GROSSETO. Allarme bomba in tribunale a Grosseto, intorno alle 9,30.I locali sono stati evacuati.In questo momento sono in corso le verifiche.L’allarme è partito da due telefonate in sequenza, prima ai carabinieri, poi alla polizia.Al momento si attende l’arrivo dei cani addestrati alla ricerca di ordigni.
L’attività del tribunale è stata interrotta subito, appena carabinieri e polizia hanno ricevuto l’allarme.
Raccolta delle olive senza stress con l’avvolgitelo
GROSSETO. Lo sapevate che esiste un rullo avvolgitelo per la raccolta delle olive? È lo speciale attrezzo nato dall’esperienza e dalla pratica, quella che da sempre contraddistingue la rivendita di ricambi per macchinari ed attrezzature, la S.e.r.a. Meoni di Luigi Carnazza di Grosseto, ha realizzato l’avvolgitore idraulico del telo per olive.
Un’innovazione che in agricoltura mancava. E che è nata da un’intuizione di Luigi, anche lui olivicoltore, che si è sempre reso conto dell’immensa fatica che si fa a raccogliere le olive.
Vent’anni fa, Luigi e i suoi figli, hanno avuto un’idea che poi è stata copiata ovunque. Ma che porta la targa “made in Grosseto”.
Questo avvolgitore idraulico è un macchinario agricolo di produzione propria, che serve nella raccolta delle olive ma anche di noci o nocciole, insomma, per ogni coltivazione che richiede il l’utilizzo di teli per raccogliere i frutti.
Il macchinario agevola le operazioni che sono solitamente svolte a mano come tendere e stendere i teli. L’attacco può essere a forca o a terzo punto posteriore.
Ma come funziona il nuovo macchinario?
Il telo viene fissato ai lati del macchinario, così può essere avvolto e allo stesso modo srotolato per essere messo sotto l’albero da cui raccogliere i frutti. Così il telo può rimanere sempre sotto il controllo della macchina. Trasportarlo, avvolgerlo e srotolarlo saranno operazioni ben più facili e veloci di quelle fatte solitamente a mano. Nella raccolta delle olive, ad esempio, regine dei nostri autunni maremmani, dallo spostamento tra gli alberi al raggruppamento delle drupe, il rullo risulterà uno strumento molto utile in tutte le operazioni sul campo.
Una storia lunga settant’anni
La S.E.R.A, Società Emporio ricambi agricoli, nasce dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Fin dall’inizio, l’azienda si è occupata dei ricambi agricoli, ed è stata la prima in Maremma a offrire questo servizio.
Nata grazie alla lungimiranza di Carnazza che aveva previsto da subito il grande sviluppo agricolo che la Maremma aveva in quegli anni, la Se.r.a. forniva ricambi agricoli per attrezzi. E ovviamente l’azienda si è innovata fino ad arrivare ai giorni nostri ed esser leader nel settore.
Nel 2014, la società si è fusa con la ditta Meoni: Luigi ha infatti sposato Tiziana e così è nata la S.E.R.A Meoni. Poi, sono entrati i loro due figli, Claudio e Margherita Carnazza con la moglie Ilaria e il marito Leonardo .
Un’azienda, la Sera Meoni, che è cresciuta anche grazie a un altro fattore importantissimo: la passione e la dedizione che gli ottimi dipendenti hanno da sempre dimostrato nei confronti della società per la quale lavorano.
Informazioni
Via Pisa 46 Grosseto
Tel. 056423369

Offese al sindaco e al questore davanti al Comune
GROSSETO. Questa volta, la protesta dell’uomo arrestato per aver vandalizzato più volte il cavallino di Marina di Grosseto, è arrivata nel cuore della città. Mentre in piazza Dante c’era una scolaresca, lui si è presentato con il totem esposto altre volte davanti al tribunale e qualche settimana fa anche davanti alla libreria Chelliana. Con due cartelli, entrambi offensivi, nei confronti del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e del questore Antonio Mannoni.

Interviene il carroattrezzi
È arrivato con la sua bicicletta che trainava il carrello sul quale è installato un totem, completo, questa volta, anche di una bombola del gas con sopra un messaggio: «Cerco avvocato, urgente. Contro (secondo me), la malattia giuridica grossetana e i suoi rispettivi 4 sindromi». E tra queste, ha elencato anche la sindrome delle Winx, le fatine dei cartoni animati.
Un messaggio delirante, come quello esposto di nuovo sul totem, dove si leggeva «Putin nel comune».
Gli agenti della polizia municipale di Grosseto sono intervenuti subito. L’uomo, che era stato raggiunto da un provvedimento di Daspo emesso proprio dal questore di Grosseto, che gli vieta di frequentare il centro di Marina di Grosseto, si era allontanato lasciando lì il totem mentre in piazza Dante è arrivato il carroattrezzi per rimuoverlo. Ora si trova nel deposito giudiziario: nel caso in cui il suo proprietario si presentasse per riprenderlo, dovrà pagare. E in quel caso, sarà di nuovo identificato.
