GROSSETO. Uscito come tormentone estivo, “Mediti” ha tutte le carte in regola per essere anche quello invernale. La grossetana Viola Rossi (in arte Viola Violi) nell’estate del 2023 aveva tirato fuori dal cilindro il nuovo singolo.
Recentemente Mediti l’ha fatta entrare anche nel radar di Skytg24 dove ne ha annunciato l’arrivo anche su YouTube.
Viola aveva scelto di rilasciare il suo nuovo singolo sulla piattaforma Bandcamp, che ad avviso di molti rispetta maggiormente il lavoro artistico di chi la sceglie. A differenza di altre piattaforme, infatti, la percentuale riconosciuta all’artista è maggiore.
Viola nel backstage del video di “Mediti”
Dopo l’audio è arrivato il video. “Mediti”, registrato nello studio Vangelo di Roma, è arrivato su YouTube anche grazie all’amico di Viola, Gabriele Bradley. Il giovane filmmaker maremmano, vicino alla laurea, è il regista della clip, che è stata girata a Orbetello e dintorni. Buona parte anche nella casa della nonna di Viola, dove la cantante maremmana conserva numerosi ricordi.
Mediti, dal beat alla Maremma
Sono i suoni beat che hanno ispirato quelli delle parole di Mediti. «È una piccola storiella su come un giorno ho visto “la luce” e ho capito che qualcun altro meditava al posto mio, e faceva scelte, a volte, al posto mio – dice Viola – Il testo è stato scritto quasi contemporaneamente alla musica, direttamente in studio, perfezionato poi in seguito. Per farla uscire ci sono voluti diversi scambi di messaggi, e-mail, chiamate, perché lo studio dov’è nata ha poi chiuso i battenti, ma alla fine ce l’ho fatta».
Viola, sullo sfondo la laguna di Orbetello
Mediti nasce da un‘esperienza personale ma si apre al mondo. «Non è dedicata a qualcuno in particolare – dice Viola – Un po’ a me stessa un po’ a tutte le persone che non sono molto brave a meditare ma che trovano comunque il tempo di provarci. In maniera magari non convenzionale, ma comunque funzionale per loro».
La Maremma fa da sfondo al video. Anche per lavoro Viola è oramai romana d’adozione, ma “casa rimane casa”. «Mia nonna ha vissuto a Orbetello (dov’è ambientato il video) per tutta la sua vita, c’è cresciuta mia mamma e in parte io – dice l’artista – stessa cosa a Grosseto con la famiglia di mio babbo. Io sono maremmana, c’è poco da fare, almeno nell’origine più profonda del mio essere. Poi sono anche un po’ tutto il resto, di ogni città dove vivo, di ogni luogo a cui mi affeziono, ma la Maremma è la terra che sento come casa».
La canzone Mediti sarà godibile in terra maremmana anche sui “piccoli schermi”. Martedì 9 gennaio, Viola sarà ospite nel programma #221, in diretta dalle 16 alle 17.30 su Tv9 (canale 13 del digitale terrestre). «In primavera poi ci saranno date in giro per tutta la Maremma», assicura la cantante.
A febbraio, ancora però non c’è una data precisa, uscirà una nuova canzone.
MARINA DI GROSSETO. Il mare d’inverno ha un fascino particolare. Cambiano i colori, i suoni, i profumi. E si scopre animato da splendidi animali selvatici, uno su tutti il fratino.
Il fratino è un uccello di piccole dimensioni (15 cm di lunghezza e 30-60 g di peso) che depone le sue uova, quasi sempre tre, in una buchetta del terreno lungo le spiagge o su banchi di fango asciutto. È una specie considerata in pericolo di estinzione.
Nel video ecco un gruppo di fratini sulla spiaggia di Marina di Grosseto, siamo proprio davanti al bagno Lido.
Qui, dove in estate le famiglie prendono il sole e fanno il bagno, dove i ragazzi giocano a beach tennis coinvolgendo spesso anche Sandro, il proprietario del bagno, adesso la spiaggia è tutta per loro.
Il fratino, una specie a rischio
Il fratino (Charadrius alexandrinus) è un uccello limicolo classificato come in pericolo nella lista rossa italiana.
