Etruschi e Romani, viaggio sulle note di Puccini

La spiaggia della Tagliata e la torre spagnola

ORBETELLO. Una volta lasciato il parcheggio dell’Idroscalo di Orbetello, dove sulla recinzione rimasta intatta dagli anni ’30 ci sono ancora le aquile e i caratteri in stile Impero, la laguna di Orbetello si apre davanti agli occhi dei visitatori. Siamo in Maremma.

Una targa ricorda, poco più avanti le quattro imprese che furono compiute dagli aviatori che utilizzarono anche l’idroscalo intitolato ad Agostino Brunetta: la trasvolata del 1928 fino a Los Alcazares, quella dell’anno successivo da Taranto a Odessa con ammaraggio proprio a Orbetello, quella del 1930 a Rio de Janeiro e quella del 1933 a Chicago per poi tornare a Roma. Le crociere atlantiche furono guidate da Italo Balbo, allora ministro della recentemente costituita Aeronautica Militare.

 

È la calma e la pace della laguna che colpisce immediatamente gli occhi di chi arriva dalla città: calma e pace popolata da anatre, aironi, oche, gru, fenicotteri, pavoncelle, limicoli, rapaci e tanti passeriformi che possono essere avvistati nella zona dell’Oasi Wwf.

Ma se la natura di questa zona umida è la prima cosa che balza agli occhi, voltandosi verso il paese e camminando lungo la passerella che costeggia l’acqua della laguna, ecco che subito si presentano gli Etruschi con le imponenti mura erette nel V secolo a.C. a raccontare una vita fatta di agricoltura e pesca, di difesa senza alcun attacco, del culto della morte e di una civiltà che ha prosperato sulle coste della Maremma lasciando testimonianze ancora oggi visibili.

In questo percorso durante la seconda tappa del progetto Smart – Itinerari Enogastronomici della Maremma Grossetana, è possibile essere guidati da Francesco Di Murro all’interno dell’iniziativa targata Cat Ascom Maremma e Vetrina Toscana – in collaborazione con Camera di Commercio Maremma e Tirreno / Unioncamere Toscana, finalizzata a promuovere ristoranti, botteghe e produzioni di qualità che esprimono l’identità del territorio, valorizzando la cultura enogastronomica anche come attrattiva turistica.

Lo scalo marittimo di Orbetello

Con ogni probabilità quindi, Orbetello era nata come scalo marittimo la cui economia doveva essere fondata principalmente sulla pesca e sul commercio. Nei primi tempi il centro appartenne forse a Marsiliana (Caletra), ma entrò ben presto nella zona d’influenza di Vulci. Dalla metà del VI secolo a.C. la città conobbe un periodo di fioritura economica, tipica dei centri marittimi dell’Etruria e documentata dai corredi funerari in cui cominciano a comparire, accanto ai buccheri, ceramiche attiche a figure nere, ceramica a fasce di tipo orvietano e altre pregevoli suppellettili di importazione.

Diventato un vero e proprio porto, con un quartiere commerciale assai sviluppato per lo smistamento delle merci da e verso l’Etruria settentrionale, Orbetello è stata protetta da una solida cinta muraria  lunga in origine quasi due chilometri.

Di queste mura si è conservato fino a oggi un tratto sul lato ovest, verso la laguna: sono mura costruite in opera poligonale con grandi blocchi di arenaria uniche in tutta l’Etruria che fungevano sia da mura cittadine che da mura portuarie.

L'ingresso alla laguna dall'Idroscalo
L’ingresso alla laguna dall’Idroscalo

 

Il museo nella polveriera Guzman

Voltato l’angolo, lo stupore aumenta: e infatti, una volta lasciate alle spalle le antiche mura, ci si ritrova davanti alla Polveriera Guzman oggi sede del Museo archeologico di Orbetello con i suoi obelischi messi davanti alle finestre che si innalzavano per proteggerle da eventuali attacchi. La polveriera è nota soprattutto perché qui si rifornì Giuseppe Garibaldi nel 1860, poco dopo lo sbarco di Talamone durante la spedizione dei Mille.

