Che spettacolo le balene al Giglio

ISOLA DEL GIGLIO. Quella che doveva essere una semplice battuta di pesca al tramonto, si è invece tramutata in un ricordo indelebile: dietro il faraglione di Campese, all’isola del Giglio, Alessio Guarnieri ha incrociato forse tre balene, ed è riuscito ad immortalarle con il suo telefono cellulare.

Uno spettacolo da brividi, come ha raccontato lo stesso Alessio, mamma gigliese e babbo fiorentino, che insieme ad un amico aveva appunto deciso di uscire a pesca con la sua barca.

Insieme a lui c’erano altre tre piccole barche da pesca e tutti sono rimasti estasiati da quello che hanno visto.

Un’emozioni da brividi

«È stato un momento emozionante – ha raccontato Alessio Guarnieri – è successo tutto all’improvviso e siamo rimasti senza fiato. La serata era bellissima, con il tramonto e un mare calmissimo. La sera prima avevamo incrociato alcuni delfini e non pensavamo proprio d’imbatterci nelle balene. Secondo noi erano tre gli esemplari e siamo stati quasi due ore a girargli intorno».

Andavano avanti e indietro, tranquille. 

«Abbiamo capito che le balene stavano mangiando – ha raccontato sempre Guarnieri – perché andavano avanti e indietro e si “vedeva” che il mare era pieno di plancton. Uno spettacolo incredibile, anche perché la nostra presenza non ha infastidito nemmeno per un secondo questi meravigliosi mammiferi. Quando siamo rientrati tremavo ancora dall’emozione. Vedere le balene a pochi metri era un sogno che avevo da tutta la vita».

 

 

 

Prima neve e tanta gente in pista. L’Amiata dello sci apre e spera

Sci e neve sull'Amiata: famiglie, bambini e maestri al campo scuola delle Macinaie domenica 28 gennaio

MONTE AMIATA. Affluenza discreta di famiglie e bambini nella giornata di ieri (sabato 27) e molto buona nella giornata di oggi (domenica 28) con la presenza, oltre che degli sciatori anche di tanti turisti che, approfittando della bella giornata, hanno raggiunto la Vetta, con la seggiovia, per un’escursione enogastronomica nei tanti chalet, rifugi e ristoranti o per godere dei bellissimi panorami mozzafiato che si possono ammirare dalla terrazza panoramica della Croce.

Giornate meravigliose, tempo sereno, clima secco con bassissima percentuale di umidità.

L’inversione termica di questi giorni crea foschia, tanta umidità e nebbia nei paesi a valle con temperature (la mattina) dai 2° ai 3,5° e favorisce un cielo azzurro e clima asciutto in montagna con temperature dai 5° agli 8°.

Anche in settimana gli impianti sono aperti.

Da lunedì 29 partono i gruppi di studenti di Grosseto che effettueranno alcuni giorni sulla neve (ospiti nelle strutture ricettive delle Macinaie), bambini delle materne, i corsi di addestramento dei bambini di due sci club con i maestri di sci Monte Amiata Ovest.

Le congratulazioni del sindaco Bartalini

Al Prato delle Macinaie c’erano molti visitatori ma anche tanti maestri di sci, operatori e il sindaco di Castel del Piano Michele Bartalini che con Danilo Ghelli (responsabile del servizio associato di polizia municipale), dopo aver visionato e verificato che tutto fosse a in ordine e che tutto procedesse regolarmente, si è intrattenuto con tutti.

Si è congratulato con Roberto Fabiani e Umberto Papi per il risultato raggiunto con l’intervento di innevamento; con gli uomini addetti alla sicurezza e soccorso presenti in pista della FISPS (Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci); con i maestri di sci di tutte e due le scuole della montagna (Monte Amiata e Monte Amiata Ovest) che, ormai da anni, grazie ai due direttori, collaborano insieme operando spesso dipendentemente dalla neve l’uno nei poli dell’altro (come in questo caso in mancanza di neve in Vetta).

GUARDA LE FOTO

L’Amiata è vivo e ce la mette tutta

Con quest’intervento di innevamento, costato sacrificio sia dal punto di vista umano che economico, la  ISA, l’Amministrazione Comunale di Castel del Piano, e tutti gli operatori del Polo Macinaie e del Monte Amiata in generale, hanno voluto dimostrare che l’Amiata è vivo, che l’Amiata c’è e ce la mette tutta a prescindere dalle condizioni atmosferiche avverse di questa stagione.

