatta di energia necessaria per sodisfare le esigenze del sistema e mantenerlo in equilibrio.

Nell’ambito del progetto, Sorgenia ha anche realizzato un innovativo impianto di illuminazione con sensori smart lungo la pista ciclabile che collega la città al lido di Marina di Grosseto. Grazie a tecnologia adattiva, i lampioni si accendono solo al passaggio delle persone, consentendo un risparmio energetico del 50% rispetto alle soluzioni tradizionali.

Tutto il perimetro del parco fotovoltaico è stato oggetto di interventi di mitigazione con la messa a dimora di essenze autoctone per garantire l’inserimento armonioso dell’impianto nel contesto ambientale e paesaggistico, attraverso la creazione di popolamenti vegetali il più possibile resilienti.

Bigi (Sorgenia): «Grande sintonia con Comune e Regione»

«La realizzazione del parco solare di Grosseto è per noi motivo di grande soddisfazione. La perfetta sintonia con l’Amministrazione Comunale e la Regione dimostra come la collaborazione fattiva con gli stakeholder locali sia fondamentale per il successo di progetti innovativi come questo a beneficio dei territori e degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione» commenta Alberto Bigi, Chief Innovation & Development Officer.

Vivarelli Colonna: «Un impianto all’avanguardia»

«Oggi inauguriamo il parco fotovoltaico delle Strillaie, il più grande della Toscana: un impianto all’avanguardia che segna un passo concreto verso il nostro obiettivo di rendere Grosseto sempre più carbon free e carbon neutral – commenta il primo cittadino di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. La scelta di Sorgenia di investire nel nostro territorio conferma la sua vocazione naturale a essere protagonista nella transizione ecologica. Il Parco delle Strillaie non è solo un impianto energetico: è simbolo della Grosseto che vogliamo costruire, moderna, verde e vivibile. Obiettivo al quale la nostra amministrazione lavora con azioni concrete, dalla mobilità dolce alla promozione di un’agricoltura biologica. Voglio ringraziare la società anche per il gesto di restituzione al territorio: l’illuminazione della pista ciclabile che collega la città al mare, un’opera utile che valorizza uno dei tratti più amati della nostra costa».

Marras: «Impianto frutto di un percorso condiviso»

«Quello presentato oggi – sottolinea l’assessore regionale Leonardo Marras – è uno dei primi impianti di dimensioni significative, ed è importante perché rappresenta il frutto di un percorso condiviso con le istituzioni locali. Abbiamo lavorato insieme per garantire che ogni intervento fosse non solo sostenibile dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma anche capace di generare ricadute positive e opportunità concrete per il territorio. Credo sia un esempio virtuoso, che dimostra come, grazie a una visione politica chiara e a investimenti mirati nel settore energetico, sia possibile affrontare concretamente la transizione ecologica. Questo tipo di progetti ci consente di colmare il ritardo che il nostro Paese sconta ancora in termini di produzione e approvvigionamento energetico, proprio in un momento in cui la domanda di energia è destinata a crescere».

«La transizione energetica è un’opportunità di sviluppo sostenibile»

«Dalla Maremma – aggiunge Marras – arriva quindi un messaggio forte e chiaro: la transizione ecologica non solo è possibile, ma può anche rappresentare un’opportunità di sviluppo sostenibile per le  nostre comunità. Il parco è un risultato importante per la città di Grosseto in particolare. La scelta di tecnologie all’avanguardia rende l’impianto moderno e innovativo: un investimento che guarda al futuro producendo ricadute positive già nell’immediato. L’illuminazione  intelligente della ciclabile di Marina è poi un valore aggiunto di cui sia i cittadini che i tanti visitatori che in estate scelgono la Maremma potranno godere all’insegna di uno stile di vita e di vacanza sempre più sostenibile».

 

Viola tre norme ma l’autovelox illegale è ancora lì

L'autovelox di Rispescia, una macchina da soldi per il Comune di Grosseto e, a destra, quello di Campagnatico

CAMPAGNATICO. Sotto il sole cocente di mercoledì 25 giugno, sulla stessa piazzola lungo la Grosseto-Siena, poco prima dell’uscita di Campagnatico, c’era il solito autovelox. Quello che viola tre norme del decreto Salvini, quello le cui multe elevate non sono valide. A patto però, che gli automobilisti che si vedono arrivare la sanzione a casa, si presentino in tribunale, davanti al giudice di Pace, per fare ricorso. 

E, se lo vincono, le spese le paga la Prefettura.

Considerando quindi, il numero di sanzioni che potrebbero essere annullate, immaginarsi un danno erariale non pare così difficile. Con buona pace di comandanti delle polizie municipali e provinciali che continuano a piazzare i rilevatori di velocità in barba alle regole del codice della strada. 