La polveriera Guzman
La polveriera Guzman

Un’unica grande sala, con tutti i reperti raccolti dagli archeologici e sistemati nelle vetrine per raccontare la straordinaria epopea degli Etruschi: strumenti litici del neolitico ed eneolitico (punte di lancia, punte di lancia peduncolate in selce e in diaspro, una lama di accetta in pietra verde levigata) e di età villanoviana (tre vasi di cinerari) patere, coppe, bacili bronzei ed alcuni tripodi, tra cui uno rinvenuto a Vulci nella tomba del Carro di Bronzo, armi da caccia e da guerra e oggetti per la filatura e la tessitura,  una vasta collezione di ceramiche. Tra queste ci sono alcuni esemplari di ceramica etrusco-geometrica, ad imitazione di quella greca, ceramiche che raccontano sia la vita quotidiana che la vita dopo la morte, così come se la immaginavano gli Etruschi.

Non mancano gli oggetti dell’abbigliamento, le fibule e gli specchi, i gioielli e gli unguentari e le anfore del gruppo di Orbetello, rinvenute in mare e acquistate dal Comune nel 1957, attribuite al pittore di Micali o alla sua scuola.

In mostra ci sono poi i reperti trovati durante gli scavi effettuati nell’area di Orbetello e di Poggio Talamonaccio tra i quali spicca il corredo della necropoli del Cristo, scavata nel 1820 in occasione dei lavori della strada tra Orbetello e Grosseto e quelli provenienti invece dal ripostiglio Vivarelli-Strozzi e dagli scavi della stipe votiva del ripostiglio del Genio Militare.

La rotta verso il mare del compositore Giacomo Puccini

C’era un antico porto, quello della città di Cosa, i cui resti sono ancora visibili da una delle spiagge più suggestive della Maremma. Un posto incantato, quello che si trova scivolando verso sud da Orbetello. Una manciata di chilometri per arrivare alla spiaggia della Tagliata, che ospita appunto il porto che fu costruito dai Romani nel 273 a.C.

La Tagliata Etrusca sorge ai piedi del versante sud-est del colle di Ansedonia, dove in antichità si trovava il porto della città di Cosa, un modesto scalo marittimo, di cui sono ancora visibili i resti semisommersi dal mare di moli e frangiflutti.  L’aggettivo “Etrusca” però è fuorviante: la tagliata è infatti un’opera di ingegneria idraulica realizzata dai Romani per ottimizzare il flusso ed il riflusso delle acque dal porto, in modo da evitarne l’insabbiamento.

Il Portus Cosanus si trova infatti prossimità dello Spacco della Regina: è rimasto in funzione fino al terzo secolo dopo Cristo, fino a quando il commercio nelle acque del Mediterraneo, di vino e olio soprattutto, è stato florido.

È qui, in un luogo incantato tra storia e leggenda che il compositore lucchese Giacomo Puccini decise di comprare casa. Non un’abitazione tra le tante ma proprio la vecchia torre spagnola che domina la spiaggia.

La leggenda dello Spacco della Regina ha come protagonista la giovane regina etrusca Ansedonia. Essendo di sangue blu alla piccola era vietato socializzare e giocare con gli altri bambini e come unico svago le era concesso di fare delle passeggiate vicino a casa. Nel corso di una di queste camminate Ansedonia scoprì un posto bellissimo, un’insenatura naturale con un’acqua talmente limpida che non riuscì a resistere alla tentazione di tuffarsi.

Nei giorni e nelle settimane successive quell’anfratto divenne la meta d’elezione per le passeggiate della regina, ma purtroppo in quei tempi lontani il bagno in mare era considerato disdicevole per le donne e ancor più per una regnante. In poco tempo si diffuse la voce che in quel luogo si consumavano riti diabolici e quando Ansedonia non tornò più a casa si pensò subito che fosse diventata una complice o una vittima di quelle oscure celebrazioni. Un mito parallelo racconta anche che la regina Ansedonia abbia nascosto in questa zona un tesoro che però non è mai stato portato alla luce. Qualunque sia la storia, quel luogo divenne e resterà per sempre lo Spacco della Regina.