In tutto il suo areale il fratino è minacciato dalla trasformazione delle spiagge a fini turistici, dal disturbo causato da diverse attività umane sulle spiagge, dall’alterazione dei cicli idrologici negli ambienti lagunari, dall’erosione dei litorali e anche dalla predazione.
Nella zona del Parco della Maremma il Centro Ornitologico Toscano ha avviato una collaborazione per identificare e condurre le azioni necessarie per la sua conservazione.
Un fratino sulla spiaggia
Il colore degli adulti – grigi sul dorso – rende questa specie difficile da distinguere dalla sabbia, sulla quale costruisce il nido. Gli esemplari più giovani, poi, sono privi di quelle macchie più scure che rendono gli adulti meglio visibili, con il risultato di confondersi ancora meglio tra le dune e la battigia.
La sua presenza è indice dello stato di salute dell’intero ecosistema costiero: ogni qualvolta c’è il nido del fratino significa, insomma, che si tratta di una spiaggia correttamente tutelata e conservata.
MONTEROTONDO MARITTIMO. 100 sono le candeline che ha spento Altea Fascetti. Nata il 24 dicembre 1923 ha festeggiato il compleanno con il primo cittadino.
Il traguardo di Altea infatti non poteva passare in sordina e così il sindaco Giacomo Termine insieme ad una delegazione dell’Auser con la sua presidente Francesca Comparini, è andato a farle gli auguri nella sua casa di via Garibaldi portando una torta con tanto di candeline.
La neocentenaria, accudita dai parenti e da una badante, gode di tutto l’affetto di Monterotondo Marittimo.
Altea è una degli anziani intervistati dal personale dell’Auser di Monterotondo Marittimo nella raccolta “Gocce di Memoria”. I cittadini del paese delle colline metallifere con più memoria storica hanno così avuto la possibilità di raccontare e condividere i loro ricordi che insieme disegnano un passato che merita di essere ricordato.
La storia e le radici di un territorio si rivelano sempre più importanti anche per i giovanissimi che, nelle intenzioni sia dell’amministrazione comunale che della presidente dell’auser Comparini, saranno interessati da un progetto scolastico che li porterà a conoscere le Gocce di Memoria del loro paese e dei suoi anziani abitanti.
GROSSETO. L’associazione per il bambino in ospedale si è raccontata in un nuovo appuntamento in consiglio comunale.
Con “Bella storia“, oggi 27 dicembre la presidente dell’associazione Stefania Guarrera (in un video) e la consigliera Elda Casini (in presenza) hanno descritto il lavoro che Abio sta portando avanti.
Con una particolare attenzione alla raccolta fondi per il progetto “Il bambino al centro“, che prevede un’importante opera di “umanizzazione pittorica” dei nuovi reparti di pediatria e neonatologia del Misericordia.
Dipinti per i bambini in pediatria
I dipinti saranno realizzati dall’artista Sally Galotti, designer con oltre 26 anni di esperienza in campo ospedaliero.
«Siamo molto fieri che l’Abio abbia aderito a Bella storia – commentano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente del consiglio comunale, Fausto Turbanti – perché i volontari portano avanti un lavoro preziosissimo in un contesto, quello dell’ospedale, che è lontano dal mondo dei piccoli pazienti, dai loro giochi e dal loro vivere quotidiano e quindi non semplice da elaborare. Un grande impegno che va avanti ormai da 20 anni, fatto di accoglienza, intrattenimento, sorrisi , ascolto e che che fa davvero la differenza. Un sentito ringraziamento alla presidente per la disponibilità dimostrata e a tutti i volontari».
Dopo l’intervento del presidente Turbanti, il maestro Claudio Cavalieri e Andrea Bruno, allievo dell’istituto musicale comunale Palmiero Giannetti, hanno suonato al violino l’Ode alla gioia di Beethoven e l’inno nazionale.
GROSSETO. Spariti nel nulla, inghiottiti dal buio. Giovani, soprattutto, la maggior parte non ancora maggiorenni. Inghiottiti dal buio che avvolge il loro destino e che getta un’ombra di angoscia e dolore nei loro familiari, che sono a casa a disperarsi.
