GROSSETO. La Coppa Italia di beach tennis Tpra a squadre arriva a Grosseto.
Sabato 23 e domenica 24 è in programma, alla Cittadella e ai campi dell’Uisp, la tappa toscana della Coppa Italia nazionale di beach tennis Tpra a squadre, prequalificazione alla fase nazionale.
Tpra (acronimo di Tennis Program Ranking Amateur) è un settore della Fit riservato ai non agonisti. Nel beach tennis è ammessa anche la quarta categoria, quindi i giocatori fino alla classifica 4.1.
«Sono la parte più numerosa degli amanti di questo sport – dice Luca Giabbani, dell’Asd Bttc di Grosseto -, per questo in Italia ci sono oltre cento squadre e 17 in Toscana. E la cosa bella è che verranno a Grosseto da tutte le province dove questo sport è praticato».
Il beach tennis in Toscana è giocato soprattutto a Grosseto, Pisa, Viareggio e Carrara.
Saranno due giorni di grande beach tennis e grande divertimento, l’ultimo torneo indoor prima dell’inizio della stagione outdoor che, fra Marina e Principina, ci regalerà un’estate intensa.
Obiettivo Milano Marittima
Sono in programma tornei maschili e femminili, le prime due squadre vanno a Milano Marittima
Il programma prevede sabato 23 il maschile, con i gironi di qualificazione sia alla Cittadella che alla Uisp. A seguire, nel primo pomeriggio, tabellone a eliminazione diretta alla Cittadella e di consolazione alla Uisp.
Domenica il femminile, tutto alla Cittadella, con i gironi al mattino e eliminazione diretta e consolazione nel pomeriggio.
Le prime due squadre del maschile e le prime due squadre del femminile andranno dal 2 al 5 giugno al master nazionale Tpra (tennis, padel e beach tennis) in programma a Milano Marittima.
GROSSETO. Se un po’ di ispirazione gliel’ha data il panorama che si vede dalla cantina Val delle Rose, il libro non potrà essere che da leggere.
Di sicuro un bel ruolo lo hanno giocato anche le sue passioni che, con la letteratura di Carver e la musica di Springsteen, sanno di grande racconto.
Daniele Pratesi, dopo tanti racconti brevi, ha proposto un manoscritto “Guarda dove vai” alla casa editrice milanese “bookabook”, e poco dopo è stato contattato.
Il libro è entrato in una campagna di crowdfunding, e ora, raggiunto l’obiettivo di 200 copie vendute, sarà ufficialmente pubblicato e distribuito nelle librerie nazionali fisiche e online.
La pagina del crowdfunding per il libro
L’obiettivo è stato raggiunto dopo soli due giorni, e tuttora il libro sta continuando a vendere. Chi fosse interessato, può trovarlo al seguente link: https://bookabook.it/libro/guarda-dove-vai/
La vita di tutti i giorni diventa un racconto
Il libro è una raccolta di 16 storie che parlano di persone comuni alla presa con la vita di tutti i giorni. «Mi piace osservare, parlare del quotidiano – dice Daniele – Le storie parlano di uomini e donne che magari sono rimasti delusi, ma allo stesso tempo dimostrano di avere speranza e voglia di vivere. Persone che si rimettono in discussione».
«Il libro è un viaggio dentro il realismo dominato dai sentimenti: si parla di amore, amicizia, gratitudine, perdono, segreti svelati» precisa Daniele.
Ognuno di noi potrebbe rivedersi all’interno di alcune vicende umane espresse così apertamente. Le azioni si svolgono in ambientazioni e scenari diversi, che fotografano la società di oggi tramite i piccoli gesti e le parole dei personaggi stessi.
L’autore
Daniele è nato a Grosseto l’8 febbraio 1981. Laureato in scienze politiche, lavora nel mondo del turismo, dove ha iniziato per pagarsi gli studi.
