Terremoto in Turchia: la chiesa si mobilita

Gli aiuti della chiesa ad Aleppo dopo il terremoto

GROSSETO. “Aiutiamo ad aiutare” è lo slogan adottato dalla Diocesi di Grosseto. Lancia così due distinte collette a sostegno delle popolazioni di Siria e Turchia, tragicamente colpite dal devastante terremoto che ha già provocato oltre 40mila vittime accertate, senza contare i dispersi e i bambini rimasti orfani.

«La Chiesa italiana si è mobilitata fin dalle prime ore, stanziando immediatamente 500mila euro e poi promuovendo altre iniziative – spiega don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi di Grosseto – Come Diocesi abbiamo atteso di capire quali fossero le indicazioni di Caritas italiana, per convogliare gli sforzi. E nei giorni scorsi il vescovo insieme al collegio dei consultori ha deciso di dedicare due giornate a sostegno delle popolazioni colpite. Stiamo entrando nella quaresima, tempo privilegiato per intensificare la preghiera e la rinuncia non fini a sé stesse ma orientate alla carità».

Le due collette in aiuto di Siria e Turchia

La prima delle due giornate di carità per le popolazioni terremotate sarà proprio il mercoledì delle ceneri, 22 febbraio. «In tutte le Messe delle nostre comunità parrocchiali sarà effettuata una raccolta in denaro da destinare alla Siria – dice Gentili – in modo particolare alla martoriata Aleppo, dove i frati francescani, con i quali la nostra Diocesi è in rapporto da anni, stanno lavorando per non lasciare sole le tante famiglie, già in profonda difficoltà a causa di dodici anni di conflitto. Il vescovo Giovanni ha affidato al vescovo emerito Rodolfo il compito di curare questa raccolta, in collaborazione con la Custodia di Terra Santa, di cui fa parte anche la Siria».

Gli aiuti della chiesa ad Aleppo
Gli aiuti della chiesa ad Aleppo

La Diocesi di Grosseto negli ultimi anni ha tenuto rapporti fraterni con la città siriana, grazie soprattutto all’iniziativa “Una luce per Aleppo”, che ha permesso di raccogliere aiuti economici inviati in più tranches ai frati. Ora, di fronte a questa nuova emergenza, ha ritenuto giusto dare un altro segnale di vicinanza fattiva con una nuova raccolta.

Il 25-26 marzo, poi, tutte le parrocchie aderiranno alla colletta nazionale promossa dalla Cei come «Segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni terremotate – spiega Gebtili – Sarà anche un’occasione importante per esprimere nella preghiera unitaria la nostra vicinanza alle persone colpite. Esortiamo tutti a lasciarsi coinvolgere in questi due segni – conclude il vicario generale – invitando anche i catechisti a sensibilizzare i bambini e i ragazzi».

La mensa organizzata ad Aleppo
La mensa organizzata ad Aleppo

 

La lettera di padre Bahjat

Sul settimanale diocesano Toscana Oggi è stata pubblicata anche una lettera dell’attuale parroco della comunità francescana di Aleppo, padre Bahjat; racconta quello che i francescani hanno cercato di fare fin dall’inizio di questa ennesima tragedia.

“Alle 04:17 del lunedì 6 febbraio, la nostra città è stata colpita da un forte terremoto di magnitudo 7,9 della scala Richter, che ha fatto precipitare le persone in strada sotto la pioggia, nel freddo e nel buio della notte, aggravato dalla mancanza della corrente elettrica. I genitori con i propri figli, usciti di casa presi dal panico, qualcuno non ha fatto in tempo a mettersi le scarpe.

Di conseguenza, abbiamo annunciato nella nostra chiesa che avremmo accolto le persone e le avremmo riparate dal freddo e dalla pioggia, e così hanno fatto molte chiese”, scrive il religioso. E aggiunge: “Le sale parrocchiali sono attualmente piene di centinaia di persone. Abbiamo tre conventi nella città e tutti e tre accolgono gli sfollati secondo le loro capacità. Nel nostro convento parrocchiale al centro della città, accogliamo circa 500 persone, e nel collegio di Terra Santa, che si trova in periferia circa 2000, avendo spazi all’aperto, mentre la chiesa succursale ospita una cinquantina di persone. Serviamo tre pasti al giorno. Nessuno vuole tornare a casa, perché hanno paura di altre scosse più forti, e vista la situazione di pericolo in molte abitazioni.

Mentre le temperature continuano a scendere anche sotto lo zero. Ci assicuriamo anche di mantenere il posto caldo per i bambini. Tutti i pasti che vengono serviti sono preparati dalla nostra mensa di beneficenza nel nostro progetto «Cinque pani e due pesci», e il problema più grande che dobbiamo affrontare è la difficoltà nell’ottenere forniture per preparare il cibo a causa delle sanzioni imposte alla Siria, e mentre vediamo il flusso di aiuti alla nostra afflitta vicina Turchia, vediamo che alla Siria è pressoché impedito ricevere sostegno o aiuto”.

Per informazioni

Per ogni utile informazione si può far riferimento all’ufficio economato della Diocesi (056424588; amministrazione@grosseto.chiesacattolica.it) o inviare una e.mail a info@diocesidigrosseto.it.