Il compositore Giacomo Puccini fu invitato per la prima volta al mare a Capalbio a cacciare, e rimase entusiasta della quantità di selvaggina che la Maremma offriva, nonché affascinato dalla selvaggia bellezza di questa terra e dai suoi malinconici silenzi. Tanto che tornava spesso, amava cacciare nella “botte” le folaghe che popolavano durante l’inverno il lago di Burano.

Nel 1919 il Maestro acquistò e restaurò la Torre della Tagliata presso Ansedonia, e probabilmente compose lì gran parte della Turandot. Innamorato della Maremma, era ghiotto delle pappardelle al Cinghiale preparate nelle locande di Capalbio.

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L’Invicta si arrende al Modena

Francesco Masala, ds Invicta Volley

GROSSETO. È una sconfitta accettata fino all’ultimo minuto di gara quella subita dai ragazzi dell’Invictavolley, che si sono dovuti arrendere al Modena che ha dominato tutta la gara giocata domenica 8 gennaio, la prima dell’anno nuovo.

Il risultato finale, tre set a zero dà la dimensione di quello che è successo sul parquet dove i ragazzi di coach Fabrizio Rolando non sono scesi con la mentalità giusta. «Non siamo sereni e non affrontiamo le cose nel modo giusto – dice a fine gara il presidente Francesco Masala – la squadra di Modena ha sempre dominato e noi abbiamo pagato le difficoltà che stiamo affrontando».

Ora, messa questa sconfitta dietro alle spalle, si guarda avanti: la prossima settimana i biancorossi sfideranno la capolista.

L’ultimo saluto a Nello Bracalari sulle note di “Bella ciao”

Il picchetto degli agenti della polizia provinciale nella camera ardente per Nello Bracalari

GROSSETO. 80 anni di impegno politico e civile, sociale, sindacale, che non è mai venuto meno nemmeno negli ultimi mesi di vita. Un uomo buono, onesto, rispettoso del prossimo, al contempo deciso e fermo nella difesa delle proprie idee che ha saputo raccontare e tramandare, con la forza del dialogo e il sorriso sulle labbra. Idee che suonano come libertà, giustizia, lavoro, diritti.

Questo e molto di più è stato il partigiano Nello Bracalari, scomparso il 6 gennaio a 95 anni. Ultimo testimone della migliore storia della Maremma, come in più di uno, oggi, 8 gennaio, lo hanno definito nella commemorazione funebre, nella sala Pegaso del palazzo della Provincia. Stipata fino all’ultimo angolo libero, con tanta gente che non è nemmeno riuscita a entrare. In molti con al collo il fazzoletto tricolore dell’Anpi, di cui Nello è stato presidente, poi presidente onorario.

Ricordi, occhi lucidi e il ringraziamento per la lezione lasciata da Nello

La commemorazione è stata aperta e condotta da Luciano Calì, presidente del comitato provinciale dell’Anpi. Poi a uno a uno hanno preso la parola le persone che con Nello hanno diviso l’impegno politico e sindacale, la lotta al nazifascimo e a ogni altra forma di oppressione: il presidente della Provincia, Francesco Limatola, che ha di nuovo aperto le porte di Palazzo Aldobrandeschi all’Anpi e al presidio anrifascista, l’ex segretario della Cgil, Lorenzo Centenari, un commosso Loriano Valentini che non è riuscito a trattenere le lacrime. 

Poi Lio Scheggi, anche lui con il groppo alla gola, Lucia Matergi, nella veste di direttrice del comitato scientifico della Fondazione Bianciardi, Simone Ferretti, presidente regionale e provinciale dell’Arci.

Quando ha preso la parola Mauro, figlio di Nello, è stata la volta di conoscere Bracalari privato, che alla fine, ha detto Mauro «non era poi così diverso da quello che era conosciuto nella sua dimensione pubblica».