Purtroppo ci sono state temperature molto alte e sopra alla media durante i mesi di dicembre e gennaio e carenti di precipitazioni. Poche “spruzzate” per pochissime ore. Non era mai successo che nei mesi di dicembre e gennaio non ci fossero delle “finestre di freddo sotto lo zero” ottimali per produrre neve per almeno minimo 150 ore.

Il lago Verde asciutto è un problema

A tutti coloro che gravitano nel settore, sia come operatori e responsabili e sia come utenti, sorge a questo punto la domanda: se come negli anni passati, ci fosse stata la possibilità di sfruttare l’acqua del lago Verde (probabilmente asciutto a seguito dell’alluvione del 2019 e le mancate manutenzioni di rimessa a punto) che fornisce acqua a tutto il versante senese e in parte a quello grossetano, che situazione ci sarebbe oggi?

L’impianto avrebbe permesso alle due società di mettere in funzione i Campi Scuola della Vetta e del Polo Cantore (nel versante senese) i tracciati dell’Asso di Fiori e del Parco Giochi Invernale ISA al Polo Macinaie (nel versante grossetano) e concentrare tutti gli sforzi delle due società per innevare una pista lunga, il Canalgrande che con le sue “diramazioni” serve quattro poli della montagna (Vetta, Cantore, Marsiliana e Macinaie).

Le società avrebbero potuto creare un circuito, seppur ridotto, estremamente fruibile da tutti gli sciatori che frequentano la nostra montagna (in maggioranza composti da principianti, sciatori medi e famiglie con bambini). 2 seggiovie, 3 sciovie, 3 tapis roulant, 4 campi scuola lunghi dai 200 agli 800 metri e una pista lunga di media difficoltà che avrebbero consentito di dare continuità e un senso compiuto a tutto l’intervento di innevamento.

La considerazione è che appare davvero strano che oggi si scii a quota 1.400 metri, al polo Macinaie, posizionato nel versante sud della montagna, e non si scii nella pista della Vetta che è posizionata a quota 1.700 metri, nel versante nord della montagna.

Gli operatori: «Desolante non sciare in vetta»

«Sabato e domenica la Vetta chiusa era desolante! – dicono dal Monte Amiata – Per noi operatori era una fitta al cuore e agli occhi! Crediamo sia la prima volta da trent’anni che, con queste condizioni di “finestre di temperature ottimali per sparare neve”, non si scii in Vetta all’Amiata! Una situazione che, se non fosse per i danni economici che ha provocato e provocherà ai tanti operatori, oseremmo definire “fantozziana e tragicomica”».

«Quest’impianto non avrebbe risolto tutti i problemi legati alla mancanza di precipitazioni ma avremmo potuto garantire sussistenza a tutte quelle aziende e a tutti quegli uomini e donne che operano e lavorano in montagna (maestri, noleggi, bar, ristori, alberghi, ristoranti, etc.) e soddisfare le aspettative di tutti quei turisti, quelle famiglie e quegli sportivi che amano e prediligono l’Amiata».

Un impianto che c’è e non può essere usato

«Quello che veramente e con tutta la buona volontà non riusciamo a comprendere è che se l’impianto che avrebbe permesso tutto questo mancasse o fosse da realizzare ce ne saremmo fatti una ragione ma al contrario… l’impianto c’è».

«La stagione invernale 2023 – 2024 dell’Amiata, è arrivata a metà. Abbiamo perso tutto il periodo dall’Immacolata ai primi di febbraio ed ora speriamo che almeno l’ultimo terzo di stagione rimasto ci dia qualche soddisfazione climatologica positiva per poter mitigare e contenere le perdite economiche che in questa stagione per tutti gli operatori della montagna sono veramente notevoli».

“The last of us”: il giovane informatico alle prese con il fan-film

Mario Signorile in The last of us Forsaken

GROSSETO. Mentre i fan sono in attesa della seconda stagione della serie tv, Mario Signorile ha sfornato “The last of us: Forsaken“. Un fan-film di 35 minuti che racconta un mondo precedente a quello dell’omonima serie. È ambientato 10 anni prima rispetto ai fatti che tutti gli appassionati conoscono.

Mario, barese di nascita, ha girato tutto tra la sua città di origine e Altamura. Coinvolgendo lo spettatore con ambientazioni che in molte delle riprese esterne non sono dissimili da alcuni scorci della Maremma.