Oggi in tutta Italia ricorre la giornata dedicata alle persone scomparse: a Grosseto, nell’ultimo anno, i casi di scomparsa denunciati alla Prefettura, l’organismo che coordina il Piano di ricerche, sono stati 94.
La campagna per le persone scomparse
È una giornata importante, quella del 12 dicembre. Perché la giornata dedicata alle persone scomparse tocca uno di quei problemi che desta maggior allarme. L’allontanamento, quasi sempre volontario, da parte di persone che non riescono a trovare pace nel luogo in cui si trovano. Giovani, giovanissimi. La maggior parte – dicono i numeri della Prefettura di Grosseto, non ancora maggiorenni.
Ragazzine e ragazzini italiani e stranieri, adolescenti spesso ospiti delle case di accoglienza della provincia.
I numeri raccontano una realtà difficile: dal 1° gennaio 2023, le persone per le quali è stata presentata denuncia di scomparsa sono state 94. Soltanto 23 di loro erano adulti. Persone che soffrono di problemi di salute, che si allontanano dalle loro famiglie o dal luogo che li ospita.
Il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse ha divulgato proprio oggi, martedì 12 dicembre, una campagna prodotta dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria in occasione della Giornata dedicata per sensibilizzare i cittadini sul tema delle persone scomparse, promuovere la collaborazione delle persone interessate e far conoscere le attività del commissario.
Non voleva più restare lì, voleva andare via con il suo fidanzatino. Ha deciso di calarsi dal balcone del secondo piano utilizzando una corda che si è spezzata. Dopo sei mesi, per lei, non c’è stato nulla da fare. Non ha fatto nemmeno in tempo a scomparire, lei. Non ha dato modo ai suoi genitori di presentare la denuncia e nemmeno alla Prefettura di attivare il Piano per la ricerca degli scomparsi. È successo tutto prima.
Come lei, altri settantuno minorenni sono scappati, chi da casa, chi dalle strutture nelle quali erano ospitati. Ragazzini, spesso migranti, arrivati in Italia senza famiglia e senza documenti. Ragazzini che è difficile, poi trovare.
Il Piano della Prefettura c’è e funziona
Che il Piano per la ricerca delle persone scomparse messo a punto dalla Prefettura funzioni bene, lo dimostrano i numeri. Nell’ultimo anno, è stato attivato 9 volte e 9 volte ha avuto successo: le persone sono state trovate e riportate alle loro famiglie.
Il funzionamento del Piano, seppure nella sua complessità, è semplice: la Prefettura dopo aver diramato una nota a tutte le forze dell’ordine, organizza il coordinamento delle ricerche a seconda del luogo della scomparsa della persona per la quale è stata presentata denuncia.
Per l’attivazione del piano servono alcuni requisiti specifici: che ci siano fattori di rischio, che si tratti di minori o di persone che hanno problemi di natura psico-fisica.
Sotto la guida della prefetta Paola Berardino, quest’anno, è stato fatto en plein: 9 attivazioni del Piano, 9 persone riportate a casa, tre la quali anche diversi minori. L’importante, sottolineano in Prefettura, è denunciare subito la scomparsa di un proprio caro.
Scomparsa o omicidio?
Dolore che si mischia ad orrore. Succede, qualche volta, nei casi di scomparsa. È successo anche nella nostra provincia, dieci anni fa, quando fu denunciata la scomparsa di Francesca Benetti, l’insegnante lombarda di 55 anni che aveva scelto di vivere a Follonica.
Il suo è stato un caso di omicidio senza però trovare più il suo corpo. Per la morte di Francesca, il custode di Villa Adua, Antonino Bilella, è stato condannato all’ergastolo.
Di Francesca non è mai stato trovato il corpo, così come di Antonio Proia, 83enne scomparso nel bosco del Martellino a Valli. Era insieme ai suoi familiari a cercare funghi, in un terreno a due passi dall’Aurelia. Non è mai stato ritrovato.
