Un nuovo parroco a Bagno di Gavorrano – IL VIDEO

GAVORRANO. Don Marius Balint sarà il nuovo parroco della parrocchia San Giuseppe lavoratore di Bagno di Gavorrano.

La nomina è stata comunicata dal vescovo Giovanni al consiglio presbiterale, nella seduta del 3 novembre scorso.

Don Giuseppe alla guida della parrocchia di Alberese

Don Marius raccoglierà il testimone da don Giuseppe Benedetti, che dopo 19 anni di servizio pastorale, ha lasciato quella realtà per assumere la guida della parrocchia di Santa Maria dell’Alberese. L’ingresso di don Benedetti ha avuto luogo domenica 6 novembre alle ore 17, nella Messa presieduta dal vescovo Giovanni, mentre don Marius farà il suo ingresso a Bagno di Gavorrano domenica 27 novembre, inizio dell’Avvento, sempre alle ore 17.

Don Balint lascia, dunque, la guida della parrocchia di Campagnatico, dove era giunto nel 2020 e dove ritorna don Ivano Rossi, che continuerà a guidare anche la piccola comunità di Montorsaio, oltre che a svolgere il servizio di segretario particolare del Vescovo, di cappellano al cimitero della Misericordia e, come canonico della Cattedrale, il servizio di sacrista.

Don Ivano Rossi

Per il momento, invece, don Marius continuerà a curare anche la parrocchia di Arcille, dove era entrato nel 2020.

Chi è don Marius

Nato a Buhusi, in Romania, 37 anni, don Marius è sacerdote dal 2014. È assistente spirituale dell’Unitalsi-sottosezione di Grosseto e consigliere spirituale all’interno del movimento di spiritualità coniugale Equipe Notre Dame.

«Come avevo preannunciato al clero a settembre, quando comunicai alcuni avvicendamenti, altri se ne stanno definendo – spiega il vescovo Giovanni – col desiderio di offrire alle comunità della nostra Diocesi le risposte più adeguate, tenendo conto della carenza di clero, che costringe talvolta a scelte non sempre facili, forse, da accogliere da parte del popolo di Dio. Tuttavia in una logica sinodale, quale quella nella quale siamo tutti proiettati, dobbiamo sempre di più recuperare la consapevolezza che la Chiesa è fatta da ogni battezzato e che i sacerdoti, inviati dal Vescovo nelle singole comunità, sono lì a testimoniare la premura e la sollecitudine della Chiesa verso tutti, ma anche a coinvolgere il popolo di Dio in quella logica di corresponsabilità, che chiede a ognuno di fare la sua parte. Sono grato, dunque, ai sacerdoti che si sono resi disponibili a questi cambiamenti e sono grato anche alle comunità parrocchiali, che invito ad accoglierli come fratelli, prima di tutto, con cui camminare insieme».

Lupi troppo forti, cade l’Invicta Volley. Intervista al capitano

Invicta Volley, il capitano Leonardo Alessandrini

GROSSETO. Un’Invicta volley molto rimaneggiata, a causa degli infortuni, cade in casa con Santa Croce (3-1).

La partita è stata bella e combattuta, contro una squadra molto forte, che merita il primo posto. I “Lupetti” sono ragazzi tutti giovani ma molto fisici e di talento, alcuni nel roster della serie A2 di Santa Croce, la società fa entrambi i campionati.

L’Invicta è partita benissimo, vincendo il primo set, ma piano piano loro sono cresciuti ed hanno vinto meritatamente infilando tre set in fila, anche se i ragazzi di Rolando anche questa volta hanno avuto alcune occasioni nel terzo e nel quarto per vincere.

Per l’Invicta è stata una settimana incredibile a causa di diversi infortuni, poi alla fine sono scesi in campo quasi tutti però senza Gasperi, come a Prato, e la sua mancanza si è sentita molto. 

«Possiamo competere con questo tipo di squadre – dicono dalla società – solo se siamo tutti e se riusciamo ad allenarci bene con continuità, altrimenti è difficile. Siamo stati anche sfortunati nell’incontrare due ottime squadre proprio ora che siamo malconci, se il calendario ci fosse stato benevolo, avremmo pagato dazio molto meno».

