GROSSETO. Siamo nella zona della Trappola, dove ci sono le risaie. Un enorme branco di cinghiali corre nei campi, seguito da un drone.
Il video è stato realizzato da alcuni agricoltori della zona.
Un modo per testimoniare la quantità di questi ungulati che ci sono in giro. Siamo a due passi dal parco della Maremma, un’area protetta, ma ci sono anche coltivazioni.
Il lavoro degli agricoltori vanificato dagli ungulati
E il duro lavoro degli agricoltori, spesso, viene vanificato proprio dai cinghiali. Per questo – dicono – «La caccia è necessaria, forse andrebbe anche allungato il periodo. I danni che fanno alle coltivazioni questi animali sono enormi».
Il video è spettacolare, i cinghiali sono decine, grossi e piccoli.
GROSSETO. L’Invicta Volley ha perso nettamente (3-0, 25-17 25-20 25-22) sul campo di Orte.
Ma mai come in questo momento il risultato passa in secondo piano.
La situazione la fotografa il ds Francesco Masala. (Intervista video)
«Pensavamo di aver già pagato dazio con la sfortuna in queste ultime due settimane, avendo avuto diversi infortuni che non ci avevano permesso di allenarci e di giocare con tutti i titolari, ma questa settimana è stata veramente incredibile. Nessuno di noi ha mai vissuto un periodo di questo tipo, veramente surreale».
Invicta Volley, tre infortuni gravi in due giorni
«Nel giro di 48 ore – spiega Masala, ds Invicta Volley -, da giovedì a sabato abbiamo avuto altri tre infortuni gravi: Alessandrini “scavigliato” durante l’allenamento di giovedì sera, Pellegrino strappo alla coscia durante la partita a Orte, e Morviducci probabile frattura del malleolo conseguente ad un’altra “scavigliata”».
«Considerando che avevamo fuori anche ragazzi con la febbre alta, siamo andati contati alla partita senza quattro titolari su sei ed uno si è fatto male durante l’incontro. Abbiamo fortemente rischiato di non finire la partita, avevamo solo due riserve e quando ci sono stati gli infortuni è stata autorizzata una sostituzione eccezionale per terminare».
«Insomma, una vera ecatombe, una stagione fortemente compromessa».
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Al termine di un’estate eccezionale per presenze e qualità degli eventi e in attesa di un Natale che sarà sobrio, visto il momento difficile, ma comunque ricco di iniziative per le famiglie, la sindaca Elena Nappi traccia un bilancio del suo primo anno alla guida dell’Amministrazione. E indica le priorità per il futuro più vicino, in particolare l’escavo del porto canale e la risoluzione, una volta per tutte, dei problemi di erosione costiera.
«Appena arrivati – dice la sindaca – abbiamo dovuto prendere in mano alcune questioni urgenti, c’erano contenziosi con il Comune rimasti aperti, c’era da riorganizzare la pianta organica dell’Ente e, soprattutto, c’era da pianificare quali progetti presentare per avere i finanziamenti del Pnrr. Adesso che le emergenze sono superate, siamo pronti a guardare avanti».
Castiglione, un’estate spettacolare
Intanto è da poco finita un’estate da record per le presenze. Con eventi di spessore.
«Abbiamo voluto dare un nuovo trend alla stagione turistica, che è stata molto buona. Accanto ai tradizionali appuntamenti, il Cinema di mare e la Musica di mare, abbiamo scelto di puntare su alcuni eventi di grande spessore. Devo dire che il concerto in darsena della Bandabardò è stato qualcosa di eccezionale. E poi abbiamo chiuso con le Frecce tricolori, che hanno portato decine di migliaia di persone in paese».
La folla al concerto della Bandabardò
Guardando avanti, quali sono i progetti pronti a partire?
«Prima di tutto ristrutturiamo la farmacia comunale, al di là del ponte. Si è rivelata un servizio prezioso per il paese e la vogliamo potenziare. Poi, però, vogliamo mettere mano una volta per tutte al porto canale ed al problema del basso fondale. Faremo un escavo che dovrebbe mettere le cose a posto per parecchio tempo. Collegato a questo, abbiamo progetti per limitare al massimo l’erosione costiera. Sono opera pubbliche di grande spessore, che daranno un volto nuovo alla prossima stagione».
Castiglione, l’ingresso del porto canale
Intanto, però, dietro l’angolo c’è il Natale.