(Foto di Andrea Fabbreschi)
Attualmente è hospitality manager alla cantina di Val delle Rose, a Poggio la Mozza, e visto il suo amore per la scrittura, questa prossima pubblicazione rappresenta un piccolo sogno.
Le sue giornate fuori dal lavoro sono dedicate alla famiglia, e alle sue passioni: la scrittura, la lettura, ascoltare musica e andare al cinema.
Passioni che lo hanno sicuramente aiutato a sviluppare il suo talento, come l’amore per la letteratura americana, ma anche il realismo in senso lato: «Molte storie nascono da questa passione – dice – Mi piace lavorare sulla parola, sui dialoghi, e arrivare con poche parole al lettore. Ricerco sempre una forma asciutta e semplice, che ben rappresenti la realtà. Il racconto nasce di parola in parola, non so bene cosa andrò a scrivere all’inizio, tutto si forma da una frase o un aneddoto che mi balza in mente. È una delle cose che mi diverte di più».
«Nel racconto si lavora sulle parole come i sarti fanno sugli abiti – conclude Daniele – il racconto breve mi affascina anche per la sua forma, riesce a contenere molto in poco spazio, e riuscire a “cucirlo” è un lavoro che mi appassiona. Vedo un racconto breve un po’come una canzone di 3 minuti, un pezzo che l’ascoltatore (il lettore) si fa suo, dandogli il suo significato, magari riascoltandolo più volte. Da grande appassionato di musica, ho sempre pensato che una canzone la fai tua al terzo ascolto, è lì che ne assorbi l’energia ed il significato. Sarebbe bello fosse così anche per i miei singoli racconti».
I suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste letterarie Birò, Quaerere, Read Il Magazine, sull’antologia dei contest letterari “Scrivere è libertà” (Radio Scream Italia – Just Kid Magazine), “Scrivi un racconto di sei parole” (Ivvi Editore) e “Storie di Natale” (Tempra Edizioni). Un ultimo racconto è di prossima pubblicazione sulla rivista letteraria Salmace.
GROSSETO. Un padre che esce da casa, per andare al solito bar e che non rientra più. Che viene ritrovato poche strade più in là, disorientato e confuso. Una mamma che non riesce più a mangiare perché il colore del cibo è troppo uguale a quello del piatto.
Quando un familiare si trova di fronte a malattie come Alzheimer e demenza, la prima sensazione che prova è quella di smarrimento. Perché chi si ama, diventa un’altra persona che va imparata di nuovo a conoscere e ad amare.
Una formazione intensiva per parte del personale che lavora nell’assistenza domiciliare per persone affette da demenza. L’obiettivo è stato quello di dare strumenti per la gestione del rapporto con le persone affette da questa patologia e dare modo anche alle coordinatrici di indirizzare, nel futuro prossimo, con consigli e suggerimenti anche altri operatori.
Aurida Pardini
L’anno scorso la formazione è stata portata avanti in collaborazione con l’animatore di Firenze e con l’ con l’Aima, coinvolgendo operatori e operatrici dell’assistenza domiciliare di Grosseto e Orbetello.
Una volta acquisito questo bagaglio, Pardini con tre operatori di Uscita di sicurezza ha creato il primo gruppo di assistenza alle persone affette da demenza. «Un gruppo che è cresciuto negli anni – spiega – soprattutto perché i familiari delle persone affette da malattie neurodegenerative, spesso si sentono soli e soprattutto credono di non avere gli strumenti necessari per accudire al meglio i propri cari».
Grazie al progetto Aida, che si occupa dell’assistenza domiciliare da chi è affetto da demenza, i familiari hanno cominciato a chiedere l’intervento di Uds e alla fine di settembre, è nato il primo gruppo al quale hanno partecipato i familiari di assistiti di Grosseto e Orbetello.
Ora però, l’esperienza di Uscita di sicurezza è diventata nazionale: le persone che fanno parte del gruppo sono per lo più grossetane, ma ci sono anche assistiti di Cecina, Trieste, Roma, Bologna, Bari e uno addirittura a Bruxelles.