La Sala Pegaso in coro sulle note di “Bella ciao”

La chiusura è stata affidata a Bruno Possenti, coordinatore dei partigiani toscani. A lui il compito, tra la commozione generale, di far partire la musica di Bella ciao. Un violino struggente accompagnato dal canto prima sommesso, poi sempre più forte dei presenti.

Il degno e immancabile saluto per Nello. «A tutti noi – ha chiuso Calì – il compito di annaffiare il fiore del partigiano Nello»,  per non dimenticare quello che di più bello e importante ha lasciato: la libertà è una conquista quotidiana.


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In Maremma la scuola perde i pezzi

Cristoforo Russo

GROSSETO. «La domanda non può essere che una: perché è sempre la scuola a pagare?». Se lo chiede il segretario provinciale della Flc-Cgil, il sindacato che raccoglie i lavoratori della scuola, Cristoforo Russo, di fronte all’ennesima “revisione” normativa che colpisce la scuola pubblica.

Questa volta è la legge di bilancio, la 197 del 2022, in vigore dal 1° gennaio, a darle una spallata. Prevede, infatti, l’aumento graduale della media dei ragazzi per direzione scolastica, su base regionale, da 600 a 900-1000, partendo dall’anno scolastico 2024-25. Che sia istituto comprensivo o scuola di istruzione superiore, in qualunque area territoriale, senza tenere conto di quelle periferiche periferiche. Obiettivo: risparmiare, riducendo il numero delle istituzioni scolastiche.

«Se non ci saranno misure che attenuano questo provvedimento nelle zone più estese e meno popolate, come la provincia di Grosseto, per i nostri studenti e le loro famiglie sarà una iattura. Ma lo sarà anche per i dirigenti e per il personale della scuola. Si perderanno posti di lavoro, si chiuderanno plessi che, in alcuni piccoli paesi del territorio, rappresentano un presidio e un punto di aggregazione», dice Russo.

In Maremma si perdono da 4 a 6 direzioni scolastiche

Sono i numeri forniti dall’Ufficio scolastico provinciale a dimostrarlo. Quelli che Russo snocciola, supportato da una carta della provincia che evidenzia le attuali direzioni scolastiche.

la mappa delle direzioni scolastiche
La mappa delle direzioni scolastiche

A Grosseto ce ne sono 32, compreso il centro provinciale per l’istruzione degli adulti, per un totale di 26.841 iscritti. In media 838 per ciascuna, che vanno dal minimo di 241 del comprensivo di Santa Fiora, al massimo di 1.352 del Leopoldo II di Lorena a Grosseto.

Portando la media regionale dei ragazzi a 900, le direzioni scolastiche scenderebbero a 29. Con la media di 1.000, scenderebbero addirittura a 25. Si perderebbero così dalle 4 alle 6 direzioni scolastiche. Con la conseguente perdita di posti di lavoro per il personale amministrativo e per i collaboratori scolastici che saranno i più colpiti.

Basta dare un’occhiata alle scuole della provincia: su 31 istituti solo 8 (6 superiori e 2 comprensivi) superano i 1.000 iscritti; 5 sono sopra a 900, 6 superano 800, mentre i rimanenti 22 hanno da 789 a 241 iscritti, concentrati nelle zone più decentrate.

«Secondo la nuova normativa – aggiunge – Russo, per raggiungere il numero di 900 o 1.000 iscritti e conservare la direzione scolastica, questi istituti devono essere accorpati. Non è chiaro con quale criterio oltre a quello della prossimità geografica. In questo modo le aree di competenza, soprattutto per gli istituti comprensivi che vanno dall’infanzia alla scuola media, diventano sempre più grandi, coinvolgono più comuni. Di conseguenza aumentano le distanze tra plessi con grande disagio per chi lavora nella scuola o la dirige. Si rischia inoltre che i plessi più piccoli, con pochi alunni vengano chiusi, distribuendo i ragazzi nelle altre strutture. Risultato, aumenta il numero dei ragazzi per classe». 

