Maltempo, in arrivo la coda della perturbazione. Il video

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Situazione costantemente monitorata nel comune di Castiglione della Pescaia, anche se non si registrano danni a causa della pioggia incessante. Il picco della perturbazione è atteso in serata, con i tecnici della protezione civile con le squadre del comune e anche quelle della Vab pronte ad intervenire.

Costantemente monitorato il fiume Bruna, anche se non desta preoccupazione imminente.

A Punta Ala in mattinata un albero è caduto sulla strada.

Anche ad Albinia la situazione non è delle migliori: l’Albegna è salito molto

Chiusi i sottopassi a Gavorrano

A Gavorrano, nel pomeriggio di martedì 27 febbraio sono stati chiusi i sottopassi ferroviari. Le squadre della Vab continuano l’attività di monitoraggio viabilità e sui corsi d’acqua.

La Vab al sottopasso ferroviario di Gavorrano

 

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Allerta meteo, chiuso il guado sul torrente

Una via per i campioni d’Europa di Hockey – IL VIDEO

FOLLONICA. I campioni d’Europa di hockey Pista del Follonica del 2006 ora hanno una strada a loro intitolata. Non è da tutti avere una via in ricordo di un’impresa sportiva.

Prima del derby contro il Forte dei Marmi di campionato, c’è stata la cerimonia d’inaugurazione, alla presenza del sindaco Andrea Benini e dei tanti protagonisti di quell’epopea: il presidente Stefano Venturi, e i giocatori come i fratelli Bertolucci, Alessandro e Mirko, Sergio Silva, e Andrea Tosi.

E soprattutto tanti tifosi, con il nuovo gruppo i Randagi, gli ultras che hanno preso il posto degli storici Eagles, che accompagnarono a Torres Novas in Portogallo la squadra del golfo alla conquista del titolo, mai arrivato fin lì in Italia.

Il sindaco Benini ha voluto ringraziare per primi proprio i tifosi, da cui era partita la richiesta di intitolare la strada ai loro campioni, e poi tutti quegli attori che per la città di Follonica, tifosi ma anche semplici appassionati, rimarranno nel cuore in modo indelebile.

 

 

Discariche abusive nel parco di Montioni – IL VIDEO

FOLLONICA. Abbandoni illegali di rifiuti nel parco di Montioni. A denunciarli, è l’associazione ambientalista La Duna, che pochi giorni fa, durante uno dei soliti giri per le campagne e le macchie di Follonica, si è imbattuta in diverse discariche illegali.

«Dal paese al territorio agroforestale sono poche centinaia di metri, 5 minuti in bici. Però stavolta, dopo diverso tempo, abbiamo fatto degli “stop” per evidenziare con immagini e posizioni GPS gli abbandoni illegali di rifiuti di ogni genere ai bordi delle strade di campagna, nei campi e nella macchia».

La denuncia degli ambientalisti

Tra territorio “normale” e parco di Montioni, privato e pubblico, in poco più di un’ora gli ambientalisti hanno collezionato una serie di situazioni che sarebbero da eliminare. Dal frigo gettato a ridosso della vecchia Aurelia al cumulo di rifiuti “da demolizione e trasloco” vicino alla stazione dell’acquedotto poco sopra.

Fino al conferimento diffuso di ogni tipo di materiale vicino al podere abbandonato, dalla borsa piena di plastica abbandonata vicino a un sottopasso ai due grossi abbandoni in un campo sopra la 4 corsie ai vecchi “resti di vita quotidiana”, una stufa, una tazza da wc, gomme ed altro buttati da anni tra strada sterrata e un fosso nel cuore del parco.

Un cumulo di rifiuti nella macchia a Follonica

«Ma non solo, anche a Montioni, nell’area delle terme della Baciocca esiste da anni un luogo dove chi ci abitava, buttava tutto di sotto, nella macchia – aggiungono – Alcune sono situazioni recenti, altre di mesi ed alcune di anni però danno tutte il senso di una inciviltà diffusa e di un controllo insufficiente del territorio. Qualche anno fa mettemmo una foto di una vecchia auto ridotta ad un cumulo di ruggine che si trovava ai limiti del parco e per scherzo scrivemmo che si trattava del ritrovamento della macchina di Kesserling bombardata e abbandonata nel 44…. Non ci fu nemmeno tanta sorpresa».