BACCINELLO (Scansano). Un paese di poche anime, sugli ultimi contrafforti del Monte Amiata, cresciuto intorno alle miniere di lignite nei primi del 900, abbandonato alla fine dell’attività estrattiva. Eppure conosciuto in tutto il mondo perché nascondeva nelle sue viscere l’eccezionale scheletro fossile di un Oreopithecus bambolii, il più antico antenato dell’uomo.
Baccinello, nel comune di Scansano, a dispetto delle sue dimensioni e dei suoi appena 200 abitanti, ospita anche un’altra eccellenza: la Ofec srl, un’azienda artigianale a conduzione familiare, leader internazionale nella realizzazione di macchinari per la lavorazione del legno.
Nel dettaglio contornatrici, fresatrici e altre macchine particolari,interamente pensate, progettate e costruite nei capannoni del piccolo paese, utilizzando le soluzioni più pratiche e originali che spesso si sono rivelate importanti novità nel settore.
Sono realizzate su misura per il cliente, che può essere la falegnameria artigianale o la grande azienda su scala industriale nazionale.
Ofec srl: da 60 anni leader nella produzione di centri di lavoro a controllo numerico
La Ofec è stata fondata nel 1963 da Franco Ferrari e qui è rimasta, nella sede storica poco sopra al letto del torrente Trasubbie, al termine della strada lungo la quale si trovano le vecchie case dei minatori. Un’eccellenza che sarebbe più facile immaginare nelle periferie industriali delle città, vicine alle grandi vie di comunicazione, ma che invece si trova da sempre in questa piccola frazione, dove peraltro dà lavoro a 16 dipendenti.
«Mio nonno Franco aveva una falegnameria qui a Baccinello, insieme ai fratelli. Era un uomo dinamico, pieno di idee e di iniziative», racconta Nicola Ferrari, 33 anni, che insieme al padre Riccardo (progettista-ideatore delle macchine), al fratello Filippo, allo zio Marcello e ai cugini Walter Moretti e Fabiana Ferrari, manda avanti l’azienda.
Lo staff di Ofec
«Così, quando negli anni 60, il boom economico fece aumentare la richiesta di beni di consumo, tra cui anche mobili e arredamento, si mise a studiare un modo per produrre in serie i pianali in legno per le sedie. Essendo molto dotato per la meccanica, riuscì ad assemblare una piccola contornatrice, l’antenata di quelle che noi costruiamo oggi. Per la precisione una macchina a tavola rotante per la produzione di sedute in multistrato. Realizzava nella metà del tempo il doppio del prodotto, finito e pronto per essere montato sulla sedia».
Un’autentica rivoluzione che lanciò rapidamente l’attività sul mercato del mobile, con un aumento esponenziale di domanda e di lavoro. Franco Ferrari, quindi, si staccò dalla falegnameria di famiglia e fondò la Ofec.
La contornatrice inventata di Franco Ferrari
Franco Ferrari, il pioniere delle contornatrici meccaniche
«Sul nome – riprende Nicola – ci sono due scuole di pensiero, mai del tutto chiarite. La prima è che sia l’acronimo di Officina fresatrici e contornatrici, la seconda, invece, Officina Ferrari e company, con la “e” al posto della “&”. Questa è una curiosità che ci piace raccontare, ma il punto vero è che mio nonno è stato un vero e proprio pioniere, uno dei primi in quegli anni ad avere il concetto della meccanizzazione spinta del lavoro, anche per le attività artigianali».
Grazie all’intuizione del suo fondatore, la Ofec si piazzò immediatamente da leader su questo nuovo mercato e vi rimase per oltre 20 anni. Poi, nell’ultimo decennio del secolo ci fu un nuovo passo avanti, con l’arrivo dell’elettronica, che nel giro di poto tempo ha portato l’azienda nel mondo del 4.0.
Ogni macchina è progettata e realizzata in azienda
«Non solo – riprende Nicola – ma in quel periodo abbiamo cominciato a mettere a punto ulteriori modelli di macchine anche per altre tipologie di lavorazioni, soprattutto nel settore del legno. Il punto di forza della Ofec, con mio nonno prima e con noi dopo, è la dinamicità, unita alla capacità innovativa: personale specializzato e macchinari all’avanguardia permettono di soddisfare con massima cura le specifiche esigenze della domanda, in forza di una produzione sempre su misura, nella quale l’artigianalità si fonda con la più moderna tecnologia», aggiunge.