Ciclismo, a Gavorrano il campionato regionale esordienti
BAGNO DI GAVORRANO. Grande spettacolo di ciclismo nel 2° Memorial Jonny Venturi, prova unica del campionato regionale categoria esordienti, che si è corso a Bagno di Gavorrano. Organizzato dal Free Bike Pedale Follonichese 1956, con Giancarlo Donati responsabile della manifestazione, il coordinatore Giacomo Bandini e il direttore di gara Paolo Maraffon tra gli altri, due le gare in programma: gli esordienti 1 hanno affrontato il circuito su circa 35 chilometri, mentre gli esordienti 2 hanno gareggiato su circa 41 chilometri. Molti i ritiri per il gran caldo.
A vincere sul traguardo di via Marconi nel centro di Bagno di Gavorrano, e diventare il neo campione toscano esordienti per il primo anno, è stato Leonardo Pavi Degl’Innocenti dell’Uc Empolese, mentre per gli esordienti al secondo anno ha vinto Diego Morena dell’Olimpia Valdarnese.
La cronaca delle gare
La prima gara, un circuito non facile di 5,900 km da ripetere sei volte con arrivo in leggera salita, ha visto battagliare Pavi Degl’Innocenti, figlio d’arte con il padre Dimitri dilettante professionista e il fratello Giulio che corre negli allievi, in volta su 4 compagni di fuga: alle sue spalle Luci e Agnini in quasi un’ora di corsa. Per il fiorentino Degl’Innocenti è stato il terzo successo stagionale. I tre faranno parte della squadra della Toscana che sabato 9 luglio gareggerà a Darfo Boario Terme, per il Campionato Italiano con la guida del tecnico regionale Roberto Moretti.

Nella seconda gara (classe 2008) con un giro in più del circuito, ha invece vinto a sorpresa, ma meritatamente, Diego Morena dell’Olimpia Valdarnese che non aveva ottenuto in precedenza risultati di rilievo. A decidere lo strappo finale in salita: Morena ha anticipato di pochi secondi Mezzasalma, Di Riccio, Casini, Menici, Papi, Paladini, Saccocci, Giganti e Parigi. Per il secondo anno consecutivo l’Olimpia Valdarnese porta a casa la vittoria. Molti i ritiri, come nella prima prova.
A premiare i vincitori il vice presidente del Crt Mauro Renzoni che ha consegnato la maglia di Campione Regionale.
Ecco gli ordini d’arrivo
Esordienti 1° sulla distanza di 35,500 km, 79 iscritti, 65 partiti, 36 al traguardo. L’ordine d’arrivo: 1° Leonardo Pavi Degl’Innocenti (Uc Empolese) in 56’00, poi tutti con lo stesso tempo, 2° Lorenzo Luci (Velo Club Empoli), 3° Edoardo Agnini (Team Valdinevole), 4° Duccio Kovatz (Coltano Grube), 5° Niccolò Nieri (Bessi Calenzano), 6° Gabriele Pierazzuoli (Montecarlo), 7° Marco Canziani (Gs Butese), 8° Michele Folegnami (Montecarlo), 9° Giuseppe Seminara (Milleluci), 10° Marco Migheli (Velo Club Empoli).
Esordienti 2° sulla distanza di 41,200 km, 66 iscritti, 64 partiti, 27 al traguardo. L’ordine d’arrivo: 1° Diego Morena (Gs Olimpia Valdarnese) in 1 ora 10’,00, 2° Massimo Mezzasalma (Team Valdinevole) a 5”, poi tutti con lo stesso tempo, 3° Alejandro Di Riccio (Team Valdinevole), 4° Giacomo Casini (Pedale Toscano Ponticino), 5° Pietro Menici (Gs Borgonuovo), 6° Ruben Papi (Sancascianese), 7° Guido Paladini (Appenninico), 8° Tommaso Saccocci (Pedale Toscano Ponticino), 9° Davide Giganti (Albergo Del Tongo), 10° Marco Parigi (Appenninico).
Le parole di Mauro Giusti
L’ex sindaco di Gavorrano Mauro Giusti ha voluto salutare il ritorno delle gare di ciclismo in paese con un bel post su Facebook. «È stata una bella giornata di sport oggi a Bagno di Gavorrano. Dopo 30 anni il ciclismo di base è tornato, con il campionato regionale esordienti, primo e secondo anno. Mi sono tornate alla mente molte persone che oggi non ci sono più e che nel passato hanno fatto tanto per questo sport e per questo paese. Aderio Tosi in primis, Franco Macii, le oreficerie Vasco Duranti e Demo Francardi, ho rivisto Staco, e ho potuto salutare molti direttori sportivi conosciuti nelle numerose corse. Mi è tornato alla mente Arnaldo con le sue compagne di cucina che ospitavano alla Casa del Popolo atleti e genitori con prelibati piatti. E gli atleti e i genitori sono stati ricevuti, nella rinnovata sede della Casa del Popolo, da una nuova generazione di attivisti, che hanno preso l’impegno di far rinascere l’attività sportiva, culturale e ricreativa. Io, come allora, e fino a che le forze mi reggeranno, porterò il mio contributo nell’interesse dello sport».