Omicidi di Altavilla, don Bertelli ne parla a “I fatti vostri”

GROSSETO. Gli omicidi di Altavilla hanno turbato tutta l’Italia, un fatto così atroce e brutale sconvolge ogni persona. Gli esorcismi, quelli veri, dovrebbero farli solo chi è competente in materia e non chi trova una cosa su Internet e lo fa, senza pensare alle conseguenze. Questo lascia credere che forse Lucifero, il primo caduto, la stella del mattino e la personificazione del male, abbia usato gli assassini per compiere il suo volere: è questo il pensiero di don Fabio Bertelli, esorcista grossetano, che mercoledì 21 febbraio è andato in onda sulla Rai, nel programma “I fatti vostri” a parlare proprio di questo.

Il prete ha spiegato come il diavolo opera ogni giorno. Spesso prova solo a far cadere nel peccato le persone che prende di mira, altre volte porta loro all’estremo con le ossessioni, dove il demonio entra nella psiche umana; la vessazione, con cui il demone colpisce il soggetto fisicamente e, infine, la possessione, dove la persone perde il controllo di sé.

Tiberio Timperi e don Fabio nella trasmissione

«Gli esorcismi sono molto rari, fortunatamente, spesso aiutiamo e curiamo le persone dalle altre manifestazioni del diavolo attraverso la preghiera e trovando insieme il percorso da seguire – dice don Bertelli – e non ho paura di fare queste cose, perché ho Dio che mi protegge».

Gli omicidi di Palermo

Don Fabio è andato negli studi Rai per parlare dei brutali omicidi derivati da una sospetta possessione. «In trasmissione ho parlato in veste di esorcista e ho specificato la differenza fra esorcismo fatto da rappresentanti della Chiesa, che si basano su un procedimento diverso dove il vescovo della diocesi dà il consenso al procedimento – dice – e gli esorcismi di cialtroneria, cioè di chi non ha affrontato studi per sostenerli».

«Quello che è successo a Palermo è brutale e vede il coinvolgimento di una ragazza di soli 17 anni – continua – Per l’orrore fra quelle 4 mura credo che i veri posseduti siano gli assassini: sono stati devastati mentalmente e hanno mostrato solidarietà verso il male».

La realtà, secondo l’esorcista, è che il diavolo esiste e su Internet è facile accedere a delle informazioni false. «Tramite i social è semplice finire nella parte oscura, quella per la quale si prova curiosità – dice don Fabio – ma così si accede a dimensioni strane e poi se ne pagano le conseguenze. Quindi fate molta attenzione alla rete».

Gli esorcismi nella carriera di don Bertelli e la situazione in Maremma

La possessione non avviene spesso e sicuramente l’esorcismo nella vita reale si distanzia molto da quello che si vede nei film. «Il demonio non si vede nella realtà, al massimo la persona posseduta ha degli atteggiamenti strani: ride sguaiatamente in circostanze non consone – spiega don Fabio – usa un linguaggio colorito, spesso in lingue morte, e sente fastidio di fronte a oggetti sacri. Al massimo assume delle espressioni affaticate e contorte».

«Però negli ultimi film ho sentito delle formule che usiamo nella realtà e non lo trovo fastidioso – continua – perché dimostra che c’è dell’efficacia nella nostra preghiera e che spinge il demone ad allontanarsi mentre si guarda il film».

L’esistenza di sette sataniche in Maremma non è certa. «I satanisti sono difficili da trovare e si nascondono bene – dice il parroco – ma credo che gli emissari del diavolo siano anche in Toscana, lui è bravo nella seduzione del genere umano. Inoltre è un mondo pericoloso e devastante che va a creare un pericolo reale e tangibile».

L’esorcista non ha paura mentre libera il posseduto. «Non temo il diavolo – dice – ho la croce che mi difende: mai la rabbia dei demoni sarà più forte dell’amore di Dio. Inoltre il male lo sa che sarà sconfitto: lottiamo per fare meno danni possibili sulla persona».