Nel video l’intervista al capitano, Leonardo Alessandrini

Invicta Volley-Lupi 1-3, i parziali

25-18, 20-25, 22-25, 20-25


GUARDA ANCHE

Cinque progetti per migliorare la città – IL VIDEO

Il Comune di Grosseto e corso Carducci

GROSSETO. A Grosseto cominciano le “Olimpiadi della partecipazione”. Grosseto al centro presenta 5 proposte per introdurre le consulte per la salute, per gli animali e per il verde, un piano pubblico di manutenzione di strade e marciapiedi e per portare centinaia di studenti nordamericani a vivere e studiare in città.

Da martedì 8 novembre i grossetani potranno andare a firmare in Comune per le 5 proposte di deliberazione di iniziativa popolare e troveranno, per tutta la giornata oltre che giovedì 10 novembre, il gazebo di Grosseto al centro che sarà aperto accanto al Duomo per raccontare il progetto lanciato dall’associazione.

Grosseto apripista per il resto d’Italia

Per la prima volta nella storia di Grosseto, ma anche per la prima volta nel resto d’Italia, da martedì 8 novembre i grossetani potranno recarsi in Comune per firmare in un colpo solo fino a 5 proposte di deliberazione di iniziativa popolare. Proposte che vincolano l’amministrazione comunale a: 

  •  realizzare un piano di manutenzione e riqualificazione di strade e marciapiedi on-line, facilmente accessibile e comprensibile per tutti i cittadini;
  • contattare l’Association of American College and University Programs in Italy (l’associazione italiana che ogni anno porta 38mila studenti statunitensi e canadesi in Italia) al fine di portare centinaia di studenti stranieri a vivere e a studiare a Grosseto, aiutando in questo modo l’economia a crescere;
  • istituzionalizzare tre consulte che, attraverso il coinvolgimento delle associazioni, dei rappresentanti delle professioni e del mondo della scienza e della scuola, offrano contributi a costo zero per aiutare il Comune a gestire al meglio tre importanti temi quali: la nostra salute, i nostri amici animali e quelli un po’ meno fortunati, la cura del verde pubblico.

«Non si tratta di semplici petizioni – spiegano da Grosseto città aperta – ma di proposte di deliberazione vere e proprie: firmando, i cittadini vestiranno in termini propositivi i panni degli assessori e dei consiglieri comunali».

Al raggiungimento delle 100 firme necessarie per ciascuna proposta, tre di esse seguiranno un iter che le porterà direttamente alla discussione e alla votazione nel parlamento cittadino, il consiglio comunale, mentre le altre due andranno direttamente all’esame del governo della città, la giunta comunale.

Come firmare

Per firmare è necessario essere cittadini maggiorenni iscritti alle liste elettorali del Comune di Grosseto e ci si dovrà recare, muniti di un documento d’identità, al Palazzo Comunale in piazza Duomo n. 1 (al primo piano, presso gli uffici oltre la porta a vetri), dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30, il martedì e il giovedì anche dalle ore 15.30 alle ore 17.30.

Per l’occasione, nelle giornate di martedì 8 e giovedì 10 novembre, Grosseto al centro sarà presente con il proprio “Gac_zebo” accanto al Duomo, per  dare informazioni, aiutare le persone a firmare, raccogliere segnalazioni e proposte dalla cittadinanza.

«La nostra missione – aggiunge Grosseto al centro – è da sempre quella di dare voce ai grossetani nelle scelte che interessano la propria città. L’invito è quello di partecipare compiendo un gesto che oggigiorno potremmo definire “olimpionico”: firmiamo per migliorare Grosseto insieme»

Per maggiori informazioni potete chiamare il 392 063 3336 o scrivere attraverso il sito www.grossetoalcentro.it. 

I testi delle cinque proposte

Clicca qui per il piano di manutenzione di strade e marciapiedi.

Clicca qui per portare centinaia di studenti nordamericani a vivere e studiare a Grosseto.

Clicca qui per l’istituzione della Consulta per la salute.

Clicca qui per l’istituzione della Consulta per gli animali.

Clicca qui per l’istituzione della Consulta per il verde.

 

 

Invicta volley cade a Prato. L’intervista al tecnico

Il tecnico dell'Invicta volley, Fabrizio Rolando

PRATO. Un risultato bugiardo, un 3-1 che non porta punti all’Invicta volley, maturato al termine di una gara che, con un pizzico di attenzione in più, avrebbe potuto avere un finale diverso.