Dalla Maremma a Venezia, il nuovo singolo di Bigozzi
GROSSETO. La naturalezza di Alessandro Bigozzi torna con un nuovo iconico singolo. Tornano anche i suoi sogni e i suoi mondi, con una nota di ritmo in più questa volta. Fenice, il suo nuovo singolo disponibile anche su Spotify, ha anche un video Youtube dedicato. La canzone parla di rinascita ed esce dallo scrigno degli affetti personali del giovane cantautore per abbracciare tutti: è un inno da condividere e, perché no, anche ballare.
In poco tempo Fenice è già il brano più ascoltato di Bigozzi su Spotify.
Nato da un sogno
L’idea, e quindi la canzone, nasce da un sogno di Alessandro. «Un sogno in cui c’era mia nonna – racconta – venuta a mancare nel 2020, ero molto legato a lei. Non ricordo se c’era anche mio nonno, ma ricordo che in quel sogno la nonna mi diceva di andare a Venezia».

Il titolo”Fenice” compare all’inizio e non si stacca mai, col suo colore rosso e la sua simbologia, dalla clip girata dall’amico Francesco Nisi. «Sono molto legato alla mitologia classica – dice Bigozzi – la fenice rinasce dalle proprie ceneri. Il gran teatro la Fenice poi è il più prestigioso della città di Venezia, che si è rivelata la meta giusta per questa canzone già in cantiere da tempo».

Il colore rosso, uno dei punti focali del lavoro, è stato scelto da Bigozzi come quello che meglio poteva rappresentare tutta la canzone. In altri suoi video altre sono state le tonalità ricorrenti, dal bianco all’arancione: questa volta però ha vinto l’immediatezza di uno dei tre colori primari. «Ho avvertito istintivamente che dovesse essere usato questo colore. Volevo che si creasse appunto un filo rosso che percorresse tutto il video – racconta – Il rosso rimanda all’amore e alla passione, ma in questo caso anche alla forza della rinascita».
Il video tra Castiglione della Pescaia e piazza San Marco
Il video di “Fenice” è il primo che Bigozzi realizza con la sola compagnia di Nisi. Partiti in macchina da Grosseto, hanno avuto modo di girare anche in piazza San Marco. Nel video si mostra tutta vuota e silenziosa, perché le riprese sono state fatte (volutamente) subito dopo la sveglia delle 5. La clip non segue una storia precisa, ma punta soprattutto al coinvolgimento anche con la danza.
Alla parte ballata sulla spiaggia (del bagno le Cannucce, Castiglione della Pescaia) ha partecipato la scuola “Arte Danza” diretta da Alessandra Taviani, la mamma di Alessandro.
Nel video anche l’amica Ilenia Garofalo. «Ilenia è una ragazza grossetana e una mia cara amica – racconta Bigozzi – Ho voluto coinvolgerla perché, oltre ad essere bellissima, nel 2019 ha subito un bruttissimo incidente, e per me rappresenta un fantastico esempio di rinascita, elegante e resiliente è una vera fenice».
Una canzone inno alla rinascita
Il singolo, prodotto da Alex Marton, è dedicato al periodo che l’Italia e il mondo in generale stanno vivendo, ma Alessandro non ha mai abbandonato il punto di contatto con i suoi affetti più cari. «È pensata per tutti, vorrei fosse una sorta di inno alla vita, anche per questo il ritmo è diverso dalle precedenti che ho scritto e musicato: è più ballabile – racconta – L’altra mia nonna, Gianna, (paterna) mi disse “Ti prometto che se fai una canzone ballabile una volta che ritorno la ballo anche io”, direi che la canzone fa onore anche alla sua promessa».

Il testo porta legata a sé una musica leggera e orecchiabile, senza comunque lasciare da parte i contenuti, che toccano appunto un po’ tutti.
La canzone varia dalle solite corde toccate da Bigozzi. Fenice, con influenze urban, raggruppa un mix di stili che forse Alessandro qualche anno fa non sentiva molto suoi. Ora però, inaugurata una nuova fase di sperimentazione, è pronto ad uscire da quella che chiama la sua “comfort zone”, giocando con nuove sonorità. «Testo e musica di Fenice, li ho comunque scritti io – precisa Alessandro – mi riconosco in questo stile decisamene più ballabile. Sento che ora il mio percorso musicale possa passare anche per questa fase di sperimentazione». La sua attitudine a comporre e produrre lui stesso la propria musica, potrà sicuramente aiutarlo in questo suo processo di scoperta di nuove sonorità.
