GROSSETO. Due cantanti maremmani, Florentina Steri e Paolo Tenerini, hanno pubblicato il singolo Mai: la loro prima collaborazione. La canzone è uscita oggi, 25 ottobre. Raccontadi una persona, che riesce a riscattarsi attraverso la sua più grande passione, nonostante sia nata in una situazione difficile.
I due autori, Steri e Tenerini, sono legati da una forte amicizia e dall’amore per la musica, che li accompagna da tutta la vita.
L’incontro fra gli autori
Si sono incontrati anni fa ma solo da poco hanno deciso di lavorare insieme. «Paolo mi mandò un messaggio con il video del suo primo singolo – dice Florentina – e da lì ho deciso di creare qualcosa con lui, con quella canzone mi ha parlato al cuore».
Paolo ha sempre ammirato la cantante maremmana. «Ha un timbro di voce e uno stile unici – dice – non prova a imitare nessuno, quando canta è solo Florentina e questo è meraviglioso. Per questo ho sempre voluto lavorare con lei e credo sia l’interprete perfetto per “Mai“».
La storia di Paolo
Tenerini ama l’arte in generale e la musica ha avuto un ruolo centrale nella sua vita: da bambino giocava dentro una cassa da 45 kg. «Non lo ricordo neanche da quanto tempo la musica ha iniziato a fare parte di me – dice – so solo che c’è sempre stata in tutti questi anni».
Paolo è sempre l’autore delle canzoni che ha prodotto, ha iniziato a pubblicarle nel 2022. «Sono sempre stato un autore, ma i testi li scrivevo per me – dice – non avevo mai sentito l’esigenza di condividerli, diciamo che era un mio sfogo personale. Poi un amico mi ha spronato a pubblicarli e così ho iniziato a cantare i miei pezzi».
«La musica per me è rapimento, non “qui ed ora”. È oltre il tempo e lo spazio – continua Paolo – come diceva il maestro Angelo Branduardi. Quando scrivo o canto mi sembra di entrare in un’altra dimensione fatta di emozione e passione».
Florentina e la sua passione
Steri, cantante e autrice anche lei, ha sempre avuto una vena artistica. «Mi ricordo che da bambina riuscivo a studiare per la scuola solo se scrivevo una canzone e la cantavo – dice – Sempre da piccola ho iniziato a cantare con “Con te partirò” di Andrea Bocelli, i miei genitori rimasero stupefatti dalla mia voce e così a 16 anni avviai gli studi di canto».
Florentina non cerca la fama, le basta raggiungere i cuori delle persone. «La musica mi ha sempre accompagnata in ogni dove – continua – ed è qualcosa di necessario per rielaborare il dolore, perché la sofferenza deve essere affrontata per migliorarsi. La musica è un mezzo per aiutare gli altri ad ascoltare le proprie emozioni. Ed è questo il senso di “Mai”».
FOLLONICA. Sono passati tre giorni dal nubifragio che ha colpito Follonica, mercoledì 18 ottobre, e ancora la situazione non è tornata alla normalità. Prosegue la pulizia delle strade, dei garage e degli appartamenti a piano terra.
L’evento, che per una serie di concause ha colpito duramente la città, non è ancora stato tradotto in una cifra approssimativa dei danni, anche perché continuano ad arrivare le segnalazioni dai cittadini alla casella di posta elettronica messa a disposizione dal Comune.
La domanda che da giorni rimbalza sulla bocca di tutti è come sia stato possibile che un fenomeno di tale violenza e intensità non sia stato previsto, tanto che la Regione aveva emesso un codice giallo, che nel “linguaggio” della protezione civile significa “vigilanza” (l’allerta vera e propria si segnala con il codice arancione).
E per contro come si sia creata una cellula temporalesca così potente e fulminea che ha colpito solo la città del golfo, mentre sono rimaste escluse tutte le zone limitrofe.
Fenomeni estremi da cui bisogna imparare a difendersi, ma che lasciano aperto più di un interrogativo
La parola all’esperto
Tutte riflessioni e domande che sono state condivise con chi della meteorologia ha fatto un mestiere: il dottor Marco Biagioli, tecnico meteorologo Ampro (Associazione Meteo Professionisti) di Meteo Siena24 e collaboratore di Radarmeteo di Padova.
Biagioli è uno dei tecnici meteorologici certificati d’Italia ed è anche il responsabile per la raccolta di informazioni meteorologiche, della loro organizzazione, del funzionamento e della manutenzione di strumentazione meteo e di reti osservative.
Il codice giallo non esclude fenomeni estremi
Intanto Biagioli sgombra il campo dal primo dei dubbi: l’allerta gialla, la più bassa allerta nella scala dei valori che segnalano pericoli derivati dal meteo, non è quella come si crede che esclude eventi importanti. Segnala, infatti, una un’elevata incertezza previsionale e una probabilità non elevata di fenomeni intensi ma non li esclude a priori.