Sul campo del Volley Prato i grossetani hanno giocato un’ottima partita nonostante le assenze per infortunio di Gasperi e di Galabinov, fermo tutta la settimana, ma ugualmente in campo. 

L’Invicta ha sprecato tante occasioni nei momenti importanti, era avanti nel punteggio sia nel terzo che nel quarto, persi poi ai vantaggi.

E ci sono stati anche tre set point che i ragazzi di Rolando non sono riusciti a sfruttare, talvolta anche con un pizzico di sfortuna con azioni rocambolesche.

Ad ogni modo una sconfitta che non è una sorpresa, Prato è un ottima squadra, l’anno scorso è stata la sorpresa della stagione, ma rimane il rammarico per l’Invicta di aver disputato una buona partita nonostante gli handicap e non aver raccolto nemmeno 1 punto. 

Nel video l’intervista al tecnico Fabrizio Rolando.

Prato-Invicta volley 3-1, i parziali

23-25 ; 25-23 ; 31-29 ; 25-22 

Sport: la Maremma corre come leader in Europa

GROSSETO. La Maremma Toscana Sud muove la prima pedina verso la dama. Dopo l’ufficializzazione della candidatura, adesso il titolo di “Migliore comunità europea dello sport 2024” è alla portata

La candidatura (arrivata tra le prime 5 ammesse) è stata avanzata dai nove Comuni dell’ambito Maremma Toscana sud: Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Semproniano, Scansano, Campagnatico, Cinigiano, Civitella Paganico e Grosseto. Visto il successo, i primi nove aderenti aspettano l’arrivo di altre adesioni. Altri Comuni sarebbero pronti infatti ad arricchire l’offerta che la Maremma può dare a tutti gli sportivi, impreziosendo una dote già molto apprezzata dalla giuria.

I rappresentanti delle prime amministrazioni comunali che hanno aderito, ieri 28 ottobre, hanno colto l’occasione di lanciare la corsa guardando tutti insieme un video molto suggestivo del percorso intrapreso. Ringraziando tutti gli attori in campo per il loro prezioso contributo.

Gli amministratori: insieme per lo sport

Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha rotto gli indugi e non ha nascosto il suo entusiasmo. «Il primo successo è arrivato – racconta – adesso puntiamo ancora più in alto forti anche del percorso già da tempo avviato con tanti professionisti ed appassionati che vivono il territorio in chiave sportiva, sia negli impianti sia negli spazi verdi, nei parchi, nelle pinete e in riva al mare. Senza contare l’apporto delle varie manifestazioni internazionali ospitate dalla Maremma».

«Inoltre ci sono tutte le manifestazioni internazionali per cui la Maremma fa da calamita e che vanno a rafforzare anche il turismo – dice il Sindaco – Attendiamo adesso la visita dei vertici Aces per pianificare le nuove sfide da affrontare in vista del 2024, che sarà, come 2022, un anno decisivo. La giuria che ha premiato il lavoro di squadra, per cui ringrazio il vicesindaco e assessore allo sport Fabrizio Rossi e l’assessore al turismo Riccardo Megale».

Gli amministratori insieme per parlare della corsa alla Miglior comunità europea dello sport

Gli altri amministratori hanno ricordato che alla proposta diunirsi per l’avventura della European Community of Sport 2024, nessuno ha esitato. La candidatura e l’eventuale vittoria rappresenta per i Comuni una vera occasione anche di rilancio turistico. Orietta Barzagli, vicesindaco di Cinigiano ha riassunto bene lo spirito di tutti. «Abbiamo aderito subito alla proposta – ha detto – per noi Comuni dell’entroterra potrebbe rappresentate un volano importante per il turismo e non solo. Riuscire a far conoscere anche il nostro territorio non soltanto durante la stagione estiva è una bella occasione».

«L’impegno parte da adesso – dice l’assessore Riccardo Megale – Non c’è stato bisogno di fare cose straordinarie, ci siamo mostrati al nostro meglio. Un immenso grazie va anche agli uffici comunali che si sono occupati delle pratiche, a Ecista che ci ha assistito al di là del rapporto lavorativo».