Le eccellenze della Maremma si raccontano in video

Da sinistra: pecorino toscano, un tagliere con della finocchiona e, a destra, delle castagne

GROSSETO. Tra i primi video online c’è già l’olio extravergine di oliva Seggiano Dop. Insieme alla Finocchiona Igp e al fagiolo di Sorana Igp fanno parte dei primi 3 contenuti online di una nuova campagna di comunicazione.

Fa parte del “protocollo Osservaprezzi”, che mette insieme Regione, organizzazioni professionali dell’agricoltura e associazioni dei consumatori.

Duplice l’obiettivo:

  • creare consapevolezza, fornendo un’informazione chiara su trasparenza, processi di produzione, caratteristiche dei prodotti,
  • dare a chi produce e chi consuma strumenti per valorizzare le produzioni.

Lo specifico gruppo di lavoro creato in occasione della firma dell’intesa ha dato il via alla campagna. Presto arriveranno tutti gli altri video racconti per completare la playlist che coprirà tutte le 31 produzioni toscane a marchio Dop e Igp.

I video saranno pubblicati sui canali istituzionali e social di Regione Toscana. Verranno inoltre resi disponibili per la condivisione sui siti internet e sui canali social di tutti i firmatari del protocollo, dei Consorzi di riferimento e dei singoli produttori. A ciascun video sarà associato un Qr code che potrà essere utilizzato sui menu dei ristoranti e nei prodotti in vendita sugli scaffali dei supermercati. Così da consentire la scansione a tavola o al momento della spesa tramite il proprio smartphone.

Seggiano
Seggiano

Il nuovo portale web Infoconsumotoscana.it

In occasione della presentazione della campagna Osservaprezzi, è stato presentato il nuovo portale online www.infoconsumotoscana.it. È il nuovo sito web della Regione Toscana e del Comitato regionale consumatori e utenti. Sostituisceprogettoinfoconsumo.it con una nuova veste grafica e nuovi contenuti.

Rinnovata anche la sezione Osservaprezzi, osservatorio a carattere divulgativo, facilmente accessibile, che presenta collegamenti alle principali banche dati dei prezzi dei beni e servizi a carattere regionale e nazionale.

Tra le banche dati presenti nella sezione:

  • le rilevazioni mensili dei prezzi al consumo di Istat,
  • l’Osservatorio di prezzi e tariffe
  • l’Osservaprezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del made in Italy
  • il portale offerte luce e gas di Arera
  • l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate
  • le rilevazioni dei prezzi su base regionale
  • i listini settimanali dei prezzi all’ingrosso a cura della Camera di Commercio di Firenze
  • le tariffe dell’acqua dell’Autorità Idrica Toscana

Difendere il settore promuovendo una sana alimentazione

«L’impegno del gruppo di lavoro che abbiamo costituito subito dopo la firma del protocollo Osservaprezzi comincia a produrre risultati concreti» ha commentato l’assessora con delega alla tutela dei consumatori e degli utenti Alessandra Nardini. «La campagna che stiamo lanciando – prosegue – sarà in grado di dare un duplice contributo: valorizzare le produzioni Dop e Igp che qualificano in tutto il mondo il settore agroalimentare della Toscana e diffondere la cultura di una sana ed equilibrata alimentazione».

«Col nuovo sito infoconsumotoscana.it viene promossa una corretta informazione sui prezzi di beni e servizi – precisa -ancora più importante in un contesto difficile a causa di inflazione e caro energia, che mettono a rischio il potere d’acquisto. La tutela delle cittadine e dei cittadini passa anche dell’accessibilità e della trasparenza delle informazioni».

«L’agricoltura toscana offre un’ampia gamma di prodotti di qualità che devono innanzitutto essere difesi dalla contraffazione. Poi devono essere portati a conoscenza dei consumatori che spesso ignorano le peculiarità che si celano dietro i marchi, le denominazioni e le certificazioni» dice la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi. «Tutelarli da un lato e diffonderne il consumo – conclude – sono quindi compiti primari che ben volentieri confermiamo con questa intesa».

Il protocollo Osservaprezzi è stato sottoscritto a giugno 2022 tra Regione, organizzazioni professionali dell’agricoltura (Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Legacoop, Confcooperative) e associazioni dei consumatori che fanno parte del Comitato regionale consumatori utenti.

Aperto il nuovo campo per gli amanti dello sport

Uisp nuovo campo sintetico

GROSSETO. Taglio del nastro per il nuovo campo polivalente negli impianti Uisp di viale Europa. Oggi, venerdì 27 gennaio alle 11, si è svolta la cerimonia di inaugurazione nel nuovo campo in erba sintetica, che amplierà spazi e strutture per le attività di tennis e calcio a 5.

Presenti all’inaugurazione: l’onorevole Fabrizio Rossi (vicesindaco e assessore allo sport del Comune), l’assessora alla pubblica istruzione Angela Amante, il delegato provinciale Coni Elisabetta Teodosio e, naturalmente, il presidente del comitato Uisp Sergio Perugini con i vicepresidenti Massimo Ghizzani e Maurizio Zaccherotti.

Inaugurato dagli studenti

Il nuovo campo non ha subito ospitato la prima giornata della fase distrettuale dei campionati sportivi studenteschi. Due triangolari che hanno visto all’opera gli alunni della categoria Allievi del Liceo Aldi, dell’Istituto Superiore Del Rosso da Verrazzano, dell’Istituto Bianciardi, dell’Istituto Fossombroni, del Polo Amiata Ovest e del Liceo Chelli.