Sequestri disposti dalle Procure in mezz’Italia

Alle proteste degli automobilisti, alcuni dei quali hanno passato in rassegna tutta la normativa vigente in Italia sull’odiato autovelox, alcune Procure hanno cominciato a sequestrare gli impianti non omologati

È successo a Pietrasanta, su disposizione del gip di Lucca, che ha fatto riferimento, come altri colleghi dalla Toscana fino al Veneto, alla sentenza della Cassazione del 14 maggio 2025, la numero 12924. 

Autovelox che erano autorizzati ma che non erano omologati. Come lo sono appunto quello di Campagnatico, che mercoledì 25 giugno era stato sistemato sulla solita piazzola e quello di Rispescia

Diversi Comuni hanno scelto di aspettare a ripresentarsi lungo la strada con i rilevatori di velocità, proprio per non incorrere in valanghe di ricorsi alle sanzioni elevate. Lo ha fatto anche quello di Monticiano, sempre sulla Grosseto – Siena, che al momento ha spento il tutor all’ingresso dell’area di cantiere della quattro corsie. 

La bozza di decreto ritirata

Ci sono state due ordinanze della Cassazione, quelle pubblicate a fine maggio, a complicare il quadro e, soprattutto, a confermare che nessuna multa fatta in Italia sarebbe valida. Entrambe, confermano la stessa cosa: non basta l’approvazione di un macchinario, serve anche l’omologazione

E quest’ultima è impossibile in Italia, perché il decreto sull’omologazione degli autovelox non è mai stato adottato. Ecco perché tutte le multe possono essere annullate, anche se la procedura è tutt’altro che semplice. Lo spieghiamo in fondo a questo articolo.

Nei mesi scorsi il ministero aveva mandato a Bruxelles una bozza di decreto a sanatoria, che avrebbe considerato “omologati” tutti gli autovelox costruiti dopo il 13 aprile 2017, ma è stata poi ritirata. Il decreto sarà ripresentato ma, al momento, non c’è.

 

Un branco enorme di cinghiali a spasso sulla strada – IL VIDEO

GROSSETO. La Maremma si sa è anche terra di cinghiali, ma veder sfilare davanti a se un branco di quasi quaranta irsuti (forse anche qualcuno in più), fra maschi e femmine, e una miriade di “porchetti” è sempre una scena particolare.

Per di più se attraversano tutti, ma proprio tutti la strada in modo composto, incuranti dell’arrivo delle auto. Anzi quasi con la sfrontatezza di chi quel tratto lo conosce bene per rientrare nei campi. Un passaggio sicuro, usato chissà quante volte.

La ripresa fatta dalla propria auto

Nel video di Jimbo Ferrari, ripreso con il cellulare dall’interno della sua auto verso le 22 sulla strada provinciale della Trappola, il transito del “branco selvaggio” fa quasi tenerezza. Il totale degli irsuti è difficile da contare, anche perché qualcuno poteva essere già transitato. I cinghiali hanno attraversato all’altezza del Casale Santo Stefano a Principina Terra. 

Quando un amico ti dice occhio ai cinghiali, beh le immagini parlano da sole ed è bene su quasi tutte le strade periferiche maremmane (ma anche qualche arteria importante), fare molta attenzione. Dietro a una curva, ma anche in un rettilineo, si potrebbero fare incontri non desiderati.  

 

I fuochi artificiali incantano residenti e turisti – IL VIDEO

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Serata da tutto esaurito a Castiglione della Pescaia. Lo spettacolo dei fuochi pirotecnici sul mare ha visto arrivare migliaia di persone: parcheggi presi d’assalto, così come il lungo mare di via Roma, con la spiaggia che ha fatto da teatro perfetto per le famiglie, per godersi il gioco di luci e colori che i “botti” sanno regalare per uno spettacolo fra magica e emozioni.

La sindaca Nappi: «I fuochi piacciono, le presenze lo dimostrano»

«I fuochi d’artificio hanno sempre un grande richiamo turistico. E non poteva essere diversamente – ha detto la sindaca Elena Nappi – anche quest’anno in tantissimi si sono lasciati trasportare dalla magia e dal fascino delle luci che ha colorato il cielo castiglionese. Una scelta vincente, come le tante scelte che facciamo per il nostro territorio, gli eventi che ogni anno programmiamo soprattutto per i turisti che sempre più numerosi continuano a scegliere Castiglione come meta di vacanza. Scelte che sono frutto di incontri e confronti con i nostri operatori commerciali e turistici. Ed è grazie alle entrate dell’imposta di soggiorno che ogni anno riusciamo a proporre qualcosa in più. Vorrei ringraziare i nostri turisti perché è grazie a loro che possiamo finanziare spettacoli, concerti, mostre, eventi, manifestazioni ed anche i fuochi pirotecnici».