Maremma: un territorio vocato per lo sport

Al vicesindaco di Grosseto, Fabrizio Rossi,  spettano le conclusioni: «Sarà un’occasione per far vedere le bellezze del nostro territorio. Abbiamo ospitato campionati europei, e visto gareggiare campioni che poi hanno avuto risultati straordinari alle Olimpiadi. Questa è la Maremma che ci piace e che è ora sarà ben visibile anche all’estero – ha detto – Il livello sportivo sale di un gradino e mi auguro di vincere tutti insieme questa competizione. Una cosa che mi ha dato più soddisfazione e che mi fa allo stesso tempo ben sperare sono le parole di uno dei commissari della giuria. All’annuncio dell’ammissione della nostra candidatura, mi disse “Avreste ricevuto la candidatura anche se aveste fatto la metà della metà“».

Per il 9 novembre è attesa in Maremma la visita di Vincenzo Lupatelli, presidente Aces Italia ente promotore della Comunità europea dello sport. Consegnerà la targa ufficiale per il riconoscimento acquisito di European Community of Sport 2024. Con lui ci saranno altre importanti personalità del mondo dello sport italiano.
 

Venator: contratti di solidarietà al posto degli esuberi – IL VIDEO

FOLLONICA.  Quello che preoccupa maggiormente i lavoratori e gli stessi amministratori dei vari Comuni che circondano la piana dove ha sede l’industria, è al momento la chiusura netta da parte dei vertici di Venator: dopo tanti giorni, nessuna trattativa per l’annunciato licenziamento dei 41 dipendenti.

Le maestranze, tutte presenti alla manifestazione di Follonica, oltre all’evidente preoccupazione, non capiscono la chiusura totale della dirigenza di Venator. «L’azienda deve darci risposte concrete, ora basta», il grido d’allarme lanciato da più parti. 

Ma nel pomeriggio, un segnale di apertura sembra esserci stato: un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e la Venator nella sede di Confindustria, che ha portato ad alcune importanti novità. «L’incontro di mercoledì 26 ottobre con l’azienda si è concluso con un passo avanti: abbiamo proposto, infatti, di convertire i 41 esuberi in contratti di solidarietà e questa nostra proposta è stata messa a verbale. Venator, dal canto suo, si è impegnata a dare una risposta in questo senso nel corso del prossimo incontro, che è fissato per il 2 novembre». 

Gian Luca Fè, segretario provinciale della Femca Cisl Grosseto, commenta così il confronto che si è tenuto tra i rappresentanti dei lavoratori e Venator. «Il fatto che questa possibilità sarà valutata dall’azienda fa trarre un piccolo respiro di sollievo – conclude – anche se la situazione rimane da attenzionare anche per i lavoratori dell’indotto».

Limatola: «Non accettiamo nessun ricatto da Venator»

La speranza c’è. Ma la società dovrà tenere a mente quello che durante lo sciopero di mercoledì 26 ottobre a Follonica dove le istituzioni hanno parlato chiaro: a cominciare dal presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola.  Il suo è stato un appello accorato, senza tanti fronzoli. «Il polo del Casone – ha detto Limatola – non è sostituibile e chi pensa il contrario è in mala fede. L’unica vera industria è a Scarlino. Dobbiamo puntare su uno sviluppo multisettoriale. Il polo del Casone rappresenta il 45% dell’export della Provincia di Grosseto, il 35% del Pil e oltre 20 milioni di euro di stipendi tra diretti e indiretti. Venator rappresenta un terzo del fatturato di Nuova Solmine, e se va in crisi Venator va in crisi anche Nuova Solmine. E così il progetto Iren di economia circolare rischia di saltare. Venator è importante per il territorio, e l’azienda non può utilizzare il ricatto del lavoro».

Poi è stata la volta dell’assessora all’ambiente del Comune di Follonica Mirjam Giorgeri. «Do una notizia, abbiamo avuto un’altra riunione della conferenza dei servizi che ha chiarito la questione della diffida e del piano di caratterizzazione – ha spiegato Giorgieri – che sarà dunque approvato per la discarica di Montioni. Venator da questo punto di vista non può attaccare le istituzioni e se la mossa del preannuncio dei 41 licenziamenti, che non è un numero ma sono persone e famiglie, per noi è inaccettabile. Noi non ci stiamo».