«Il passaparola ha fatto crescere questo servizio tantissimo – dice Pardini – e nonostante la pandemia siamo riusciti a portare avanti il gruppo riunendoci una volta ogni due settimane su Zoom».
Dal grembiulino sensoriale ai colori sulla porta
Confronto, scambio, supporto reciproco: è questo quello che avviene nel gruppo organizzato da Uscita di sicurezza per i familiari di persone con malattie neurodegenerative. All’interno del gruppo le interazioni sono continue. Si studiano sistemi per rendere le case più a misura di paziente, per risolvere i problemi che si presentano quotidianamente. «I tappeti, per fare un esempio – spiega Aurida Pardini – se troppo scuri vengono percepiti come buchi neri, possono essere pericolosi perché se non visti è facile inciamparci. Così come la tovaglia sul tavolo che dovrebbe essere monocolore, per non confondere chi è affetto da queste malattie».
Grazie al protocollo realizzato da Aurida Pardini con Francesca Gambassi, l’animatrice che collabora al progetto, ogni assistito riceve un compito da svolgere che possa dargli soddisfazione e che lo tenga così attivo aumentando al tempo stesso autonomia e fiducia in se stesso.
«Noi riceviamo molto più di quello che diamo – dice Pardini – e soprattutto ci mettiamo alla prova continuamente. Molte persone ci arrivano dai servizi, la difficoltà maggiore è spesso quella di capire quali siano le reali esigenze dell’assistito, per poi trovare forme creative per aiutarlo».
Come è successo quando Aurida, prendendo spunto da un familiare del gruppo, ha creato il grembiulino sensoriale, un grembiule da indossare sul quale sono cuciti alcuni oggetti da riconoscere toccandoli o quando è nata la rivista che viene utilizzata dagli assistiti, che stimola tutte le funzioni cerebrali delle persone che ricevono assistenza. «Ovviamente le schede che vengono proposte sono personalizzate – dice Pardini – e servono proprio a stimolare per ciascuno la propria funzione».
Informazioni e contatti
Per informazioni sul progetto dedicato all’assistenza delle persone affette da malattie neurodegenerative, potete rivolgervi a Uscita di sicurezza, via Ximenes 10. La sede è aperta dal lunedì al venerdì, riceve nel rispetto delle misure anti Covid su appuntamento.
Per informazioni è possibile chiamare i numeri 331 6933813 – 348 9309417 o inserire la propria richiesta al link presente sul sito della cooperativa.
GROSSETO. La Polizia di Stato ha celebrato, anche a Grosseto, così come in tutte province d’Italia, il 170° anniversario della sua fondazione.
Una storia importante quella della Polizia che, iniziata nel 1852, si è evoluta attraverso varie fasi, ha attraversato tre secoli, due guerre mondiali, fenomeni gravissimi come il terrorismo delle brigate rosse, le stragi di mafia, il terrorismo internazionale e tutto ciò che di più grave ha riguardato l’ordine e la sicurezza pubblica del paese.
Durissime prove che le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno sempre superato con impegno, orgoglio, sacrificio e, purtroppo, anche versando sangue per adempiere fino in fondo al proprio dovere di servire l’Italia.
La Polizia di Stato è un pezzo rilevantissimo della storia d’Italia ed uno dei pilastri della nostra democrazia.
L’anniversario a Grosseto
Anche quest’anno la manifestazione per l’anniversario è stata caratterizzato dallo slogan “Esserci Sempre”, motto ormai divenuto parola d’ordine per gli appartenenti alla Polizia di Stato.
Alle 9.30 il questore di Grosseto Antonio Mannoni ha deposto una corona di alloro alla lapide che ricorda il sacrificio dei caduti della polizia di Stato, all’ingresso della Questura, come segno tangibile verso tanti operatori della polizia che hanno servito lo stato fino al sacrificio estremo della propria vita.