Un evento importante, supervisionato dalla responsabile Maria Grazia Aversa: una manifestazione che ritorna dopo tre anni di stop per il Covid. Si svilupperà anche nelle giornate di lunedì 30 gennaio dove scenderanno in campo i Cadetti, martedì 31 gennaio sarà la volta dei Ragazzi.

Uisp e amministrazione insieme

«Ci tenevamo a organizzare una inaugurazione importante – chiude il presidente Uisp Sergio Perugini – abbiamo trasformato il vecchio campo in cemento in un terreno di erba sintetica polivalente. Mi sento di ringraziare tutto il consiglio, la direzione e tutte le persone che hanno lavorato a questo intervento. Avendo in gestione questo impianto fino al 2042 riteniamo importante investire delle nostre risorse per migliorare gli impianti e permettere di ampliare spazi e offerte per tutti i nostri utenti, permettendoci di concentrare più possibile l’attività nella nostra sede».

«Dopo lo stop per il Covid ripartono campionati sportivi studenteschi – esordisce l’assessore Amante – tutti sappiamo quanto è importante lo sport per la formazione educativa dei ragazzi, dal rispetto allo spirito di gruppo, una sana competizione, lo spirito di sacrificio. Un’occasione speciale per inaugurare questo nuovo campo».

L’onorevole Fabrizio Rossi saluta l’evento con soddisfazione. «Un bellissimo giorno per inaugurare questa struttura – dice Rossi – l’attività di riqualificazione della sede Uisp di viale Europa prosegue sempre in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. Alla cittadinanza verrà offerto un impianto dove poter praticare tanti sport. Il mio ringraziamento va alla Uisp che è sempre molto presente con le sue iniziative e con il suo sostegno allo sport – conclude – Bello permettere ai nostri ragazzi, che sono il nostro futuro, di poter svolgere attività sportive in strutture sempre più nuove e migliorate».

In un diario i segreti della Trattoria delle Passioni

L'ingresso della trattoria delle passioni a Roselle

GROSSETO. Ha i fogli ingialliti dal tempo, il diario delle ricette che ancora oggi vengono utilizzate nella cucina dell’agriristoro Trattoria delle passioni. Pagine di un diario, che raccontano la cura e la passione che le nonne mettevano in cucina. La stessa che si ritrova tutt’oggi nella trattoria di campagna di Giacomo Crocini, in via dei Cipressi a Roselle. Uno dei posti che racchiude tutto l’incanto della Maremma, dove si può mangiare anche in un antico verziere, accanto a quella che un tempo era una porcilaia e che oggi è diventata una cantina piena di etichette da scoprire. C’è un mondo, nell’agriturismo di Roselle, un mondo fatto da:

  • verdura e frutta coltivate nei terreni dell’agriturismo
  • uova fresche delle galline
  • carne a chilometro zero prodotta dal podere Cantoni, che si trova a poche centinaia di metri di distanza .

Ma se questi sono gli ingredienti principali del lavoro di Crocini, andiamo a scoprire qual è il segreto della Trattoria delle passioni. Un segreto nascosto in una madia…..

All’agriristoro le ricette della nonna Rita

Giacomo Crocini, quel diario lo ha sempre visto in casa, custodito nel cassetto della madia. Sua nonna Rita, ogni volta che provava una ricetta differente, la scriveva lì sopra, su quello che che era il diario dello zio Giorgio. Quando Giacomo Crocini era piccino, nonna Rita lo chiamava in cucina e gli faceva vedere come si preparava la fontana di farina per scocciarci le uova. Nella trattoria di campagna di Roselle, tutt’oggi, si utilizzano lo stesso metodo e la stessa passione. «Fino a due anni fa qui in cucina c’era mia mamma Catia – racconta Crocini – che ha continuato a scrivere le ricette che mia nonna le aveva tramandato su quel diario. Il quaderno ora lo utilizzo io e ogni volta che mi metto ai fornelli scopro qualcosa di diverso e sorprendente».

Una pagina del diario di nonna Rita alla Trattoria delle Passioni
Una pagina del diario di nonna Rita alla Trattoria delle Passioni

Fogli ingialliti dal tempo, giorni accompagnati dalle fotografie dei campioni dello sport: il diario di zio Giorgio, regalato al ragazzo quando andava a scuola, una volta finito l’anno scolastico è stato riutilizzato in casa ed è diventato un vero e proprio cimelio in famiglia. Le pagine scritte dal figlio, quelle con i compiti, Rita le aveva meticolosamente strappate. Poi aveva cominciato a prendere appunti, lasciando così in eredità ai figli e ora al nipote, i suoi segreti in cucina. «Nonna Rita faceva la massaia – ricorda Crocini – era nata alle Stiacciole e appena sedicenne conobbe e si fidanzò con Giulio, che sposò due anni dopo trasferendosi a Roselle. Nacquero poi lo zio Giorgio e mia madre cresciuti entrambi con quel diario sempre tra le mani. Quando poi la nonna è morta, nel 2001, è passato a mia mamma e ora lo utilizzo  io».

