MARINA DI GROSSETO. Le previsione meteo non erano state confortanti per domenica 5 giugno ma le spiagge della Maremma sono state lo stesso prese d’assalto dai turisti che si stavano godendo l’ultimo giorno del ponte del 2 giugno e i bagnanti che avevano deciso di trascorrere al mare la giornata di festa.
Una bufera di sabbia, con vento e qualche goccia, si è abbattuta sulla costa maremmana. A Marina di Grosseto, in tanti si sono allontanati dall’arenile per rifugiarsi negli stabilimenti balneari e in pineta, in attesa che il sole faccia di nuovo capolino.
GROSSETO. Dopo due anni torna in presenza la festa della Repubblica: il 2 giugno nuovamente festeggiato in piazza del Duomo, alla presenza del prefetto di Grosseto Paola Berardino.
È stata una cerimonia toccante quella di stamani, giovedì 2 giugno, in piazza del Duomo. Un ritorno alla normalità anche per la celebrazione della festa della Repubblica.
Il prefetto Paola Berardino, che ha fatto il suo ingresso in piazza accompagnata dal comandante del Cemivet, colonnello Mario Piero Marchisio, ha salutato lo schieramento multiforze, le autorità, il vescovo Giovanni Roncari.
Finanza, carabinieri, polizia, esercito, aeronautica, vigili del fuoco, capitanerie, associazioni del soccorso, tutti i sindaci, l’assessore regionale Marras, il parlamentare maremmano Roberto Berardi: in piazza c’erano tutti a festeggiare l’anniversario della nostra Repubblica, nata il 2 giugno del 1946 con il referendum.
Il messaggio del presidente Mattarella è stato letto da uno studente.
La bandiera italiana sventola in piazza del Duomo
Particolarmente toccante è stata la cerimonia dell’alzabandiera. Oggi la bandiera tricolore sventolerà per tutto il giorno al centro di piazza del Duomo, fra il Duomo e il comune.
GROSSETO. Negli anni ’80 qui ci si ballava e ci si innamorava. Era il locale del primo bacio, della musica quella vera. Della socialità. Tanti grossetani legano alla sala Eden i propri ricordi più belli.
Poi il degrado, qualche maldestro tentativo di riapertura, la chiusura. E poi anche il covid, che ha scoraggiato chiunque volesse provare a farla ripartire.
Ora per la sala Eden arriva una vita nuova, è il momento della svolta.
Con la gestione di Uscita di Sicurezza, che già sta facendo funzionare il locale Hottimo, sempre sulle Mura, poche centinaia di metri più in là, la sala Eden ha tutto per tornare quella di una volta.
La sala Eden apre il 28 maggio
L’apertura al pubblico è fissata per sabato 28 maggio. Si partirà con cena e aperitivo, all’interno o all’aperto, nel contesto meraviglioso delle Mura. E poi, dall’autunno, torneranno gli spettacoli, la musica, la socialità.
«Ci crediamo molto – dice Luca Terrosi, presidente di Uscita di Sicurezza -, Grosseto da tempo aveva bisogno di un locale come questo, dove gustare un buon aperitivo o stare qualche ora al fresco delle nostre splendide Mura. Da ottobre contiamo di avere la licenza di pubblico spettacolo, quindi la programmazione si amplierà, con serate musicali e, ovviamente, il ballo. Perché non esiste sala Eden senza il ballo».
Giovedì 26 sera c’è stata una prima apertura, a invito.
Oltre al sindaco c’era tutta la giunta, compreso l’assessore alla cultura Luca Agresti, felice che le Mura stiano riprendendo vita. Molti gli ospiti, fra cui il questore, Antonio Mannoni.
Luci soffuse, arredi di livello, vecchie foto alle pareti: un ambiente accogliente e “caldo” attende chi vorrà provarla per l’aperitivo e la cena.
E chissà che, quarant’anni dopo, una nuova generazione di grossetani leghi a questo locale, che è un pezzo di storia di questa città, i propri ricordi più belli.
MONTENERO D’ORCIA. C’è una sostanziale differenza fra fare il vino e fare l’olio.
