Il parco di campeggio tra i più grandi d’Europa

IL CAMPING VILLAGE CIELO VERDE

MARINA DI GROSSETO. Il cielo verde della sterminata pineta maremmana che arriva fino al mare, sfiora la volta celeste che si estende sopra ad uno dei più grandi parchi di campeggio d’Europa. Durante le notti estive, alzare il naso verso il cielo è sempre fonte di meraviglia, si possono osservare le costellazioni, e il luccicare delle stelle, durante le sere prive di nuvole, è particolarmente suggestivo.

È solo una delle meraviglie godibili al Cielo Verde. Un vero parco di campeggio dotato di tutti i comfort, per tutte le esigenze. Sia delle coppie, che delle famiglie numerose, ma anche per i gruppi e per chi è diversamente abile.

Il Campeggio Cieloverde, è un vero campeggio dove il rispetto per l’ambiente è diventato una regola. Nel 2019 infatti è stato tra i primi in Italia ad aver installato le colonnine di ricarica per autovetture elettriche, e tutto il campeggio utilizza energia da fonti rinnovabili al 100%.

L’ospitalità a 4 stelle è confezionata in casette di legno ecosostenibili (molte attrezzate per disabili), ma anche in “cieloverde tent”, “cieloverde caravan”, in bungalow, in case mobili, e in casette “greensky”

In attesa dell’estate

Il campeggio è già in fase di organizzazione per la stagione estiva, una stagione che valorizzi ospitalità e paesaggio.

L’accesso al mare è favorito anche con uno speciale trenino aperto.

Vista l’ampiezza della spiaggia, gli ombrelloni saranno collocati ad una distanza superiore a quella prevista dalle norme di sicurezza.

Spiaggia del Cielo Verde

Questo permetterà una più libera frequentazione degli spazi, compresa una maggiore libertà di usufruire del servizio di “bar drinking”: la consegna di bibite, aperitivi, snack e gelati agli ospiti direttamente all’ombrellone.

Contatti

Il Cielo Verde è in Via della Trappola, 181 – 58100 Marina di Grosseto (GR) Italy.

È raggiungibile al numero di telefono 0564321611, tramite l’email info@cieloverde.it ma anche visitando la pagina Facebook.

Dal sito è visionabile l’ampia offerta del Cielo Verde, con la possibilità di prenotare direttamente dal portale.


 

Lavoro, impegno e sogni: la musica di Florentina Steri

CAMPAGNATICO. Anche se ci tiene a dire che canta più per passione che per mestiere, si sente che la musica di Florentina attinge dal profondo della sua anima di donna.

I suoi sorrisi non tradiscono l’impegno, personale e sociale che porta avanti anche con la sua musica.

Un po’ in conflitto con la contemporaneità, molto legata ai valori che le sono stati insegnati e che «forse appartengono ad un’epoca che ci sembra lontana, ma parla sempre di noi», Florentina si racconta senza tanti filtri.

Classe 1989, abita nel cuore della Maremma, a Campagnatico. Il canto e la musica la hanno sempre appassionata.

Florentina Steri (foto di Andrea Fabbreschi)

«Credo nella potenza delle parole – racconta Florentina -. Canto sempre di qualcosa, non mi piacciono quelle canzoni fini a sé stesse, che non dicono nulla, con ritornelli che magari hanno ritmo, ma non hanno appunto nulla da dire».

Come nasce la passione per la musica

Tutto nasce a quanto pare, da un regalo del padre, il CD “Let’s Talk About Love” (Celine Dion, 1997) da lì si è manifestata sempre più la passione per la musica. Sempre aiutata dal suo braccio destro nonché angelo custode, sua mamma Laura. Una figura alla quale Florentina si ispira sempre e alla quale è davvero molto legata, lo si vede dai contorni che disegna quando la descrive: «È l’amica che tutte vorrebbero avere, mi ha insegnato a saper ascoltare, a volere bene».

Florentina, cresciuta con le musiche dei Beatles e di Paul McCartney (mentre cova ancora in “segreto” il sogno di poter duettare in qualche modo con lui) ha iniziato già da molto giovane a prendere lezioni di canto, dal 2007, con il maestro Roberto Mannucci. Ha intrapreso anche lezioni di canto per musical, con la guida di Alessandro Baldi, togliendosi diverse soddisfazioni personali.