«Per la parte elettronica e informativa, ci avvaliamo della collaborazione di tecnici specializzati, ma per tutto quanto riguarda la meccanica, dalla carpenteria alla verniciatura di un macchinario, è frutto del nostro lavoro insieme ai nostri dipendenti», precisa.
La countouring pentax e il pantografo che “ritaglia” i disegni su materiale multistrato
La produzione verte in particolare su tre macchinari: l’evoluzione della contornatrice di nonno Francesco, ovvero la serie della Countouring pentax, utilizzata nei vari modelli per la rifinitura in serie dei lavelli in materiale sintetico. Attraverso un sistema di frese e foratrici, i lavelli grezzi vengono ripuliti da eventuali sbavature e lisciati, poi vengono fatti i fori per le viti, lo scarico, i rubinetti e il troppo pieno. A quel punto sono pronti per tornare al mobilificio per essere montati sulle cucine.
Il pantografo
la contornatrice
Gli altri macchinari messi a punto da Ofec sono le fresatrici-pantografo a CNC, adatte a una vasta gamma di contesti produttivi, dalla piccola alla grande industria. «macchine che offrono una precisione millimetrica nel taglio, foratura e fresatura dei materiali, consentendo una lavorazione uniforme», spiega Nicola.
«La programmabilità avanzata, inoltre, permette una dettagliata personalizzazione e apre la strada a una maggiore creatività nella progettazione. I macchinari si collocano ai vertici, soprattutto nel settore del taglio nesting per i fusti», aggiunge.
«Facciamo anche altri prodotti, come avvitatrici e foratrici, ma il core business sono le contornatrici e il pantografo. Il nostro plus, quello per cui i clienti ci cercano e tornano è la componente artigianale del nostro lavoro. Siamo in grado di fare macchine “su misura”, come un vestito di sartoria, per le imprese e i laboratori artigianali che ce ne fanno richiesta. Alcune macchine sono uniche, perché nessuna di essa è fatta in serie.
FOLLONICA. L’occasione dell’ultimo consiglio comunale di Follonica, che si è tenuto mercoledì 29 novembre, è stata presa al volo dai consiglieri di minoranza per ricordare e commentare pubblicamente l’esito della denuncia fatta nei loro confronti da parte del sindaco Andrea Benini e del segretario comunale Michele D’Avino.
Nello specifico Charlie Lynn e Daniele Pizzichi infatti erano stati denunciati nel giugno scorso in merito alle numerose interrogazioni e richieste di documenti che avevano presentato nel periodo maggio-novembre 2022.
Interrogazioni che, secondo i denuncianti, rallentavano l’espletamento delle normali funzioni amministrative degli uffici comunali, in special modo di quello dell’urbanistica, edilizia e Suap.
Denuncia archiviata
A ottobre, la denuncia contro Lynn e Pizzichi, è stata archiviata dalla Procura.
Scrive il pm che «dall’attività di indagine svolta non emergono elementi di prova che legittimino un proficuo esercizio dell’azione penale la condotta degli indagati».
E ancora: «non pare sorretta dall’intenzione di turbare la regolarità di funzionamento degli uffici, quanto piuttosto dalla volontà di svolgere delle verifiche su plurime pratiche edilizie gestite dall’Ente locale nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali di consiglieri comunali».
Scuse pubbliche
Una sentenza che non lascia dubbi sulla regolarità dell’attività svolta dai consiglieri. Proprio per questo Pizzichi e Lynn hanno chiesto pubbliche scuse al sindaco e al segretario.
Nel frattempo, come segno di protesta, tutti i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula. A discutere i punti all’ordine del giorno sono rimasti solo i consiglieri di maggioranza.
La protesta dell’opposizione
Ad oggi, le scuse ai consiglieri non sono arrivate. «Per questo, tutta quanta l’opposizione ha ritenuto compiere simbolicamente un gesto forte di protesta, abbandonando la seduta nella speranza che quanto successo possa far riflettere tutte le forze politiche e la cittadinanza sul fatto che le regole della democrazia, in tutti i contesti amministrativi, debbono essere sempre e comunque rispettate», dicono.