Polemiche per i costi e il rumore che mette in crisi gli animali da compagnia

Sui social però, nei giorni precedenti non sono mancate le polemiche, sia per il rumore che mettono in crisi gli animali, sia per i costi, come hanno sottolineato i gruppi di opposizione in consiglio comunale.

«Un chiarimento sulla spesa è d’obbligo – ha aggiunto la prima cittadina – la giunta con propria delibera autorizza l’importo massimo di spesa da destinare, successivamente si procede all’effettivo impegno spesa, ed in questo caso abbiamo affidato il servizio di realizzazione dei tre spettacoli estivi per 18 mila euro più Iva».

In futuro lo spettacolo potrebbe essere fatto con i droni

«Ovviamente, già quest’inverno, in accordo con gli operatori turistici, avevamo valutato ipotesi alternative, tra cui uno show di droni luminosi. Sono stati richiesti preventivi a ditte nazionali che li realizzano, ma i costi sono risultati essere, a nostro avviso, per questo tipo di spettacolo ancora nuovo e poco diffuso, decisamente proibitivi – aggiunge la sindaca di Castiglione della Pescaia – per uno volo con 500 droni (ma per lo show di pochi giorni fa a Genova ne sono stati messi in campo ben 1.750) ci sono stati chiesti circa 100mila euro, per 12 minuti di spettacolo, decollo e atterraggio inclusi; 120 mila euro, invece, se fatti sul mare. Siamo certi che nei prossimi anni tali spettacoli diventeranno sempre più accessibili economicamente e Castiglione della Pescaia non mancherà di realizzarli. Da anni ormai come tradizione proponiamo i fuochi artificiali di inizio e fine estate oltre ai canonici fuochi d’agosto, ma in ogni caso, in concertazione con i nostri operatori, potremmo in futuro rivedere questa prassi e proporre soluzioni diverse se condivise dalla nostra comunità».

Nessun problema di ordine pubblico alla fine, con la “fiumana” di persone che si è poi riversata nelle vie del centro. E da stasera, domenica 15 giugno, il via anche alla Ztl.

 

 

Droghe sempre più potenti e in mano ai minorenni: le analisi dei carabinieri – IL VIDEO

GROSSETO. Droghe sempre più potenti, in mano ai minorenni. Che non soltanto le spacciano ma che le consumano. È la fotografia scattata laddove le sostanze stupefacenti vengono analizzate. È la fotografia degli specialisti del Lass dei carabinieri di Grosseto, il laboratorio di analisi che ogni anno ha il compito di controllare le 15.000 dosi circa sequestrate da tutte le forze dell’ordine delle province di Grosseto, Siena e Livorno. 

Importante presidio contro lo spaccio, è qui che vengono analizzate le sostanze sequestrate, con un trend in aumento rispetto agli anni precedenti.

Droghe sequestrate a minorenni

Il numero dei sequestri e dei reperti è aumentato notevolmente negli ultimi anni, e questo è un chiaro indicatore della crescente diffusione delle sostanze stupefacenti nelle tre province, soprattutto tra i giovanissimi. Un allarme questo, che richiede un’attenzione particolare, poiché l’abuso di sostanze può avere conseguenze devastanti sulla salute e sul futuro dei giovani

Il Lass dei carabinieri di Grosseto

Un fenomeno, questo, che ha portato sempre più spesso il personale del laboratorio dei carabinieri di Grosseto, a collaborare con la procura dei minori. Perché i ragazzini che hanno meno di 18 anni, sono sia consumatori che spacciatori. E non si tratta solo di una canna ogni tanto, sebbene, stando ai dati del Lass, l’effetto psicotropo anche delle droghe leggere è quadruplicato negli ultimi due decenni. Ma anche di droghe pesanti. Di cocaina, spessissimo, di ecstasy e allucinogeni. 

Nuove sostanze e nuove sfide

Il laboratorio di Grosseto ha rilevato un aumento significativo della presenza di nuove sostanze sintetiche, che rappresentano una sfida sempre più grande per le forze dell’ordine e per i laboratori di analisi. Queste sostanze sono spesso progettate per aggirare le leggi e possono avere effetti imprevedibili sulla salute. 

Il luogotenente Antonio Gaita dentro al Laboratorio

«Un esempio sono i cannabinoidi sintetici – spiega il luogotenente Antonio Gaita, operatore chimico – biologico dell’Arma – che si trovano anche in formato liquido e che vengono spruzzate, ad esempio, per aumentare gli effetti della cannabis light. I ragazzi, anche giovanissimi, oggi hanno accesso a tante sostanze diverse, che possono avere effetti devastanti». Katamina, Lsd, cocaina, eroina, mdma. «Droghe che vengono spacciate con nomi diversi – spiega – ma che derivano sempre dalle stesse molecole». 

Grazie al gas cromatografo, lo speciale macchinario in dotazione al laboratorio, i militari dell’Arma di Grosseto sono in grado di definire di quale tipo di sostanza si tratti e anche quanto sia potente la droga analizzata. 