Il “dopo Fenice”
La notte per Alessandro è il periodo migliore della giornata per la creazione, dove il silenzio si colora con la musica che esce dagli strumenti. Ora la sua concentrazione si focalizza sullo studio e sul lavoro che svolge nei poli museali di Scarlino e Populonia, ma molti inediti preparati nelle giornate e nelle notti calme, sono già pronti. «Mi piacerebbe sottoporre a qualche casa discografica il mio progetto artistico, che ora è delineato – conclude Alessandro – e magari riuscire a stringere qualche collaborazione. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora, poi se diverrà il lavoro della mia vita questo non lo so, ma il fatto di avere questa passione come compagna di vita, è per me una grande forza, la musica è una grande amica».

Milioni di euro sequestrati: il bilancio della fiamme gialle
GROSSETO. È stata una festa nel segno della sobrietà quella organizzata nel salone d’onore del comando provinciale per il 248° Anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. A fare gli onori di casa è stato il comandante provinciale Cesare Antuofermo che ha accolto, tra gli onori dei militari, la prefetta Paola Berardino.
Un cerimonia alla quale hanno voluto essere presenti i rappresentati delle autorità civili e militari della provincia: la procuratrice capo Maria Navarro, la presidente del tribunale Laura Di Girolamo, il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Adinolfi e il questore di Grosseto Antonio Mannoni, oltre a tutti i comandanti delle altre forze militari presenti in città.
Impegno a tutto campo contro la criminalità
Nel 2021 e nei primi cinque mesi del 2022 la Guardia di Finanza di Grosseto ha eseguito oltre 1.500 interventi ispettivi e circa 250 indagini delegate dalle magistrature in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale, per contrastare gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia: un impegno a “tutto campo” a tutela di famiglie e imprese, destinato ad intensificarsi ulteriormente per garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche e in particolare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Tra questi, sono stati portati avanti interventi mirati fondati sull’incrocio delle banche dati fiscali e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in sintesi, la strategia adottata dal comando provinciale di Grosseto per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e tutelare l’economia sana dall’illecita concorrenza e degli evasori responsabili di gravi violazioni e frodi fiscali.
Le attività investigative e di analisi sui crediti d’imposta agevolativi in materia edilizia ed energetica hanno permesso di accertare frodi per oltre 800 mila euro derivanti da indebite compensazioni e rimborsi di crediti inesistenti o non spettanti. Per questo, su disposizione del gip del tribunale di Grosseto, sono stati sequestrati beni e valori pari a 276 mila euro.
Sono stati individuati 46 evasori totali, ossia esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco, che hanno evaso imposte dirette ed I.V.A. per oltre 34 milioni di euro. In materia di emersione del lavoro, sono stati individuati complessivamente oltre 1.100 lavoratori irregolari.
Scoperti 12 casi di evasione fiscale internazionale, principalmente riconducibili al cosiddetto fenomeno dell’esterovestizione della residenza fiscale di persone giuridiche (stabili organizzazioni occulte di società estere) e persone fisiche (cittadini esteri fiscalmente residenti in Italia ovvero italiani fittiziamente residenti all’estero). Gli interventi eseguiti hanno portato alla constatazione di materia imponibile ed I.V.A. sottratti a tassazione per 16 milioni di euro, oltre all’individuazione di ulteriori 1,7 milioni di euro detenuti all’estero e non dichiarati in Italia.
Le persone denunciate per reati tributari sono 35. Il valore dei beni sequestrati, quale profitto dell’evasione e delle frodi fiscali, è risultato di oltre 350 mila euro. Avanzate proposte di sequestro per equivalente, rispetto ad imposte evase oggetto di reati fiscali, per 3,8 milioni.

Scoperte 7 finte associazioni senza scopo di lucro, di cui 5 associazioni sportive dilettantistiche, dichiarate quali enti non commerciali ma in realtà utilizzate come vere e proprie attività commerciali/economiche. Dagli accertamenti svolti è emerso che le associazioni non hanno rispettato i requisiti previsti, perdendo la qualifica di ente associativo ed i relativi benefici fiscali, inquadrandosi quali società con tutti gli obblighi contabili conseguenti. In sostanza è stato fatto un uso distorto dello strumento associazionistico al solo fine di eludere il fisco e fare concorrenza sleale alle analoghe attività imprenditoriali che rispettano le norme; in un caso un falso circolo socio-culturale svolgeva attività di ristorazione. Le citate associazioni sono state riqualificate in soggetti esercenti “di fatto” attività d’impresa, con conseguente rideterminazione e recupero di materia imponibile sottratta a tassazione ed I.V.A. per complessivi 580 mila euro.