23enne laureato in informatica, Mario è un appassionato di videogiochi e in particolare di “The last of us”, al quale gioca fin dagli esordi del 2013. Il videogioco in esclusiva PlayStation è uscito poi con il secondo capitolo nel 2020. Entrambi i titoli hanno venduto più di 47 milioni di copie a livello globale, aggiudicandosi anche numerosi premi del settore.

Fan di entrambi, per Mario è stato inevitabile iniziare, nel 2023, a seguire anche le serie Tv Hbo “The last of us” trasmessa in Italia su Sky Atlantic e visibile sulla piattaforma Now tv.

The last of us 10 anni prima

Altrettanto inevitabile è stato dare un suo contributo. Così, nell’attesa della seconda stagione della serie tv e sfruttando il proprio canale YouTube inaugurato nel 2016, Mario ha deciso di scrivere e farsi regista di uno spin-off dedicato alla serie.

Mario Signorile the last of us Forsaken
Una clip dal video

Il video, che lo vede anche tra gli interpreti, è costato 4 mesi di riprese e postproduzione ed è stato pubblicato a fine novembre 2023. «Non ho mezzi professionali per girare – dice Mario – è sempre la passione a ispirarmi, in qualsiasi video che faccio per il mio canale. Ogni volta che giro provo sempre a migliorare qualcosa. In passato ne ho fatto anche uno su Uncharted, che mi ha dato diverse soddisfazioni ed è stato apprezzato anche all’estero».

Per questo di video ha lanciato un annuncio per trovare il cast e quando ha messo insieme tutte le tessere del mosaico, ha iniziato a girare il suo prequel di The last of us. «È stato appassionante – racconta Mario – Ho cercato una cura dei dettagli che i fan del videogioco e della serie potranno apprezzare. Altri saranno meno riconoscibili e riguardano più che altro la mia persona. Tengo sempre a mettere qualche chicca o qualche oggetto nascosto tra le immagini riprese».

I 35 minuti confezionati da Mario Signorile sono autoconclusivi, non hanno né seguito né “famiglia”. O almeno, non per adesso. «Non sto preparando altri video al momento – dice Mario – però chissà. Se questo riscuotesse un discreto successo potrei pensare a fare qualcosa di simile, magari non proprio un seguito ma elevando il livello di tecnica video, cercando un’attenzione al dettaglio maggiore».

Claustrofobico e appassionato

A 10 anni dallo scoppio di una pandemia causata dal fungo cordyceps, un gruppo di milizia paramilitare soprannominato “Le luci”, per trovare una cura e rifornirsi di scorte organizza una spedizione. Durante la missione la maggior parte del gruppo perisce, rimangono Ethan e Kenzie. Differenti per indole e obiettivi, dovranno collaborare per la sopravvivenza. 

Mario Signorile the last of us Forsaken
Un’altra clip dal video

Questo in estrema sintesi, il “The last of us” di Mario Signorile. Un video tributo a una sua grande passione che riassume, con un certo clima di precarietà e con una bella dose di buio, il denso alone di terrore e vuoto che galleggia sulla testa dei protagonisti.

Signorile, che porta un nome (Mario) decisamente caro a tutti gli appassionati di videogame, regala ai fan della serie un filmato sicuramente godibile. Il The last of us in salsa italiana viene condito non solo da un misurato livello d’azione ma anche da un sentimentalismo non esagerato e funzionale al racconto.

Il filmato, seppur non professionale, è appunto un racconto trattato con tutti gli onori che merita. Trovare al suo interno chicche, o “easter egg”, che ha inserito Mario potrà essere un ulteriore incentivo a portare la visione a termine, per scoprire le sfumature di ogni personaggio.

Tumore al collo dell’utero, gennaio mese della prevenzione

GROSSETO. «Il tumore alla cervice uterina rappresenta il quarto tumore di tutti i tumori femminili – dice la dottoressa Roberta Di Rocco, dell’Unità operativa Oncologia medica Ospedale Grosseto – Ogni anno sono circa 3mila le nuove diagnosi di questo tipo di tumore e circa 50mila donne convivono con questa malattia dalla quale si può guarire solo se diagnosticata in fase iniziale quando la chirurgia, integrata con trattamenti adiuvanti come chemioterapia e radioterapia, riescono ad eradicare la malattia. Ad oggi le diagnosi in fase avanzata sono ancora troppe, al punto che gli obiettivi dei nostri trattamenti non sono sono più la guarigione ma ritardare la progressione della malattia e il controllo della sintomatologia che va ad inficiare, in molti casi, la qualità di vita delle nostre pazienti».