I sindaci dalla parte dei lavoratori

Sulla stessa linea, accorato, l’intervento della sindaca di Scarlino Francesca Travison. «In questi mesi – ha detto Travison – abbiamo lavorato per mantenere stabile il livello occupazionale dell’azienda e per salvaguardare l’indotto, una componente importantissima per l’economia del nostro territorio. La questione dello stoccaggio dei gessi rossi va avanti da anni eppure adesso viene utilizzata per avvallare un piano di esuberi che metterebbe in crisi tutta la provincia. Dietro ad ognuno dei 41 dipendenti che rischiano di perdere il lavoro ci sono famiglie che, da questa scelta aziendale, sarebbero colpite duramente. Non possiamo permetterlo. Ad oggi, Venator ha molti progetti in ballo che potrebbero trovare l’avallo degli enti superiori garantendo un piano di sviluppo a lungo termine: penso all’approvazione di questi giorni del piano di caratterizzazione richiesto da Arpat, ma anche alla Conferenza dei servizi che andrà a valutare le soluzioni per lo stoccaggio dei gessi rossi. C’è la volontà delle istituzioni locali, provinciali e regionali, di assicurare ai lavoratori il loro posto di lavoro. Non capiamo quindi perché l’azienda non attivi gli ammortizzatori sociali in attesa della conclusione dei procedimenti in atto: così facendo non solo si colpiscono 41 lavoratori ma nel contempo si rischia di perdere professionalità importanti, proprio come sta accadendo in questi giorni, professionalità poi difficili da ritrovare e reinserire nell’organico. Lunedì 7 novembre saremo in Regione con le altre istituzioni del territorio per ribadire la nostra contrarietà ai licenziamenti: invitiamo ancora una volta l’azienda a bloccare il procedimento e ad attivare le misure messe a disposizione dallo Stato per garantire l’occupazione».

Duro l’intervento del sindaco di Gavorrano Andrea Biondi«Oggi sono stati dichiarati 237 licenziamenti, tutti i contratti a tempo indeterminato – ha arringato Biondi – perché siamo tutti 41 e un’azione del genere tocca tutti. La responsabilità è solo della direzione aziendale. Capisco le difficoltà fra la commissione d’inchiesta, alla conseguente inchiesta da parte della Magistratura di un fascicolo. Ma il risultato non può essere licenziare i dipendenti. Serve la reazione di tutti, dagli enti ai sindacati, uniti. L’impegno non può e non deve mancare, il nostro territorio ha bisogno di più industria, serve la ricerca insieme all’Università se vogliamo emanciparci. Abbiamo bisogno di conoscenza e di una voce forte».

 

«I licenziamenti sono un costo inaccettabile»

I sindacati, ovviamente, sono stati in prima linea alla manifestazione, accanto agli operai preoccupati per il loro futuro. «È importante essere oggi a Follonica insieme ai lavoratori di Venator – ha detto il generale della Filctem Cgil Fabio Berni – e di quelli delle aziende in appalto e importanti le parole spese degli amministratori locali. Stiamo parlando di circa il 45% del lavoro manufatturiero della provincia di Grosseto. E’ indispensabile rimanere uniti, per le prospettive industriali per lo sviluppo del territorio. Ce ne siamo resi conto anche durante la pandemia, un settore industriale forte fa da argine alla crisi e sul territorio di Grosseto è imprescindibile. Licenziare è inaccettabile».

Per la Uil ha parlato il segretario territoriale Paolo Capone. «I segnali erano chiari da tempo – ha detto Capone – fin da quando facemmo l’incontro in Regione con l’amministratore delegato inglese, e ci aveva detto chiaramente che si sarebbe fermata la produzione e ci sarebbero stati gli esuberi. Erano questi i piani. A fronte degli utili e i volumi prodotti dall’azienda noi non possiamo non essere incazzati. Il livello va portato più in altro coinvolgendo la Regione, ma se l’azienda non torna indietro noi dobbiamo chiedere l’apertura di un tavolo d crisi regionale. Oggi è un momento di partenza di un processo, la protesta deve aumentare. Il segnale deve arrivare univoco, rimanere uniti e compatti. Una lotta tra Davide e Golia, bisogna essere forti, compatti e coesi. Un solo grido».