Il recupero del posseduto

La possessione è qualcosa di devastante per lo spirito e per il corpo. «Capiamo di aver estirpato il demone dopo che la persona è tornata nella realtà e risponde al suo nome – dice don Fabio – insieme al Signore e con i suoi tempi riusciamo a ridare la sua vita al posseduto».

«Dopo l’esorcismo, quando la persona è tornata in sé,  è necessario pregare tutti insieme, per curare lo spirito distrutti dal diavolo – conclude – fortunatamente è uno stato raro da trovare, ma lo dell’ossessione è più presente, in questo caso pregare e ritrovare la luce aiuta a ritrovare la luce e a eliminare la presenza malvagia dalla vita della persona».

Insieme in Rosa, record di donazioni

GROSSETO. L’associazione onlus Insieme in Rosa in pochi anni ha raggiunto un traguardo incredibile: sono stati raccolti più di 700mila euro e donati ai vari ospedali della provincia di Grosseto sotto forma di beni e strumenti. Oltre ovviamente ad una capillare socializzazione, che, partita da Castiglione della Pescaia si sta spargendo a macchia d’olio, fino all’Isola del Giglio e ormai in tutta la provincia.

L’idea nata dalla dottoressa Alessandra Buonavia e dalla “presidentissima” Donatella Guidi dell’Hotel Miramare a Castiglione della Pescaia, dove tutto è cominciato, ha fatto centro. Grazie alle tante iniziative organizzate e promosse insieme alle sue “Fatine”.  Il nome di battaglia delle tante volontarie di tutte le età che fanno parte dell’associazione, è ormai entrato nel cuore di tutti. 

Donatella Guidi e Alessandra Buonavia Insieme in Rosa

E quello che doveva essere un passatempo fra amiche per fare volontariato nei periodi “morti” dell’anno, con la cura maniacale e il modo di fare che vuole coinvolgere chiunque, ha portato a numeri incredibili, forse ben oltre le aspettative.

L’associazione – del consiglio fanno parte la dottoressa Maria Grazia Pieraccini come consulente scientifica, e Angela Fava –  ha puntato fin da subito sul passa parola e appunto sul coinvolgimento totale delle persone: il segreto per poter arrivare in ogni angolo della provincia sta tutto qui, e fare in modo di socializzare fra le tante componenti che sostengono Insieme in Rosa. Chiunque, insomma, può aiutare in qualsiasi modo.  

La nascita e gli scopi di Insieme in Rosa

Insieme in Rosa è un’associazione di volontariato nata a Castiglione della Pescaia per raccogliere, anche attraverso la gestione e l’organizzazione di eventi, fondi da destinare a progetti per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie oncologiche nel nostro territorio. Lo scopo di Insieme in Rosa onlus è sempre stato quello di aiutare e affiancare i medici, gli infermieri, i pazienti e loro familiari, per andare incontro alle esigenze di cura del territorio, per offrire la possibilità di un’atmosfera basata sull’accoglienza e volta a rafforzare tutte le risorse personali, psicologiche e non, per affrontare il periodo di malattia. Usufruendo soprattutto di strumenti innovativi e di un ambiente che si basi su comfort ed empatia.

E negli anni le donazioni, frutto di tesseramento, sponsorizzazioni, eventi, cene, lotterie e quant’altro, ha portato nelle casse di Insieme in Rosa cifre enormi. I progetti realizzati sono stati molteplici, sempre in collaborazione con gli ospedali e i dottori, che “richiedono” magari degli strumenti costosi, che l’azienda ha difficoltà in qualche caso a comprare in tempi brevi. Senza dimenticare le segnalazioni degli stessi pazienti.

Durante la pandemia per esempio, l’associazione ha organizzato un servizio di assistenza psicologia online, per i malati oncologici. Per il 2024 già in essere e in collaborazione con il Comune di Castiglione della Pescaia e il Coeso, corsi di mindfulness per controllare lo stress nei pazienti oncologici con una dottoressa psico-oncologa di un breast unit di Roma. Ed eventi riservati alle persone oncologiche.