Dal pizzicagnolo della droga

È un vero e proprio supermercato della droga, quello che si trova nelle piazze delle città italiane, Grosseto inclusa. Un supermercato dove si può trovare di tutto. «Cambiano i nomi – spiega il luogotenente Gaita – ma le sostanze rimangono le stesse. Che si chiamino shaboo o Ice poco cambia, sempre di metamfetamina si tratta, ad esempio». 

Le forze dell’ordine, durante i servizi antidroga – al Lass dei carabinieri di Grosseto arrivano in media 15.000 dosi all’anno da analizzare – sequestrano di tutto. «Per fortuna nelle tre province che portano le sostanze qui da noi – sottolinea il luogotenente – non sono mai state sequestrate dosi di Fentanyl, potente analgesico che viene utilizzato per sballare». 

Cento chiamate di emergenza al giorno alla centrale operativa

Basta fare pochi passi e salire due piani di scale che, dal cortile della caserma Canzanelli di piazza Lamarmora, si raggiunge la centrale operativa dei carabinieri

La centrale operativa dei carabinieri

Un lungo bancone con 4 postazioni, 8 linee telefoniche e monitor per controllare tutte le segnalazioni. È qui che arrivano le chiamate dirottate dal Numero unico per le emergenze 112, la cui centrale si trova a Firenze. «Ogni giorno riceviamo un centinaio di segnalazioni – spiega il luogotenente Luigi Martone, capo della centrale – Segnalazioni che vengono smistate dal Nue e per le quali noi creiamo delle schede con tutti i dati ricevuti». 

Alla centrale viene infatti segnalato il tipo di segnalazione per il quale è richiesto l’intervento dei carabinieri, i dati del richiedente e anche la posizione. «Tutto quello che raccogliamo finisce in una scheda – dice – che poi viene conservata perché potrebbe servire in seguito per eventuali querele. Nei casi in cui sia necessario, inviamo una pattuglia sul posto, altrimenti gestiamo le telefonate direttamente al telefono». 

24 ore su 24 al servizio dei cittadini

Alla centrale operativa dei carabinieri ci sono due militari in servizio che garantisco una copertura h 24. «Qui svolgiamo anche il servizio di controllo dei braccialetti elettronici – aggiunge Martone – In questo caso l’allarme non ci arriva attraverso il 112 ma con un sistema di triplice allarme: al telefono, sul pc e via Pec. E l’intervento, deve essere immediato». 

I militari alla centrale operativa

Un centinaio di segnalazioni al giorno, sono quelle che arrivano alla centrale del 118. Dagli ostacoli sulla strada alle liti sentite dai vicini. «Poi ci sono le risse, le segnalazioni per i disagi legati alla movida notturna – aggiunge il coordinatore della centrale operativa dei carabinieri – e i codici rossi, che sono tanti. E che sono quelli che richiedono la nostra massima attenzione e la maggiore velocità d’intervento». 

 

Parco della Maremma, 50 anni e non sentirli. Ed è un volano per il turismo

Una veduta della spiaggia di Collelungo al tramonto (foto MaremmaOggi) e i presidenti della Regione, Eugenio Giani e del Parco, Simone Rusci (foto Michele Guerrini)

ALBERESE. Un Parco con un’incredibile biodiversità, protetto e tutelato, ma anche una formidabile attrazione per il turismo, con un passaggio, che non è stato semplice, fra semplice conservazione a fruizione intelligente: il Parco della Maremma è la perla del nostro territorio. E ora festeggia 50 anni.

«Tanta strada è stata fatta grazie all’impegno di chi mi ha preceduto e non c’è persona che oggi non consideri il Parco come uno dei motori di questo territorio, una delle istituzioni più riconoscibili, più identitarie e più conosciute».

Se si dovesse riassumere il valore del Parco della Maremma, lo si potrebbe fare in questo modo, con le parole usate oggi, giovedì 5 giugno, dal presidente Simone Rusci ma, quasi in modo unanime, dagli ospiti che si sono succeduti all’evento “L’invenzione del Parco della Maremma. 50 anni tra conservazione e sviluppo”, organizzato al Granaio lorenese di Spergolaia (Alberese, Grosseto) per celebrare, a mezzo secolo esatto dalla data di promulgazione della legge regionale che lo ha istituita, la riserva naturale del sud della Toscana.

Un evento che ha visto la presenza della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto, dei sindaci e rappresentanti dei Comuni compresi nel Parco, dei presidenti (Luciano Giorgi, Niccolò Mattei, Giampiero Sammuri, Lucia Venturi e Simone Rusci) che si sono succeduti alla guida dell’ente, del direttore Enrico Giunta; persone che hanno contribuito alla crescita del Parco,  che negli anni si è dedicato non solo alla conservazione dell’area, in linea con l’evoluzione delle teorie della conservazione, ma ha anche promosso importanti ricerche di tipo naturalistico e attuato un modello di sviluppo alternativo per un’area del territorio che, se all’inizio della sua storia poteva sembrare pioneristico, ha dimostrato, negli anni, che sviluppo e tutela possono andare di pari passo.