Successivamente, alle ore 11.30 il questore ha sfilato di fronte ad un picchetto in armi e ad una rappresentanza delle varie specialità della polizia di Stato presenti sul territorio provinciale, schierati nei pressi dell’ingresso del Teatro degli Industri. Nel Teatro poi la celebrazione è proseguita, alla presenza di tutte le più alte autorità civili, religiose e militari.
L’autovelox della polizia stradale
Sono stati letti i messaggi del presidente della Repubblica, del Ministro dell’interno e del Capo della polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Lamberto Giannini. Il Questore Mannoni, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti, ha tenuto un discorso nel quale, partendo da considerazioni sulla modernità della legge di riforma della Polizia e sulla sua importanza, ha tracciato il quadro dell’attività in Provincia di Grosseto portata avanti in questo ultimo anno.
L’attività della polizia in provincia
Sono oltre 5.000 le autopattuglie e più di 10.000 gli operatori impegnati nelle operazioni. Oltre 47.000 le persone controllate, 19.000 veicoli e quasi 20.000 documenti di identità verificati. 3.500 i posti di controllo, e oltre 9.000 le chiamate arrivate alla centrale operativa attraverso il 112. Da queste chiamate sono partiti oltre 5.500 interventi operativi delle pattuglie.
Ingenti sono stati i quantitativi di varie sostanze stupefacenti sequestrati. Rilevanti anche i dati che hanno fatto registrare, la polizia stradale, la polizia postale e quella ferroviaria. L’intensa attività operativa ha avuto supporto anche tramite una maggiorazione delle pattuglie presenti in strada, ed il rinforzo di un cospicuo numero di agenti di recente trasferiti nella nostra questura.
La valigetta della polizia scientifica
Il questore Mannoni ha concluso il discorso con i migliori auguri agli intervenuti ed a tutti i suoi collaboratori, ai quali ha chiesto di continuare a dimostrare assiduità nel servire lo Stato, con professionalità, sacrificio ed impegno.
Un affettuoso ricordo è stato rivolto al questore Fernando Giusti, amiatino di nascita, scomparso nei giorni scorsi all’età di 106 anni.
La consegna dei riconoscimenti
La cerimonia è proseguita con la consegna dei riconoscimenti al personale che si è particolarmente distinto in importanti operazioni di polizia.
Sono stati premiati con un encomio del capo della polizia di Stato: il vicequestore aggiunto della polizia di Stato Armando Buccini, il sostituto commissario Paolo Bischeri, il vice ispettore Massimiliano Fioravanti, gli assistenti capo coordinatore Francesco Dragoni,Vincenzo Pagano e Alessio Innocenti, per importanti operazioni di polizia giudiziaria nelle quali hanno dato prova di alta professionalità, attaccamento al dovere ed intuito investigativo.
Momento finale, ma non certamente ultimo per importanza, è stata la premiazione degli studenti vincitori dell’edizione di quest’anno per il concorso “Pretendiamo Legalità”. Sul palco sono salite due applauditissime ospiti: l’attuale vice presidente del Coni Alessandra Sensini (grossetana, plurimedagliata campionessa olimpica di windsurf) e la campionessa mondiale di eptathlon, l’ucraina Hanna Kasyanova. Entrambe hanno richiamato l’attenzione dei presenti sull’importanza dello sport come veicolo di valori, di rispetto delle regole e della legalità, nonché come strumento di promozione della pacifica convivenza tra persone e popoli.
Alessandra Sensini e Hanna Kasyanova hanno premiato i giovani della classe 1ª B dell’Istituto Tecnico Agrario Leopoldo di Lorena, 3ª E dell’Istituto Comprensivo “Grosseto “, la classe IV A dell’Istituto Comprensivo Monte Argentario ed altri studenti, parte di un gruppo di diverse classi dell’Istituto Isis Leopoldo Secondo di Lorena.