«Sarà un Natale diverso, perché in questo momento è giusto fare attenzione a come si spendono i soldi. Dico subito che le luci ci saranno e poi ci sarà un villaggio di Babbo Natale, dedicato alle famiglie. Eventi sono previsti nelle classiche location del paese, ma abbiamo un ricco calendario anche per le nostre frazioni. Sarà un Natale sobrio, ma faremo festa lo stesso».
Adesso, però, l’obiettivo è risparmiare sulle bollette.
«Oltre al piano di spegnimento selettivo dell’illuminazione, stiamo lavorando a un progetto che consenta un risparmio strutturale. In sostanza sostituiremo, un po’ alla volta, i vecchi lampioni ad incandescenza con quelli a led, che consumano assai meno. Inoltre metteremo i pannelli fotovoltaici sui palazzi di proprietà comunale».
GROSSETO. Federico Forci, maremmano doc, cresciuto sin da piccolo fra i cavalli della sua famiglia, ha partecipato, dal 3 al 6 novembre, a Fieracavalli 2022, in quel di Verona. Questa manifestazione è la più importante in tutto il panorama equestre mondiale.
E ancora una volta, la Maremma ha dato un assaggio delle sue qualità grazie al suo buttero.
Un’eredità divenuta passione
«Io faccio parte – dice Federico Forci – della quarta generazione di uomini di cavalli. Sia mio bisnonno che mio nonno facevano il buttero di mestiere. Questa eredità è stata poi tramandata a mio padre, il quale si è sempre preso cura dei cavalli, anche se faceva tutt’altro lavoro».
Un rapporto con i cavalli iniziato presto: «La prima volta – continua – che sono montato in sella è stata a 5 anni. Da lì è cominciata la mia passione e per anni ho gareggiato, insieme anche a mio padre. Questo rapporto è durato fino ai miei 22 anni, poi però per una decina di anni ho smesso, per dedicarmi a fare altro. Quando sei giovane e fai una cosa per quasi tutta la tua vita, ad un certo punto, senti il bisogno di fare altro. Forse non la consideravo ancora una passione come adesso, però crescendo ho capito che non potevo più nascondere una cosa che avevo ormai nel sangue».
Questa passione si è riaccesa proprio grazie ad un cavallo: «Nel 2008 me ne hanno regalato uno e da lì è ricominciato tutto. Certi amori non finiscono. Ho cominciato – continua – a prendermi cura anche io dei cavalli, sia maremmani che monterufolini, che sono una razza in via d’estinzione. Mio nonno e mio padre li allevavano già negli anni Ottanta e Novanta, aiutandoli. Paradossalmente all’inizio non volevo avere niente a che fare con questi cavalli, ma poi la passione ha prevalso».
Dal ritorno in sella a oggi
«Da quando ho ricominciato – continua – mi sono concentrato molto di più nel lavoro in libertà, che nella tradizione maremmana. Ho voluto cercare un rapporto che si staccasse un po’ dai canoni della vecchia Maremma e dalla sua tradizione buttera. Ho seguito due grandi maestri Bartolo Messina e Jean Francois Pignon. Mi ha sempre affascinato questo addestramento in libertà».
Ormai sono 10 anni che Federico è nel settore in maniera stabile: «Da quel momento ho approfondito la cosa, ho fatto corsi di equitazione e dal 2013 ho costituito un centro equestre insieme a 4 amici, che inizialmente non avevano niente a che fare con questo animale e che si sono poi appassionati. Tuttora ho questa scuola, che si chiama Cuor di Maremma, dove fare attività equestri, al Casotto dei Pescatori».
Il successo a Fieracavalli 2022
«Non è stata la mia prima partecipazione alla manifestazione. Ci sono già stato molte volte – racconta – ma mai da protagonista come quest’anno. Grazie all’associazione Cavalli di Monterufoli sono riuscito a portare i miei animali. Per la prima volta ho partecipato senza affiancarmi a nessuno. Ho gareggiato da solo con i miei cavalli, maremmani e monterufolini, e il mio team. Abbiamo fatto un grande show. Ci siamo esibiti tre volte al giorno per un totale di 12 spettacoli».
Federico Forci durante un’esibizione con i suoi cavalli
Grazie al suo lavoro, ha trovato la chiave giusta per avere una grande intesa con i suoi animali: «Non hanno sbagliato nulla durante gli spettacoli. È vero – continua – anche che io lascio molto liberi i cavalli. Non impongo loro qualcosa, ma sono io che aspetto la loro collaborazione. Non mi è mai piaciuto seguire degli schemi precisi. Così facendo, forse ho trovato la giusta complicità».