Per questo, all’evento di oggi hanno partecipato anche le aziende a Marchio Parco e gli esercizi consigliati, le guide ambientali, i ricercatori, gli “Amici del Parco”, i volontari iscritti all’albo costituito dall’ente. 

Le celebrazioni per i 50 anni continuano

Le celebrazioni per la ricorrenza, molto sentita anche dagli amministratori, proseguono anche nei prossimi giorni con iniziative rivolte alla comunità locale più legata al Parco e ai cittadini e visitatori.

Il programma di sabato 7 giugno

Sabato 7 giugno, alle 17.30 al Granaio lorenese è in programma la presentazione del libro fotografico di Giulio Bardi e Federico Santini, edito da Giunti editore, dal titolo “Il Parco della Maremma, mezzo secolo di tutela”, che ripercorre attraverso le foto dell’autore Santini, gli scatti di Alberto Pastorelli e alcune immagini storiche dell’Archivio Foto Gori, e i testi di Bardi, la storia dalla nascita dell’area tutelata ai giorni nostri.

Un volume che celebra, in italiano e inglese, la storia del parco e il patrimonio ambientale, e che la racconta andando a ritroso, anche oltre la data dell’istituzione e ripercorrendo, il lavoro dei braccianti, il sogno di bonifica dei granduchi, le fortezze delle alture, la fede in qualche divinità dei boschi tardoantichi.

Nel corso della serata interverranno, oltre al presidente Rusci, l’onorevole Francesco Battistoni, vicepresidente della commissione Ambiente della Camera, Leonardo Marras, assessore al Turismo della Regione Toscana, Luca Santini, presidente di Ferderparchi, Giovanni Sordi, direttore Ente terre regionali toscane, Alberto Pastorelli, fotografo.

Sempre sabato è prevista l’inaugurazione ufficiale della mostra fotografica, in quasi 60 scatti, “Il Parco prima del Parco”, con le immagini conservate dall’Archivio Foto Gori, che sarà illustrata da Giovanni Gori. A seguire, aperitivo e musica dal vivo con il gruppo folk-rock LOccasione, per un momento di festa dedicato, in via privilegiata, ai residenti e titolari di impresa di Rispescia, Alberese, Talamone e Principina, ovvero la comunità del Parco (ingresso libero fino al raggiungimento dei posti massimi consentiti).

LOccasione, formazione nata a Siena nel 2011 da ex studenti fuori sede, è composta da 7 elementi e fonde il cantautorato italiano con influenze folk, rock e ska.

La Festa dei Parchi, ingresso gratuito domenica 8 giugno

Il Parco della Maremma apre, gratuitamente, le sue porte domenica 8 giugno, per l’evento “Vivi la biodiversità nei 50 anni del Parco”, iniziativa che rientra all’interno della “Festa dei parchi”, promossa dalla Regione Toscana. Passando dal centro visite, per ritirare il proprio biglietto omaggio e le cartoline celebrative, sarà possibile visitare la maggior parte degli itinerari del Parco, con il supporto delle guide diffuse, presenti in vari punti sui tracciati.

Le guide saranno disponibili per rispondere alle domande e indirizzare i visitatori e per consentire, in alcuni casi, anche l’accesso agli edifici storici presenti nella riserva. Interdetti all’accesso, infatti, saranno solo gli itinerari T2 “Cannelle”, T3 “Poggio Raso” e A9 “I valloni”, mentre, per il percorso ciclabile della strada degli Olivi – Pinastrellaia, è previsto un numero massimo di 150 persone.

Il 50esimo anniversario del Parco della Maremma non termina, però, l’8 giugno: una serie di appuntamenti sono in calendario per tutta l’estate con la rassegna “Parco Aperto”, pensati per scoprire la riserva anche da prospettive inedite e per far incontrare la magia della natura con quella dell’arte.

Tutti i dettagli sul sito www.parco-maremma.it; per informazioni è possibile scrivere a booking@parco-maremma.it

Fondo Sviluppo Cooperazione, la Toniolo è la prima beneficiaria in Toscana

L'assessore regionale Leonardo Marras con Elisa Rustichini, presidente della Cooperativa Toniolo di Grosseto

GROSSETO. La Toniolo di Grosseto, attiva dagli anni ‘80 e specializzata nella gestione di impianti meccanici, gasdotti e acquedotti, nonché nella costruzione e manutenzione di impianti di potabilizzazione, depurazione e reti di teleriscaldamento, è la prima società cooperativa toscana ad usufruire del Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana.