Piatti a chilometro zero nell’osteria di campagna

Ricette di dolci, scritte come sapeva fare nonna Rita, che aveva frequentato solo la seconda elementare. «Era una donna di grande carattere e di grandissimo talento in cucina – dice ancora Crocini – seguendo le sue indicazioni, prepariamo la scottiglia di pollo, ad esempio, piatto tipico maremmano, proprio come faceva lei». Alla Trattoria delle Passioni la presenza di Rita è costante.

Giacomo Crocini, titolare della Trattoria delle passioni
Giacomo Crocini, titolare della Trattoria delle passioni

«C’è tanto di lei che ho voluto mantenere – dice – nelle ricette, nei suggerimenti, nella cura nello scegliere gli ingredienti. Qui tutto è a chilometro zero: io cerco ovviamente di cambiare qualcosa, di trovare variazioni sulle ricette ma le origini restano quelle».

Piatti che, con il passare degli anni, sono diventati sempre più curati ma che non hanno mai perso l’ingrediente principale: frutta e verdura vengono coltivate nei terreni dell’agriturismo, la carne arriva dal podere Cantoni, che si trova a poche centinaia di metri di distanza, la farina da Bagnore di Santa Fiora. E grazie a questi ingredienti, Crocini ha preparato un primo piatto delizioso, dove il pomodoro è il re della tavola. Per scoprire la ricetta, basta continuare a leggere

Pici con salsa di pomodoro e ciliegini confit: ecco come prepararli

Crocini raccoglie i pomodori nell’orto. «Essendo la Trattoria delle passioni un agriristoro – dice – siamo costretti a seguire il disciplinare e utilizzare soltanto prodotti toscani. La verdura che utilizziamo qui la coltiviamo noi». Con quell’oro nel secchiello, il titolare della Trattoria delle passioni entra in cucina e comincia a preparare i ciliegini confit.

I pomodorini confit
I pomodorini confit

Bastano pochi ingredienti per portare in tavola un primo piatto da gran gourmet:

  1. pomodori ciliegini
  2. origano, maggiorana, timo
  3. olio, sale, pepe
  4. zucchero di canna
  5. salsa di pomodoro
  6. aglio e  scalogno
  7. pici

Basta prendere i ciliegini e tagliarli a metà, metterli rivolti verso l’alto in una teglia da forno, poi spolverarli con un trito di aglio, origano, maggiorana e timo, un filo d’olio, sale e pepe e qualche cucchiaino di zucchero di canna. Il vassoio va poi in forno a 160 gradi per quattro ore. Una volta preparati i pomodorini confit, basterà saltare la salsa di pomodoro con lo scalogno, cuocere i pici e sistemarli nel piatto dopo averli conditi. Per finire il piatto, adagiare qualche spicchio di ciliegino e basilico e i pomodorini confit sui pici. «Ci vuole un po’ di pazienza per far cuocere i pomodorini confit – dice – ma l’effetto è assicurato nonostante la semplicità degli ingredienti». Effetto assicurato non solo per gli occhi, anche per il palato. Provare per credere: basta chiamare il 328 7153351 e prenotare. Le ricette di nonna Rita vi aspettano.

In pensione il parroco da record

Don Giovanni Tumiatti durante la messa di congedo

GROSSETO.  Con i suoi 92 anni (li compirà il 3 febbraio), era il parroco più vecchio di età ancora in servizio attivo nella diocesi di Grosseto. E domenica, don Giovanni Tumiatti, è ufficialmente andato a riposo dopo circa 60 anni filati di guida di varie parrocchie. Se non è un record, poco ci manca.

Il saluto del babbo ai suoi figli

Domenica scorsa, dunque, don Tumiatti si è congedato dalla comunità di Buriano, che ha servito negli ultimi 23 anni e lo ha fatto come un babbo quando lascia le ultime consegne ai figli: raccomandando loro, prima di tutto, di restare uniti e «attaccati a Gesù Parola».

Un suo assillo, quello di innamorare i laici della parola di Dio. A Buriano lo ha fatto forgiando davvero, settimana dopo settimana, la comunità attraverso le catechesi, la lectio divina, la lettura condivisa della Scrittura, ma anche responsabilizzando i laici alla vita comunitaria. E così Buriano è davvero diventata un esempio di come anche una piccola comunità può diventare un laboratorio di quella Chiesa sinodale che il Papa ora propone a livello di tutta la Chiesa.

Don Giovanni è stato anche un grande appassionato della cura dei beni materiali. Nei 23 anni a Buriano ha rimesso a posto la chiesa, un gioiellino del ‘300 con stratificazioni barocche; ha recuperato oggetti e suppellettili sacre dei vari secoli, allestendo, così, una sala espositiva data, poi, in gestione al Comune di Castiglione della Pescaia. Insomma, ha pensato alle pietre e alle “pietre vive”.

Ora si mette a riposo, dopo che tre anni fa, sentendo il venir meno delle forze ed essendo rimasto solo dopo la morte dell’amata sorella, aveva già fatto una scelta intermedia: si era ritirato in Seminario, a Grosseto, andando a Buriano due volte a settimana (il giovedì e la domenica).

Sua la spinta a costruire la chiesa della Consolata

Il vescovo Giovanni, che domenica ha celebrato la Messa di congedo per don Giovanni, ha esortato la comunità a mettere in atto ciò che l’anziano parroco ha loro insegnato in oltre vent’anni di presenza. Una sorta di prova del nove, insomma, rispetto ad un modo nuovo di essere parrocchia che sarà sempre più la cifra della Chiesa del futuro.