 

 

 

 

 

Crisi Venator: centinaia di operai in piazza – FOTO E VIDEO

Lo sciopero della Venator a Follonica @maremmaoggi

FOLLONICA.  Una manifestazione pacifica ma decisa quella andata in scena questa mattina, mercoledì 26 ottobre, a Follonica, promossa dalle tre sigle delle Rsu Cigl, Cisl, e Uil: sul tavolo i preannunciati 41 licenziamenti da parte di Venator. Una situazione inaccettabile: in piazza sono scesi il presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola in testa e poi i sindaci di Scarlino Francesca Travison, quello di Montieri Giacomo Termine, di Massa Marittima Marcello Giuntini e per Follonica l’assessora Mirjam Giorgieri, dato che il sindaco Andrea Benini costretto a rimanere a casa a causa del Covid 19.

Qualche centinaia le persone che hanno voluto manifestare partendo dal Comune per arrivare alla vicina piazza Sivieri, attraversando il corso di via Roma.

Gli operai e lo spettro dei licenziamenti

Già poco prima delle nove, lavoratori della Venator e semplici cittadini, si sono ritrovati davanti al Comune di Follonica. E bastava guardare le facce di chi ha paura di perdere il posto per capire che la situazione è ormai quasi insostenibile.

Tutti, indistintamente, non ne comprendono i motivi dato che proprio la dirigenza di Venator, dopo aver annunciato i licenziamenti dei 41 dipendenti – da qui lo slogan promosso dai sindacati «Siamo tutti 41» –  non ha mai voluto aprire al dialogo, e cercare una soluzione condivisa. Senza dimenticare che per altri 20 lavoratori a tempo determinato, il contratto non è stato rinnovato e quindi si va verso un vero licenziamento, in questa prima fase, di oltre 60 persone.

E dal calcolo non ci sono le aziende della filiera e dell’indotto, compresa la Solmine che ha con Venator un rapporto di collaborazione molto stretto. Insomma, a rischio nel breve periodo non ci sono solo 41 licenziamenti, ma un’itero indotto che mette a rischio la maggiore azienda della piana scarlinese.  

Non c’è crisi ma solo speculazione  

Un altro mantra esposto da più voci è stato il perché Venator ha cambiato strada in poche settimane. In piena estate l’assicurazione di più investimenti, poi il deciso cambio di rotta e i preannunciati licenziamenti. Sindacati e lavoratori vedono questo atteggiamento improntato ad una speculazione bella e buona.

Certo, le problematiche dello smaltimento dei gessi rossi alle aule dei tribunali, non hanno fatto altro che accelerare le decisioni di Venator, già però preannunciate dall’amministratore delegato in una delle prime riunione con i sindacati.

Il messaggio del sindaco Benini: «Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità»

«Mi è dispiaciuto enormemente non essere questa mattina alla manifestazione al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Venator, purtroppo sono bloccato a casa positivo al Covid – ha scritto il primo cittadino di Follonica sulla sua pagina di Facebook –  L’amministrazione follonichese, insieme agli altri Comuni del territorio e alla Provincia, era rappresentata da parte della Giunta e del Consiglio comunale. Esprimo la mia vicinanza nei confronti dei lavoratori, sia quelli dell’azienda che quelli delle ditte appaltatrici, questi ultimi troppo spesso non nominati e purtroppo anche minormente tutelati. Quello per cui si è manifestato oggi è un problema che va oltre gli esuberi prospettati e confermati dall’azienda in modo inaccettabile. Si parla della tenuta del polo manifatturiero più importante della provincia di #Grosseto, si parla dello sviluppo di un intero territorio, tutti devono sentirsi coinvolti. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, a partire dall’azienda che in questi anni dalle responsabilità si è sottratta: parlo degli investimenti necessari per la riduzione del rifiuto prodotto, investimenti veri, concreti. Serviva un piano che desse respiro e futuro e non una spasmodica quanto miope ricerca di una “toppa”. E proprio ora che si stavano delineando delle soluzioni rispetto allo stoccaggio dei gessi, l’azienda è stata in grado soltanto di proporre azioni non transitorie, che sono inaccettabili. Da parte nostra esprimiamo tutta la vicinanza e l’impegno possibile per far fronte comune rispetto a queste scelte inaccettabili».