L’intera manifestazione è stata accompagnata dalla Corale Puccini e dalle armonie proposte dal Liceo musicale e coreutico “L. Bianciardi”.
GROSSETO. Se il Grifone ha ancora una piccola speranza di salvarsi è merito di un gol incredibile.
Siamo al 1′ minuto di recupero di Modena-Imolese. Le due squadre sono sull’1-1, dopo la rete di Pergreffi al 69′ e il pareggio, su un rigore molto molto generoso, di Liviero all’87’.
Il rinvio del portiere dei padroni di casa, Riccardo Gagno, 24 anni, peraltro ex Grosseto, scavalca il collega che difende la porta ospite, Gianmaria Rossi, e regala il gol del definitivo 2-1 al Modena. Che così, vincendo il 14 aprile a Gubbio, avrà la certezza della promozione diretta in Serie B.
E, soprattutto, lascia l’Imolese a un solo punto di vantaggio sul Grosseto.
MARINA DI GROSSETO. Aprile apre le porte alla primavera, la cantina “I vini di Maremma” non si fa trovare impreparata. Pronta a portare sulle tavole i suoi vini bianchi, rossi, rosee.
Il territorio dove viene prodotto il vino della cantina “I Vini di Maremma” è esteso e variegato. Le peculiarità delle produzioni e delle uve fornite dagli oltre 250 soci sono un tesoro da costruire e custodire. Alla Cantina vengono prodotti oltre trenta varietà di vini, ognuno ha le sue tipicità, e tra questi c’è il ciliegiolo.
Le caratteristiche organolettiche del Ciliegiolo Maremma Toscana DOC prevedono un colore rosso rubino, il profilo olfattivo del vino è delicato ed al palato risulta armonico e corposo.
I viticoltori, custodi di un immenso tesoro
I soci della cantina “I Vini di Maremma” sono i custodi di questa preziosa terra che è la Maremma. Un territorio della Toscana ricco di varietà e di segreti.
Il lavoro, consapevole e certificato
L’amore per il vino e per il territorio della Maremma porta la Catina ad un impegno quotidiano verso la sostenibilità e la cura sia del territorio, sia delle persone che lo abitano e che ci lavorano.
I vini di Maremma vogliono esser protagonisti, raccontando il territorio in cui queste uve sono coltivate, un territorio che i numerosi soci coltivano con amore e consapevolezza, dando origine a produzioni uniche e ben riconoscibili.
GROSSETO. È arrivato nella giornata di domenica 20 marzo nella città di Khmelnytsky, nel cuore dell’Ucraina, in una zona molto rischiosa perché a poche centinaia di chilometri dalla capitale Kiev, il terzo tir di aiuti partito da Grosseto il 15 marzo scorso.
A riceverlo, il vescovo greco-cattolico Ivan Kulyk, compagno di studi di don Vitaliy Perih, il sacerdote ucraino che a Grosseto cura la comunità greco-cattolica. Cibo, medicinali, prodotti per l’infanzia è quanto trasportato ed arrivato. I volontari della comunità hanno scaricato il tir e stoccato le scatole in un magazzino, da dove successivamente sono state caricate su piccoli mezzi per essere trasferiti nelle zone dove è più difficile far giungere gli aiuti.
Una storia particolare si lega a questo tir. È quella di una mamma con 3 bambini di 10, 8 e 5 anni, giunta a Grosseto da diversi giorni e alloggiata in un appartamento nella zona intorno a Grosseto. Quando la donna ha saputo che il tir era diretto a Khmelnitsky, città vicina a quella nella quale vive la sua famiglia, è riuscita a mettersi in contatto con il marito in Ucraina, che dalla sua città, assieme ad altri volontari, è partito e ha raggiunto Khmelnitsky, ha aiutato a scaricare il tir e ha poi trasportato alcuni degli aiuti ricevuti nella zona di Slavuta, dove ci sono anche soldati feriti bisognosi di medicinali.