Perché dentro all’uva il vino non c’è e si ottiene lavorando in cantina, mentre dentro alle olive l’olio c’è di già. E per ottenerlo basta rispettare il lavoro già fatto dalla natura.
Lo sanno bene al Frantoio Franci, affacciato sulla Val d’Orcia, in quella Montenero che dalla vetta della collina separa, idealmente, il territorio maremmano dalle terre senesi. Una collina dalla quale l’occhio nelle giornate limpide abbraccia da Roccastrada fino a Pienza, circondata da olivi, curati uno per uno. Di varie cultivar, compresa quell’olivastra seggianese che è un’eccellenza della nostra terra.
Del resto l’Italia è il quarto produttore mondiale di olio di oliva ma è la prima per il numero di varietà. Una biodiversità unica.
Opera Olei, sei aziende, da Reggio Calabria a Trento
Il Frantoio Franci è una delle sei aziende del consorzio Opera Olei. Sei aziende che si sono unite nel 2014 spinte dall’amore per la terra e dalla volontà di diffondere la cultura dell’olio extra vergine di oliva di qualità, monovarietale. Olio che da condimento diventa ingrediente o, meglio ancora, “ingrandiente”, perché valorizza il sapore dei cibi sui quali viene messo, senza coprirlo, ma esaltandolo.
Presieduto da Riccardo Scarpellini, fanno oggi parte del consorzio Opera Olei:
Olearia San Giorgio di San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria) – Qui il sito
Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento), – Qui il sito
Frantoi Cutrera dei Monti Iblei (Ragusa), – Qui il sito
Azienda Agraria Viola di Foligno (Perugia), – Qui il sito
Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Grosseto), – Qui il sito
Sei realtà regionali diverse per storia e cultura, unite dalla stessa passione e dalla costante ricerca di quell’equilibrio tra tradizione e innovazione capace di dare vita a prodotti unici e di altissima qualità.
Le sei aziende lavorano oli extra vergine di oliva monocultivar selezionati, estratti esclusivamente da olive verdi per preservarne i polifenoli e la vitamina E, e salvaguardarne le proprietà
nutraceutiche.
Dal lavoro delle sei aziende nasce il cofanetto, dove i sei olii sono ingredienti protagonisti e non semplice condimenti. Il cofanetto del consorzio Opera Olei racchiude sei cultivar con un’identità strettamente legata al territorio di cui conserva aromi e storie. All’interno della confezione le sei bottiglie sono ordinate per intensità.
Il cofanetto di Opera Olei
L’Ottobratico – Olearia San Giorgio – Un nome evocativo della cultivar da cui origina, l’Ottobratica: la sua maturazione ottimale avviene nel mese di ottobre. Colore giallo dorato velato, il suo profumo è delicato, mai scontato, con i suoi sentori di erba fresca, carciofo, mela matura e sottobosco. Abbinamenti: adora essere utilizzato per fritture, è perfetto per la maionese. A tavola esalta crostacei al vapore, pesce bollito e carni bianche ai ferri. Irrinunciabile con primi piatti con funghi ovoli. Esalta i legumi, soprattutto i fagioli, meglio se freddi.
46° Parallelo – Agraria Riva del Garda. Creato solo dalla cultivar autoctona Casaliva è un olio fruttato medio leggero dall’intenso colore giallo con lievi sfumature verdi. Per gli abbinamenti dà il meglio con le eccellenze gastronomiche del territorio, dai pesci di lago alla carne salada fino agli strangolapreti alla trentina. Ottimo con il radicchio arrosto, le verdure cotte, la cicoria, le lasagne vegetariane.
Primo – Frantoi Cutrera – Un olio che dichiara immediatamente la sua cultivar Tonda Iblea dal colore verde velato a causa della decantazione naturale e profumo fruttato, fresco, con esuberanti note di pomodoro verde. Enfatizza gli arrosti, le bruschette e le insalate, ma è ottimo sul pesce e le zuppe di legumi.