Che spettacolo il ballo dei delfini – IL VIDEO

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA.  Uscire in gommone e finire a riprendere un branco di delfini a qualche centinaio di metri dalla riva. Il castiglionese Sergio Brizzi sabato 15 ottobre, a bordo del suo gommone, ha deciso di uscire per godersi il sole di ottobre e una giornata quasi estiva.

Evoluzioni vicine al gommone

Arrivato vicino alla punta di Rocchette non credeva ai suoi occhi. Un branco di delfini ha iniziato a nuotargli a fianco compiendo una serie di evoluzioni, fra risalite e immersioni continue. Nemmeno il motore del gommone ha infastidito i mammiferi.

«È stato uno spettacolo incredibile – racconta Brizzi – ritrovarsi i delfini praticamente accanto e poterli quasi toccare con la mano. Sembrava che avessero capito che li stavo riprendendo e si sono quasi messi in mostra. Davvero emozionante. Sembrava che non volessero mai smettere».

In questo periodo infatti, raccontano anche alcuni pescatori, proprio a ridosso della spiaggia è facile per animali come i delfini trovare cibo in abbondanza (chi ha l’ecoscandaglio in barca, vede branchi di pesce scorrazzare in ogni dove) e avvicinarsi alla riva è una cosa normale.

E la punta delle Rocchette, uno degli angoli di paradiso di Castiglione della Pescaia, incrociare i delfini ha rappresentato uno sfondo impagabile.

Nasce un museo dedicato ai butteri maremmani

Butteri al lavoro ad Alberese

ALBERESE. «Ritti a cavallo i butteri assonnati,/mentr’escono i puledri dal mandrione,/fischian fra i denti una rozza canzone/ne’ capaci mantelli avviluppati». Eccoli i butteri maremmani, immortalati in una celebre poesia del poeta soranese Manfredo Vanni, all’inizio del secolo sorso.

La loro immagine, insieme ai cavalli bradi e alle vacche maremmane, dalle grandi corna a lira, è da sempre il simbolo della Maremma. Oggi i veri butteri, quelli che ancora fanno questo mestiere, si possono vedere solo ad Alberese, dove l’omonima azienda agricola regionale, ancora alleva bestiame brado che, in quei numeri e in quegli spazi, non può essere gestito altro che a cavallo.

Intorno a loro, tuttavia, ruota un mondo di cultori della memoria, di appassionati di monta maremmana, che contribuiscono a mantenere viva la tradizione e lo stile di questi straordinari uomini di cavalli. I “pungolatori di buoi”, secondo la traduzione alla lettera della parole greca ” butóros” da cui “buttero” deriva.

Ma non basta, serve molto di più perché non vada dispersa l’immagine e del simbolo della Maremma, ora che le mutata situazione economica e zootecnica rischia di veder scomparire questo mestiere.

L’associazione Buttero di Maremma per salvaguardare storia e tradizione

Proprio con questo obiettivo, nel 2014 è stata costituita l’associazione Buttero di Maremma, che da allora sta lavorando per creare a Grosseto un museo dedicato alla figura del buttero, dove conservare e tutelare oggetti, utensili, vestiario tradizionale, selle e finimenti. E non solo.

L’associazione è nata da un incontro e tra veri e propri “nomi” del mondo del cavallo e della monta maremmana. A partire dalla sua presidente Giovanna Petrucci, figlia del mitico Mario, il buttero più famoso, non fosse altro per la foto in sella al suo amatissimo morello Orfeo (Archivio Gori), che rappresenta la Maremma nel mondo. Lo scatto lo ritrae in momento di lavoro, in mezzo alla piana maremmana, in piedi sulle staffe.

La celebre foto del buttero - archivio Gori
Mario Petrucci – Archivio Gori

Con lei, Ambra Famiani, scrittrice e storica, Andrea Poggiaroni, veterinario, esperto e grande appassionato di cavalli e monta maremmana, Luisella Meozzi, giornalista esperta di temi ambientali, Renzo Mancioppi, scomparso nel 2020, cui si deve una straordinaria collezione di “pezzi” che troverebbero la loro ottimale collocazione nel museo. Altre persone si sono aggiunte nel tempo, tra cui Simona Falorni, che sta ricreando o stile maremmano in sartoria con il marchio “Etrusco autentico stile toscano”. Una preziosissima collaborazione per conservare il caratteristico stile del buttero maremmano.