«È una piccola storia – commenta don Vitaliy – che ci fa capire quanto siamo vicini grazie al bene che si può fare in un momento tragico come questo».
Sul versante dell’accoglienza dei profughi, nel corso di questo fine settimana la Diocesi, tramite Caritas, ha continuato a provvedere alla individuazione di famiglie disposte ad aprire le porte di casa. Così nella giornata di sabato sono stati accolti complessivamente 6 adulti e 4 bambini (di cui una bimba di 5 mesi), mentre domenica una mamma con un bambino di 3 anni e una signora di 63 con una figlia di 30.
GROSSETO. La denuncia di scomparsa risale al 21 dicembre 2001, l’ultima segnalazione al 3 dicembre 2009, alla stazione di Grosseto. Da più di vent’anni una famiglia catanese cerca Domenico, ultimo di quattro fratelli del quale non si hanno più notizie. Da quando, una mattina poco prima di Natale, è uscito da casa per andare a fare una passeggiata. Aveva 24 anni.
I timori e le speranze dei fratelli
Il padre di Domenico lo ha cercato ovunque, finché ha potuto. Ora il testimone è passato ai fratelli, che da più di vent’anni, ogni giorno, sperano di poterlo riabbracciare ancora. Una speranza più forte della paura di averlo perso per sempre.
Agatino e Giovanni Litrico
Mercoledì 16 marzo, il caso di Domenico Litrico, è stato portato di nuovo nello studio di “Chi l’ha visto?”. In una grotta sull’Etna, infatti, è stato ritrovato da poco un cadavere che è ancora in corso di identificazione. E i fratelli del ragazzo le cui ultime tracce si sono fermate alla stazione di Grosseto, aspettano con ansia l’esame del Dna. Anche perché sul corpo scoperto dalla guardia di finanza in una grotta sul vulcano, è stato trovato un orologio del tutto uguale a quello del 24enne.
Agatino e Giovanni hanno ripercorso le tappe della scomparsa del fratello, che da ragazzino, appena 14enne, aiutava la famiglia vendendo il prezzemolo al mercato del pesce di Catania. «Dopo il diploma però nostro fratello ha cominciato a frequentare cattive compagnie – dicono i fratelli di Domenico – e ha cominciato a drogarsi. Per due anni è stato in comunità, ma quando è tornato a casa era cambiato tutto».
Il ragazzo, che allora aveva 24 anni, si sarebbe dovuto sottoporre a una terapia farmacologica che però gli creava degli squilibri psichici importanti. «Aveva le allucinazioni, le crisi mistiche – dicono i fratelli – era sempre nervoso. La mattina del 21 dicembre è uscito alle 6.30 per fare una passeggiata: aveva detto che sarebbe rientrato per pranzo e invece non lo abbiamo più visto».
Seduto sulla panchina della stazione di Grosseto
La sera della scomparsa del ragazzo, i familiari andarono dai carabinieri a sporgere denuncia. «Insieme a mio padre e ai miei fratelli – dice Giovanni – lo abbiamo cercato per anni, ogni notte. Chiudevo la pizzeria e andavo a cercarlo. La sua auto qualche giorno dopo l’abbiamo ritrovata a Taormina, ma di Domenico non c’era traccia». Fino a quando, una telefonata arrivata da Grosseto, riaccese la speranza dei familiari dell’allora 24enne.
Era il 3 dicembre 2009 quando un fornitore della pizzeria dei Litrico chiamò i familiari del ragazzo, dicendo loro di averlo visto alla stazione di Grosseto. Aveva un cappellino rosso in testa e un cane e bivaccava sulla panchina accanto ai bagni della stazione.