Una manifestazione per promuovere il cavallo: «È importante – continua – per questo. Fieracavalli è il palcoscenico più grande sul quale puoi esibirti. Il mio premio è stata la riconoscenza. Darmi la possibilità di farmi conoscere e esibirmi con i miei animali. Sicuramente ci ritornerò anche il prossimo anno. Forse mi daranno la possibilità di inserire un loro cavallo nel mio gruppo. Il mio obiettivo è di inserire più razze italiane possibili nel mio branco».
Una passione diventata grande: «È diventato – conclude – un impegno grande e ne sono felice. Ho già in mente progetti per il futuro. Quando hai una passione, la mente viaggia molto più in grande».
GROSSETO. La Maremma sale sul secondo gradino del podio di Fiera Cavalli a Verona. E lo fa, questa volta, con uno spettacolo grazie al quale i butteri hanno dimostrato tutto il loro coraggio, tra coreografie mozzafiato, puledre libere e vacche maremmane che sono state anche in grado di saltare il timone del carro.
L’eleganza del buttero
È stato un lavoro lunghissimo, durato anni, quello che è stato poi sintetizzato in 11 minuti di esibizione a Verona. Esibizione che ha messo a dura prova la giuria del concorso, nella sezione cavallo tradizionale, dove il sabato si sono sfidati una quindicina di gruppi arrivati da tutta Italia con l’obiettivo di salire sul podio, rimasti in cinque la domenica per la sfida finale.
La Maremma, com’è nello stile dei butteri, è stata rappresentata a 360°: sulla pista di Verona c’erano cavalli maremmani, un carro agricolo, vacche maremmane e giovanissime puledre maremmane.
Dieci butteri a cavallo che impegnano le loro cavalcature in evoluzioni di galoppo, trotto, incroci, veroniche e ventagli. Dieci cavalli perfettamente addestrati a “giocare” con i loro cavalieri e i loro compagni di branco fianco a fianco in serenità e massimo affiatamento.
L’intero gruppo dei butteri a Verona
«Come ogni anno però – racconta Luca Merelli – abbiamo deciso di andare oltre, di migliorarci, di dimostrare che il paziente addestramento ci consente di portare un carro agricolo da lavoro con due vacche maremmane perfettamente domate al giogo, ma che una volta liberate dall’aggiogatura sono perfettamente addestrate anche portate sottomano al cavallo fino a saltare gli ostacoli a comando. E con lo stesso tipo di addestramento portiamo sottomano anche quattro “ragazze” di un anno, quattro splendide puledre nate brade, eppure così attente ed in simbiosi con il proprio marrone, da assecondare tutte le evoluzioni a cui partecipano i cavalli “grandi”».
L’esibizione, cominciata con le puledre incapezzate, si è trasformata in magia quando i cavalieri hanno deciso di liberarle. Non è cambiato nulla: trotto, incroci, veroniche e scambi da fermo perché «quando la fiducia è conquistata – continua il buttero – non ci sono più limiti e si può chiedere ai propri cavalli anche quello che sembra impossibile».
Il lungo lavoro per mantenere la tradizione
La tradizione dei butteri della Maremma, quelli che sfidarono e batterono il leggendario Buffalo Bill, va avanti grazie al lavoro e all’impegno dell’associazione che anche quest’anno, si è dovuta frugare in tasca per autofinanziare la propria presenza alla Fiera. Perché la Maremma, su questo bel biglietto da visita, non ci ha voluto investire. Un’occasione mancata, vista la visibilità della manifestazione, visitata da appassionati che arrivano da ogni parte del mondo.
«Addestrare cavalli, puledre e vacche per un’esibizione come quella che abbiamo fatto a Verona – spiega Merelli – è un lavoro che richiede anni e tempo. Gli animali non sono chiaramente qua tutti insieme, ogni volta che dobbiamo provare dobbiamo spostare 12 o 13 animali». Solo per addestrare le puledre, cavalle di un anno e mezzo, sono servite due ore al giorno per tutta l’estate. «Ormai abbiamo una conoscenza del cavallo così profonda da sapere anche quali sono i tempi di apprendimento. I puledri sono come bambini dell’asilo, dopo un paio d’ore perdono la concentrazione».