Don Tumiatti è prete da 66 anni ed è parroco ininterrottamente dai primissimi anni ’60. La prima parrocchia che guidò, giovanissimo, fu Casal di Pari, la comunità più piccola e più periferica della Diocesi. Da lì, a metà anni ’60, fu mandato parroco a Pian d’Alma. Quando arrivò non esisteva ancora Punta Ala come la conosciamo oggi, ma è grazie alla sua intraprendenza e ad uno spirito imprenditoriale che lo hanno sempre connotato, se la costruzione della chiesa della Consolata prese avvio.

Da lì, il vescovo Galeazzi lo inviò parroco a Sassofortino (’66-68). Poi, la morte improvvisa di don Biagio Bailo, spinse il vescovo a scegliere don Giovanni per gestire quella delicata eredità a Roccastrada. Fu un’impresa titanica, forse la più “tosta” per don Giovanni, che rimase a Roccastrada 13 anni, fino all’81, quando venne inviato ad Alberese. Nove anni, poi un nuovo impegno: parroco della Cattedrale per volontà del vescovo Scola. Nel ’99 l’ultimo trasferimento, a Buriano, dove ha anche concluso il suo ministero attivo, prima di ritirarsi in una struttura per preti anziani.

Alla celebrazione di saluto ha voluto farsi presente anche il Comune di Castiglione della Pescaia rappresentato dall’assessora Susanna Lorenzini.

Invicta, un punto d’oro con capolista

Coach Fabrizio Rolando

GROSSETO. Sulla carta, la sfida contro Civita Castellana, capolista del campionato di serie B, era una gara proibitiva per i ragazzi di coach Rolando. Che invece hanno portato a casa un punto d”oro, nonostante i tanti infortuni e nonostante un periodo non troppo felice per i biancorossi. 

«Nessuno poteva aspettarsi un risultato del genere, visti i precedenti – dice coach Fabrizio Rolando – invece la squadra si è compattata, dopo l’infortunio di Pellegrino». 

La classifica

Ecosantagata Civita Castellana 32;
Lupi Santa Croce B 30;
Arno 28;

National Villadoro 28;

Lupi Pontedera 23;

Edottorossi Foligno 21;

Invicta Grosseto 20;

Prato 19;

Orte 17;

Tomei Livorno 13;
Italchimici 12;

Moma Anderlini Modena 6;
Modena Volley B 3;
Sir safety 0

Fino a 10mila euro per chi assume

Contributi alle aziende

GROSSETO. Dal “Patto per il lavoro” arriva una spinta alle assunzioni arriva. Grazie a questo protocollo l’agenzia all’Agenzia regionale Toscana per l’impiego (Arti) mette a disposizione contributi fino a 10.000 euro per le imprese che hanno intenzione di assumere personale o che hanno assunto dopo il primo settembre 2022.

L’avviso è aperto e le domande possono essere già inoltrate, fino ad esaurimento del plafond disponibile.

L’ammontare del contributo varia da un minimo di 2mila fino a un massimo di 10mila euro, a seconda della tipologia contrattuale. Viene messo a disposizione delle imprese e dei datori di lavoro privati in ordine di ricevimento, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Come funziona il contributo

Il contributo è destinato a imprese e datori di lavoro privati con unità operativa situata in Toscana. Valido per l’assunzione da effettuare o già effettuata a partire dal 1° settembre 2022 di uno o più soggetti coinvolti nel programma “Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol)”. Ma anche di altri soggetti iscritti allo stato di disoccupazione in un Centro per l’Impiego della Toscana.

L’assunzione può essere effettuata con contratti a tempo indeterminato, determinato di almeno 12 mesi (proroghe escluse), apprendistato e trasformazioni di contratti da tempo determinato già agevolate a tempo indeterminato.

Il bando si inserisce nell’ambito di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani, e sarà attuato nelle cinque aree territoriali toscane per i Settori dei Servizi al Lavoro, ovvero Arezzo e Siena, Firenze e Prato, Grosseto e Livorno, Lucca e Pistoia, Pisa e Massa Carrara.

Confcommercio in campo per lavoratori e aziende

Confcommercio Toscana è cofirmataria del protocollo “Patto per il lavoro”, ed è tra le associazioni che più invitano le aziende a interessarsi. «Il fine è ovviamente favorire l’occupazione – spiega Stefania Fasano, responsabile ufficio paghe Confcommercio Grosseto e vicedirettore dell’associazione – Per le imprese che vogliono assumere si tratta di un’ottima opportunità da cogliere al volo. I nostri uffici già si stanno occupando gratuitamente e in automatico delle richieste di contributo per gli associati interessati che usufruiscono del nostro servizio paghe. Siamo a disposizione anche per tutte le altre imprese che intendono fare domanda».

In quest’ultimo caso gli interessati devono scrivere a stefania.fasano@confcommerciogrosseto.it.