Il Sincero – Azienda agraria Viola – Nasce dal Moraiolo, la più antica cultivar di questa terra, esprimendone l’anima più vera. Un olio extra vergine di oliva dalla straordinaria complessità ed eleganza. Colore verde smeraldo con riflessi dorati, al naso è ampio e complesso, caratterizzato da note vegetali di erbe di campo, in cucina esalta zuppe di legumi, eccellente su carni alla brace e selvaggina allo spiedo. Il suo gusto deciso si sposa con zuppe di fagioli e creme di ceci con pane tostato. Si accompagna con formaggi ben stagionati.
Villa Magra grand cru – Frantoio Franci – L’eccellenza assoluta del Frantoio Franci, vertice di eleganza, complessità, struttura e persistenza. Ottenuto solo dalle migliori olive della varietà Frantoio, prodotto in bottiglie numerate. Al naso è elegante e complesso, impreziosito da sfumature floreali e di amarena che aprono a note fresche di mandorla verde, kiwi e carciofo. Si abbina con piatti semplici ma robusti della tradizione: patate, fagioli, ceci e zuppe di verdure, porcini alla griglia. Da impiegare a crudo su tartare di tonno e salmone, su carni rosse o su pesci molto saporiti. Ottimo su formaggi freschi, tortelli ricotta e spinaci, riso o pasta in bianco con parmigiano a scaglie.
Coratina – Mimì – Cultivar autoctona pugliese, la Coratina regala un olio deciso, dal sapore fragrante, dal perfetto equilibrio di fruttato, amaro e piccante. Di colore verde intenso ha profumo fruttato avvolgente che rivela spiccati sentori di foglia e carciofo, mandorla fresca e cicoria di campo con eleganti note speziate. Ottimo sulla bruschetta e sulla crema cotta e in tutti i piatti della tradizione pugliese a partire dalla zuppa di fave con cicoria.
Peraltro quest’anno sul podio di Monocultivaroliveoil, l’ambito concorso internazionale che incorona i migliori oli extra vergine di oliva monovarietali, sventola una sola bandiera, quella del
consorzio Opera Olei. Quattro, dei sei oli extra vergine di oliva del consorzio, si sono aggiudicati ex aequo la nomina di “Best of the World 2022”.
Si tratta di Primo – Frantoi Cutrera (Sicilia), Coratina – Olio Mimì (Puglia), Il Sincero – Azienda Agraria Viola (Umbria), Villa Magra Grand Cru – Frantoio Franci (Toscana). È la prima volta nella storia del concorso che quattro oli extra vergine di oliva ottengono contemporaneamente un punteggio di 10/10, dando prova di aver raggiunto un altissimo livello di qualità.
La Scuola dell’olio
Nell’ambito delle attività di diffusione della cultura dell’olio extra vergine di oliva, delle sue caratteristiche, dei suoi pregi e per far apprezzare questo eccezionale prodotto, il consorzio Opera
Olei ha dato vita anche alla Scuola dell’olio: una vera a propria scuola con sede a Livorno aperta a tutti coloro che desiderano capire meglio questo ingrediente, conoscere e riconoscere quello buono in tutta la sua ricchezza e complessità e imparare ad utilizzarlo al meglio in cucina.
Per saperne di più sul consorzio Opera Olei e sulla Scuola dell’Olio: www.operaolei.it
Al Frantoio Franci per conoscere Opera Olei
Il consorzio, nei giorni scorsi, ha organizzato una due giorni, ospiti giornalisti di molte testate nazionali, alla scoperta dell’eccellenza nell’olio. I giornalisti sono stati ospiti del Frantoio Franci, azienda che si prepara ad investire ancora.
«La nostra azienda – spiega Giorgio Franci – nasce negli anni ‘50 e nel tempo è cresciuta molto. I nuovi spazi serviranno per continuare a lavorare in modo efficiente grazie all’installazione di una nuova linea 4.0 per la lavorazione delle olive, dove tecnologia ed innovazione saranno al servizio della nostra esperienza per migliorare sempre più la qualità dei nostri oli. Stiamo lavorando anche per un nuovo deposito, un magazzino, l’area di imbottigliamento ed una terrazza panoramica a 360° su Maremma, Monte Amiata e Val d’Orcia, che sarà il giusto palcoscenico sulla qualità dedicata a ospiti e degustazioni».