“Specie nella prima parte dell’autunno l’evoluzione meteorologica è particolarmente rapida – spiega Biagioli – e quindi spesso non è facile prevedere al dettaglio cosa accadrà anche poche ore prima di un evento simile”.
“L’allerta arancione e quella rossa seguono una percentuale di probabilità più alta di fenomeni intensi e una diffusione più ampia degli stessi”.
Rispettare il territorio e costruire meglio
Secondo Biagioli “sarebbe importante informare correttamente i cittadini, far capire che non tutto è catalogabile e identificabile con una sigla, gli attori che determinano un fenomeno sono moltissimi – spiega – e pochi sono rilevabili con precisione”.
Certamente, il consumo di suolo o la deviazione di torrenti, le costruzioni che non tengono conto della vicinanza ai punti sensibili di un territorio fanno sì che questi eventi peggiorino gli effetti della loro azione. Quindi, per il futuro, dovremo pensare a una diversa qualità dell’antropizzazione.
Dunque, l’uomo ha solo un mezzo sicuro per rendere meno gravi i danni che arrivano dalle situazioni meteorologiche: la prevenzione.
Nel frattempo un’altra perturbazione sta per arrivare da nord, riportando l’autunno alle proprie caratteristiche stagionali.
PORTO ERCOLE. «Ciao, c’è una rete abbandonata a Punta Secca, va verso la zona del Parco. È a 20 metri di profondità, sui massoni». È l’ultima segnalazione arrivata all’Argentario divers, centro immersioni di Porto Ercole, alla quale ha risposto Simone Nicolini.
Quello delle reti fantasma, abbandonate in mare, è uno dei problemi che i centri immersione della Maremma si trovano ad affrontare quasi quotidianamente, da nord a sud. L’ultima segnalata è stata quella a Giannutri, una rete derivante della quale è vietato l’utilizzo per pescare.
Le reti disperse uccidono in modo indiscriminato milioni di pesci, mammiferi, tartarughe, grandi cetacei e uccelli, per non parlare dei danni ai coralli e agli organismi bentonici. Inoltre rappresentano una delle fonti principali di rifiuti marini e inquinamento da plastica, senza contare che sono tra le cause degli incidenti marittimi.
Rete recuperata a Giannutri
A Giannutri, nella zona in cui la pesca è autorizzata, capita ogni tanto di doversi immergere per recuperare qualche rete. Così come sulla secca di mezzo canale e lungo la costa dell’Argentario. «Ci chiamano i pescatori – spiega Nicolini – quando si incagliano loro le reti e noi andiamo a recuperarle. Negli anni, fortunatamente, si è creato un circolo virtuoso, grazie al quale ci viene segnalata la presenza di reti che andiamo a tirare su. Ma quella che era rimasta incagliata a Giannutri, era una rete derivante, quindi illegale».
La rete si trovava a una profondità di 20 metri, appoggiata sui massi, tutta aggrovigliata. Nicolini ha indossato l’attrezzatura, si è messo l’erogatore in bocca e ha cominciato a scendere. Riuscendo così a liberare anche i pesci che erano rimasti intrappolati.
«I pescatori professionisti – spiega Nicolini – quando perdono le reti ci avvisano e ci chiedono di andare a recuperarle. La salvaguardia dell’ambiente è un tema che per fortuna sta diventando sempre più centrale anche per chi pratica la pesca. E noi che lavoriamo nei diving ovviamente siamo ben contenti di partecipare a queste attività».
Il problema dello smaltimento delle reti
Nella zona sud della provincia, le aree dove si concentrano le reti fantasma sono soprattutto quelle della Secca di mezzo canale, quella di Giannutri nella parte in cui la pesca è consentita e lungo la costa dell’Argentario. Ma anche nella zona più a nord della provincia, come alle Formiche, il fenomeno è purtroppo presente con la presenza di nasse, spesso illegali, perché di dimensioni non consentite.
A segnalarne la presenza, quasi sempre, sono i subacquei che si godono i fondali della Maremma.
«La rete che abbiamo recuperato a Giannutri – racconta il sub dell’Argentario Divers – stava andando alla deriva, portando via tutto il pesce che si trovava davanti. Era ai confini con la zona 1 del Parco di Giannutri, dove la pesca è vietata: ci siamo fati autorizzare dal parco e siamo andati a recuperarla».
Il problema, ad oggi, non è più quindi la segnalazione della presenza delle reti e il suo recupero, che viene fatto dai diving della zona. «Di quello ce ne facciamo carico noi – spiega Simone Nicolini – il problema semmai è lo smaltimento».