I luoghi dove è presente Insieme in Rosa

I luoghi dov’è presente Insieme in Rosa in Maremma: Castiglione della Pescaia, Follonica, Grosseto, Orbetello, Massa Marittima, Ampio, Gavorrano, Bagno di Gavorrano, Giuncarico, Bivio di Ravi, Ravi, Potassa, Buriano, Isola del Giglio, Caldana, Macchiascandona, Paganico, Pian d’Alma, Scarlino, Pian di Rocca, Ponti di Badia, Tirli, Ponti di Badia, Vetulonia, Buriano, Punta Ala, Montemassi, Roccastrada, Magliano in Toscana.

Tutte le donazioni

Di seguito l’elenco completo delle donazioni e dei progetti realizzati. In rosso sono riportati quelli del 2024 ancora ovviamente da completare.

Anno Donazioni
2016 11.025,84
2017  102.961,42
2018 105.426,21
2019  106.266,99
2020  105.146,42
2021      57.246,25
2022  108.387,48
2023 119,376.85
Totale 715.837,46

 

Anno Progetto Ospedale
2018 Elettrobisturi uso chirurgico e endoscopico Gastroenterologia Massa Marittima
2018 Isteroscopia e resezione ambulatoriale Ostetricia e ginecologia Grosseto
2018 Nanofotometro Biologia molecolare Grosseto
2018 Termociclatore Anatomia patologia Grosseto
2018 Cytocentrifuga Anatomia patologia Grosseto
2019 Nuovi monitor Risonanza magnetica Grosseto
2019 Fioriere (leniterapia e diabetologia) Ospedale Misericordia Grosseto
2019 Monitor Gastroenterologia Massa Marittima
2019 Ecografo Ostetricia e ginecologia Grosseto
2019 Eco-endoscopio Gastroenterologia Grosseto
2020 Ecografo polmonare Emergenza Covid
2020 Ventilatore polmonare Emergenza Covid
2020 Mascherine Ffp2 Emergenza Covid
2020 Mascherine per i medici, infermieri, pazienti, forze dell’ordine, Cri, Misericordia e popolazione Emergenza Covid
2021 Ecotomografo Mammografia Grosseto
2021 Divaricatore luminoso Chirurgia senologia
2022 500 borsine porta drenaggi Chirurgia senologia
2022 Quadro Marcella Bianciardi Mammografia Grosseto
2022 Insufflatore per colonscopia virtuale + 216 kit Risonanza magnetica Orbetello
2022 Densitometro Medicina nucleare Grosseto
2022 Colposcopio Ginecologia e ostetricia Grosseto
2023 Sonda rivelazione linfonodo sentinella Chirurgia Grosseto
2023 500 borsine porta drenaggi Chirurgia senologia Grosseto
2023 Quadro Dora Pianizzola Sala d’aspetto Usl Follonica
2024 200 calze Befana Pediatria, Ps pediatrico, Ps, Elisoccorso Grosseto
2024 Ecografo portatile per lo screening del carcinoma tiroideo Grosseto
2024 Telecamera e monitor Anatomia patologia Grosseto
2024 Quadro Dora Pianizzola Sala aspetto Breast Unit Grosseto
2024 30 pulsometri  
2024 Ecografo Medicina Grosseto
2024 Insufflatore Co2 per colonscopia Gastroenterologia Massa Marittima

 

Che spettacolo le balene al Giglio

ISOLA DEL GIGLIO. Quella che doveva essere una semplice battuta di pesca al tramonto, si è invece tramutata in un ricordo indelebile: dietro il faraglione di Campese, all’isola del Giglio, Alessio Guarnieri ha incrociato forse tre balene, ed è riuscito ad immortalarle con il suo telefono cellulare.

Uno spettacolo da brividi, come ha raccontato lo stesso Alessio, mamma gigliese e babbo fiorentino, che insieme ad un amico aveva appunto deciso di uscire a pesca con la sua barca.

Insieme a lui c’erano altre tre piccole barche da pesca e tutti sono rimasti estasiati da quello che hanno visto.