Lo sviluppo fiscale di una complessa attività di indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Grosseto in materia di frodi alle accise e all’I.V.A. perpetrate da un’organizzazione criminale internazionale operante nell’ambito della UE ed extra-UE, ha consentito di recuperare a tassazione una base imponibile di oltre 5,8 milioni di euro e I.V.A. evasa e non versata per oltre 4 milioni di euro, nonché di denunciare 1 responsabile per reati tributari.
Nell’ambito di una campagna di controlli sugli affitti di appartamenti ad uso turistico, denominata “Black House Rent”, eseguita su coordinamento del comando provinciale e sviluppata sulla base di un’attività di analisi di informazioni e segnalazioni, sono stati individuati 28 proprietari di immobili percettori di affitti “in nero” per 350 mila euro non dichiarati; queste attività sono ancora in corso e proseguiranno durante il periodo estivo su tutta la provincia, anche con la collaborazione ed in sinergia con diversi Comuni.
Altra operazione in materia di locazioni in nero avviata dal Comando Provinciale di Grosseto, che sta dando peraltro i suoi frutti su tutto il territorio nazionale, è quella denominata “Black Boat Rent”, che riguarda gli affitti in nero di posti barca nei porti turistici di maggior pregio della provincia, in particolare dell’Argentario. Ad oggi, a seguito di oltre 50 controlli già conclusi, individuati oltre 850 mila euro di elementi positivi di reddito. L’attività è ancora in corso nei confronti di ulteriori potenziali posizioni irregolari individuate.
Nell’ambito di una verifica in materia di tassazione di proventi illeciti ex art. 14, c. 4 L. 537/1993, constatata base imponibile ed IVA evasa per 2,7 milioni di euro.
Tutela della spesa pubblica
Il Comando Provinciale Grosseto ha dedicato particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.
Grazie all’incrocio dei dati, i finanzieri hanno tenuto d’occhio i contributi a fondo perduto e i finanziamenti bancari assistiti da garanzia, oggetto di 66 controlli che hanno portato alla denuncia di 11 persone per l’indebita richiesta o percezione di oltre 280 mila euro.
Complessivamente, gli interventi in materia di spesa pubblica sono stati 242, cui si aggiungono 36 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e 24 interventi eseguiti su delega della Corte dei conti. In corso anche indagini delegate dalla magistratura europea (EPPO).
Intensificati i controlli sui contributi finanziari pubblici percepiti indebitamente ovvero in assenza dei presupposti giuridici legittimanti la loro erogazione da parte degli Enti locali, dello Stato e dell’UE. In materia di fondi strutturali e spese dirette sono stati individuati e segnalati alla procura 2 responsabili per una frode accertata di oltre 1,5 milioni euro. Nell’ambito della tutela e controllo della spesa previdenziale sono stati segnalate 11 persone per aver indebitamente percepito 207 mila euro di assegni sociali non spettanti.
Sul fronte degli strumenti finanziari messi a disposizione dell’Unione Europea per favorire la politica agricola e della pesca sono stati sottoposti a controllo oltre 11 milioni di contributi erogati. Le relative attività d’indagine hanno portato alla scoperta di somme indebitamente percepite o richieste per 360.000 euro, con 6 persone denunciate alla Procura.
A seguito dei controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate, sono stati individuati 93 casi di irregolarità con la denuncia di 52 persone. In tale comparto l’attenzione si è concentrata sulla verifica della regolare erogazione di benefici e sostegni economici da parte degli Enti locali e sui fenomeni di illecita percezione del “reddito di cittadinanza” che hanno riguardato, in maniera selettiva, soggetti connotati da concreti elementi di rischio. Sono stati scoperti illeciti per oltre 400 mila euro, con denuncia di 48 persone.
Sono stati segnalati alla magistratura contabile 45persone per danni erariali accertati per oltre 3,3 milioni di euro, a carico di Enti locali.
Nell’ambito del piano anticorruzione, ammonta a 600 mila euro il valore dei provvedimenti cautelari eseguiti in relazione a condotte corruttive e di peculato accertate dalla finanza per una persona denunciata per reati contro la pubblica amministrazione.
I controlli in materia di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, hanno portato a 15 casi di violazioni amministrative.
Lotta alla criminalità organizzata
La guardia di finanza attua una strategia che mira a contrastare ogni forma di infiltrazione della criminalità economico-finanziaria e organizzata nel tessuto economico e sociale.
Sono 33 le indagini patrimoniali contro la criminalità comune ed economico-finanziaria volte a sottrarre le risorse finanziarie e patrimoniali dalle quali le consorterie criminali traggono sostento, che hanno riguardato società e loro prestanome, nonché soggetti connotati da pericolosità economico-fiscale, da cui sono scaturite proposte di sequestro che hanno consentito alla competente Autorità Giudiziaria di emettere provvedimenti di sequestro patrimoniale per 8,9 milioni.