Due anni fa è entrata in vigore la “legge Salvamare”, che regola il recupero e la gestione dei rifiuti accidentalmente recuperati in mare. Rifiuti che devono essere correttamente smaltiti in apposite strutture disposte dai Comuni e allestite in prossimità degli ormeggi. Il conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati all’impianto portuale di raccolta, previa pesatura degli stessi all’atto del conferimento, è gratuito per il conferente e si configura quale deposito temporaneo.
«Purtroppo però – dice ancora Nicolini – anche se la legge prevede questo, ancora da noi non è così: le ditte di smaltimento rifiuti di solito protestano per via dei residui che restano nelle reti. Fino a poco tempo fa i pescatori ributtavano in mare i rifiuti che trovavano, oggi invece la mentalità per fortuna è cambiata». Ma il cambiamento, andrebbe accompagnato con strumenti che semplificano il lavoro di chi, quando la trova o quando gliela segnalano, va a recuperare una rete e poi deve smaltirla.
GROSSETO. Torna l’iniziativa domenica al museo. Il 1° ottobre, domenica appunto, si rinnova l’iniziativa promossa dal Ministero della cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione dove previsto.
Per informazioni e per consultare l’elenco completo delle strutture e dei siti visitabili gratuitamente, si può andare sul sito https://cultura.gov.it/domenicalmuseo
Cosa si può vedere gratis nella provincia di Grosseto
Sono tre gli appuntamenti con la storia che si possono frequentare gratis il 1°ottobre.
La domenica al museo in provincia di Grosseto interessa:
l’area archeologica di Cosa, orario 9.45 -18.45;
l’area archeologica di Roselle, orario 8.15 – 19.45;
l’area archeologica di Vetulonia, orario 9.45 – 18.30;
I siti visitabili gratuitamente nella provincia di Grosseto (dal sito del Ministero della cultura)
FOLLONICA. Spoiler alert: in questo articolo, uscito su MaremmaOggi l’8 marzo scorso, si parla di sesso. Perché il giorno in cui in tutto il mondo si celebra la donna, la sua forza, la sua importanza, abbiamo pensato anche ad un altro aspetto fondamentale, che tante volte sembra passare in secondo piano: la bellezza del piacere, quello sessuale in testa.
E non c’è miglior paladino, in Maremma, di Maurizio Candidi, il “playboy” che da cinquant’anni regala orgasmi alle donne. «Ne ho avute un migliaio, e a tutte ho regalato la massima intensità del piacere», garantisce.
La vita del playboy Candidi di Follonica su Sky e su Cielo
L’8 marzo scorso non c’era ancora la data, ma il docufilm sulla vita di Maurizio Candidi, debutterà a breve anche su Sky.
Intanto è in programmazione su Cielo (cabale 26 digitale terrestre) oggi, sabato 30 settembre alle 22.55.
Settant’anni, il fascino dell’hipster elevato all’ennesima potenza, Candidi è l’autore del libro “Il punto G”, dove spiega come ha fatto a trasformare il rapporto sessuale in una vera scienza: in questo libro ne presenta leggi, regole ed esperimenti.
La locandina del film The last playboy
Dopo l’uscita del libro, la fama del playboy della città del golfo è cresciuta tantissimo. «Durante una trasmissione con Barbara D’Urso – racconta – sono stato messo in contatto con il regista. E così è nato il docufilm, che uscirà presto su Sky».
Ottantaquattro minuti, per la regia di Mauro Russo Rouge, “The last playboy” racconta la vita di Candidi, la sua smisurata passione per le donne, per il loro piacere. «Sono sempre stato in mezzo a loro – spiega – e mi sono sempre dato da fare per farle stare bene».
Obiettivo raggiunto, almeno a leggere i post e i commenti alle sue foto su Instagram.
Per la festa della donna il regalo di Candidi, playboy di Follonica
Per la festa della donna, Candidi non ha dubbi: il regalo più bello per una donna è regalarle piacere. «L’orgasmo si raggiunge in modi diversi – spiega – ma io sono specialista nella ricerca e nella stimolazione del punto G e dello squirting. Quando una donna lo raggiunge insieme, prova un’estasi che non è paragonabile a null’altro».
Eppure, nonostante che di argomenti come quelli di cui è specialista il playboy della città del golfo sono piene le riviste femminili e i siti Internet, nel 2023 si fa ancora fatica a parlare liberamente di sesso.
«Devono essere le donne a insegnare agli uomini come fare a dar loro piacere – dice – Io ho imparato in questo modo, ascoltando i loro bisogni. Bastano due dita per far volare una donna, non c’è bisogno di altro. Provare il tipo di orgasmo che riesco a regalare io fa bene a tutto: la cellulite va via, la pelle diventa più luminosa, l’ansia sparisce. È un toccasana».
Non sarà vero, magari, che la combo punto G e squirt cancella la cellulite. Ma tentare non nuoce: e non soltanto oggi, ma tutti i giorni. Ah: e non c’è bisogno di un uomo per farlo.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Tutta Castiglione ha salutato Riccardo Lari, il volontario della Vab scomparso a 47 anni. Una folla commossa ha partecipato alla funzione religiosa nel salone San Francesco della chiesa Santa Maria Goretti, alla presenza di molte associazioni cittadine.