Un’emozioni da brividi

«È stato un momento emozionante – ha raccontato Alessio Guarnieri – è successo tutto all’improvviso e siamo rimasti senza fiato. La serata era bellissima, con il tramonto e un mare calmissimo. La sera prima avevamo incrociato alcuni delfini e non pensavamo proprio d’imbatterci nelle balene. Secondo noi erano tre gli esemplari e siamo stati quasi due ore a girargli intorno».

Andavano avanti e indietro, tranquille. 

«Abbiamo capito che le balene stavano mangiando – ha raccontato sempre Guarnieri – perché andavano avanti e indietro e si “vedeva” che il mare era pieno di plancton. Uno spettacolo incredibile, anche perché la nostra presenza non ha infastidito nemmeno per un secondo questi meravigliosi mammiferi. Quando siamo rientrati tremavo ancora dall’emozione. Vedere le balene a pochi metri era un sogno che avevo da tutta la vita».

 

 

 

Prima neve e tanta gente in pista. L’Amiata dello sci apre e spera

Sci e neve sull'Amiata: famiglie, bambini e maestri al campo scuola delle Macinaie domenica 28 gennaio

MONTE AMIATA. Affluenza discreta di famiglie e bambini nella giornata di ieri (sabato 27) e molto buona nella giornata di oggi (domenica 28) con la presenza, oltre che degli sciatori anche di tanti turisti che, approfittando della bella giornata, hanno raggiunto la Vetta, con la seggiovia, per un’escursione enogastronomica nei tanti chalet, rifugi e ristoranti o per godere dei bellissimi panorami mozzafiato che si possono ammirare dalla terrazza panoramica della Croce.

Giornate meravigliose, tempo sereno, clima secco con bassissima percentuale di umidità.

L’inversione termica di questi giorni crea foschia, tanta umidità e nebbia nei paesi a valle con temperature (la mattina) dai 2° ai 3,5° e favorisce un cielo azzurro e clima asciutto in montagna con temperature dai 5° agli 8°.

Anche in settimana gli impianti sono aperti.

Da lunedì 29 partono i gruppi di studenti di Grosseto che effettueranno alcuni giorni sulla neve (ospiti nelle strutture ricettive delle Macinaie), bambini delle materne, i corsi di addestramento dei bambini di due sci club con i maestri di sci Monte Amiata Ovest.

Le congratulazioni del sindaco Bartalini

Al Prato delle Macinaie c’erano molti visitatori ma anche tanti maestri di sci, operatori e il sindaco di Castel del Piano Michele Bartalini che con Danilo Ghelli (responsabile del servizio associato di polizia municipale), dopo aver visionato e verificato che tutto fosse a in ordine e che tutto procedesse regolarmente, si è intrattenuto con tutti.

Si è congratulato con Roberto Fabiani e Umberto Papi per il risultato raggiunto con l’intervento di innevamento; con gli uomini addetti alla sicurezza e soccorso presenti in pista della FISPS (Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci); con i maestri di sci di tutte e due le scuole della montagna (Monte Amiata e Monte Amiata Ovest) che, ormai da anni, grazie ai due direttori, collaborano insieme operando spesso dipendentemente dalla neve l’uno nei poli dell’altro (come in questo caso in mancanza di neve in Vetta).

GUARDA LE FOTO

L’Amiata è vivo e ce la mette tutta

Con quest’intervento di innevamento, costato sacrificio sia dal punto di vista umano che economico, la  ISA, l’Amministrazione Comunale di Castel del Piano, e tutti gli operatori del Polo Macinaie e del Monte Amiata in generale, hanno voluto dimostrare che l’Amiata è vivo, che l’Amiata c’è e ce la mette tutta a prescindere dalle condizioni atmosferiche avverse di questa stagione.

Purtroppo ci sono state temperature molto alte e sopra alla media durante i mesi di dicembre e gennaio e carenti di precipitazioni. Poche “spruzzate” per pochissime ore. Non era mai successo che nei mesi di dicembre e gennaio non ci fossero delle “finestre di freddo sotto lo zero” ottimali per produrre neve per almeno minimo 150 ore.