«Oltre a questo è già in opera la messa a dimora di oltre 12.000 olivi entro il 2021, utilizzando varietà tipiche toscane che si prestano ad innovativi sistemi di produzione. A fronte dei nuovi investimenti sarà incrementato l’utilizzo dei sottoprodotti della lavorazione delle olive sia per fertilizzare i nostri oliveti in modo naturale sia per produrre nuova energia in impianti a biomasse. Il tutto per dar vita ad una economia circolare ecosostenibile dove la qualità dei nostri oli cresce rispettando l’ambiente ed il territorio».
È stata l’occasione per degustare i sei oli. In abbinamenti creati da un grandissimo chef, quel Matia Barciulli, coordinatore tecnico dei ristoranti dei Marchesi Antinori, pluripremiato e stellato, per anni chef all’Osteria di Passignano. E, soprattutto, uno dei primi chef a considerare l’olio un ingrediente, anzi un “ingrandiente” come ama definirlo.
Giorgio Franci, Matia Barciulli e Riccardo Scarpellini
Dai gamberi alla tartare di triglia, fino a uno dei suoi cavalli di battaglia, i ravioli di pappa al pomodoro su letto di pesto, per arrivare ai dolci, compreso il gelato fior d’olio, Barciulli ha spiegato con il suo accento fiorentino e la sua rinomata spigliatezza quanto sia importante l’olio in un piatto. Regalando anche qualche piccolo segreto della sua cucina.
FOLLONICA. Venerdì 13 maggio alle 21.30 ritornano le proiezioni al piccolo cineclub Tirreno con un film imperdibile distribuito dalla benemerita Teodora Film.
La locandina del film
Il film ha aperto la Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, e segna l’atteso ritorno alla regia di Emmanuel Carrère, uno dei più amati scrittori francesi di oggi. Per protagonista una straordinaria Juliette Binoche.
Ispirato al celebre romanzo-inchiesta della giornalista Florence Aubenas, il film si avvale di un cast sensazionale di attrici non professioniste e, come sempre, Carrère riesce a unire uno sguardo penetrante sulla società di oggi. Ponendo una riflessione mai banale sul rapporto tra arte e vita, realtà e finzione.
Tra due mondi è stato presentato in anteprima italiana alla dodicesima edizione di Rendez-vous, il Festival del nuovo cinema francese.
GROSSETO. Mr. Baro (Alessandro Baroni) è dagli anni’ 90 che ha sempre amato e seguito la musica, soprattutto quella rap. Adesso ha composto “Grosseto Anthem”, ovvero “inno grossetano” diretto a tutti i cittadini, di tutte le età. Da ieri, mercoledì 11 maggio, è disponibile su Youtube.
«Negli anni ’90 insieme ad altri amici rappresentavamo “La Standa” – racconta Alessandro – che oltre ad identificarci come nome era il nostro punto di ritrovo, dove davamo sfogo alla break dance e a tutte le altre forme dell’hip hop. Insieme ad altri miei amici siamo stati tra i primi anche a portare questo genere a Grosseto, registrando ai tempi “Pagliacci“, un mixtape distribuito rigorosamente a mano su passaparola, nel vecchio formato musicassetta».
Alessandro Baroni è sempre stato legato alla musica: «Per anni ho suonato in un soundsystem reggae chiamato Combostyle, dove, anche se il genere era diverso, forte era l’influenza sonora con cui sono cresciuto: quella del rap. E oggi esce una canzone chiamata “Grosseto Anthem”, inno grossetano, sulla falsa riga di una canzone di Sfera Ebbasta».
Una canzone per tutti
Una canzone con molti richiami ai quartieri della città, e ai luoghi più visitati: «Il mio pezzo – racconta – segue la stessa ritmica del famoso trapper, ma il testo parla anche in chiave ironica: dei simboli, dei quartieri, dei monumenti più iconici della nostra città e dei suoi dintorni. Non in ultimo ci sono riferimenti alla nostra squadra di calcio con l’augurio un giorno di vederla in serie A».