Nel piazzale antistante la chiesa le camionette della Vab, con la sezione di Castiglione di cui Lari era socio fondatore, e della Racchetta. E ancora gli stendardi del Palio marinaro (Riccardo era il capitano della Piazza) e anche tante fatine di Insieme in Rosa.
Sul feretro, trasportato dalle onoranze funebri Zazzeri, la bandiera della Vab e l’elmetto d’ordinanza, una maglia della Juventus di cui “Lillo” era tifosissimo e un fazzoletto della Piazza.
L’omelia toccante di don Paolo Gentili
La funzione del parroco di Castiglione, don Paolo Gentili, ha toccato tutti presenti, soprattutto quando ha letto uno stralcio di un racconto di un volontario Vab, che proprio Lari aveva riproposto più volte nella sua pagina: «Chi si dona agli altri ha già vinto – ha detto don Paolo – e Riccardo è un vincitore».
Il racconto del volontario antincendio
Ecco il racconto del volontario.
«L’incendio del volontario, vorrei che lo capiate cosa è un volontario. Stai facendo il tuo turno AIB, hai lasciato i tuoi impegni, il tuo lavoro e la tua famiglia, per essere li, con i tuoi fratelli volontari e, invece di essere al mare a cazzeggiare, se li a sudare dentro una divisa, a fare chilometri dentro un mezzo scomodo e caldo.
Che sia tu a vedere l’incendio o che qualcun altro te lo segnali è indifferente, quando è il momento di intervenire l’adrenalina comincia a salire, il cuore batte forte e il respiro accelera.
Chi guida impazzisce per trovare la strada più veloce e sicura per arrivare più velocemente possibile sul fronte del fuoco, il capo squadra sta litigando con due radio e il cellulare perché le sale operative, le sale radio e chiunque si senta un minimo responsabile deve sapere in maniera tempestiva anche quante volte ci puliamo il naso e, chi sta dietro, comincia a prepararsi, indossa la giacca, prepara il casco e i guanti e, nel frattempo, l’autista riesce a prendere tutte le buche possibili e immaginabili, comprese quelle che ancora non esistono… e li dentro sembra di essere una pallina del flipper!
Ti sei avvicinato, ormai la colonna di fumo è netta, visibile ed inequivocabile: c’è quell’attimo di silenzio che avvolge tutti, tutti concentrati ad osservare la situazione per capire quanto sia grave, quanto sia grande l’incendio.
Finalmente l’orizzonte si apre, lo vedi li, proprio di fronte a te, il fronte fuoco è vasto, le fiamme sono alte e il vento soffia forte e teso… e poi ti accorgi che il fuoco ha superato anche la cima della collina quindi i fronti sono almeno due.
Il silenzio s’interrompe di colpo. Il capo squadra prima strilla le solite raccomandazioni, poi strilla per radio che serve ausilio immediato di altre associazioni, e come sempre la risposta sarà: “Mi fai un via filo in sala?”, “Ma la radio cosa ce l’avete data a fare?”
Finalmente il fenomeno dell’autista ci porta fronte fuoco, tutti a terra, si accende il modulo, si srotola il naspo, e l’acqua comincia a correre, intorno a te il crepitio delle fiamme, il vento, il rumore dei motori del mezzo e del modulo, il casco che ovatta tutto, e poi fa caldo, il sole picchia, le fiamme ti circondano e a terra c’è tanta brace, senti la stanchezza che ti schiaccia, e nonostante tu sia un volontario e potresti anche fermarti e aspettare, non molli, sei li in prima linea, e sai che il benessere di altri dipende anche da quello che stai facendo tu.
Ti ricordi delle nozioni imparate durante i corsi, delle accortezze insegnate dagli anziani, dei trucchetti di chi è del mestiere, sei attento anche se ogni tanto prendi qualche piccolo rischio.
Arrivano le altre squadre in ausilio, arrivano tutte insieme, una colonna di mezzi e persone che accorrono, e per te che sei sul fronte già da un po’ sembra che sia arrivato il settimo cavalleggeri.
Ognuno si prende una fetta del fuoco ed a quel punto non esistono più nomi, associazioni, divise, esiste solo una grande famiglia che combatte il nemico comune.
Da dietro senti qualcuno che strilla “Elicottero”. Alzi lo sguardo ed è sopra di te, è arrivato anche lui e sta già scaricando i suoi 800 litri d’acqua, ma ormai l’unica cosa che puoi fare è lanciarti a terra ed aspettare l’impatto, ti da la sensazione di un gavettone mentre dormi, arriva pesante, violento ma passa in fretta, e tu sei ormai zuppo, infangato, controlli te e i tuoi fratelli che stiano tutti bene, e mentre il caposquadra “bestemmia” per radio per il gavettone ricevuto, tu riprendi il naspo e ricominci da dove avevi lasciato.