Il lago Verde asciutto è un problema

A tutti coloro che gravitano nel settore, sia come operatori e responsabili e sia come utenti, sorge a questo punto la domanda: se come negli anni passati, ci fosse stata la possibilità di sfruttare l’acqua del lago Verde (probabilmente asciutto a seguito dell’alluvione del 2019 e le mancate manutenzioni di rimessa a punto) che fornisce acqua a tutto il versante senese e in parte a quello grossetano, che situazione ci sarebbe oggi?

L’impianto avrebbe permesso alle due società di mettere in funzione i Campi Scuola della Vetta e del Polo Cantore (nel versante senese) i tracciati dell’Asso di Fiori e del Parco Giochi Invernale ISA al Polo Macinaie (nel versante grossetano) e concentrare tutti gli sforzi delle due società per innevare una pista lunga, il Canalgrande che con le sue “diramazioni” serve quattro poli della montagna (Vetta, Cantore, Marsiliana e Macinaie).

Le società avrebbero potuto creare un circuito, seppur ridotto, estremamente fruibile da tutti gli sciatori che frequentano la nostra montagna (in maggioranza composti da principianti, sciatori medi e famiglie con bambini). 2 seggiovie, 3 sciovie, 3 tapis roulant, 4 campi scuola lunghi dai 200 agli 800 metri e una pista lunga di media difficoltà che avrebbero consentito di dare continuità e un senso compiuto a tutto l’intervento di innevamento.

La considerazione è che appare davvero strano che oggi si scii a quota 1.400 metri, al polo Macinaie, posizionato nel versante sud della montagna, e non si scii nella pista della Vetta che è posizionata a quota 1.700 metri, nel versante nord della montagna.

Gli operatori: «Desolante non sciare in vetta»

«Sabato e domenica la Vetta chiusa era desolante! – dicono dal Monte Amiata – Per noi operatori era una fitta al cuore e agli occhi! Crediamo sia la prima volta da trent’anni che, con queste condizioni di “finestre di temperature ottimali per sparare neve”, non si scii in Vetta all’Amiata! Una situazione che, se non fosse per i danni economici che ha provocato e provocherà ai tanti operatori, oseremmo definire “fantozziana e tragicomica”».

«Quest’impianto non avrebbe risolto tutti i problemi legati alla mancanza di precipitazioni ma avremmo potuto garantire sussistenza a tutte quelle aziende e a tutti quegli uomini e donne che operano e lavorano in montagna (maestri, noleggi, bar, ristori, alberghi, ristoranti, etc.) e soddisfare le aspettative di tutti quei turisti, quelle famiglie e quegli sportivi che amano e prediligono l’Amiata».

Un impianto che c’è e non può essere usato

«Quello che veramente e con tutta la buona volontà non riusciamo a comprendere è che se l’impianto che avrebbe permesso tutto questo mancasse o fosse da realizzare ce ne saremmo fatti una ragione ma al contrario… l’impianto c’è».

«La stagione invernale 2023 – 2024 dell’Amiata, è arrivata a metà. Abbiamo perso tutto il periodo dall’Immacolata ai primi di febbraio ed ora speriamo che almeno l’ultimo terzo di stagione rimasto ci dia qualche soddisfazione climatologica positiva per poter mitigare e contenere le perdite economiche che in questa stagione per tutti gli operatori della montagna sono veramente notevoli».

“The last of us”: il giovane informatico alle prese con il fan-film

Mario Signorile in The last of us Forsaken

GROSSETO. Mentre i fan sono in attesa della seconda stagione della serie tv, Mario Signorile ha sfornato “The last of us: Forsaken“. Un fan-film di 35 minuti che racconta un mondo precedente a quello dell’omonima serie. È ambientato 10 anni prima rispetto ai fatti che tutti gli appassionati conoscono.

Mario, barese di nascita, ha girato tutto tra la sua città di origine e Altamura. Coinvolgendo lo spettatore con ambientazioni che in molte delle riprese esterne non sono dissimili da alcuni scorci della Maremma.