Le numerose interrogazioni e gli atti dei consiglieri comunali di opposizione sono serviti – aggiungono – «per accertare gravi criticità presenti tutt’ora nella amministrazione comunale.
Ci saremmo aspettati un ringraziamento ma incredibilmente, dopo il nostro grande lavoro, abbiamo avuto addirittura una denuncia. Infine, la cosa più eclatante, riguarda il comportamento del segretario comunale che per dovere dovrebbe collaborare con tutta quanta l’assise e, quindi, anche con i consiglieri di opposizione. Siamo sicuri che questo spiacevole episodio rimarrà come una macchia indelebile nel suo curriculum professionale».
La maggioranza: «Non ci hanno dato diritto di replica»
Non è rimasta in silenzio, la maggioranza di Follonica, dopo l’uscita dell’opposizione dall’aula. «Ieri sera si è consumato un atto grave e inaudito da parte della minoranza in consiglio comunale composta da Forza Italia, Lega e lista Di Giacinto sindaco, vista l’assenza dei due consiglieri di Fratelli d’Italia – scrivono – Durante le comunicazioni, momento nel quale non è prevista la possibilità di replica, il consigliere Daniele Pizzichi della Lega è intervenuto per un monologo a senso unico nei confronti del sindaco, del segretario comunale e di alcuni dipendenti della struttura comunale. Pizzichi, parlando a nome dell’intera minoranza, ha usato toni molto pesanti e illazioni per giustificare l’uscita di tutta la minoranza dalla seduta del consiglio».
Sull’archiviazione della denuncia presentata dal sindaco «non è nostro costume commentare, né tantomeno politicizzare le decisioni della magistratura – dice la maggioranza – Sul piano personale siamo contenti per il proscioglimento degli indagati però, per amore di verità, dobbiamo dire che ciò che ha portato sindaco e segretario comunale, che non sono mai stati ascoltati durante le indagini, a sporgere denuncia non è il banale numero degli accessi agli atti protocollati, ma le motivazioni erano molto più articolate. A quanto ci risulta, infatti, non è stata sporta denuncia per interruzione di pubblico servizio, ma sono stati segnalati comportamenti potenzialmente anomali da parte dei consiglieri».
«Snobbata la pianificazione della città»
Altrettanto evidente, secondo il Pd, Lista civica Andrea Benini sindaco e Follonica a sinistra – sarebbe stato il disinteresse totale della minoranza verso la città e verso i loro elettori, nel giorno nel quale viene approvato il piano strutturale che disegna lo sviluppo futuro di Follonica.
«Ci siamo fatti carico della responsabilità di governare e di approvare l’atto cardine di progettazione e pianificazione, laddove la minoranza, in modo strumentale, ha deciso di abdicare – dicono ancora – L’Aventino, cioè il ritiro dalle istituzioni, non porta mai a nulla di buono. Chi è eletto ed è maggioranza governa, ma anche chi è minoranza come opposizione ha il compito di rimanere in aula per onorare le Istituzioni e per rappresentare le voci dei cittadini e delle cittadine. Saremmo stati felici di sapere qual è la posizione della minoranza sul piano strutturale, sul piano triennale delle opere pubbliche e sulla variante per lo sviluppo del golf a Follonica (solo per citare alcuni temi che discutevamo ieri). Anche per questa ragione, cioè la volontà di far emergere un dibattito, ieri abbiamo deciso di ritirare due mozioni (contro l’aumento dell’Iva sui prodotti femminili e sulla pace in Medio oriente) e un ordine del giorno (sul bullismo online verso le amministratrici e gli amministratori e i cittadini follonichesi) per i quali pensiamo sia giusto avere un dibattito politico più ampio».
GROSSETO. È come se fosse tornato a scuola, l’assessore al Turismo del Comune di Grosseto Riccardo Megale, al Green Pioneer 2024 a Bruxelles. Martedì 28 novembre, di fronte alla commissione esaminatrice del concorso, ha risposto a tutte le domande. E ha conquistato i giurati che si sono letteralmente innamorati di Grosseto e del suo territorio.