Per quanto riguarda la normativa di prevenzione antimafia, sono quasi 700 i soggetti sottoposti ad accertamenti.
Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, l’impegno nel periodo si è concretizzato nel sequestro di valori fraudolentemente trasferiti per 182 mila, a seguito di indagini in materia di riciclaggio e autoriciclaggio che hanno portato alla denuncia di 21 persone. Il valore del riciclaggio accertato è di 520 mila euro.
Tre persone invece, sono state rinviate a giudizio per usura.
Sul fronte della prevenzione, sono state analizzate 135 segnalazioni per operazioni sospette dal cui approfondimento sono emerse violazioni ed elevate sanzioni a carico di 9 persone per denaro contante e valori irregolarmente trasferiti per l’ammontare di 360 mila euro.
Nel campo dei reati fallimentari sono stati denunciate 6 persone in relazione a distrazioni patrimoniali per 350 mila euro.
Sequestrati 212 chilogrammi di sostanze stupefacenti, per lo più hashish/marijuana. Arrestati 10 spacciatori e denunciati altri 78 soggetti per spaccio. Segnalate alla Prefettura 110 persone per possesso di modiche quantità per uso personale. Il supporto delle unità cinofile impiegate in oltre 350 interventi in provincia di Grosseto e nelle provincie limitrofe, ha consentito di ricercare e scoprire sostanze stupefacenti in 140 occasioni.
Sul versante della contraffazione sono stati eseguito 57 interventi, sottoponendo a sequestro 17,4 milioni di prodotti industriali contraffatti o non sicuri o riportanti indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità. Denunciate 21 persone. Nell’ambito degli interventi a tutela del comparto agroalimentare, sequestrati prodotti ortofrutticoli, vitivinicoli e carne macellata per un valore complessivo di circa 12.500 euro. Un denunciato per frode nell’esercizio del commercio e macellazione clandestina.
Sos sicurezza
Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo è assicurato da un dispositivo d’intervento unitario, che integra tra loro le componenti territoriali, investigative, aeronavali e speciali del corpo. In questo contesto, assume particolare rilevanza l’attività svolta dalla gdf a mare in materia di lotta ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, cui si aggiunge il contrasto dei traffici illeciti.

La guardia di finanza di Grosseto ha assicurato insieme alle altre forze di polizia, coordinate dalla Prefettura, l’attuazione delle misure di controllo del territorio, connesse anche all’emergenza sanitaria, impiegando 2139 pattuglie nell’ambito del servizio di pubblica utilità “117” e procedendo al controllo su strada di oltre 1.400 veicoli e 2.400 persone.
La collaborazione della componente terrestre e aeronavale del corpo ha portato ad individuare violazioni di carattere tributario ed in materia di lavoro, con una materia imponibile recuperata a tassazione pari ad oltre 600 mila euro e 23 lavoratori in nero per i quali è applicata nei confronti del datore di lavoro una maxi-sanzione e la proposta di sospensione dell’attività.
Sequestrati 2.300 litri di G.P.L. irregolarmente stoccati e sottratti al pagamento delle accise. Denunciato un uomo.
Costante è stata l’attività di vigilanza doganale all’aeroporto civile, dove sono stati controllati 150 voli e 350 persone.
A partire dal 23 febbraio scorso, in conseguenza della crisi russo-ucraina e della conseguente escalation militare, la guardia di finanza ha avviato mirati accertamenti economico-patrimoniali sugli individui e sulle entità listate nei provvedimenti restrittivi emanati dall’Unione europea. Le verifiche hanno riguardato soggetti che hanno contribuito a compromettere o minacciare l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina.
Faccia a faccia con lo spettacolo della natura – IL VIDEO
GROSSETO. Ha un canale su Instagram che si chiama aldo_giuliani_wildlife che sta crescendo giorno dopo giorno. E che regala immagini e video che raccontano la natura in ogni parte del mondo. L’imprenditore Aldo Giuliani, proprietario del Faq, da qualche tempo ha rispolverato una sua vecchia passione: quella per le foto naturalistiche.
E grazie alla sua bravura, ha cominciato a regalare scatti ai suoi followers così belli da far sembrare di essere faccia a faccia con gli animali fotografati.
Giuliani ha regalato a MaremmaOggi una vera e propria perla: un video realizzato in Spagna, vicino a Madrid. Un racconto per immagini della bellezza di grifoni, capovaccai e nibbi reali.
«Per avvicinarsi a questo tipo di animali esistono dei capanni apposta – spiega Giuliani – che in gergo si chiamano “hide”. Ne esistono molti, per ogni tipo di animale, in giro per tutto il mondo».