La Maremma piange l’ingegnere naturalista

GROSSETO. È una perdita collettiva che riguarda tutta la Maremma, la morte dell’ingegner Mario Giacolini. Una perdita con la quale non soltanto la città di Grosseto, che aveva dato i natali a lui e al gemello Marcello, dovrà fare i conti. Perché la storia di Mario e Marcello Giacolini è una storia che ancora oggi non è stata scritta. Una storia che si svolge su tre direttrici diverse, quella professionale, quella dell’insegnamento e quella dello studio delle scienze naturali. 

Folgorato dai mammiferi e dalle loro storie

Ed è impossibile parlare di Mario senza tirare in ballo Marcello, morto il 5 febbraio 2015. Classe 1934, nati in una famiglia borghese di Porta Nuova, i due gemelli si laureano, uno in architettura e l’altro in ingegneria quando studiare all’Università era un privilegio per pochi. Ma soprattutto, insieme, rimangono folgorati, da ragazzini, dallo studio dei mammiferi. Studio che li porterà, negli anni, a creare una biblioteca ospitata nella loro casa, che rappresenta un unicum nel mondo. 

Un luogo segreto, dove sono racchiuse tantissime opere di inestimabile valore scientifico: testi del 1500, cercati e copiati nelle biblioteche di mezza Europa, libri aggiudicati alle aste. 

E sono anche tante le tracce del loro passaggio lasciate in città, dove nel corso dei decenni hanno collaborato con diverse amministrazioni comunali. Loro è il progetto della casa dello studente alla Cittadella, a loro si deve la nascita del Museo di storia naturale. 

Il prof. che ha fatto amare lo studio a intere generazioni di geometri

Mario Giacolini insegnava, come il gemello Marcello, all’istituto tecnico per geometri. Intere generazioni di grossetani hanno seguito le sue lezioni di tecnologia delle costruzioni. Tra loro c’è stato anche il presidente del Parco della Maremma, Simone Rusci. «Non ho mai più ritrovato un insegnante come Mario – ricorda – È stato una persona davvero eccezionale, se ne va uno degli ultimi intellettuali come oggi non se ne ritrovano più. Sarebbe impossibile e impensabile poter rifare tutto quello che Mario e Marcello hanno fatto per lo studio delle scienze naturali, ma anche per le loro professioni di ingegnere e architetto». 

Mario e Marcello Giacolini

I ragazzi che hanno studiato con Mario e Marcello Giacolini hanno conservato di entrambi un ricordo che continuerà ad accompagnarli per tutta la loro vita: perché il loro metodo, il loro sapersi innovare ogni giorno, il loro essere rivoluzionari ha contagiato tutti quelli che sono entrati a fare parte della loro cerchia. Avevano un pregio, soprattutto: entrambi si divertivano molto a insegnare. 

La camera ardente nella sua biblioteca

Mario Giacolini aveva 89 anni ed era malato da tempo. L’ultima volta che aveva messo piede nella sua immensa biblioteca, era stato in occasione della mostra Pipistrelli, organizzata dal Parco della Maremma per far conoscere i disegni realizzati dal gemello Marcello. 

Ora, la famiglia ha deciso che la camera ardente si aprirà proprio nella stanza della casa preferita dai due studiosi. Che per farla crescere, hanno viaggiato per le biblioteche di mezza Europa pur di trovare rarità che parlassero della natura. Si sedevano e copiavano i libri, a mano: un gemello la pagina destra, l’altro gemello la sinistra. 

Vestiti con il loden, impeccabili come lord inglesi ma profondamente rivoluzionari nell’approccio allo studio e anche alla vita: erano così, i gemelli Giacolini, identici in tutto. Tanto che la loro madre, da bambini, spesso li scambiava. 

Marcello, dall’amore per lo studio e la ricerca, aveva imparato anche il cirillico per poter leggere alcune pubblicazioni russe sugli animali. Entrambi conoscevano quattro o cinque lingue e quando si trovavano di fronte a qualunque ostacolo, applicavano il loro personale metodo: si mettevano a studiare per superarlo. Di ogni libro, ne acquistavano tre copie: uno per la conservazione, uno per la consultazione e uno di riserva. 

«Mario, ma anche Marcello – aggiunge Rusci – erano molto ironici: stare con loro faceva apprezzare sempre di più e sempre meglio l’amore che avevano per la cultura: non erano soltanto due collezionisti ma erano due grandissimi studiosi».  Pronti a saltare in auto all’improvviso e a precipitarsi alla sede della Sip, quando nelle case non c’erano ancora i telefoni, per partecipare alle aste telefoniche e aggiudicarsi i libri che venivano battuti. 

L’intellettuale rivoluzionario

Era un intellettuale rivoluzionario, Mario. Lo era insieme al gemello Marcello. Appassionati, eclettici, studiosi e con tantissimi interessi diversi: non c’era solo lo studio della natura nel loro mondo, ma c’era anche una profondissima conoscenza della politica e della geopolitica internazionale. 

Conoscevano i movimenti, seguivano i moti rivoluzionari, studiavano la storia dei popoli. Non c’era un campo, insomma, nel quale non eccellessero. E – tranne qualche piccola peculiarità, come l’amore di Marcello per i pipistrelli, ad esempio – non c’era nulla che i due gemelli facessero uno lontano dall’altro. 

Un amore e una passione, quella di Mario per lo studio degli animali e della natura che l’ingegnere, che non si era mai sposato, ha trasmesso alla nipote Clarissa, figlia di Marcello e veterinaria. 