Un lavoro, quello dei butteri, che ha visto protagonisti Enzo Albiati sul carro agricolo con le due vacche Fiora e Bianca, Carlo Lancioni su M.Urania, Girasole ad aiutarlo per l’aggiogatura e non solo. Umberto Pellegrini su M.Illegale, Roberto Boni su M.Mirtillo, Serena Bencic su M.Giusta della Roccaccia, Stefano Mariotti su M.Albatrella del Belagaio, Lucio Berretti su M.Birba Allegra, Samuele Pastorelli su M.Isidoro di Roccarespampani, Francesco Ferretti su M.Corbezzolo del Pietriccio Rosso conduce sottomano M.Nacchera, Giulia Molinari su M.Bacco Allegro conduce sottomano M.Nina Baia, Leonardo Costante su M.Radioso conduce sottomano M.Navarra della Roccaccia, Luca Merelli su M.Atomo conduce sottomano M.Natta.
GAVORRANO. Don Marius Balint sarà il nuovo parroco della parrocchia San Giuseppe lavoratore di Bagno di Gavorrano.
La nomina è stata comunicata dal vescovo Giovanni al consiglio presbiterale, nella seduta del 3 novembre scorso.
Don Giuseppe alla guida della parrocchia di Alberese
Don Marius raccoglierà il testimone da don Giuseppe Benedetti, che dopo 19 anni di servizio pastorale, ha lasciato quella realtà per assumere la guida della parrocchia di Santa Maria dell’Alberese. L’ingresso di don Benedetti ha avuto luogo domenica 6 novembre alle ore 17, nella Messa presieduta dal vescovo Giovanni, mentre don Marius farà il suo ingresso a Bagno di Gavorrano domenica 27 novembre, inizio dell’Avvento, sempre alle ore 17.
Don Balint lascia, dunque, la guida della parrocchia di Campagnatico, dove era giunto nel 2020 e dove ritorna don Ivano Rossi, che continuerà a guidare anche la piccola comunità di Montorsaio, oltre che a svolgere il servizio di segretario particolare del Vescovo, di cappellano al cimitero della Misericordia e, come canonico della Cattedrale, il servizio di sacrista.
Don Ivano Rossi
Per il momento, invece, don Marius continuerà a curare anche la parrocchia di Arcille, dove era entrato nel 2020.
Chi è don Marius
Nato a Buhusi, in Romania, 37 anni, don Marius è sacerdote dal 2014. È assistente spirituale dell’Unitalsi-sottosezione di Grosseto e consigliere spirituale all’interno del movimento di spiritualità coniugale Equipe Notre Dame.
«Come avevo preannunciato al clero a settembre, quando comunicai alcuni avvicendamenti, altri se ne stanno definendo – spiega il vescovo Giovanni – col desiderio di offrire alle comunità della nostra Diocesi le risposte più adeguate, tenendo conto della carenza di clero, che costringe talvolta a scelte non sempre facili, forse, da accogliere da parte del popolo di Dio. Tuttavia in una logica sinodale, quale quella nella quale siamo tutti proiettati, dobbiamo sempre di più recuperare la consapevolezza che la Chiesa è fatta da ogni battezzato e che i sacerdoti, inviati dal Vescovo nelle singole comunità, sono lì a testimoniare la premura e la sollecitudine della Chiesa verso tutti, ma anche a coinvolgere il popolo di Dio in quella logica di corresponsabilità, che chiede a ognuno di fare la sua parte. Sono grato, dunque, ai sacerdoti che si sono resi disponibili a questi cambiamenti e sono grato anche alle comunità parrocchiali, che invito ad accoglierli come fratelli, prima di tutto, con cui camminare insieme».
GROSSETO. Un’Invicta volley molto rimaneggiata, a causa degli infortuni, cade in casa con Santa Croce (3-1).
La partita è stata bella e combattuta, contro una squadra molto forte, che merita il primo posto. I “Lupetti” sono ragazzi tutti giovani ma molto fisici e di talento, alcuni nel roster della serie A2 di Santa Croce, la società fa entrambi i campionati.
L’Invicta è partita benissimo, vincendo il primo set, ma piano piano loro sono cresciuti ed hanno vinto meritatamente infilando tre set in fila, anche se i ragazzi di Rolando anche questa volta hanno avuto alcune occasioni nel terzo e nel quarto per vincere.
Per l’Invicta è stata una settimana incredibile a causa di diversi infortuni, poi alla fine sono scesi in campo quasi tutti però senza Gasperi, come a Prato, e la sua mancanza si è sentita molto.