Aldo Giuliani era in Spagna per testare le nuove fotocamere delle Nikon: la Nikon Z9 e l’obbiettivo 400 2/8 serie Z che è l’ultimo realizzato dalla multinazionale giapponese.
Assalto al cavallino. Il sindaco: «Non mi faccio intimidire» – IL VIDEO
MARINA DI GROSSETO. Un gesto ridicolo e penoso. Così lo definisce il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, avvertito dell’ennesimo atto vandalico al cavallino di Marina di Grosseto, dove domenica 19 giugno sono spuntate due scritte offensive proprio nei confronti del primo cittadino.
Certezza della pena
Il primo cittadino di Grosseto, ha affidato a un video la sua risposta al vandalo che ha di nuovo deturpato la statua eretta nel centro del lungomare della frazione balneare per celebrare i 70 anni della fondazione del IV° Stormo. È la quinta volta che il cavallino subisce un attacco come questo.
«Ho risposto con un sorriso a questa notizia – dice il sindaco – e se qualcuno pensa di intimidirmi con queste ridicole baggianate ha veramente sbagliato strada. A volte nella vita di un sindaco ci sono dei cali motivazionali: quando succedono queste cose invece per me sono una spinta ad andare avanti, a svegliarmi la mattina con il sorriso e con ancora più voglia di fare».
Al momento è impossibile stabilire chi sia stato ad imbrattare il cavallino. Anche se l’ipotesi che si tratti della stessa persona che fino a oggi si è accanita contro quella statua, è la prima ad essere valutata.
Gli agenti della polizia municipale sono già al lavoro per acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza che sono installate proprio davanti alla statua e che certamente avranno ripreso l’auto dell’atto vandalico.
«Se si trattasse della stessa persona che altre volte ha danneggiato il cavallino – dice il sindaco di Grosseto – mi stupirei che fosse ancora a piede libero. Certamente si tratta di una persona che ha problemi gravi e che deve essere aiutata. Nei suoi confronti provo pena e compassione».
Ma deve essere anche fermata: domenica 19 giugno la frazione di Marina di Grosseto riceve la bandiera blu, ma la festa è stata guastata proprio da questo ennesimo atto di vandalismo.
Il sindaco, rivolge anche un messaggio alla magistratura. «Io sono invece felice di alzarmi la mattina per tutelare i miei cittadini – dice – Mi piacerebbe che la magistratura e le leggi dello Stato fossero conseguenti alle attività di pubblica sicurezza e di sicurezza urbana portate avanti dalla polizia municipale e dalle forze dell’ordine».
Folla commossa al funerale di padre Giancarlo – IL VIDEO
GROSSETO. Un tributo di affetto sincero, di riconoscenza, amicizia e stima nella fede per padre Giancarlo Silveri, giovedì 16 giugno, nella Basilica del Sacro Cuore, gremita per le esequie del sacerdote, deceduto nella serata di sabato 11 giugno all’ospedale Misericordia di Grosseto. Da quattro mesi ormai il suo letto era diventato l’altare dal quale ha “celebrato” la sua lode a Dio nella sofferenza fisica.
Le tantissime persone presenti al suo funerale hanno detto concretamente quanto questo sacerdote vincenziano, all’apparenza un po’ burbero e schivo, fosse entrato nel cuore della gente in 52 anni di missione in Maremma. Il 1 luglio avrebbe compiuto 82 anni. Era sacerdote da 56 anni, quasi interamente spesi a Grosseto. Vi giunse infatti nel 1970, assegnato alla comunità dei Vincenziani alla Basilica del Sacro Cuore.
Il coro ha cantato per il suo parroco
Lo ha sottolineato nell’omelia padre Erminio Antonello, visitatore della Provincia italiana dei Vincenziani, che ha presieduto il rito, concelebrato da oltre venti sacerdoti, fra i quali il vicario generale don Paolo Gentili, che ha portato il saluto del vescovo Giovanni, partito questa mattina per la Terra Santa e che ieri si era recato all’obitorio dell’ospedale per benedire la salma. Tra i concelebranti anche padre Felice Vinci, per vari anni parroco del Sacro Cuore e p. Vittorio Pacitti, che con p. Giancarlo e p. Egidio Stefani aveva composto l’ultima comunità vincenziana a Grosseto prima del ritiro della Congregazione, nel luglio 2021. Presenti anche alcuni familiari del sacerdote defunto.
La liturgia è stata animata dal coro della Basilica del Sacro Cuore diretto da Gabriella Corzani e accompagnato all’organo da Alessandro Mersi.
Le offerte raccolte sono state destinate alla Caritas diocesana.
«Padre Giancarlo – ha detto il Visitatore provinciale – aveva, in quel suo tono un po’ malinconico, il desiderio di vivere. Io che l’ho ascoltato l’ultima volta martedì scorso, non ho sentito da lui una parola che alludesse al fatto che potesse morire. E questo amore per la vita lo esprimeva in quell’andamento malinconico, in cui sapeva come le cose avessero un loro fascino, ma anche una loro fragilità».