 

Naufragio della Concordia, Schettino resta in carcere. Il video

La Concordia all'isola del Giglio

ISOLA DEL GIGLIO. 11 anni fa, il 13 gennaio 2012, alle 21.45’07” la nave da crociera Costa Concordia, con oltre 4 mila persone a bordo, andava a sbattere contro lo scoglio delle Scole all’isola del Giglio.

E dopo aver continuato la sua corsa verso dritta, con il sistema di pilotaggio in tilt, girava su se stessa per adagiarsi sul fondale di Punta Gabbianara.

(nel video una sintesi della vicenda, video realizzato da MaremmaOggi in occasione del decennale)

Era un venerdì 13. Undici anni dopo il 13 cade ancora di venerdì.

Tutto quello che è accaduto dopo è storia. Quella delle 33 vittime, tra cui, nel 2014, il sommozzatore spagnolo Israel Franco Moreno deceduto mentre lavorava sul relitto, dei 4.200 naufraghi tra passeggeri ed equipaggio, sopravvissuti al disastro, dei gigliesi la cui vita è stata stravolta dal naufragio, dei milioni di euro che questo disastro è costato alla comunità.

Il ricordo dell’Isola del Giglio

Come ogni anno, il 13 gennaio, il Giglio si ferma. È il momento del dolore, del ricordo, della commemorazione dei morti, dell’abbraccio con i familiari e con chi invece, più fortunato, si è salvato, ma non è più tornato a essere quello di prima. Così, anche per questo 13 gennaio 2023 il Comune ricorderà l’anniversario.

«Ma, come annunciato un anno fa, lo farà in maniera più riservata, perché la memoria è importante al pari della necessità di guardare avanti», dice il sindaco Sergio Ortelli, annunciando il programma. 

«Gli appuntamenti canonici saranno rispettati – spiega – e chiunque vorrà venire per commemorare le vittime o ricordare quella tragedia è il benvenuto. Ma senza la grande eco che questo appuntamento ha avuto negli anni passati. Questo anche per il rispetto verso chi sulla Concordia ha perso la vita e per le loro famiglie».

Il programma

La commemorazione prevede:

  • alle 12, chiesa di Giglio Porto. Santa messa in suffragio delle vittime
  • alle 13, la deposizione della corona in mare di fronte a punta Gabbianara
  • alle 21.30 la fiaccolata al porto

Chi arriva dalla terraferma potrà usufruire del traghetto che parte da Porto Santo Stefano alle 11, con ritorno dall’isola alle 13.30.

No alla revisione del processo, Schettino resta in carcere

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Francesco Schettino contro l’ordinanza della Corte di Appello di Genova che, nel febbraio scorso, negò la revisione del processo per il naufragio della  Costa Concordia. Schettino era assistito dagli avvocati Saverio Senese e Paola Astarita. 

Niente processo bis, quindi, per il comandante Schettino che era al timone del transatlantico, condannato a sedici anni di reclusione. Le motivazioni non sono state ancora depositate.

Francesco Schettino al processo al teatro Moderno di Grosseto
Francesco Schettino al processo al teatro Moderno di Grosseto (foto Enzo Russo)


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Luciano Forti durante un'immersione

GROSSETO. Si sente soltanto il rumore del respiratore, in fondo al mare. E forse nemmeno quello. C’è un mondo di silenzio, di colori e luci, forme di vita che compaiono e scompaiono. E il mare di Maremma è uno dei più popolosi, uno dei più attrattivi per i turisti che scelgono dove andare in vacanza a seconda dei siti subacquei da visitare.

Luciano Forti, il decano dei sub

Chiunque abbia indossato muta e bombole sa chi sia Luciano Forti, il decano dei sub della Maremma. «Mia madre si chiamava Delfina – racconta – si vede che mi ha trasmesso la passione che mi accompagna da tutta la vita». Luciano ha fatto la prima immersione 45 anni fa e ancora oggi non ha avuto voglia di smettere. Quando si parla di subacquea, nemmeno le origini amiatine tradiscono Luciano Forti che nel 1989 ha fondato un club che si chiama appunto Circolo sub Amiata.

«A chi mi chiede perché un amiatino si immerga – dice – rispondo sempre che è lo stesso motivo per cui tanti grossetani vengono a sciare sull’Amiata. Battute a parte, io ho fatto la mia prima immersione nel 1976, ma ad Abbadia San Salvatore non avevo amici per condividere questa passione. Poi, insieme a un altro appassionato, abbiamo deciso di fondare il club e abbiamo chiamato un istruttore da Firenze che venisse a insegnare qua, dove avevamo una piscina bellissima».

Luciano Forti
Luciano Forti

Il resto della vita di Luciano Forti è poi trascorsa, per buona parte, a curiosare sui fondali di tutto il mondo e dal 2008, dopo anni di insegnamento ai sub, Forti è diventato uno dei maggiori trainer degli istruttori di subacquea d’Italia.

Un mondo da scoprire e preservare

Sono tanti e diversi i fondali che si susseguono sulla costa maremmana. Fondali sabbiosi, fondali rocciosi, ricchi di animali e piante sorprendenti. «Un ecosistema che deve essere tutelato – dice Forti – Il turismo subacqueo è una fetta importante dell’indotto economico della Maremma ma il mare ha bisogno di tutele particolari».