«Possiamo competere con questo tipo di squadre – dicono dalla società – solo se siamo tutti e se riusciamo ad allenarci bene con continuità, altrimenti è difficile. Siamo stati anche sfortunati nell’incontrare due ottime squadre proprio ora che siamo malconci, se il calendario ci fosse stato benevolo, avremmo pagato dazio molto meno».
Nel video l’intervista al capitano, Leonardo Alessandrini
GROSSETO. A Grosseto cominciano le “Olimpiadi della partecipazione”. Grosseto al centro presenta 5 proposte per introdurre le consulte per la salute, per gli animali e per il verde, un piano pubblico di manutenzione di strade e marciapiedi e per portare centinaia di studenti nordamericani a vivere e studiare in città.
Da martedì 8 novembre i grossetani potranno andare a firmare in Comune per le 5 proposte di deliberazione di iniziativa popolare e troveranno, per tutta la giornata oltre che giovedì 10 novembre, il gazebo di Grosseto al centro che sarà aperto accanto al Duomo per raccontare il progetto lanciato dall’associazione.
Grosseto apripista per il resto d’Italia
Per la prima volta nella storia di Grosseto, ma anche per la prima volta nel resto d’Italia, da martedì 8 novembre i grossetani potranno recarsi in Comune per firmare in un colpo solo fino a 5 proposte di deliberazione di iniziativa popolare. Proposte che vincolano l’amministrazione comunale a:
realizzare un piano di manutenzione e riqualificazione di strade e marciapiedi on-line, facilmente accessibile e comprensibile per tutti i cittadini;
contattare l’Association of American College and University Programs in Italy(l’associazione italiana che ogni anno porta 38mila studenti statunitensi e canadesi in Italia) al fine di portare centinaia di studenti stranieri a vivere e a studiare a Grosseto, aiutando in questo modo l’economia a crescere;
istituzionalizzare tre consulte che, attraverso il coinvolgimento delle associazioni, dei rappresentanti delle professioni e del mondo della scienza e della scuola, offrano contributi a costo zero per aiutare il Comune a gestire al meglio tre importanti temi quali: la nostra salute, i nostri amici animali e quelli un po’ meno fortunati, la cura del verde pubblico.
«Non si tratta di semplici petizioni – spiegano da Grosseto città aperta – ma di proposte di deliberazione vere e proprie: firmando, i cittadini vestiranno in termini propositivi i panni degli assessori e dei consiglieri comunali».
Al raggiungimento delle 100 firme necessarie per ciascuna proposta, tre di esse seguiranno un iter che le porterà direttamente alla discussione e alla votazione nel parlamento cittadino, il consiglio comunale, mentre le altre due andranno direttamente all’esame del governo della città, la giunta comunale.
Come firmare
Per firmare è necessario essere cittadini maggiorenni iscritti alle liste elettorali del Comune di Grosseto e ci si dovrà recare, muniti di un documento d’identità, al Palazzo Comunale in piazza Duomo n. 1 (al primo piano, presso gli uffici oltre la porta a vetri), dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30, il martedì e il giovedì anche dalle ore 15.30 alle ore 17.30.
Per l’occasione, nelle giornate di martedì 8 e giovedì 10 novembre, Grosseto al centro sarà presente con il proprio “Gac_zebo” accanto al Duomo, per dare informazioni, aiutare le persone a firmare, raccogliere segnalazioni e proposte dalla cittadinanza.
«La nostra missione – aggiunge Grosseto al centro – è da sempre quella di dare voce ai grossetani nelle scelte che interessano la propria città. L’invito è quello di partecipare compiendo un gesto che oggigiorno potremmo definire “olimpionico”: firmiamo per migliorare Grosseto insieme»
PRATO. Un risultato bugiardo, un 3-1 che non porta punti all’Invicta volley, maturato al termine di una gara che, con un pizzico di attenzione in più, avrebbe potuto avere un finale diverso.
Sul campo del Volley Prato i grossetani hanno giocato un’ottima partita nonostante le assenze per infortunio di Gasperi e di Galabinov, fermo tutta la settimana, ma ugualmente in campo.
L’Invicta ha sprecato tante occasioni nei momenti importanti, era avanti nel punteggio sia nel terzo che nel quarto, persi poi ai vantaggi.
E ci sono stati anche tre set point che i ragazzi di Rolando non sono riusciti a sfruttare, talvolta anche con un pizzico di sfortuna con azioni rocambolesche.