Città, la nostra, definita come la miglior meta turistica d’Europa, tra quelle in concorso.
A Bruxelles, Grosseto trionfa insieme a Dublino, migliore città secondo i canoni del Green Pioneer. A premiare la città, la scelta di puntare sul turismo sostenibile.
Un anno di pubblicità in tutta Europa
Le piste ciclabili, i parchi cittadini – quelli realizzati e quelli che stanno nascendo, il mare, la collina, i percorsi attraverso il Parco della Maremma: è una cartolina di straordinaria bellezza quella che esce dal Green Pioneer, dove è stato trasmesso anche un video per far vedere quant’è davvero bello il territorio grossetano.
Ora, da Bruxelles, arriverà sul tavolo dell’assessore un contratto della durata di un anno, grazie al quale, in Europa, verrà promozionato Grosseto e i suoi gioielli. E presto sarà organizzato un evento anche in città, proprio per condividere il successo ottenuto dalla città a Bruxelles.
Inoltre, sarà ospitato a Grosseto, per un anno, il monumento che segnala la vittoria del Green Pioneer 2024.
GROSSETO. Un momento di estrema commozione ma anche una dimostrazione di grande forza questa mattina, lunedì 20 novembre, nel reparto di Pediatria del Misericordia, dove mamma Laura e babbo Dario hanno fatto una donazione in ricordo di Sofia Maria, la loro adorata figlia, scomparsa due anni fa a causa di una malattia rara.
Sono stati donati alla Pediatria e al servizio di Neuropsichiatriaquattro quadretti dipinti, raffiguranti cani di diverse razze, realizzati dai compagni di scuola di Sofia Maria che hanno avuto la fortuna di condividere con lei pochi mesi del primo anno del liceo artistico di Grosseto.
21 studenti, alcuni di loro presenti alla consegna e accompagnati dalla professoressa Tamara Fiorenzoni, che nel suo ricordo hanno ritratto l’animale da lei adorato con diversi colori, dando vita a quadretti incorniciati che andranno a decorare le pareti dei luoghi dove i professionisti sanitari si sono presi cura di lei negli anni.
Quadretti con i cani per ricordare Maria Sofia
I ragazzi, infatti, su volontà dei genitori, hanno realizzato altri quadretti che andranno in dono anche agli ospedali pediatrici Meyer di Firenze e Gaslini di Genova e all’Irccs Fondazione Stella Maris in provincia di Pisa.
«Con questi manufatti, realizzati in modo esemplare dai ragazzi dell’artistico vogliamo ricordare Sofia Maria attraverso un messaggio di bellezza, di luce e di vita – dice mamma Laura – Desideriamo inviare un segnale di coraggio e di speranza, perché anche se la nostra Sofia Maria non è più con noi, è importante ricordare il suo attaccamento alla vita che nonostante la malattia dimostrava nella gioia che esprimeva quando, per esempio, era a contatto con i cani. Vedere il bello dove agli occhi sembra che non ci sia, trovare la vita anche quando c’è la malattia, questo ci ha insegnato Sofia Maria che è stata ed è lo nostra forza e un esempio per tutti quei bambini e i loro genitori che si trovano davanti a una sfida simile. Anche in questi luoghi di cura dove ha trascorso tanto tempo, ricevendo la massima attenzione da parte di tutti i professionisti della Pediatria e della Neuropsichiatria infantile, è giusto che sia ricordata con il sorriso».
«Il gesto dei genitori di Sofia Maria è una dimostrazione che va oltre la generosità, un vero e proprio dono di amore – dichiara la dottoressa Susanna Falorni, direttrice Pediatria e Neonatologia del Misericordia – Il suo ricordo resterà sempre dentro il cuore di ognuno di noi a infonderci la speranza e la voglia di continuare a dedicare il massimo impegno, professionale e umano, alla cura dei nostri piccoli pazienti. Ringrazio i genitori di Sofia Maria e suoi compagni per aver condiviso con noi questo dono e questo momento davvero commovente».