L’esempio di Civitella Paganico e Manciano

In realtà, accorpamenti in provincia di Grosseto ci sono già stati e già si è visto quali problemi hanno creato. I più significativi riguardano l’Istituto comprensivo di Civitella Paganico, che ha inglobato anche Scansano e che sarà effettivo dal 1° settembre 2023, e quello di Manciano, che ha inglobato Capalbio. Il primo comprende ora 3 comuni (Civitella-Paganico, Cinigiano e Campagnatico) e 15 plessi, ma passerà a 4 comuni e 19 plessi. Il secondo comprende 2 comuni e 14 plessi. 

Quello che tuttavia è più “inquietante” è l’estensione del territorio di competenza e le distanze. L’istituto comprensivo Civitella-Paganico con Scansano raggiunge 1/6 dell’intero territorio provinciale. Solo per fare un esempio la distanza tra i due estremi dei comuni, Civitella Marittima e Pomonte, è di circa 60 km, con oltre un’ora di percorrenza. Da Borgo Carige, nel comune di Capalbio, a Saturnia sono circa 45 km con un ‘ora di percorrenza. Tutto all’interno della stessa direzione scolastica.

Russo: «Effetti devastanti per la Maremma»

La Flc-Cgil è pronta ad alzare le barricate contro un provvedimento che mette seriamente a rischio il diritto all’istruzione in provincia di Grosseto. «Qui eravamo già al limite con la deroga, per 2 anni, della media degli iscritti da 600 a 500. Su questa base avevamo cominciato a lavorare a un nuovo dimensionamento delle scuole insieme al Provveditorato, coinvolgendo anche la Provincia. Proviamo a immaginare cosa succederà con la media di 900-1.000 iscritti. Se verranno attuate le previsioni del governo, per la Maremma gli effetti saranno devastanti», dice Russo.

«Siamo in attesa di vedere gli sviluppi, se ci saranno o meno deroghe, ma anche in quel caso non cambierebbe poi di molto. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al provveditorato e alla Provincia e ci rimetteremo al lavoro per un nuovo dimensionamento delle scuole. Ma se i numeri restano questi la scuola pubblica in provincia di Grosseto continuerà a perdere posti di lavoro, qualità del servizio per gli alunni e le famiglie».

Il primo bagno dell’anno a Castiglione è sempre un successo

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA.  Il primo bagno del 2023, giunto alla decima edizione, è stato ancora un successo a Castiglione della Pescaia: in 73 gli iscritti ufficiali che hanno sfidato la temperatura, alla fine non troppo rigida sui 14 gradi, per regalarsi l’emozione del classico bagno fuori stagione.

Di fronte alla terrazza dell’ex bagno Maristella sul lungomare di ponente, alle 11 in punto è stata la sindaca Elena Nappi a dare il via alla corsa per il primo tuffo stagionale.

La partenza per il tuffo
La partenza per il tuffo

In un mare calmo sorvegliato dalle canoe del Circolo Canottieri Castiglionese.

Non solo i residenti, tra cui i tre storici che hanno sempre affrontata le acque di gennaio in tutte le edizioni: Mirella Rotoloni, seppur raffreddata, Rossana Terzieri e Sergio Brizzi, ma anche turisti arrivati da mezza Toscana, da Milano, Roma, e “stranieri” ma che conoscono bene Castiglione dalla Danimarca, Svezia e Austria.

Il primo bagno dell'anno: Rossana Terzieri, Elena Nappi, Mirella Rotoloni, Sergio Brizzi
Il primo bagno dell’anno: Rossana Terzieri, Elena Nappi, Mirella Rotoloni, Sergio Brizzi

Una mattina di festa per augurarsi il meglio per l’anno che verrà. In tanti poi hanno assistito al tuffo, immortalato in decine di cellulari. In tanti hanno fatto la classica toccata e fuga, ma l’ebrezza e l’adrenalina non è mancata come immancabilmente il tè, corretto con il rum.