Hanno affiancato il suo percorso le lezioni di Andrea Bonucci al “Buon Canto” di Grosseto, e alcune partecipazioni televisive in tv locali come quella, molto sentita, in Gold Tv con Nino Taranto. L’iniziare poi a suonare anche gli strumenti come chitarra e ukulele, grazie alla motivazione del maestro Paolo Mari, ha definitivamente finito di imprimere la parola “musica”, sottotraccia, dietro al suo nome.

Florentina Steri (Foto di Andrea Fabbreschi)

La cultura musicale di Florentina negli anni si è espansa e pesca dal cantautorato italiano a piene mani: « Ascolto molto Dalla, Battiato, De André, Faber – elenca Florentina – Guccini, Elisa, Celentano, De Gregori, l’immenso Massimo Ranieri… ». Ma ha orecchie anche per le corde a timbro anglosassone, spaziando tra autori di vari generi, come Paul McCartney, Bruce Springsteen, Sean Paul, Elthon John, George Michael, Ed Sheeran, Lady Gaga, Bob Dylan, Queen, U2, Christina Aguilera».

Musica sì, ma con la testa

Parlando della sua musica Florentina dichiara: «Non mi do’ limiti, possono volerci pochi secondi, come molto tempo, sono una persona molto riflessiva. Nelle mie canzoni cerco di portare appunto anche a un ragionamento. Con “Like a butterfly“, ad esempio, ho cantato una canzone che parla di libertà, lì cerco di far riflettere, contro ogni pregiudizio».

«Sapere che le persone si possano identificare in una mia canzone – racconta – è uno degli aspetti che più mi appassiona e coinvolge di più. Nel 2020 è nato “Donna”. Anche questa è una canzone nata da un momento di riflessione personale, un momento di smarrimento nel quale sentivamo troppe notizie accavallarsi, troppo spesso, riguardo ai femminicidi. Noi cantautori credo che abbiamo quasi il dovere di smuovere le coscienze usando gli strumenti a nostra disposizione, è stato per me anche un modo per parlarne».

Il video di “Donna”, la canzone con la quale ha partecipato anche al premio Biella Festival 2021, è stato girato da un suo amico professionista, Francesco Nisi, e Florentina ha voluto che il video fosse girato proprio a Campagnatico «Perché volevo anche dare un volto al paesaggio in cui scrivo – precisa -. Mettendo in luce anche scorci di Campagnatico che magari alcuni non credono possano attirare turisti, ma che sono invece molto suggestivi».

«Le mie canzoni sono frutto spesso di “folgorazioni. Donna ad esempio è nata mentre ero a passeggio col cane, tornata a casa, sono entrata e in pochi minuti ho buttato giù il testo. Mia mamma quando la ha letta mi ha chiesto se la avevo copiata da qualche parte!»

Attualmente Florentina, in arte Floré, lavora nel punto vendita Coop del centro commerciale Maremà, e coltiva la sua passione contando sulle proprie forze, appena riesce a trovare un po’ di tempo utile. Un esempio e un metodo che parla dei valori in cui crede e che la definisce come persona.

«Cantare e suonare è una passione e mi piace molto. Poi però quando si spengono le luci e si chiude il sipario, sono i sentimenti veri che rimangono, le persone che hai accanto, rimane quello che hai vicino, quello che conta».

Il futuro di Florentina

«Sto scrivendo anche altri pezzi, progettando qualcosa che sia accompagnato dalla musica di Alessandro Golini. La canzone nuova che ho scritto è per mia mamma. Lei la ha sentita “nuda e cruda” per la festa della mamma, nei prossimi mesi credo riuscirò a metterla online».

Oltre alle prossime canzoni, rimangono ancora molti sogni che riguardano la musica.

Tra questi, Florentina, che fa musica per trasmettere emozioni, per trasmettere la sua persona e non essere un personaggio, ne cova uno ambizioso ma che le darebbe più soddisfazione di altri, ovvero che una delle sue canzoni possa fare da colonna sonora a un film. E noi glielo auguriamo, perché sicuramente il talento e “la terra” dove farlo crescere, ci sono.