Il fondo costituito dalla Regione Toscana, è gestito da Sici, Sviluppo Imprese Centro Italia SGR Spa. Oggi, giovedì 5, a Grosseto, nel nuovo stabilimento di fabbricazione saldata della Toniolo, ad illustrare l’operazione anche l’assessore a economia e turismo Leonardo Marras.

«È uno strumento – spiega  Marras – che abbiamo pensato per supportare la cooperazione che ha conservato un enorme valore in tutta la Toscana, per promuovere, consolidare e rafforzare il patrimonio delle cooperative che hanno difficoltà a trovare capitali che le sostengano, soprattutto nelle fasi iniziali o al momento di programmare investimenti innovativi».

«Sono soddisfatto che inizi a concretizzarsi e che il primo intervento del Fondo sia proprio con una cooperativa di Grosseto, una cooperativa di produzione che utilizza e sviluppa alta tecnologia, che cresce ed elabora soluzioni nuove con una visione non solo locale».

Un investimento di 500mila euro

L’investimento di Sici – Fondo Sct proposto è di 500 mila euro e si inserisce in una più ampia operazione per un totale di 1 milione di euro realizzata insieme al co-investitore Coopfond.

«Siamo molto soddisfatti di poter sostenere, insieme a Coopfond, G. Toniolo – dichiara Vittorio Gabbanini, presidente di Sici – una cooperativa storica del territorio caratterizzata da comprovate competenze tecniche e da un costante sviluppo. Questo è il primo investimento del nuovo Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana che non è un semplice strumento finanziario ma un atto che riconosce nel modello cooperativo un’importante lega per uno sviluppo sostenibile, equo e duraturo. Il Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana è il primo progetto che nasce dalla collaborazione tra Regione Toscana e SICI, che si conferma un partner strategico a supporto e a servizio delle imprese».

«Come fondo mutualistico di Legacoop – dichiara Andrea Passoni, amministratore delegato di Coopfond – crediamo fortemente nella collaborazione con il pubblico per sostenere progetti che generano sviluppo sostenibile. L’intervento a favore della cooperativa Toniolo è un esempio concreto di come, unendo risorse e visione, sia possibile investire in iniziative capaci di coniugare crescita economica e valore per il territorio».

Un momento della presentazione, nell'officina della Toniolo in via Rubino
Un momento della presentazione, nell’officina della Toniolo in via Rubino

Rustichini: «Fondi decisivi per il nostro progetto»

«Nell’ottica della crescita costante e considerato altresì l’importante accrescimento professionale del personale della cooperativa – commenta Elisa Rustichini, presidente della cooperativa G. Toniolo –, nel piano industriale 2024/2026 è stato introdotto un progetto di sviluppo per l’apertura di uno stabilimento di fabbricazione saldata dotato di attrezzature all’avanguardia per la realizzazione di prodotti in acciaio al carbonio ed acciaio inox come carpenterie metalliche, skid, gruppi di pressurizzazione, recipienti a pressione sotto direttiva PED-ASME con marchiatura CE oltre a piping anche di elevata complessità».

«Il nostro progetto – prosegue Rustichini – si è perfettamente sposato con i requisiti necessari per poter accedere al Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana che ci permetterà di velocizzare l’acquisizione di quanto necessario ad implementare l’allestimento del nuovo stabilimento aperto a Grosseto in via Rubino 57-59».

La Toniolo, oltre 40 anni di esperienza

La “G. Toniolo” Impianti e Lavori Edili Soc. Coop. è stata costituita il 16 maggio 1984 da 9 soci/e che unendo le loro competenze lavorative hanno avviato la Cooperativa nel settore impiantistico e del gas. L’attività è continuata in tale direzione per un decennio fino alla metà degli anni ‘90 quando la cooperativa ha raggiunto una dimensione tale da essere maggiormente strutturata e quindi, con il supporto e l’intuizione del personale preposto alla guida dell’azienda, è avviata verso la diversificazione dei settori di attività iniziando ad acquisire commesse per lavori su acquedotti, fognature ed impiantistica industriale.

L'interno dell'officina della Toniolo in via Rubino
L’interno dell’officina della Toniolo in via Rubino

Questo percorso ha garantito una crescita costante dell’azienda che, nell’ultimo ventennio, ha ulteriormente incrementato la propria attività specializzandosi anche nei settori della manutenzione e gestione di impianti meccanici, gasdotti e acquedotti oltre che nella costruzione e manutenzione di impianti di potabilizzazione, depurazione e reti di teleriscaldamento.

Cos’è il Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana

Il Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana è un fondo di investimento alternativo riservato, destinato alla promozione, al consolidamento e al rafforzamento patrimoniale delle imprese cooperative. Il servizio è finalizzato anche al sostegno delle cooperative nate a seguito di processi workers buy out, ossia di un’azione di salvataggio dell’azienda, o di una sua parte, realizzata dai dipendenti che subentrano nella proprietà.