23enne laureato in informatica, Mario è un appassionato di videogiochi e in particolare di “The last of us”, al quale gioca fin dagli esordi del 2013. Il videogioco in esclusiva PlayStation è uscito poi con il secondo capitolo nel 2020. Entrambi i titoli hanno venduto più di 47 milioni di copie a livello globale, aggiudicandosi anche numerosi premi del settore.

Fan di entrambi, per Mario è stato inevitabile iniziare, nel 2023, a seguire anche le serie Tv Hbo “The last of us” trasmessa in Italia su Sky Atlantic e visibile sulla piattaforma Now tv.

The last of us 10 anni prima

Altrettanto inevitabile è stato dare un suo contributo. Così, nell’attesa della seconda stagione della serie tv e sfruttando il proprio canale YouTube inaugurato nel 2016, Mario ha deciso di scrivere e farsi regista di uno spin-off dedicato alla serie.

Mario Signorile the last of us Forsaken
Una clip dal video

Il video, che lo vede anche tra gli interpreti, è costato 4 mesi di riprese e postproduzione ed è stato pubblicato a fine novembre 2023. «Non ho mezzi professionali per girare – dice Mario – è sempre la passione a ispirarmi, in qualsiasi video che faccio per il mio canale. Ogni volta che giro provo sempre a migliorare qualcosa. In passato ne ho fatto anche uno su Uncharted, che mi ha dato diverse soddisfazioni ed è stato apprezzato anche all’estero».

Per questo di video ha lanciato un annuncio per trovare il cast e quando ha messo insieme tutte le tessere del mosaico, ha iniziato a girare il suo prequel di The last of us. «È stato appassionante – racconta Mario – Ho cercato una cura dei dettagli che i fan del videogioco e della serie potranno apprezzare. Altri saranno meno riconoscibili e riguardano più che altro la mia persona. Tengo sempre a mettere qualche chicca o qualche oggetto nascosto tra le immagini riprese».

I 35 minuti confezionati da Mario Signorile sono autoconclusivi, non hanno né seguito né “famiglia”. O almeno, non per adesso. «Non sto preparando altri video al momento – dice Mario – però chissà. Se questo riscuotesse un discreto successo potrei pensare a fare qualcosa di simile, magari non proprio un seguito ma elevando il livello di tecnica video, cercando un’attenzione al dettaglio maggiore».

Claustrofobico e appassionato

A 10 anni dallo scoppio di una pandemia causata dal fungo cordyceps, un gruppo di milizia paramilitare soprannominato “Le luci”, per trovare una cura e rifornirsi di scorte organizza una spedizione. Durante la missione la maggior parte del gruppo perisce, rimangono Ethan e Kenzie. Differenti per indole e obiettivi, dovranno collaborare per la sopravvivenza. 

Mario Signorile the last of us Forsaken
Un’altra clip dal video

Questo in estrema sintesi, il “The last of us” di Mario Signorile. Un video tributo a una sua grande passione che riassume, con un certo clima di precarietà e con una bella dose di buio, il denso alone di terrore e vuoto che galleggia sulla testa dei protagonisti.

Signorile, che porta un nome (Mario) decisamente caro a tutti gli appassionati di videogame, regala ai fan della serie un filmato sicuramente godibile. Il The last of us in salsa italiana viene condito non solo da un misurato livello d’azione ma anche da un sentimentalismo non esagerato e funzionale al racconto.

Il filmato, seppur non professionale, è appunto un racconto trattato con tutti gli onori che merita. Trovare al suo interno chicche, o “easter egg”, che ha inserito Mario potrà essere un ulteriore incentivo a portare la visione a termine, per scoprire le sfumature di ogni personaggio.

Tumore al collo dell’utero, gennaio mese della prevenzione

GROSSETO. «Il tumore alla cervice uterina rappresenta il quarto tumore di tutti i tumori femminili – dice la dottoressa Roberta Di Rocco, dell’Unità operativa Oncologia medica Ospedale Grosseto – Ogni anno sono circa 3mila le nuove diagnosi di questo tipo di tumore e circa 50mila donne convivono con questa malattia dalla quale si può guarire solo se diagnosticata in fase iniziale quando la chirurgia, integrata con trattamenti adiuvanti come chemioterapia e radioterapia, riescono ad eradicare la malattia. Ad oggi le diagnosi in fase avanzata sono ancora troppe, al punto che gli obiettivi dei nostri trattamenti non sono sono più la guarigione ma ritardare la progressione della malattia e il controllo della sintomatologia che va ad inficiare, in molti casi, la qualità di vita delle nostre pazienti».