L’armonia e la collaborazione di quei momenti raggiungono dei livelli incalcolabili, tutti aiutano tutti, non esiste nessuno che viene lasciato da solo e tu sei sempre li, il cuore che batte a mille, e mille sono gli occhi che ti sono spuntati perché devi stare attento a tutto quello che ti circonda, tu guardi i tuoi fratelli e loro guardano te.
Dopo ore l’incendio viene estinto, si tolgono i caschi, si alleggerisce l’attrezzatura ed il vestiario, si prende una boccata d’aria “fresca”, finalmente si possono anche scambiare quattro chiacchiere con gli altri volontari, si sorride per gli episodi buffi successi. Si ripone il materiale e si torna in sede, sudati, puzzolenti e sporchi, pronti per un altro intervento.
Sono più divertenti le giornate al mare, il lavoro per quanto soddisfacente è indispensabile, la famiglia non si tocca, ma niente è paragonabile alle emozioni e alla soddisfazione che ti può dare una giornata da Volontario».
I ringraziamenti della famiglia e le parole del fratello Daniele
«Posso solo ringraziare tutta Castiglione e chi è venuto a rendere omaggio al nostro Riccardo – ha detto Daniele in chiesa – sono sicuro che gli ha fatto tanto piacere, come a noi».
Poi la bara è passata davanti al picchetto d’onore nel piazzale della chiesa, fra due ali composte dai volontari e dai rappresentanti delle associazioni, scortata dai labari del Palio con in testa quello della Piazza.
Il suono delle sirene e la canzone dei Nomadi “Io vagabondo (che non sono altro)” hanno salutato per l’ultima volta Riccardo, tumulato nel cimitero cittadino.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano».
È il primo omaggio che Vinicio Capossela rende a Castiglione della Pescaia, attraverso le parole di Italo Calvino. Cita “Il sentiero dei nidi di ragno” prima di attaccare “Staffette in bicicletta”. Davanti al cantautore, tremila persone che si sono date appuntamento mercoledì 30 agosto in piazza Orto del Lilli, dove, a causa della mareggiata che ha reso inservibile la spiaggia, è stato spostato il concerto che ha chiuso il Festival del cinema di Mare.
Poche parole con Giovanni Veronesi, direttore artistico della rassegna che anche quest’anno ha portato registi e attori a Castiglione della Pescaia, in tanti rendez-vous da conservare per affrontare l’autunno prima e l’inverno poi, prima che la magia della canzoni di Capossela invadesse il borgo.
Il mare, l’impegno e la poesia
Sul palco del Festival del cinema di mare, Capossela è stato il condottiero perfetto di una nave che solca il mare con un equipaggio di musicisti capaci di tenere il pubblico incollato alle transenne per tre ore.
Nessun cedimento, da parte di chi era in piazza, di fronte a una scaletta pensata per l’occasione, della quale il protagonista assoluto è stato il mare. Il mare e gli sbarchi, la necessità di tendere una mano a chi spera di sopravvivere alle onde per fuggire da luoghi dove la speranza è bandita. Il mare abitato da personaggi fantastici, quelli del Capossela di qualche anno fa, come la sirena Pryntyl o il polpo d’amore.
O quello del mito di Ulisse, cantato in “Dimmi Tiresia”. Il mare, grande protagonista di “Marinai, profeti e balene” «un’opera “ciclopedica”, una “Marina Commedia” fuori misura», come l’ebbe a definire Capossela stesso quando uscì. Era il suo ottavo disco.
Musiche per film fantastici
Il mare, sì, ma anche il cinema, sono stati protagonisti della scaletta di Capossela. “Pryntyl” potrebbe essere la colonna sonora perfetta di un cartone animato tra sirene e sirenette, “Dove siam rimasti a terra Nutless”, che comincia e finisce con il sogno di “C’era una volta in America”, “Ultimo amore”, “Il tanco del murazzo”.
Con un gruppo di musicisti che come un equipaggio hanno portato in porto la nave che ha attraversato una serata straordinaria nell’estate maremmana, Capossela ha regalato tre ore di grande musica, emozioni e sorprese a chi è rimasto in piazza ad ascoltarlo. A chi si è fatto rapire e portare via, senza sapere dove e come finisse quel viaggio.
Su quella nave è salito anche un super ospite: Daniel Melingo, musicista argentino che ha trasformato la piazza in una milonga.
Nessuno, tra i tremila presenti – c’è da scommetterci – è riuscito a tenere il bacino fermo durante la sua esibizione. Quando con la bocca attaccata al microfono ha cominciato a far scorrere in piazza l’energia della sua terra, della sua gente e della sua musica. Ballando, senza sosta.