Creato per realizzare plusvalenze dagli investimenti effettuati in strumenti finanziari emessi da società cooperative non quotate con sede in Toscana (o che hanno in programma di insediarvisi), in cerca di risorse finanziarie per coprire o sostenere il proprio piano di sviluppo. È finanziato da Regione Toscana con risorse FESR 2021-2027 e si inserisce nella strategia regionale per il rafforzamento del tessuto imprenditoriale locale e il supporto alla crescita delle micro, piccole e medie imprese.

Il Fondo è operativo dal dicembre 2024, ha una dotazione finanziaria di circa 4 milioni di euro ed investe in imprese cooperative regolarmente iscritte all’Albo delle società cooperative con finalità mutualistiche, che pongono al centro la valorizzazione del lavoro e la stabilità occupazionale. L’obiettivo è sostenere la crescita e la stabilità del settore cooperativo, valorizzando gli investimenti effettuati. Il Fondo interviene come “co-investment fund” partecipando direttamente, in concerto con altri investitori, nel capitale di Mpmi.

Aghi di pino e sfalci, cambia la raccolta. Orari, date e strade

MARINA DI GROSSETO. Nuovo servizio di raccolta differenziata nel comune di Grosseto. A partire da giovedì prossimo, 5 giugno, e fino al 30 settembre, sarà attivato il servizio di ritiro a domicilio settimanale di aghi di pino e di piccoli sfalci e potature a Marina di Grosseto e Principina a mare.

Il servizio, fortemente voluto dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dall’assessore all’ambiente Erika Vanelli, prevede un preciso calendario di ritiro diviso per zone.

Entro le 6, lunedì, mercoledì e venerdì

A Marina di Grosseto, le utenze residenti a nord di via della Lavanda (Zona A), potranno esporre il materiale, che deve essere raccolto all’interno di sacchi, ogni venerdì entro le ore 6 di mattina. Per le utenze della zona a sud di via della Lavanda (Zona B), il ritiro si svolgerà ogni mercoledì con i medesimi orari e modalità di esposizione del materiale. A Principina a mare e zona Rio Grande (Zona C), il giorno di ritiro sarà il lunedì, sempre con esposizione dei rifiuti entro le ore 6 della mattina.

L’Amministrazione comunale e Sei Toscana ricordano a tutti gli utenti che il mancato rispetto dei giorni e degli orari di esposizione può comportare una sanzione amministrativa e la sosta del rifiuto fino alla settimana successiva. È severamente vietato esporre il rifiuto al di fuori dei giorni e degli orari indicati ed esporre sfalci, potature e aghi di pino alla base di alberi o di vegetazione arbustiva.

Sei Toscana ricorda inoltre che è sempre attivo il servizio di ritiro rifiuti ingombranti, sfalci e potature a domicilio.

Per prenotare il ritiro è possibile chiamare il numero verde 800127484, gratuito da rete fissa e mobile. È possibile effettuare la prenotazione anche tramite web all’indirizzo https://seitoscana.it/ritiro-ingombranti. Per i residenti nel comune di Grosseto è inoltre a disposizione il centro di raccolta di via Zaffiro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30 (il venerdì pomeriggio dalle 15:30 alle 17:30) e il sabato dalle 8 alle 12.

174Già da quest’anno, abbiamo deciso di potenziare questo servizio, effettuando raccolte anche nei mesi autunnali, invernali e primaverili, per andare incontro alle necessità degli abitanti delle due frazioni e, soprattutto, con la speranza che un servizio così strutturato e ampio possa migliorare il decoro delle nostre due località balneari – dicono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore all’ambiente Erika Vanelli –. Adesso, con l’inizio della stagione estiva, attiviamo una raccolta ancora più puntuale, con tre giorni di ritiro a settimana, dando così la possibilità ai proprietari degli immobili di disfarsi di questa tipologia di rifiuto in modo semplice, comodo e veloce. Confidiamo nella collaborazione di tutta la cittadinanza».

 

Le tre zone di ritiro a Marina e Principina

Zona A (Marina di Grosseto) giorno di ritiro venerdì

La zona A a Marina di Grosseto
La zona A a Marina di Grosseto

Piazza dei Platani, via Cala Di Forno, via Cala Martina, via Capraia, via Caprera, via dei Platani, via del Gelsomino, via del Giglio, via del Ginepro, via del Lentisco, via del Maestrale, via del Mirto fiorito, via del Parco, via del Tulipano, via del Voltoncino, via della Fiumara, via della Genziana, via della Lavanda, via della Letizia, via della Magnolia, via della Mimosa, via dell’Argentario, via delle Bigonie, via delle Colonie marine, via delle Ginestre, via delle Orchidee, via delle Rocchette, via delle Viole, via dell’Oleandro, via di Giannutri, via di Ponente, via Elba, via Eritrea, via Gorgona, via Ponchielli, via Scoglietto, via Serena, via Somalia, viale Montecristo.