Ben vengano i controlli, quindi. «Purtroppo ci sono attività che a volte impattano – spiega l’istruttore sub – come certi abusi che vengono commessi ad esempio da chi pesca: quando recuperiamo le reti lasciate sui fondali, ci accorgiamo dei danni che sono stati fatti all’intero ecosistema».

Pesci, piante, alghe, microrganismi: il mondo della subacquea è un mondo che chiede enorme rispetto. Perché è un mondo vivo. E in Maremma, le possibilità di organizzare immersioni sono infinite, sia in estate che – con la giusta attrezzatura – anche in questo periodo.

I siti più apprezzati

Tolta l’isola d’Elba o l’isola di Capraia, la parte del leone nell’Arcipelago toscano lo fa la Maremma con le sue isole e i suoi isolotti. Tra le immersioni più belle da regalarsi ci sono:

  • Secca di Mezzo Canale: molto amata dai sub più esperti. È una secca al largo del Monte Argentario, situata tra le isole di Giannutri, Giglio e il promontorio dell’Argentario e regala scenari incredibili, con spugne, coralli gialli e rossi, cernie, ricci di mare e aragoste.
  • Scoglio del Corallo, nei pressi di Cala Piccola, al largo del Monte Argentario. Questo scoglio ospita una grande quantità di coralli rossi e grotte nascoste. A 25 metri sotto la superficie, si apre una parete rocciosa che pullula di anemoni gialli e gamberi, mentre a 30 metri più in basso c’è un sorprendente arco naturale, dove, spesso, ci si imbatte in dentici e ricciole.

    Un esemplare di stella gorgone fotografata da Forti
    Un esemplare di stella gorgone fotografata da Forti
  • Le Formiche di Grosseto: tre isolotti posti al largo del parco naturale della Maremma. La Secca di Zi Paolo, a nord dell’isolotto con il faro, si trova a quattro metri sotto la superficie ed è uno dei siti preferiti da Luciano Forti.  Il Formichino, dall’altra parte, custodisce un “corno” di corallo a 45 metri più in basso e i resti di un relitto di epoca romana.
  • Punta Secca: i sub esperti possono immergersi in profondità al largo dell’isola di Giannutri per nuotare accanto a barracuda, pesciolini e dentici. Ci sono crepe e grotte e ammirare spugne e aragoste.
  •  Il relitto del Nasim, è una nave mercantile lunga 65 metri che trasportava automobili affondata nel 1976. Solo i sub esperti possono immergersi in queste acque a causa della profondità compresa tra 48 e 60 metri.
  • Punta del Fenaio. La punta settentrionale dell’isola del Giglio offre sorprendenti scenari per le immersioni con vari tipi di corallo, gamberi e scorfani lungo il  fondale marino.

Per esperti e principianti

L’emozione di immergersi nel blu delle acque della Maremma è unica. E ancora oggi, a distanza di 45 anni, Luciano Forti continua a condividerla con gli appassionati.

Ma i corsi, negli anni, si sono differenziati, come spiega Laura Celi, responsabile del Centro immersioni Costa d’Argento. «Da anni offriamo immersioni negli splendidi fondali della costa dell’Argentario – racconta – accompagniamo i turisti a fare snorkeling e organizziamo corsi sub per ogni livello, ricreativo e tecnico, ma anche corsi di apnea e monopinna». Ognuno infatti, deve poter vivere il mare nella maniera in cui preferisce. 

Fondali meravigliosi, foto Luciano Forti
Fondali meravigliosi, foto Luciano Forti

Anche Celi, come Forti, sottolinea l’importanza della tutela ambientale, quando si parla dell’ecosistema marino. «Il problema del riciclo e delle microplastiche, l’abbandono di reti da pesca che intrappolano tutti quegli esemplari marini che non riescono a liberarsi andando incontro a morte certa e che provocano la desertificazione di alcune zone marine, dovuta alla scomparsa di vegetazione sono tra le cose che ci troviamo a combattere ogni giorno – spiega – così come la non selettività del metodo di pesca a strascico. Il mare è una grandissima ricchezza per la vita e deve essere tutelato».

L’estate appena trascorsa ha visto un aumento di turisti, anche all’Argentario e i diving della zona sono riusciti a soddisfare le richieste dei subacquei arrivati da ogni parte d’Europa.

Un aumento che non ha colto impreparato il fotografo e videomaker subacqueo Alessandro Tommasi che da sempre si occupa di turismo subacqueo, una risorsa ecocompatibile per favorire, agevolare e creare le migliori condizioni per lo sviluppo del territorio. Fondatore dell’Accademia Mare Ambiente – Tommasi è certo che questo tipo di turismo possa essere destagionalizzato.

«I turisti rimangono affascinati dalle Gorgonie gialle e rosse, le margherite di mare e le spugne che rivestono gli scogli – racconta –  Il punto più bello da visitare, è senza dubbio l’isolotto dell’Argentarola a Monte Argentario, individuato come il sito a più alta biodiversità della Toscana. Qui oltre alle tante specie ittiche è presente una cavità carsica con stalattiti e stalagmiti che si sono formati  durante le glaciazioni. Frequente l’incontro con scorfani e murene, è facile osservare polpi arroccati nelle loro tane, e, da alcuni anni, anche un branchino di barracuda mediterranei».

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