«Ecco perché dobbiamo giocare in anticipo con la prevenzione – prosegue la dottoressa Di Rocco – Oggi il tumore della cervice è facilmente prevenibile grazie sia alla vaccinazione di tutti i soggetti asolescenti, di sesso femminile e maschile, che allo screening Hpv e al pap test previsti dal piano sanitario nazionale per fasce di età. L’obiettivo dell’OMS è di ridurre del 40 per cento l’incidenza di questo tipo di tumore nei prossimi 20 anni».

«Nel mondo occidentale il numero dei casi e quello dei decessi continuano a diminuire – prosegue la dr.ssa Di Rocco – grazie soprattutto al Pap-test e alla successiva introduzione del test per la ricerca del DNA di Papillomavirus (HPV), due esami molto efficaci per la diagnosi precoce».

Vaccinazione e screening

La vaccinazione è consigliata a partire dagli 11 anni compiuti perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore e quindi il beneficio è massimo. Gli effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito alla vaccinazione (leggero arrossamento nel luogo dell’iniezione e talvolta qualche linea di febbre) sono modesti e generalmente di breve durata.
La vaccinazione è su invito diretto dell’Azienda Usl, oppure può essere effettuata su richiesta dei genitori ai centri vaccinali dedicati dell’Azienda Usl o al pediatra o al medico di famiglia. La gratuità per i maschi è fino ai 18 anni. Dopo sarà possibile effettuarla mediante pagamento di un ticket.

Per le femmine, la chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap test), all’età di 25 anni, rappresenta un’opportunità per verificare lo stato vaccinale contro l’HPV e, se non vaccinate, di sottoporsi gratuitamente alla vaccinazione.
«Dobbiamo ricordare che il vaccino non sostituisce lo screening periodico per il tumore del collo dell’utero (Pap Test e HPV-DNA) – puntualizza la dottoressa Roberta Rosati, responsabile del coordinamento tecnico screening oncologico Grosseto – Il vaccino antiHPV protegge dalle lesioni maligne e benigne e si integra con programmi di diagnosi precoce».
Per chi, in età compresa fra i 25 e i 33 anni, non ha effettuato Pap Test da almeno tre anni e chi ha fra i 34 e i 64 anni non ha eseguito test Hpv negli ultimi 5 anni, può contattare il Centro Screening Asl Tse di Grosseto e fissare un appuntamento per eseguire il test in modo gratuito al numero 0564 – 486486.

Follonica si ferma per l’addio a Simone – IL VIDEO

FOLLONICA. C’era tutto il mondo dell’hockey follonichese al Capannino, tutte le categorie, dai pulcini ai professionisti della prima squadra. Il momento di salutare per sempre Simone Pantani, il direttore sportivo morto a soli 54 anni, è arrivato venerdì 12 gennaio alle 15. 

Al Capannino c’è stato l’abbraccio collettivo di amore e solidarietà di tutta la città, che si è fermata per ricordare Pantani.

Il saluto del sindaco: «Speriamo di poter alleviare un dolore così forte e così ingiusto»

Per salutarlo, le parole della cugina, Giulia Norcini, del presidente del Follonica hockey Franco Ciullini ed infine del sindaco Andrea Benini che, così come il gonfalone alle sue spalle, ha parlato a nome di tutta la città di Follonica.

«Ci stringiamo alla tua famiglia. Speriamo di alleviare un dolore così forte e così ingiusto», ha concluso il sindaco Benini. Subito dopo partito il video realizzato dai suoi amici per ricordarlo, che, sulle note di “One” degli U2, hanno accompagnato il feretro fuori dal palazzetto. Ma Simone vivrà per sempre nei loro ricordi e su quegli spalti; è impossibile, infatti, dimenticare persone come lui. 

LEGGI ANCHE:

«La curva ti saluta»: allestita la camera ardente di Simone – IL VIDEO

L’amico Marco: «Simone era attaccato alla vita. Ce l’ha detto fino alla fine»

Addio Simone, l’hockey ha perso il suo guerriero

«Tumore, ti sconfiggerò»: la forza di Simone

Forza Simone, tutta la Maremma tifa per te

Sportivo dell’anno: «Votate Simone, esempio di coraggio»

Hockey, da tifoso a ds: Simone Pantani si racconta

La buona notizia: Simone Pantani è in netto miglioramento

“Mediti” di Viola rimbalza su Sky e arriva su YouTube

Viola Violi nel video di "Mediti"

GROSSETO. Uscito come tormentone estivo, “Mediti” ha tutte le carte in regola per essere anche quello invernale. La grossetana Viola Rossi (in arte Viola Violi) nell’estate del 2023 aveva tirato fuori dal cilindro il nuovo singolo.