Zona B (Marina di Grosseto) giorno di ritiro mercoledì

La zona B a Marina di Grosseto
La zona B a Marina di Grosseto

Lungomare Leopoldo di Lorena, piazza Risorgimento, via Angelo Poliziano, via Boccaccio, via dei Platani, via del Canale, via del Ciclamino, via del Marinaio, via del Mughetto, via del Navigatore, via del Naviglio, via del Tombolo, via del Vascello, via della Gardenia, via della Pineta, via delle Dune, via delle Rose, via Donato Bramante, via Emilio Zannerini, via Ferdinando Innocenti, via Firenze, via Francesco Anichini, via Francesco Baracca, via Francesco Petrarca, via Generale Armando Diaz, via Generale Luigi Cadorna, via Giacomo Puccini, via Giovanni Marradi, via Giuseppe Cesare Abba, via Giuseppe Giusti, via Giuseppe Parini, via Grossetana, via Indipendenza, via IV Novembre, via Ludovico Ariosto, via Luigi Sartini, via Melchiorre Gioia, via Montreuil, via Morbello Vergari, via Piave, via Pietro Maroncelli, via Renato Fucini, via Silvio Pellico, via Torquato Tasso, via Ugo Foscolo, via Verbena, via Vincenzo Bellini, via XXIV Maggio.

Zona C (Principina a mare) giorno di ritiro lunedì

La zona C a Principina a Mare
La zona C a Principina a Mare

Via del Calamaro, via del Capitone, via del Delfino, via del Dentice, via del Luccio, via del Muggine, via del Palombo, via del Pesce luna, via del Pesce persico, via del Pesce spada, via del Polipo, via del Rio grande, via del Rio piccolo, via del Sarago, via del Tirreno, via del Torpedine, via della Cernia, via della Conchiglia, via della Seppia, via della Sogliola, via della Spigola, via della Tinca, via della Triglia, via della Trota, via dell’Anguilla, via dell’Aragosta, via dell’Arselle, via delle Meduse, via delle Murene, via dello Scorfano, via dello Squalo, via dello Storione, via dell’Ombrina, via dell’Orata, via dell’Ostrica.

Documenti per lavoratori stranieri, chiusa la fabbrica dei permessi falsi – IL VIDEO

GROSSETO. Documenti e timbri falsi di amministrazioni comunali e professionisti e una rete per gestire la richiesta di regolarizzazione dei lavoratori migranti che avrebbe prodotto migliaia di domande d’ingresso. 

Sono alcuni dei risultati dell’indagine “Click day” che mercoledì 4 giugno ha portato agli arresti domiciliari cinque persone, tutte originarie del napoletano, che vivono nelle province di Grosseto e di Napoli

Favorivano l’immigrazione clandestina

Il blitz dei carabinieri del comando provinciale di Livorno, con la collaborazione del nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro e dai militari di Grosseto e Napoli è scattato all’alba di mercoledì 4 giugno quando è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del tribunale di Livorno nei confronti di 5 persone.

I carabinieri durante l’indagine

Accusate, a vario titolo, di concorso aggravato in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sostituzione di persona e falsità materiale commessa da privato.

Un anno di indagini e intercettazioni

Ordinanza, quella emessa dal tribunale di Livorno che arriva al termine di una delicata indagine cominciata a giugno dell’anno scorso e che ha previsto l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e analisi telematica, avviata a seguito della segnalazione della Prefettura di Livorno per le insolite modalità di accesso al portale e per l’inconsueto numero di istanze di regolarizzazione di lavoratori stagionali extracomunitari apparentemente riferibili a note ditte del territorio.

I carabinieri di Livorno

I militari hanno accertato come gli indagati avessero allestito un “caf abusivo” ed una “centrale del lavoro”, specializzandosi nella predisposizione di migliaia di domande di ingresso in Italia di presunti lavoratori extracomunitari, producendo documentazione falsificata riconducibile ad ignari legali rappresentanti di centinaia di aziende (24 quelle della provincia labronica interessate).

Documenti falsificati per partecipare al click day

Nel corso di una perquisizione eseguita nel novembre 2024, in concomitanza del periodo di un “click day”, i carabinieri hanno trovato e sequestrato, decine di devices (tra i quali pc, dispositivi di archiviazione digitale e smartphone), timbri clonati di amministrazioni comunali e professionisti, centinaia di documenti di identità falsificati e digitalizzati, nonché voluminosa documentazione cartacea e digitale artefatta, impedendo la presentazione agli Uffici Territoriali del Governo di tutta Italia di decine di migliaia di false richieste di assunzione,

 

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