La superluna per il compleanno di Veronesi
Come nei film più belli, dietro al palco allestito in piazza Orto del Lilli si è alzata la super luna blu. La più grande che si vedrà nel 2023. «Non se ne adombri, signora luna, se non ho amato», canta Capossela.
All’uscita di scena, non c’è stata persona che non abbia chiesto il bis. E dopo qualche minuto, i musicisti sono tornati sul palco. «Non potevo non farlo – dice – domani (oggi, ndr) è il compleanno di Giovanni Veronesi».
Il direttore artistico è lì davanti, ride e applaude, con la compagna Valeria Solarino e un gruppo di amici. Riparte la musica: “Con una rosa”, canta Capossela, poi una jam session con Melingo che torna sul palco in forma strepitosa. Un’altra mezz’ora di musica almeno. Di grande musica, che ha dato l’illusione, che la vita si fosse improvvisamente trasformata in un film, dove si balla, si beve, si ride, si ama, su un galeone in mezzo al mare. Gli ingredienti c’erano tutti. E anche la speranza, che tutto questo, prima o poi, succeda davvero.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L’attrice Isabella Ferrari, sempre bellissima, ha incantato la platea della Festa del Cinema di Mare, in una serata disturbata dalla pioggia.
All’Orto del Lilli la chiacchierata-intervista di Giovanni Veronesi ha regalato di nuovo grandissime emozioni: questa volta per la presenza di Giovanni Nuti, fratello dell’attore e regista di Narnali Francesco, recentemente scomparso, al quale era dedicata la serata di martedì 29 agosto.
Veronesi, con Nuti, ha lavorato a lungo. Ed è stato proprio grazie al regista che organizza il Festival del Cinema di Mare che Isabella Ferrari si è ritrovata sul set di Nuti ma soprattutto nel cuore di Francesco. «È nata una grandissima storia d’amore – dice l’attrice – sono stati 4 anni incredibili. Siamo venuti anche qua in vacanza, abbiamo avuto il successo con Willy Signori e abbiamo anche incominciato insieme a dipingere».
L’abbraccio con il fratello di Francesco
È Giovanni Nuti l’artista che è stato dietro a tutte le colonne sonore dei film di Francesco. Ed è stato lui a salire sul palco allestito in piazza Orto del Lilli tra gli appalusi del pubblico. Appoggiato al suo bastone, con Isabella e Giovanni Veronesi, il fratello di Francesco ha subito messo in chiaro le cose: «Sono qui solo perché c’è lei – ha detto rivolgendosi a Isabella – le voglio tanto bene. Anzi, qualcosa di più: di lei mi sono anche un po’ innamorato».
Festa del Cinema di Mare Isabella Ferrari
Che un giorno Francesco non ci sarebbe stato più, i due Giovanni se lo sono detto tante volte in questi 17 anni, da quando Francesco Nuti ebbe l’ictus che lo costrinse 4 mesi in coma.
«Isabella ha suggerito a Francesco la possibilità di essere meno macho – dice Giovanni – e questo lo ha fatto contagiandolo con la sua passione per la pittura e per gli acquarelli».
Il gran finale con il concerto di Capossela
Stasera, alle 19 in piazza Orto del Lilli, il concerto di Vinicio Capossela (gratuito) con il suo “Concerti Urgenti” per “Calasole live”, chiuderà di fatto l’ottava edizione della rassegna castiglionese. L’evento precedentemente previsto alla darsena è stato spostato per motivi di sicurezza dovuti al maltempo. Ad aprire la serata l’incontro tra Capossela e Giovanni Veronesi.
«Quest’anno – spiega Veronesi direttore artistico della rassegna – siamo riusciti in un piccolo capolavoro: chiudere la Festa del Cinema di Mare con il concerto di Vinicio Capossela. Un concerto fatto apposta per noi, con riferimenti cinematografici e immagini proiettate. Un concerto di Capossela è una piccola perla nel mondo della musica, che si incastra molto bene nella nostra festa del cinema a Castiglione, altra piccola perla del Tirreno».
Poeta, paroliere e musicista eclettico, Vinicio Capossela regalerà uno spettacolo al tramonto assolutamente da non perdere, pensato appositamente per l’occasione e per la terra che lo accoglie, una delle poche tappe in Toscana che il cantautore vincitore del Premio Tenco 2023 come miglior disco assoluto (“Tredici canzoni urgenti”) ha scelto di regalare al proprio pubblico.
Vinicio Capossela durante un concerto
Le sue canzoni nascono dall’urgenza di interpretare e dare voce ai problemi più sentiti del momento storico attuale: la violenza di genere, la cattiva educazione alle emozioni, l’abbandono scolastico, il forte attaccamento all’intrattenimento digitale da parte dei giovanissimi, la cultura usata come mezzo di separazione sociale.