I familiari, una volta ricevuta la segnalazione, si rivolsero di nuovo a Chi l’ha visto?” e una troupe venne in città. A Grosseto arrivò anche il padre di Domenico. «Prese subito l’aereo – ricorda Giovanni – ma fu un buco nell’acqua. Quando arrivò a Grosseto, Domenico era sparito. Eppure la segnalazione era attendibile: l’uomo che ci chiamò conosceva bene mio fratello».
La giornalista Federica Sciarelli, dopo quella segnalazione, lanciò un appello ai grossetani: «Se qualcuno dovesse vedere Domenico – disse dallo studio di Chi l’ha visto? – ci avvisi».
Un barbone, con un cagnolino e un cappello rosso. Così lo descrisse l’uomo ai familiari, che si precipitarono in città. Durante la trasmissione è stato mostrato l’articolo del “Corriere di Maremma” scritto dal giornalista Pasquale Sorrentino che si occupò della scomparsa di Domenico. L’unico raggio di speranza in una storia dolorosa che va avanti ormai da più di vent’anni.
GROSSETO. Cresce l’attesa per “Ritorniamo a volare“, la serata di grande musica, per un grande obiettivo: sostenere la Odv La Farfalla, dopo gli atti vandalici della fine di gennaio che hanno danneggiato il cantiere di villa Elena Maria, la struttura che sta nascendo nella zona del Pizzetti.
Una struttura dedicata alla cure palliative per i pazienti con una malattia terminale. Ma anche dedicata alle loro famiglie, che così possono stare loro vicine.
La Farfalla porta avanti la propria missione sostenendosi solo con le donazioni e con il 5×1000.
Una serata di solidarietà, quindi, per uno scopo nobile.
Venerdì 1° aprile alle 21 al teatro degli Industri (che il Comune di Grosseto, assessorato alla cultura, ha concesso a titolo gratuito), suonerà il grandissimo sassofonista Stefano “Cocco” Cantini con la sua band, e dalle 20, al Comix Cafè (piazzetta San Michele, accanto gli Industri), ci sarà un aperitivo con i prodotti enogastronomici delle aziende della Maremma.
La serata è presentata dal Conte Max.
Alla serata contribuiscono Caseificio Il Fiorino, Conad, MorisFarms, I Pescatori di Orbetello, Cantina Vignaioli di Scansano, Corsini, Franci, I Mandorli.
Lo sponsor della serata è Elettromare di Gabriele Fusini, ma contributi importanti sono arrivati anche da Rockland, Clan della Musica e Contini vini.
Sul palco gli allievi della scuola di musica “Palmiero Giannetti”
Oltre a Cocco Cantini e al Conte Max, partecipano alla serata i giovani allievi dell’Istituto Musicale Comunale “Palmiero Giannetti.
Giovani, ma già bravissimi. È una meraviglia sentirli suonare.
Gli allievi della Palmiero Giannetti con il maestro Schiano
Questo il programma
Al pianoforte gli allievi del professor Giuliano Schiano
Carlotta Denevi: Elegy – N. Tsujii
Alberto Della Monaca: Notturno op. 9 nr. 2 – F. Chopin
Lorenzo Pepi: I tempo Sonata op. 27 nr. 2 – L.v.Beethoven
Jacopo Tortolini: III tempo Sonata op. 27 nr. 2- L.v.Beethoven
Daniele Greco: I Tempo Sonata op. 11 nr. 1 – R. Schumann
Alessio Tonelli: Polonaise op. 53 – F. Chopin
Al sax l’allievo dello stesso Stefano “Cocco” Cantini
Luca Pinelli Out of the night – Joe Henderson.
Luca Pinelli
Con 15 euro concerto, aperitivo e lotteria
Il costo della serata è di appena 15 euro, e comprende il concerto, l’aperitivo e una lotteria con in premio vini e prodotti tipici.
Il ricavato sarà interamente devoluto alla Odv La Farfalla.
Le prenotazioni per la serata sono aperte: è possibile mandare un messaggio whatsapp al numero 348 8420895 o scrivere alla email ritorniamoavolarelafarfalla@gmail.com