«Sono anni che cerchiamo di trovare una location adatta al museo, che dovrebbe avere una parte multimediale oltre espositiva, fruibile da tutti: turisti, residenti, scuole», spiega Ambra Famiani. «La tradizione e la figura del buttero maremmano sta scomparendo, anche dalla memoria e dalla conoscenza di chi abita in Maremma». E pensare che la transumanza, per citare una tradizione che è legata anche alla figura del buttero, è patrimonio dell’Unesco e Alberese fa parte del progetto Interreg che la promuove.

«È singolare che le istituzioni non ci abbiano ascoltato in tutti questi anni, su un tema e un progetto che valorizzerebbe la storia più profonda della Maremma, che porterebbe benefici anche economici, oltre che visibilità», aggiunge Giovanna Petrucci, mostrando commossa la copertina del libro che ha dedicato all’indimenticabile figura del padre.

«Abbiamo fatto addirittura una raccolta fondi per acquisire alcuni dei tanti pezzi della collezione Mancioppi, che vorremmo esporre nel museo – aggiunge – insieme ad altri che sono stati raccolti nel tempo».

I promotori dell'iniziativa con fausto Turbanti
I promotori dell’iniziativa con il presidente del Consiglio comunale, Fausto Turbanti

La location per il museo c’è, basta volerlo

E già ci sarebbe una location ideale per la collocazione del museo: quello delle ex scuole di Alberese, costruite dall’Opera nazionale combattenti negli anni ’20 e donate al Comune di Grosseto nel 1961 (Alberese ne è diventata frazione nel 1958). È il consigliere della proloco Alborensis, Moreno Mencagli a lanciare l’idea davanti al presidente del Consiglio comunale Fausto Turbanti, che raccoglie la palla e rilancia con la «disponibilità del Comune a collaborare e a trovare una soluzione condivisa per il progetto del museo».

Moreno Mencagli mostra il contratto
Moreno Mencagli mostra il contratto

E lo fa mostrando il contratto di cessione firmato dall’allora sindaco Renato Pollini, nel quale si specifica che l’uso dell’immobile deve rimanere di natura sociale e culturale. Niente di più adatto quindi «anche per rilanciare il ruolo di Alberese – dice Andrea Poggiaroni – denominato “il paese dei butteri”, ma dove i butteri tra qualche anno rischiano di non esistere più. E con loro, la loro memoria».

Arriva la terza edizione del trofeo intitolato a Mario Petrucci

Intanto, il 23 ottobre, all’azienda “Il Bivacco” ad Alberese, è in programma la terza edizione del premio di eleganza, stile e armonia assegnato al miglior binomio cavaliere e cavallo maremmano, intitolato a Mario Petrucci.

Del resto, con il suo stile in sella, il suo abbigliamento, la sua innata eleganza, rappresentava un modo di andare a cavallo. Da qui l’idea di dedicare un trofeo all’eleganza nella monta maremmana, da promuovere come biglietto da visita, cultura tradizione – ma non folklore – di tutto il territorio.

La giuria è composta da 4 giudici, che valutano cavallo e cavaliere a passo in un tondino: non la monta vera e propria, ma la sella, gli stivali, la giacca, il cappello, la camicia, il panciotto, il morso, ovvero abbigliamento e accessori che devono rispettare la tradizione maremmana come da regolamento del trofeo. 

«Quest’anno – spiega Poggiaroni – c’è una grande novità: il premio, che il cavaliere vincitore conserva per un anno e passa a quello dell’edizione successiva, è stato offerto dall’azienda di Alberese, è un piedistallo di legno di olivo che arriva da Cisterna di Latina, su cui è montata una silhouette di Mario Pertrucci su Orfeo, offerta dalla figlia Giovanna. Sotto c’è uno scrigno chiuso a chiave dove saranno custoditi i crini del cavallo vincitore. 

Chissà che tra 100 anni, da quei crini non possa essere un giorno tratto il dna del cavallo maremmano di oggi», conclude Poggiaroni.