Padre Giancarlo Silveri è stato sacerdote, insegnante di religione in tre scuole medie cittadine e appassionato di versi. Scriveva tantissime poesie, alcune delle quali raccolte in pubblicazioni sempre molto apprezzate, ma molte sono rimaste nel suo computer e tra gli ultimi desideri espressi al suo superiore c’è stato anche quello che qualcuno le recuperi e magari li raccolga in una pubblicazione postuma. Padre Erminio ha voluto leggerne una, intitolata “Settembre”, che raccoglie la riflessione di padre Giancarlo sul tempo che va e che ritorna, su ciò che finisce e ricomincia. Versi che hanno fatto dire al Visitatore dei vincenziani come il cuore dell’uomo, in continuo cambiamento, «ha un punto di approdo in Cristo».
Molto commoventi le testimonianze rese da due parrocchiani: Sergio Ceccacci, che ha ricordato tanti aneddoti del sacerdote, compreso il suo amore per gli animali, la sua timidezza, ma anche la sua profondità d’animo, che richiamava molti alla confessione da lui e Giovanna Monaci, parrocchiana che con padre Silveri condivideva la passione per la poesia e che ne ha letta una dedicata a lui, scritta in queste ore. È stato poi don Andrea Pieri, giovane sacerdote della Diocesi la cui vocazione è sbocciata proprio al Sacro Cuore, a benedire ed incensare il feretro, che poi alcuni confratelli hanno portato a spalla fino al sagrato della Basilica, mentre dall’assemblea si è levato un applauso commosso.
La salma del padre vincenziano sarà tumulata nei prossimi giorni presso il cimitero monumentale del Verano, a Roma, città di cui era originario, dopo una Messa di suffragio che sarà celebrata nella chiesa dei Vincenziani nella Capitale.
«Giù le mani dalla spiaggia pubblica»: il video appello
GROSSETO. Qualche mese fa avevano raccolto 1.400 firme di altrettanti cittadini per chiedere all’amministrazione comunale di lasciare libero il tratto di spiaggia davanti al parcheggio di via Etruria. Ora che quell’ultimo pezzo di spiaggia libera è stato assegnato alla società Etruria Nuova srl, l’associazione Grosseto al centro torna di nuovo alla carica. Questa volta con una lettera indirizzata di nuovo al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ai consiglieri comunali e anche agli assessori Simona Petrucci e Sara Minozzi.
Una richiesta nell’interesse della collettività
Un appello al sindaco e a tutti i consiglieri comunali a fare un pazzo indietro Gac fa appello al sindaco e a tutti i consiglieri comunali di Grosseto affinché venga fatto un passo indietro rispetto alla privatizzazione della spiaggia davanti a Villa Gaia. Passo indietro che sarebbe tra l’altro previsto proprio nello stesso bando.
«Secondo l’art. 16 del bando il Comune può ancora fermarsi senza che venga fatta valere alcuna pretesa risarcitoria – dice Matteo Della Negra, portavoce di Gac – Scelga: o l’interesse della collettività o quello di un privato».
Il tratto di arenile è stato aggiudicato in via provvisoria alla società Etruria Nova srl della famiglia Berti, amministrata da Amedeo Vasellini, general manager degli hotel Granduca e Terme
Leopoldine.
«La concessione di quello che è uno degli ultimi due lembi di spiaggia libera rimasti nel cuore della frazione balneare avrà durata massima di 12 anni per un canone annuo di 5.214 euro – dice ancora Della Negra – Ricordiamo che lo scorso settembre Grosseto al centro aveva presentato in Comune oltre 1.400 firme di cittadini che chiedevano al sindaco di mantenere libero quel tratto di spiaggia pubblica e di non dare la concessione per la realizzazione del trentaduesimo stabilimento balneare della frazione, sottraendolo alla pubblica fruizione».
Proprio in virtù dell’articolo 16 del bando, Grosseto al centro chiede al sindaco di fare un passo indietro «affinché quella porzione di spiaggia, che si colloca in una zona già molto satura di stabilimenti balneari – scrivono – non venga sottratta alla libera fruizione della collettività, dato che, per i nostri concittadini, si tratta del litorale più popolare in quanto più facilmente raggiungibile anche da chi non ha un mezzo motorizzato e non si può permettere spostamenti verso lidi più lontani. Si tratta solo di scegliere: o l’interesse della collettività o quello di un privato. Chiediamo anche a tutti i consiglieri comunali di portare in discussione e votazione la scelta di non assegnare ad un privato quella porzione di arenile, affinché non venga
sottratto l’ennesimo bene comune alla comunità grossetana».
