Il brano è da oggi ascoltabile su YouTube al link. A breve sarà disponibile anche la traccia audio, sulle più famose piattaforme. «In questi giorni con alcuni miei amici stiamo realizzando il video ufficiale – racconta Alessandro – che non voglio svelare perché sarà una bella sorpresa per tutti i Grossetani, sia per i piccoli che per gli adulti».
Sembra che le ballerine di twerk grossetane, le SisthalovaDHCrew, oggi faranno uscire un balletto dedicato al brano: una vera e propria “challenge” a cui tutti potranno rispondere postando il proprio balletto.
FIRENZE. «Troppo facile dedicare una piazza a Dante Alighieri. O perché non si intitola una via a Giancarlo Alessandrelli, portiere di riserva della Juventus negli anni 70′, che dopo 10 anni di “onorata” panchina, scese finalmente in campo e in soli 20 minuti riuscì a prendere 3 gol?»
Andrea Muzzi, attore e regista 55enne, nato e cresciuto a Roccastrada, sintetizza in questa battuta il cuore del suo ultimo film, “All’alba perderò”, liberamente tratto da un suo spettacolo teatrale di successo, del 2015.
Una storia dedicata ai perdenti di tutte le stagioni, agli eterni secondi, popolata di antieroi con qualche spunto autobiografico, a partire proprio dalla nascita di questo terzo film.
Funestato dal cambio della casa di produzione, poi dal Covid, che ha chiuso i cinema, relegando – si fa per dire – la visione su Amazon Prime, dove la pellicola è letteralmente esplosa e in pochi mesi ha superato 1.600.000 spettatori.
Un successo superiore a ogni aspettativa, che si spiega con la comicità graffiante e mai scontata di Muzzi, cabarettista, conduttore del Laboratorio Zelig di Firenze e fondatore della Scuola nazionale di comicità “Massimo Troisi”, che ha lavorato a lungo con Alessandro Benvenuti, Pieraccioni, Ceccherini.
Muzzi ha nel suo dna artistico un misto di candore e ribellione, grazie ai quali porta sul set una comicità surreale e mai volgare, che mira a centrare le emozioni come la sconfitta, appunto, e a rileggere in chiave personale temi come il fascino degli eterni perdenti.
Saltato per un problema di soldi, riscritto in una notte, dopo un sogno in treno
«Avevo messo a punto una sceneggiatura nella primavera del 2019 ed ero pronto a girarla a settembre – racconta Muzzi – avevo fatto il casting, preparato tutto, attori contrattualizzati, non si doveva fare altro che andare a Montecatini e iniziare le riprese.
Poi c’è stato un problema con la prima casa di produzione, una questione finanziaria che poteva essere risolta spostando la location dall’Italia a Malta, dove erano stati trovati i soldi. Ma questo imponeva di girare con una troupe metà italiana e metà maltese. Un disastro, perché avrebbe significato ricominciare tutto da capo.
Da essere pronto a girare a trovarmi senza niente in mano è stato un attimo. Sono ripartito da Roma con la certezza di aver perso tutto e che quel film fosse un capitolo chiuso. In viaggio su Italo, con l’umore nero come la notte, mi sono addormentato e ho sognato che vincevo il premio per il regista fallito dell’anno, in non so quale competizione: una lampadina fulminata e a consegnarmela era Pupo».
Muzzi e Pupo in una scena del film
Muzzi è rimasto in stand-by 24 ore, poi ha riscritto la sceneggiatura di getto. Da lì è stato un percorso in discesa: messo insieme il cast, trovata la casa di produzione, la Draka Production, il film è stato girato tra Firenze e Roma in 5 settimane.
Il Covid, le sale cinematografiche chiuse e Amazon Prime
Al momento di uscire nelle sale cinematografiche a novembre 2021, è arrivato il Covid a chiudere tutti in casa con il secondo lockdown. Intanto la pellicola aveva cominciato a girare nei festival e a collezionare premi (ne ha vinti in totale 26).