Insomma il mare di Castiglione della Pescaia si conferma fra i più belli d’Italia, anche d’inverno.

La sindaca Nappi: «Castiglione della Pescaia si conferma al top»

«La decima edizione del primo bagno dell’anno è stata ancora una volta un successo – ha detto raggiante la sindaca Nappi, appena uscita dall’acqua – una tradizione che conferma la qualità del nostro paese. Il mio grazie va a tutte le persone che hanno partecipato, anche la notte di capodanno in piazza Orto del Lilli, e che sono venute ad incitare i temerari che hanno sfidato il freddo».

Primo bagno dell'anno, l'uscita dall'acqua
Primo bagno dell’anno, l’uscita dall’acqua

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Cavalli in spiaggia: che show a Castiglione

Cavalli in spiaggia a Castiglione

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Bello spettacolo di equitazione quello andato in scena sulla spiaggia di ponente, nell’area dell’ex bagno Maristella sul lungo mare di via Roma, a Castiglione.

Per Santo Stefano l’Acot, l’associazione degli albergatori, con il patrocinio del Comune ha organizzato la giornata equestre e ad esibirsi i cavalli e cavalieri del centro ippico la Bandita di Luca Ficai, insieme agli amici arrivati da San Vincenzo.

Per quasi due ore quindici i cavalli impegnati e non sono mancate le emozioni, fra esibizioni di giovani cavallerizze, ma anche bambini della scuola, butteri ed esperti di volteggio acrobatico che si sono cimentati in uno show da ricordare. Una buona cornice di pubblico ha assistito all’evento, soprattutto per la gioia dei bambini.

Luca Ficai del centro ippico la Bandita durante l’esibizione sulla spiaggia a Castiglione

Il presidente di Acot Paolo Pieraccini: «Esibizione davvero di livello»

«Come Acot abbiamo voluto ringraziare coloro che scelgono la località balneare per trascorrere le proprie vacanze – ha detto Pieraccini – in questi anni complicati e di attuale incertezza, abbiamo ritenuto doveroso fare un’esibizione di livello per ringraziare i turisti che frequentano le nostre zone in questo periodo, e i residenti per lo più legati direttamente o indirettamente al turismo e che durante l’estate non riescono a vivere la stagione degli eventi».

«L’Acot nei quasi 50 anni di vita ha sempre cercato di rappresentare al meglio l’ospitalità e siamo orgogliosi di aver contribuito all’esplosione turistica di Castiglione. Un grazie va agli sponsor che ci supportano nelle nostre iniziative che – conclude il presidente – torneranno l’anno prossimo con tante sorprese. Auguri di buone feste e buon anno».

Cavalli in spiaggia a Castiglione

Leo & Iole, MaremmaOggi e il Natale

Leo&Jole

GROSSETO. L’amicizia si sa, porta fortuna. Sotto Natale poi, va celebrata. E proprio in segno di questo importante legame con la nostra redazione Leo & Iole dedicano a MaremmaOggi una canzone speciale, per augurare un buon Natale a tutti i lettori.

Il duo canta In lingua francese, un brano che è un “mashup” di “Les passants” (Zaz, 2010) e “Je me suis fait tout petit” e (George Brassens, 1956). Il loro brano è un viaggio tra le sonorità degli anni ’50 e quelle dei primi anni 2000. Un brano nato dall’improvvisazione, che lascia ampio campo al gioco. Come anche il video dimostra.

Leo e Iole durante questo inverno stanno registrando, per preparare il live di primavera. «Ci saranno delle novità – racconta Jole – stiamo cercando di mescolare la parte delle cover a quella autorale che mi ha permesso di vincere il premio D’Aponte a ottobre. Grazie proprio al premio ci siamo appoggiati al Virus Studio di Alessandro Guasconi con la collaborazione artistica di Ferruccio Spinetti. Abbiamo già iniziato con le registrazioni – prosegue – si potrà ascoltare e vedere già qualcosa in primavera».