Ad ogni modo una sconfitta che non è una sorpresa, Prato è un ottima squadra, l’anno scorso è stata la sorpresa della stagione, ma rimane il rammarico per l’Invicta di aver disputato una buona partita nonostante gli handicap e non aver raccolto nemmeno 1 punto.
Nel video l’intervista al tecnico Fabrizio Rolando.
GROSSETO. La Maremma Toscana Sud muove la prima pedina verso la dama. Dopo l’ufficializzazione della candidatura, adesso il titolo di “Migliore comunità europea dello sport 2024” è alla portata.
La candidatura (arrivata tra le prime 5 ammesse) è stata avanzata dai nove Comuni dell’ambito Maremma Toscana sud: Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Semproniano, Scansano, Campagnatico, Cinigiano, Civitella Paganico e Grosseto. Visto il successo, i primi nove aderenti aspettano l’arrivo di altre adesioni. Altri Comuni sarebbero pronti infatti ad arricchire l’offerta che la Maremma può dare a tutti gli sportivi, impreziosendo una dote già molto apprezzata dalla giuria.
I rappresentanti delle prime amministrazioni comunali che hanno aderito, ieri 28 ottobre, hanno colto l’occasione di lanciare la corsa guardando tutti insieme un video molto suggestivo del percorso intrapreso. Ringraziando tutti gli attori in campo per il loro prezioso contributo.
Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha rotto gli indugi e non ha nascosto il suo entusiasmo. «Il primo successo è arrivato – racconta – adesso puntiamo ancora più in alto forti anche del percorso già da tempo avviato con tanti professionisti ed appassionati che vivono il territorio in chiave sportiva, sia negli impianti sia negli spazi verdi, nei parchi, nelle pinete e in riva al mare. Senza contare l’apporto delle varie manifestazioni internazionali ospitate dalla Maremma».
«Inoltre ci sono tutte le manifestazioni internazionali per cui la Maremma fa da calamita e che vanno a rafforzare anche il turismo – dice il Sindaco – Attendiamo adesso la visita dei vertici Aces per pianificare le nuove sfide da affrontare in vista del 2024, che sarà, come 2022, un anno decisivo. La giuria che ha premiato il lavoro di squadra, per cui ringrazio il vicesindaco e assessore allo sport Fabrizio Rossi e l’assessore al turismo Riccardo Megale».
Gli amministratori insieme per parlare della corsa alla Miglior comunità europea dello sport
Gli altri amministratori hanno ricordato che alla proposta diunirsi per l’avventura della European Community of Sport 2024, nessuno ha esitato. La candidatura e l’eventuale vittoria rappresenta per i Comuni una vera occasione anche di rilancio turistico. Orietta Barzagli, vicesindaco di Cinigiano ha riassunto bene lo spirito di tutti. «Abbiamo aderito subito alla proposta – ha detto – per noi Comuni dell’entroterra potrebbe rappresentate un volano importante per il turismo e non solo. Riuscire a far conoscere anche il nostro territorio non soltanto durante la stagione estiva è una bella occasione».
«L’impegno parte da adesso – dice l’assessore Riccardo Megale – Non c’è stato bisogno di fare cose straordinarie, ci siamo mostrati al nostro meglio. Un immenso grazie va anche agli uffici comunali che si sono occupati delle pratiche, a Ecista che ci ha assistito al di là del rapporto lavorativo».
Maremma: un territorio vocato per lo sport
Al vicesindaco di Grosseto, Fabrizio Rossi, spettano le conclusioni: «Sarà un’occasione per far vedere le bellezze del nostro territorio. Abbiamo ospitato campionati europei, e visto gareggiare campioni che poi hanno avuto risultati straordinari alle Olimpiadi. Questa è la Maremma che ci piace e che è ora sarà ben visibile anche all’estero – ha detto – Il livello sportivo sale di un gradino e mi auguro di vincere tutti insieme questa competizione. Una cosa che mi ha dato più soddisfazione e che mi fa allo stesso tempo ben sperare sono le parole di uno dei commissari della giuria. All’annuncio dell’ammissione della nostra candidatura, mi disse “Avreste ricevuto la candidatura anche se aveste fatto la metà della metà“».
Per il 9 novembre è attesa in Maremma la visita di Vincenzo Lupatelli, presidente Aces Italia ente promotore della Comunità europea dello sport. Consegnerà la targa ufficiale per il riconoscimento acquisito di European Community of Sport 2024. Con lui ci saranno altre importanti personalità del mondo dello sport italiano.