«Ecco perché dobbiamo giocare in anticipo con la prevenzione – prosegue la dottoressa Di Rocco – Oggi il tumore della cervice è facilmente prevenibile grazie sia alla vaccinazione di tutti i soggetti asolescenti, di sesso femminile e maschile, che allo screening Hpv e al pap test previsti dal piano sanitario nazionale per fasce di età. L’obiettivo dell’OMS è di ridurre del 40 per cento l’incidenza di questo tipo di tumore nei prossimi 20 anni».

«Nel mondo occidentale il numero dei casi e quello dei decessi continuano a diminuire – prosegue la dr.ssa Di Rocco – grazie soprattutto al Pap-test e alla successiva introduzione del test per la ricerca del DNA di Papillomavirus (HPV), due esami molto efficaci per la diagnosi precoce».

Vaccinazione e screening

La vaccinazione è consigliata a partire dagli 11 anni compiuti perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore e quindi il beneficio è massimo. Gli effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito alla vaccinazione (leggero arrossamento nel luogo dell’iniezione e talvolta qualche linea di febbre) sono modesti e generalmente di breve durata.
La vaccinazione è su invito diretto dell’Azienda Usl, oppure può essere effettuata su richiesta dei genitori ai centri vaccinali dedicati dell’Azienda Usl o al pediatra o al medico di famiglia. La gratuità per i maschi è fino ai 18 anni. Dopo sarà possibile effettuarla mediante pagamento di un ticket.

Per le femmine, la chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap test), all’età di 25 anni, rappresenta un’opportunità per verificare lo stato vaccinale contro l’HPV e, se non vaccinate, di sottoporsi gratuitamente alla vaccinazione.
«Dobbiamo ricordare che il vaccino non sostituisce lo screening periodico per il tumore del collo dell’utero (Pap Test e HPV-DNA) – puntualizza la dottoressa Roberta Rosati, responsabile del coordinamento tecnico screening oncologico Grosseto – Il vaccino antiHPV protegge dalle lesioni maligne e benigne e si integra con programmi di diagnosi precoce».
Per chi, in età compresa fra i 25 e i 33 anni, non ha effettuato Pap Test da almeno tre anni e chi ha fra i 34 e i 64 anni non ha eseguito test Hpv negli ultimi 5 anni, può contattare il Centro Screening Asl Tse di Grosseto e fissare un appuntamento per eseguire il test in modo gratuito al numero 0564 – 486486.

Follonica si ferma per l’addio a Simone – IL VIDEO

FOLLONICA. C’era tutto il mondo dell’hockey follonichese al Capannino, tutte le categorie, dai pulcini ai professionisti della prima squadra. Il momento di salutare per sempre Simone Pantani, il direttore sportivo morto a soli 54 anni, è arrivato venerdì 12 gennaio alle 15. 

Al Capannino c’è stato l’abbraccio collettivo di amore e solidarietà di tutta la città, che si è fermata per ricordare Pantani.

Il saluto del sindaco: «Speriamo di poter alleviare un dolore così forte e così ingiusto»

Per salutarlo, le parole della cugina, Giulia Norcini, del presidente del Follonica hockey Franco Ciullini ed infine del sindaco Andrea Benini che, così come il gonfalone alle sue spalle, ha parlato a nome di tutta la città di Follonica.

«Ci stringiamo alla tua famiglia. Speriamo di alleviare un dolore così forte e così ingiusto», ha concluso il sindaco Benini. Subito dopo partito il video realizzato dai suoi amici per ricordarlo, che, sulle note di “One” degli U2, hanno accompagnato il feretro fuori dal palazzetto. Ma Simone vivrà per sempre nei loro ricordi e su quegli spalti; è impossibile, infatti, dimenticare persone come lui. 

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