«Ci auguriamo di essere tornati alla normalità – conclude Jole – di poter continuare da dove ci eravamo dovuti fermare un po’ tutti. Ci auguriamo che ora la situazione vada migliorado, senza altre sorprese che ci impediscano di tornare a ritrovarci tutti insieme».

 

Il comandante Alfa porta i doni in Pediatria – IL VIDEO

GROSSETO. L’associazione Finanzia & Friends torna protagonista con la sua generosità per Natale destinata ai piccoli pazienti della Pediatria dell’ospedale Misericordia.
Giovedì 22 dicembre, il Babbo Natale dell’associazione ha portato doni a tutti i bambini ricoverati e a quelli in Pronto soccorso pediatrico, che hanno accolto con grande piacere il gesto gentile come dimostrazione di vicinanza. Vicinanza che va oltre perché Finanzia & Friends ha anche devoluto al reparto grossetano 5.000 euro, raccolti tramite il tradizionale Trofeo di Natale di calcetto, organizzato con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Grosseto e dell’Atlante Grosseto calcio a 5, in collaborazione con la UISP, svoltosi tra il 5 e il 13 dicembre.

Finanzia & friends in campo per i più piccoli

Grazie ai proventi è stato possibile acquistare una barella chirurgica pediatrica che servirà ad accompagnare in sala operatoria i bambini che si sottopongono a un intervento.  
Il Babbo Natale di Finanzia & Friends questa mattina era “capitanato” dal comandante Alfa, socio fondatore del Gis – Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei Carabinieri e storico collaboratore e testimonial di Finanzia & Friends, che ha tenuto come sempre a dare il suo contributo all’iniziativa.

I regali portati da Finanzia & friends alla Pediatria

Insieme a lui, il vicepresidente dell’associazione Andrea Coscarelli, il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, l’assessora al sociale Sara Minozzi, il vice comandante della polizia municipale Francesco Bettazzi, il comandante provinciale della gGuardia di finanza colonnello Nicola Piccinni, il comandante del 4° Stormo, il colonnello Filippo Monti e il presidente provinciale A.I.A.C. Pietro Magro, oltre ai rappresentanti delle formazioni di calcio protagoniste del torneo.

Una barella speciale

«Il valore e la solidarietà delle associazioni si misura con queste dimostrazioni che ci aiutano a migliorare i servizi sanitari che offriamo ai nostri pazienti – dice la dottoressa Susanna Falorni, direttore Pediatria e Neonatologia del Misericordia – Oltre ad aver portato un momento di allegria ai bambini ricoverati in questo periodo natalizio, Finanzia & Friends, da anni al nostro fianco, con l’importo donato ci ha consentito di acquistare una barella chirurgica pediatrica che grazie alle caratteristiche tecniche specifiche per i bambini e anche all’aspetto giocoso, facilita il trasporto dal reparto alla sala operatoria, rendendo quel momento meno traumatico. Un grazie di cuore a tutti i membri di Finanzia & Friends per quanto hanno fatto fino a oggi per la Pediatria».

La soddisfazione del vicepresidente Coscarelli: «Anche quest’anno grazie all’impegno di tutti i nostri ragazzi, in particolare Stefano e Francesco, degli sponsor, dei calciatori e delle squadre di calcio femminile US Grosseto, USD Monteroni, Olimpia Colle, che hanno animato il consueto Trofeo di Natale di calcio a 5, delle ragazze del Finanzia & Friends women, nonché degli imprenditori che da sempre supportano le attività della nostra associazione – dice –  siamo riusciti a raccogliere una somma importante per realizzare questo bellissimo regalo. Il nostro modo di dimostrare solidarietà ai piccoli ricoverati, anche in vista del Natale, e un traguardo raggiunto tutti insieme che ci dà grande soddisfazione».