Da lì la decisione di farlo uscire su Amazon Prime, dove ha avuto un successo che lo stesso Muzzi non si aspettava e che continua ad essere visto.
Una storia semplice che apre alla speranza
«Se io non avessi mai fallito, non avrai ottenuto i risultati di cui sono stati capace». Lo ha detto Steve Jobs, non proprio uno qualunque ma uno dei più grandi geni visionari e creativi di questo e dello scorso secolo.
A lui si ispera Andrea Muzzi, raccontando la storia di Andrea Gregoretti (da lui interpretato), un regista disoccupato che abita in un capannone e che colleziona un rifiuto dopo l’altro dai produttori. Fino all’intuizione geniale: raccontare in un film le gesta dei fuoriclasse della sconfitta, che in ambito sportivo (ma non solo) si sono resi protagonisti di clamorosi flop e di altrettanto clamorose imprese.
Nel cast, insieme ad artisti come Angela Finocchiaro, Paolo Calabresi, Pupo (che interpretano se stessi), ci sono Michele Crestacci, Daniele Masi nomi noti e meno noti, tra cui spicca una notevole Miriam Bardini, che dopo questo film sa ricevendo molte proposte. «Mi vanto di averla ri-scoperta» dice Muzzi.
Muzzi e Miriam Bardini in una scena del film
Nel film c’è anche un cameo di alcuni sportivi, tra cui Yuri Chechi, grandissimo campione, ma che nella vita tante ne ha viste. Legato peraltro a Muzzi dalla comune origine roccastradina, dato che proprio da Roccastrada vengono i genitori del ginnasta, Leo Chechi e Rosella Boccini.
GROSSETO. Una grande emozione, lunedì 9 maggio, la cerimonia con la quale il Lions club Salebrum di Castiglione della Pescaia e il Lions club Grosseto host hanno donato al liceo Chelli un defibrillatore, da installare nell’impianto sportivo adiacente la struttura scolastica.
La donazione è stata fatta in memoria di Lorenzo Guidi, ex studente del Liceo Chelli prematuramente scomparso, a soli 22 anni, poco meno di un anno fa, a seguito di un malore improvviso che non gli ha dato scampo. Lorenzo era volontario della Croce Rossa a Castiglione della Pescaia, paese in cui viveva con la sua famiglia, molto conosciuta per la lunga esperienza nell’attività alberghiera, studiava scienze infermieristiche e aveva una spiccata attitudine all’aiuto verso gli altri. Per questo ricordarne la memoria con uno strumento che serve proprio a salvare vite è stato il modo più bello e più vicino alla sua sensibilità.
Anche i genitori del ragazzo alla cerimonia
Alla cerimonia, a cui hanno preso parte gli studenti delle classi prima, terza e quinta (in quest’ultima, fra gli studenti c’è anche la cugina di Lorenzo), sono stati presenti anche i genitori di Lorenzo, che hanno ringraziato commossi i due club e la scuola dove Lorenzo aveva completato il suo ciclo di studi, non aspettandosi un gesto tanto bello in ricordo del loro figlio. Al termine hanno voluto deporre un vaso di roselline ai piedi della grotta della Madonna di Lourdes presente nell’area esterna del Seminario.
Alla cerimonia sono intervenuti la preside Paola Biondo, che ha esortato i ragazzi a cogliere l’occasione di questo momento per ridire a se stessi la bellezza della vita; il presidente della Fondazione Chelli don Pier Mosetti, che ha ringraziato i due club e ha preso l’impegno a valorizzare sempre di più la struttura sportiva polivalente del Seminario; il rettore del Seminario stesso, don Gian Paolo Marchetti; il presidente del Lions club Salebrum Fabio Bonazia, con alcuni componenti del direttivo e il presidente del Grosseto host Alessandro Pasquariello, assieme ad altri componenti il sodalizio.
GROSSETO. La risposta di Antonfrancesco Vivarelli Colonna al Pd, che lo aveva bacchettato perché ha lasciato la celebrazione del 25 aprile prima di salire sul palco e parlare ai cittadini e alle associazioni intervenute, non si è fatta attendere. È arrivata in serata, con un video di poco meno di due minuti, nei quali il sindaco di Grosseto attacca i democratici. «Informatevi prima di parlare – dice il sindaco – e smettete di strumentalizzare qualunque cosa».