Recentemente Mediti l’ha fatta entrare anche nel radar di Skytg24 dove ne ha annunciato l’arrivo anche su YouTube.

Viola aveva scelto di rilasciare il suo nuovo singolo sulla piattaforma Bandcamp, che ad avviso di molti rispetta maggiormente il lavoro artistico di chi la sceglie. A differenza di altre piattaforme, infatti, la percentuale riconosciuta all’artista è maggiore.

Viola Violi
Viola nel backstage del video di “Mediti”

Dopo l’audio è arrivato il video. “Mediti”, registrato nello studio Vangelo di Roma, è arrivato su YouTube anche grazie all’amico di Viola, Gabriele Bradley. Il giovane filmmaker maremmano, vicino alla laurea, è il regista della clip, che è stata girata a Orbetello e dintorni. Buona parte anche nella casa della nonna di Viola, dove la cantante maremmana conserva numerosi ricordi.

Mediti, dal beat alla Maremma

Sono i suoni beat che hanno ispirato quelli delle parole di Mediti. «È una piccola storiella su come un giorno ho visto “la luce” e ho capito che qualcun altro meditava al posto mio, e faceva scelte, a volte, al posto mio – dice Viola – Il testo è stato scritto quasi contemporaneamente alla musica, direttamente in studio, perfezionato poi in seguito. Per farla uscire ci sono voluti diversi scambi di messaggi, e-mail, chiamate, perché lo studio dov’è nata ha poi chiuso i battenti, ma alla fine ce l’ho fatta».

Viola Violi
Viola, sullo sfondo la laguna di Orbetello

Mediti nasce da un‘esperienza personale ma si apre al mondo. «Non è dedicata a qualcuno in particolare – dice Viola – Un po’ a me stessa un po’ a tutte le persone che non sono molto brave a meditare ma che trovano comunque il tempo di provarci. In maniera magari non convenzionale, ma comunque funzionale per loro».

La Maremma fa da sfondo al video. Anche per lavoro Viola è oramai romana d’adozione, ma “casa rimane casa”. «Mia nonna ha vissuto a Orbetello (dov’è ambientato il video) per tutta la sua vita, c’è cresciuta mia mamma e in parte io – dice l’artista – stessa cosa a Grosseto con la famiglia di mio babbo. Io sono maremmana, c’è poco da fare, almeno nell’origine più profonda del mio essere. Poi sono anche un po’ tutto il resto, di ogni città dove vivo, di ogni luogo a cui mi affeziono, ma la Maremma è la terra che sento come casa».

La canzone Mediti sarà godibile in terra maremmana anche sui “piccoli schermi”. Martedì 9 gennaio, Viola sarà ospite nel programma #221, in diretta dalle 16 alle 17.30 su Tv9 (canale 13 del digitale terrestre). «In primavera poi ci saranno date in giro per tutta la Maremma», assicura la cantante.

A febbraio, ancora però non c’è una data precisa, uscirà una nuova canzone.

Il mare d’inverno, quando il fratino è padrone della spiaggia

I fratini sulla spiaggia di Marina di Grosseto

MARINA DI GROSSETO. Il mare d’inverno ha un fascino particolare. Cambiano i colori, i suoni, i profumi. E si scopre animato da splendidi animali selvatici, uno su tutti il fratino.

Il fratino è un uccello di piccole dimensioni (15 cm di lunghezza e 30-60 g di peso) che depone le sue uova, quasi sempre tre, in una buchetta del terreno lungo le spiagge o su banchi di fango asciutto. È una specie considerata in pericolo di estinzione.

Nel video ecco un gruppo di fratini sulla spiaggia di Marina di Grosseto, siamo proprio davanti al bagno Lido.

Qui, dove in estate le famiglie prendono il sole e fanno il bagno, dove i ragazzi giocano a beach tennis coinvolgendo spesso anche Sandro, il proprietario del bagno, adesso la spiaggia è tutta per loro. 

Il fratino, una specie a rischio

Il fratino (Charadrius alexandrinus) è un uccello limicolo classificato come in pericolo nella lista rossa italiana.

In tutto il suo areale il fratino è minacciato dalla trasformazione delle spiagge a fini turistici, dal disturbo causato da diverse attività umane sulle spiagge, dall’alterazione dei cicli idrologici negli ambienti lagunari, dall’erosione dei litorali e anche dalla predazione.