«Dopo il successo del concerto di Bandabardò dell’anno passato – dice Lorenzo Luzzetti, direttore organizzativo – siamo lieti di ripetere l’esperienza del concerto al tramonto con la poesia e l’estro di Vinicio Capossela che presenterà un concerto site-specific sul tema del cinema e del mare. Sarà una festa per tutti, ad ingresso libero, cui parteciperà anche il regista Giovanni Veronesi, direttore artistico della Festa del Cinema di Mare che chiude la sua ottava edizione proprio con questo evento».
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Valeria Golino si è raccontata a 360 gradi, intervistata da Piera Detassis e Giovanni Veronesi, in piazza Orto del Lilli. La Festa del cinema di Mare, ottava edizione, ha ospitato a Castiglione della Pescaia un’attrice, regista e sceneggiatrice che da decenni rappresenta un’eccellenza del cinema italiano.
Festa del cinema di Mare con Valeria Golino
E Valeria Golino nella chiacchiera-intervista, ha ripercorso le tappe della sua lunga carriera raccontando aneddoti ed esperienze, come la lunga permanenza negli Stati Uniti, iniziata giovanissima e la sua partecipazione a film che hanno fatto la storia del cinema, come Rain Man con il premio Oscar Dustin Hoffman e Tom Cruise.
Festa del cinema di Mare Lorenzini, Nappi, Golino, Veronesi, Detassis
Il programma di domenica 27 agosto
Sarà la proiezione di “Lagunaria” a inaugurare la quarta giornata della rassegna diretta da Giovanni Veronesi a Castiglione della Pescaia, il documentario di Giovanni Pellegrini (85’, Italia 2023) dedicato a una Venezia vista in chiave fantastica e ancestrale: uno sguardo mitico e attuale ad un luogo unico al mondo ma capace di evocare sensazioni più urgenti e contemporanee come il cambiamento climatico e l’overtourism. La proiezione sarà presentata da Norberto Vezzoli alla Biblioteca Italo Calvino alle ore 17.30.
Alle 21.15 al Cinema Castello, invece, sarà presentato da Giovanni Bogani il lungometraggio di Aga Woszczynska, “Silent Land” (con Dobromir Dymecki, Agnieszka Zulewska, Jean-Marc Barr, Alma Jodorowsky, Marcello Romolo e con la partecipazione di Claudio Bigagli), Una critica all’edonismo borghese e alla sua ricerca forzata di un piacere banale e superficiale anche interessante ma che scalfisce solo la superficie senza davvero eccedere. Il film (113’, Polonia-Italia-Rep. Ceca 2021).
Chiude la serata il dj set di Ppierrrre alla Terrazza Bistrot alle 23.
I vincitori del premio Mancini e Parigi
Sono stati proclamati durante la serata del 26 agosto i due cortometraggi vincitori dei due Premi in concorso alla Festa del Cinema di Mare: è “Quando si ritira il mare” di Francesco Lorusso il vincitore del Premio Mauro Mancini, mentre Roberto Lo Monaco con “LifeDELFI” si aggiudica il Premio Guido Parigi.
Il Premio Mauro Mancini (1000 euro al regista vincitore) per cortometraggi europei sul tema del mare, è stato assegnato da una giuria di esperti presieduta dal direttore artistico Veronesi, mentre Premio Guido Parigi (500 euro, istituito nel 2019) per il miglior cortometraggio di taglio giornalistico, dalla giuria composta dai giovani studenti delle scuole superiori di Grosseto che hanno realizzato, per questa stagione, il progetto della Redazione Giovani, coordinati da Alessio Brizzi.
Lunedì 28 agosto: l’archeologia di Elena Guerrini
La Festa del cinema di Mare si apre, lunedì 28 agosto, alle 18,30 sulla spiaggia della Darsena, il luogo lo spettacolo site-specific di Elena Guerrini, “Archeologia del coraggio”: Guerrini, accompagnata dalla musica e dalla voce di Papi Thiam, ci accompagna in questo rito-preghiera che trasporta in un mare capace di raccontare parole antiche, memorie di nascite e perdite. Unico e originale progetto di drammaturgia acquatica in scena (prodotto da Armunia nel 2019, debutta nuovamente alla Festa del Cinema di Mare dopo l’interruzione dovuta al periodo del Covid) dove Elena Guerrini, scavando come archeologa nel significato profondo delle parole, ci dona un concerto acquatico, un bagno di autostima dove il pubblico in acqua è coinvolto in modo dinamico e guidato tra parole e suoni in un percorso di rinascita interiore; un esperimento di teatro in acqua, primo e unico in Italia, che si configura come vero e proprio teatro immersivo.
Lo spettacolo è ad ingresso gratuito con prenotazione. In caso di maltempo lo spettacolo sarà spostato e riformulato all’interno del Club Velico.