Babbi Natale speciali: in sella alle Harley per la Farfalla

I babbi Natale speciali sono quelli del Granducato Bikers. Prima il giro per la città, poi la consegna della donazione. Video e foto

GROSSETO. C’è Shrek, c’è Bronco, c’è lo Smilzo, c’è anche Brivido: nomi goliardici, sulle tute di pelle nera. Ma soprattutto, fra loro, c’è una grande amicizia e un grande senso di solidarietà. Così, domenica 18 mattina, i motociclisti dell’associazione Granducato Bikers, tanti sulle Harley, ma non mancavano le Vespe, sono andati a portare il loro contributo alla Farfalla, a villa Elena Maria.

Si sono vestiti da babbo Natale, con lunghe barbe bianche. In tanti, almeno una cinquantina di moto. Sono partiti dall’Aurelia Nord, hanno girato tutta la città, fino ad arrivare alla nuova sede, dietro a villa Pizzetti.

Un contributo derivante da una raccolta fondi dei soci.  A consegnare la donazione il presidente dei bikers maremmani Vittorio Conte, insieme a un nutrito gruppo di soci che vestiti da Babbo Natale hanno raggiunto il Pizzetti dopo aver compiuto un giro per la citta a bordo delle loro potenti moto. E non sono passati inosservati.

Amanti della moto, ma anche della solidarietà

Il sodalizio degli amanti della Harley Davidson, d’altra parte, è abituato compiere gesti di solidarietà concreta. Quest’anno, nel mese di dicembre, grazie ad una cena di solidarietà, i bikers
hanno effettuato un’ulteriore raccolta destinata a sostenere una signora senza lavoro nel pagamento delle rate della macchina. Per l’occasione c’erano anche 12 bottiglie di Roggiano Docg
“special edition” per i cinquant’anni della Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano acquistate per sostenere la Fondazione Il Sole Onlus.

«Il nostro sodalizio – spiega il presidente Vittorio Conte – nasce per creare occasioni di socializzazione all’insegna della passione per i viaggi in moto con le nostre Harley Davidson, ma sin dall’inizio ci siamo caratterizzati per un’attenzione alle persone che hanno bisogni concreti cui dare una risposta. Essere solidali fa parte del nostro modo di stare insieme, ed e naturale prendersi cura anche di chi non fa parte del nostro gruppo».

«Sono persone come voi – ha detto Loriana Landi, presidentessa della Farfalla Onlus – che ci danno la forza di andare avanti. Siamo tutti volontari e portiamo avanti il nostro impegno grazie alle donazioni e alla generosità delle persone. Sono quasi commossa ad avervi tutti qui, è un gesto bellissimo il vostro».

Un gruppo di bikers nati nel 2015

Il Granducato Bikers prende vita nel 2015, dalla voglia di 4 amici appassionati di moto di trasformare la loro passione in qualcosa di importante e utile.

«Abbiamo iniziato collaborando con alcune onlus all’organizzazione di manifestazioni quale, per esempio, la ormai tradizionale consegna dei doni di Natale ai bambini ricoverati in ospedale. Poi
negli anni il nostro gruppo e diventato sempre più numeroso, tutti amici appassionati di due ruote e tutti con la voglia di stare insieme, tanto che nel 2016 il Granducato Bikers aderisce al moto club Fmi di Castel del Piano e diventa una sezione del loro club».

La data più importante è il 30 marzo 2017, giorno in cui nasce ufficialmente il Granducato Bikers come associazione legalmente riconosciuta e iscritta al Fmi – Coni. Nel settembre 2020, l’’associazione entra ufficialmente nella sezione Bikers Fmi. Ad oggi sono circa 80 i soci iscritti ed il direttivo è composto da:

  • Presidente Vittorio Conte (Shrek),
  • Vice presidente Andrea Poloniato (Shovel),
  • Segretario Antonino Agosta (Il Siculo)
  • Consigliere Claudio Fanteria (Bronco)
  • Consigliere Mauro Valentini (Lo Smilzo)
  • Consigliere Davide Giuseppe Sangiorgio (Dagius)
  • Consigliere Moreno Ciribilli (Brivido)

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