Nella zona del Parco della Maremma il Centro Ornitologico Toscano  ha avviato una collaborazione  per identificare e condurre le azioni necessarie per la sua conservazione.

Un fratino sulla spiaggia
Un fratino sulla spiaggia

Il colore degli adulti – grigi sul dorso – rende questa specie difficile da distinguere dalla sabbia, sulla quale costruisce il nido. Gli esemplari più giovani, poi, sono privi di quelle macchie più scure che rendono gli adulti meglio visibili, con il risultato di confondersi ancora meglio tra le dune e la battigia.

La sua presenza è  indice dello stato di salute dell’intero ecosistema costiero: ogni qualvolta c’è il nido del fratino significa, insomma, che si tratta di una spiaggia correttamente tutelata e conservata.

CONAD

Conad Grosseto e la Maremma:

Gusto e Tradizione Locale

Conad Grosseto valorizza la Maremma con prodotti locali di qualità, abbracciando le radici e le storie dei suoi produttori.

Un legame autentico che porta il gusto della terra direttamente sugli scaffali.

 

Prodotti locali di eccellenza

Tra campi fertili e tradizioni secolari, le eccellenze agricole della Maremma prendono vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conca d’oro, terra di olio e vino

 

In Maremma l’albero dai grandi cuori e il miele più raro del mondo

 

Pian d’Alma, l’orto della Maremma

 

Scopri il sito Conad

 

→Trova il Conad più vicino a te←

Altea spegne 100 candeline

100 anni Altea Fascetti

MONTEROTONDO MARITTIMO. 100 sono le candeline che ha spento Altea Fascetti. Nata il 24 dicembre 1923 ha festeggiato il compleanno con il primo cittadino.

Il traguardo di Altea infatti non poteva passare in sordina e così il sindaco Giacomo Termine insieme ad una delegazione dell’Auser con la sua presidente Francesca Comparini, è andato a farle gli auguri nella sua casa di via Garibaldi portando una torta con tanto di candeline.

La neocentenaria, accudita dai parenti e da una badante, gode di tutto l’affetto di Monterotondo Marittimo.

Altea è una degli anziani intervistati dal personale dell’Auser di Monterotondo Marittimo nella raccolta “Gocce di Memoria”. I cittadini del paese delle colline metallifere con più memoria storica hanno così avuto la possibilità di raccontare e condividere i loro ricordi che insieme disegnano un passato che merita di essere ricordato.

La storia e le radici di un territorio si rivelano sempre più importanti anche per i giovanissimi che, nelle intenzioni sia dell’amministrazione comunale che della presidente dell’auser Comparini, saranno interessati da un progetto scolastico che li porterà a conoscere le Gocce di Memoria del loro paese e dei suoi anziani abitanti.

La “Bella storia” di Abio si racconta in consiglio comunale

La bella storia: un momento dell'incontro di Abio in consiglio comunale

GROSSETO. L’associazione per il bambino in ospedale si è raccontata in un nuovo appuntamento in consiglio comunale.

Con “Bella storia“, oggi 27 dicembre la presidente dell’associazione Stefania Guarrera (in un video) e la consigliera Elda Casini (in presenza) hanno descritto il lavoro che Abio sta portando avanti.

Con una particolare attenzione alla raccolta fondi per il progetto “Il bambino al centro“, che prevede un’importante opera di “umanizzazione pittorica” dei nuovi reparti di pediatria e neonatologia del Misericordia.

Dipinti per i bambini in pediatria

I dipinti saranno realizzati dall’artista Sally Galotti, designer con oltre 26 anni di esperienza in campo ospedaliero.

«Siamo molto fieri che l’Abio abbia aderito a Bella storia – commentano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente del consiglio comunale, Fausto Turbanti – perché i volontari portano avanti un lavoro preziosissimo in un contesto, quello dell’ospedale, che è lontano dal mondo dei piccoli pazienti, dai loro giochi e dal loro vivere quotidiano e quindi non semplice da elaborare. Un grande impegno che va avanti ormai da 20 anni, fatto di accoglienza, intrattenimento, sorrisi , ascolto e che che fa davvero la differenza. Un sentito ringraziamento alla presidente per la disponibilità dimostrata e a tutti i volontari».

Dopo l’intervento del presidente Turbanti, il maestro Claudio Cavalieri e Andrea Bruno, allievo dell’istituto musicale comunale Palmiero Giannetti, hanno suonato al violino l’Ode alla gioia di Beethoven e l’inno nazionale.