 

 

 

Edilcommercio, dove nascono i colori

Al servizio tintometrico la scelta cromatica è pressoché infinita

LO SPECIALE EDILCOMMERCIO

GROSSETO. Nel nuovo reparto ferramenta Edilcommercio, un intero settore è dedicato al colore. Il rinnovo della ferramenta ha infatti visto ampliare l’offerta delle pitture rivolte alle facciate e alle parti interne delle abitazioni.

Grazie al personale qualificato, a marchi importanti come Kerakoll, Mapei e Colorificio San Marco, Edilcommercio è oggi in grado di offrire una vasta gamma di soluzioni per dipingere e sanificare i muri degli edifici.

Edilcommercio ha raddoppiato così anche il suo servizio tintometrico, la possibilità cioè di riprodurre i colori desiderati dal cliente.

Quest’ultimo può infatti scegliere la tonalità preferita dalle mazzette colori o portare un campione esistente da riprodurre. Grazie ai dispositivi di lettura digitale del colore, l’azienda è in grado di riprodurre per i clienti la tonalità scelta.

Ampia scelta anche per quanto riguarda gli accessori come pennelli, rulli, secchi, teli da imbiancatura. Tutto quello che serve per un lavoro fatto a regola d’arte.

Ampio spazio in ferramenta anche al fai da te inteso come utensili, elettroutensili, ferramenta viteria, scale e strumenti di misurazione.

Edilcommercio dedica la sua area a libero servizio al cliente a cui piace fare con prodotti di qualità.

 

Edilcommercio Srl

Via Castiglionese 59 (GR)

Tel. 0564 491507


 

Nuova sede della Caritas, c’è il via libera ai lavori

La nuova sede della Caritas

GROSSETO. «Con il rilascio del permesso a costruire da parte del Comune di Grosseto si entra in una fase importantissima del percorso che porterà alla realizzazione della nuova sede di Caritas diocesana nello stabile di via Pisa, acquistato dalla Diocesi. Siamo al punto decisivo per dare il via ai lavori». Così commenta don Alfio Bambagioni, economo della diocesi di Grosseto, la notizia che l’ufficio urbanistica del Comune ha rilasciato il titolo autorizzativo necessario per eseguire l’intervento di trasformazione urbanistica ed edilizia dell’immobile di via Pisa.

Ricostruzione dopo la demolizione

L’intervento consisterà nella demolizione e successiva ricostruzione del fabbricato, che la Diocesi ha acquistato grazie alla donazione ricevuta dalla famiglia Santini di Ravi e alla permuta dell’ex chiesetta de “Il Cristo”, lungo la strada provinciale del Pollino.

L’immobile attuale risale al 1954. In un’ala trova già spazio la Bottega della solidarietà, che verrà temporaneamente trasferita presso i locali della parrocchia di Principina Terra. Complessivamente misura 554,66 metri quadri: paiono tanti, in realtà per le esigenze di Caritas non del tutto sufficienti ed è per questo che Diocesi e Comune hanno lavorato per un ampliamento volumetrico.

«Il lancio ufficiale del progetto – ricorda don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi – avvenne il 15 novembre 2020, in piena pandemia. In quella circostanza fu lanciata anche la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, che naturalmente prosegue. Nel frattempo la Diocesi si è mossa per avere una parte sostanziale delle risorse necessarie. Nel 2021 abbiamo ceduto, per 800mila euro, all’arciconfraternita di Misericordia il centro Frassati, che da tempo veniva utilizzato solo in piccola parte. Un’operazione che si è perfezionata a luglio anche grazie al sostegno offerto alla Misericordia da parte dello staff di Fabio Becherini e di Banca Tema, la banca del territorio. Fondamentale è stato, poi, l’intervento della Cei, grazie al presidente, cardinale Gualtiero Bassetti e al Consiglio di presidenza, che nei mesi scorsi ha deliberato un sostegno di 500mila euro di fondi 8xmille per questa nuova casa grossetana per i poveri, sulle orme del Samaritano.