“Suntan” al Cinema Castello
Gli incontri proseguono al Cinema Castello, alle ore 21.15, con la proiezione del film “Suntan” di Argyris Papadimitropoulos (104’, Grecia 2016) ambientato in un’isola dell’Egeo dove il protagonista, il quarantenne Kostis, trova lavoro come medico. Dopo un lungo inverno solitario, passato a curare i pochi abitanti del luogo, l’arrivo dell’estate cambia tutto: l’isola si riempie di turisti da tutto il mondo e Suntan viene travolto dall’onda di persone in cerca di divertimento. In particolare, s’innamora della bellissima Anna e attirato dall’oggetto del suo desiderio, incapace di accettare di essere stato usato, Kostis reclamerà il diritto alla felicità e trasformerà il suo amore in un’ossessione.
In caso di maltempo la proiezione – presentata da Alessio Brizzi – sarà garantita all’interno dell’Auditorium della Scuola media (viale Kennedy 14).
Calvino protagonista sulla Blu Navy
Contemporaneamente, alle 21.30, sull’imbarcazione della Blu Navy (Molo di Ponente) sarà Italo Calvino il protagonista morale e centrale della serata con due eventi in programma curati da Gabriele Rizza: la presentazione del libro di Enzo Fileno Carabba, “Il giardino di Italo” (ed. Ponte alle Grazie) e la proiezione, a seguire, di “Ti-Koyo e il suo pescecane” di Folco Quilici (95’, Italia 1962) e sceneggiato dallo stesso Calvino. In caso di maltempo gli eventi della Blu Navy saranno spostati alla Biblioteca Italo Calvino.
Grande attesa per le ultime due giornate del festival: il 29 agosto con un programma dedicato a Francesco Nuti e la super ospite Isabella Ferrari; il 30 agosto con i Concerti urgenti di Vinicio Capossela al “Calasole live”, sulla spiaggia della Darsena. Prosegue fino al 10 settembre la mostra del fotografo Carlo Bonazza, “Il villaggio inesistente”, ospitata all’interno dei locali del Club Velico.
La rassegna è organizzata dall’associazione Maremma Arte in collaborazione con Spazio Alfieri, Clorofilla Film Festival di Legambiente, l’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, Club Velico di Castiglione della Pescaia, Associazione Kansassiti e con il sostegno di Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Comune di Castiglione della Pescaia, Fondazione CR Firenze, Conad Grosseto e RRD (Roberto Ricci Design).
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Continua la Festa del cinema di Mare a Castiglione della Pescaia. Oggi, 26 agosto nel tardo pomeriggio, alle 19 in piazza orto del Lilli, la protagonista è Valerina Golino.
L’attrice e regista, infatti, sarà intervistata da Piera Detassis, la giornalista e presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.
Poi assisterà anche alla proiezione serale al Cinema Castello (alle 21.30) del lungometraggio di Emanuele Crialese “Respiro” (con Valerio Golino, Vincenzo Amato, Francesco Casisa, Veronica D’Agostino, Elio Germano). Il film, del 2002, sarà presentato dalla stessa Golino insieme al direttore artistico Giovanni Veronesi.
Il programma della giornata della Festa del cinema di mare di oggi, è aperto dalla proiezione del documentario “Senza Paura” di Luciana Toriello (77’, Italia 2023): la storia di un bambino che si misura con i suoi limiti e le sue paure, tra la leggerezza della sua età e la responsabilità di un impegno agonistico e del suo rapporto con il padre.
Alle ore 21 al Cinema Castello verranno premiati i cortometraggi vincitori dei Premi Mauro Mancini e Guido Parigi.
Lorenzini, Muccino, Nappi, Veronesi
Il regista Muccino arriva in ritardo, ma incanta la piazza
Ieri, 25 agosto, in piazza dell’Orto del Lilli, la lunga intervista-racconto di Piera Detassis e Giovanni Veronesi a Gabriele Muccino ha tenuto incollati alla sedia i tanti presenti per oltre un’ora. Il regista romano, vincitore del premio Oscar nel 2007 con il film “La ricerca della felicità” con Will Smith fra i migliori attori e nominato anche lui alla statuetta, ha incantato il pubblico.
Il video
Il programma della Festa del cinema di mare
La Festa del Cinema di Mare continua fino al 30 agosto con tanti ospiti attesi a Castiglione della Pescaia, come Isabella Ferrari, Vinicio Capossela, Elena Guerrini con il suo spettacolo acquatico “Archeologia del coraggio” e i molti film in programma.
La Festa del cinema di Mare è organizzata dall’associazione Maremma Arte in collaborazione con Spazio Alfieri, Clorofilla Film Festival di Legambiente, l’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, Club Velico di Castiglione della Pescaia, Associazione Kansassiti e con il sostegno di Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Comune di Castiglione della Pescaia, Fondazione CR Firenze, Conad Grosseto e RRD (Roberto Ricci Design).