«Il presidente dell’Anpi Calì mi ha chiesto scusa – dice Antonfrancesco Vivarelli Colonna nel video – perché avevamo concordato interventi di due o tre minuti ciascuno. Chi ha parlato prima di me si è giustamente dilungato. Solo che io avevo già altri impegni e mi piace essere puntuale. Dalle 8,30 sono stati presente a tutte le iniziative del 25 aprile, dalla deposizione della corona a Sterpeto in avanti. Calì sapeva benissimo che a una certa ora me ne sarei dovuto andare e il mio staff con gli altri staff avevano stabilito che la durata degli interventi sarebbe dovuta essere di pochi minuti».
GROSSETO. Non è salito sul palco, facendo mugugnare tutte le persone che erano rimaste in piazza per celebrare la Festa della Liberazione. Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha lasciato la piazza mentre era ancora in corso il comizio. Sarebbe toccato a lui, salire sul palco di lì a breve, ma i discorsi di chi lo aveva preceduto – il presidente della provincia Francesco Limatola, il presidente dell’Anpi Luciano Calì e il rappresentante del parlamento regionale degli studenti, Francesco Bellumori – erano stati un po’ più lunghi di quanto concordato e il primo cittadino di Grosseto, che aveva altri impegni in agenda, se n’è andato.
«In questa giornata di festa, un piccolo rammarico – ha scritto Vivarelli Colonna sul suo profilo di Facebook – ovvero quello di non aver potuto condividere il mio discorso durante la manifestazione in piazza Dante, a causa dell’eccessivo dilungarsi degli interventi che mi hanno preceduto e che avevamo pattuito non dovessero superare i 3 minuti. Appuntamenti successivi a questo mi hanno quindi impedito di esprimere la mia opinione, che però ci tengo a riportare qui in versione integrale». Un lungo post, quello del sindaco, corredato dalle foto della mattinata, che ha portato in città migliaia di persone in corteo.
« È stato bello ed importante tornare a onorare insieme, in presenza, dopo anni di restrizioni covid, un momento vitale per la nascita della nostra splendida democrazia – ha scritto il sindaco – La festa della Liberazione, in questo particolare momento storico fatto di guerra e di conflitti, racchiude in sé un significato ancora più profondo e intenso. Così come 77 anni fa, dalle ceneri di una lunga e violenta guerra e dal sacrificio di tantissimi nostri connazionali, l’Italia è rinata come uno Stato democratico, oggi il nostro Paese sta lentamente, ma inesorabilmente cercando una rinnovata ripresa dopo anni di pandemia».
Il canto delle donne Ucraine
È stata una festa della Liberazione diversa da quelle degli anni precedenti, quella appena celebrata a Grosseto lunedì 25 aprile. «La guerra alle porte dell’Europa – ha detto il presidente dell’Anpi Luciano Calì – riguarda tutti noi. E contro quella barbarie dobbiamo combattere». In corteo ha sfilato anche Nello Bracalari, staffetta partigiana che guidato la manifestazione con il suo fazzoletto al collo e la bandiera in mano.
Aperto dalla filarmonica Città di Grosseto, che ha accompagnato il corteo con Bella Ciao, tutti i rappresentanti delle istituzioni civili e religiose si sono date appuntamento al parco della Rimembranza, dove la prefetta Paola Berardino ha reso omaggio ai caduti deponendo la corona d’alloro. Poco distante dal monumento ai caduti e dai rappresentanti delle forze armate schierati, un gruppo di donne ucraine ha cominciato a cantare le canzoni della resistenza del loro popolo, ricevendo l’abbraccio e l’applauso di tutte le persone presenti.
Dopo la deposizione della corona, il corteo è arrivato in piazza Dante per il comizio finale, durante il quale è stato ribadito di nuovo la ferma opposizione alla guerra in Ucraina e sottolineati i valori della Resistenza.