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L’ultimo saluto a Nello Bracalari sulle note di “Bella ciao”

Sala Pegaso gremita, tanta gente che non è potuta entrare. In centinaia a rendere omaggio alla staffetta partigiana della Maremma – Il Video

GROSSETO. 80 anni di impegno politico e civile, sociale, sindacale, che non è mai venuto meno nemmeno negli ultimi mesi di vita. Un uomo buono, onesto, rispettoso del prossimo, al contempo deciso e fermo nella difesa delle proprie idee che ha saputo raccontare e tramandare, con la forza del dialogo e il sorriso sulle labbra. Idee che suonano come libertà, giustizia, lavoro, diritti.

Questo e molto di più è stato il partigiano Nello Bracalari, scomparso il 6 gennaio a 95 anni. Ultimo testimone della migliore storia della Maremma, come in più di uno, oggi, 8 gennaio, lo hanno definito nella commemorazione funebre, nella sala Pegaso del palazzo della Provincia. Stipata fino all’ultimo angolo libero, con tanta gente che non è nemmeno riuscita a entrare. In molti con al collo il fazzoletto tricolore dell’Anpi, di cui Nello è stato presidente, poi presidente onorario.

Ricordi, occhi lucidi e il ringraziamento per la lezione lasciata da Nello

La commemorazione è stata aperta e condotta da Luciano Calì, presidente del comitato provinciale dell’Anpi. Poi a uno a uno hanno preso la parola le persone che con Nello hanno diviso l’impegno politico e sindacale, la lotta al nazifascimo e a ogni altra forma di oppressione: il presidente della Provincia, Francesco Limatola, che ha di nuovo aperto le porte di Palazzo Aldobrandeschi all’Anpi e al presidio anrifascista, l’ex segretario della Cgil, Lorenzo Centenari, un commosso Loriano Valentini che non è riuscito a trattenere le lacrime. 

Poi Lio Scheggi, anche lui con il groppo alla gola, Lucia Matergi, nella veste di direttrice del comitato scientifico della Fondazione Bianciardi, Simone Ferretti, presidente regionale e provinciale dell’Arci.

Quando ha preso la parola Mauro, figlio di Nello, è stata la volta di conoscere Bracalari privato, che alla fine, ha detto Mauro «non era poi così diverso da quello che era conosciuto nella sua dimensione pubblica».

La Sala Pegaso in coro sulle note di “Bella ciao”

La chiusura è stata affidata a Bruno Possenti, coordinatore dei partigiani toscani. A lui il compito, tra la commozione generale, di far partire la musica di Bella ciao. Un violino struggente accompagnato dal canto prima sommesso, poi sempre più forte dei presenti.

Il degno e immancabile saluto per Nello. «A tutti noi – ha chiuso Calì – il compito di annaffiare il fiore del partigiano Nello»,  per non dimenticare quello che di più bello e importante ha lasciato: la libertà è una conquista quotidiana.


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