Rendering nuova sede della Caritas
Rendering nuova sede della Caritas

Nel contempo, anche la Fondazione Cr Firenze, grazie al diretto interessamento del consigliere di amministrazione Alfonso De Pietro e di Carlo Vellutini, membro del comitato di indirizzo, si è impegnata a sostenere quest’opera di alto valore sociale, con un contributo uguale alle risorse messe in campo dalla Cei. Ora il sogno può iniziare a concretizzarsi grazie alla generosità di tante persone, comprese alcune cospicue donazioni in memoria di persone defunte e alla vendita di un appartamento lasciato in eredità alla Diocesi, e alla rete tra istituzioni».

Non c’è ancora una data fissata per la posa della prima pietra, ma si lavora per accelerare il più possibile il percorso, anche perché se la pandemia, come pare, allenterà la sua morsa, i servizi che Caritas in questi due anni ha dovuto totalmente ripensare nelle modalità di erogazione, avranno di nuovo bisogno di un luogo accogliente e adeguato.

Come donare La campagna di raccolta fondi, intanto prosegue. Per contribuire con una offerta può essere utilizzato l’iban: IT 26Z0760114300000010548584 intestato a Curia vescovile di Grosseto, causale: nuova sede Caritas.

Felicita, la strana dinamica. Perché nessuno l’ha vista

I rilievi sul luogo dell'incidente

GROSSETO. La città, e la frazione di Marina, sono in lutto per la morte di Felicita Ciufo.

Una tragedia avvenuta la sera di giovedì 10, quando è stato dato l’allarme per la sua scomparsa.

Ma l’auto nel fosso è stata vista solo 24 ore dopo, nella serata di venerdì 11.

Per la donna, che probabilmente è morta sul colpo, non c’era più niente da fare.

Resta il drammatico interrogativo: com’è possibile che, per tutto questo tempo, nessuno abbia notato la Kia nel fosso, un piccolo affluente del canale di San Rocco, all’altezza del Casotto Venezia?

Un agente della polizia municipale fa i rilievi nel fosso
Un agente della polizia municipale fa i rilievi nel fosso

Il sopralluogo della polizia municipale

Oggi, sabato 12, gli agenti della polizia municipale sono tornati sul posto per fare, con la luce del giorno, ulteriori rilievi. E cercare di ricostruire la dinamica.

Ci sono alcune certezze

  1. L’auto viaggiava da Grosseto in direzione di Marina
  2. L’auto è andata dritta alla semicurva a destra, prima di Casotto Venezia e ha sfondato il guard-rail del ponticino. Un malore, una distrazione? Solo se sarà fatta l’autopsia sarà possibile chiarirlo.
  3. Ha fatto un volo di alcuni metri ed è finita nel fosso, che resta sotto alla strada

Il fosso, che è un affluente del Canale San Rocco, resta molto sotto alla strada. Alcuni metri, il dislivello sarà di almeno 3-4.

Il punto dove è avvenuto l'incidente
Il punto dove è avvenuto l’incidente

Percorrendo la provinciale delle Collacchie, in auto, non è possibile vedere oltre al parapetto. Né venendo da Marina, né venendo da Grosseto. La ciclabile, invece, resta dalla parte opposta.

Ecco perché le numerose auto che sono transitate dalle Collacchie non hanno notato nulla e l’allarme è stato dato da una persona a piedi. 24 ore dopo.

Il comfort di una villa a due passi dal mare

GROSSETO. Nella campagna appena fuori Venturina, in Val di Cornia, vicino alle più belle spiagge della costa degli Etruschi, da dove è facilmente raggiungibile il porto della Chiusa per chi ha una barca e a due passi dalle terme di Venturina, l’Impresa edile Antonio Lauria di Grosseto ha costruito il complesso residenziale “Il Capannino”: si tratta di 2 fabbricati dal prezzo di 145.000 euro ad appartamento comprensivo di box auto, giardino privati e dotate di tutti i comfort.

Il Capannino si trova in una posizione strategica: è a due passi dal promontorio di Populonia ed è di fronte all’Isola d’Elba, facilmente raggiungibile dal porto di Piombino e non è nemmeno lontano dai centri urbani di Livorno e di Grosseto.

Acquisto senza intermediari

L’impressa Antonio Lauria, affermata azienda grossetana, si avvale delle migliori maestranze, dei migliori prodotti in commercio e propone l’acquisto diretto senza intermediari di agenzia così da risparmiare sulle commissioni.

La pluriennale esperienza acquisita con la realizzazione di numerose opere importanti e uno staff tecnico altamente qualificato, ha consentito alla ditta Antonio Lauria di sviluppare una elevata specializzazione nel settore delle opere di restauro manutenzione messa in sicurezza di beni immobili monumentali (chiese, santuari, monasteri, palazzi storici, ecc.), sottoposti a tutela ai sensi delle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali.

La professionalità e l’accurata attenzione degli operatori dell’azienda riguarda lo svolgimento di un insieme coordinato di lavorazioni specialistiche, complementari ed accessorie, necessarie a recuperare, consolidare, trasformare, ripristinare, ristrutturare, sottoporre a manutenzione gli immobili di interesse storico, soggetti a tutela a norma delle disposizioni in materie.

 

Contatti:
Impresa Antonio Lauria
Il Capannino a Venturina– Vendita appartamenti, tranquillità e natura in un contesto di pregio
Chiama il 334 9024002 – 0564 412925

info@ilcapanninoventurina.it


 

Arrivano i nuovi cuccioli al Cemivet, eccellenza nazionale

GROSSETO. Il Cemivet (Centro militare veterinario), ente alle dipendenze del Comando logistico dell’Esercito, è un pezzo di storia militare e produttiva oramai radicato nella Maremma, che dall’entrata in via Castiglionese, poco lontano da Grosseto, si estende per oltre 500 ettari nella pianura maremmana.

Le sue origini, come illustra il comandante del centro, il colonnello Mario Piero Marchisio: «Risalgono alla costituzione, nel 1865, del “Deposito Allevamento Cavalli” di Grosseto. Il suo compito era assicurare il rifornimento di cavalli ai reggimenti di cavalleria del giovanissimo Esercito italiano (nato appena 4 anni prima).

Quello che era in realtà un deposito nato in via sperimentale, ebbe pieno successo e nel 1870 Vittorio Emanuele II, con Regio Decreto, ne sancì la definitiva costituzione».

Gli addestratori del Cemivet

Il cambio di denominazione rispecchia l’evoluzione della missione del centro: «Che negli anni venti del novecento – racconta il colonnello Marchisio – ha affiancato alla gestione dei cavalli anche la funzione di centro rifornimento muli. Questo fino alla fine degli anni ottanta del 1900. Dagli anni 1970 alla fine del secolo scorso si è distinto anche per quanto riguarda la produzione ed il rifornimento di cani da guardia, di razza pastore tedesco, a tutta la Forza Armata».

Oggi le principali attività del Cemivet sono l’approvvigionamento, la produzione, l’ammansimento, il primo addestramento e il rifornimento di cavalli e di cani per le esigenze della Forza Armata attraverso il lavoro svolto dal reparto ippico e dal gruppo cinofilo.

Il gruppo cinofilo si occupa della formazione di cani per la lotta agli ordigni esplosivi nei principali teatri operativi dove le Forze Armate italiane sono chiamate ad operare, e questo anno saranno festeggiati i 20 anni dall’istituzione di questo gruppo cinofilo, nato appunto il 1° luglio 2002.

L’addestramento dei cani

Il primo impiego operativo (documentato) dei cani dell’Esercito Italiano risale alla guerra italo-turca del 1911-1912. Vennero impiegati con funzioni di collegamento (scambio di messaggi), servizi di guardia, e ci sono foto dell’epoca che dimostrano che già allora venivano impiegati per cecare armi occultate, e per il trasporto su slitte per munizioni e cibo.

Durante la prima guerra mondiale furono per certo impiegati come guida per la ricerca dei feriti sul campo di battaglia, soprattutto per quelli che si nascondevano dalla vista degli avversari, e che rimanevano occultati anche agli occhi dei barellieri.

Un addestratore con uno dei cani

Il progetto di addestramento dei cani quindi, ha una lunga storia, e quello dei pastori tedeschi all’interno del Cemivet, è fin dalle origini incentrato sullo sviluppo delle loro capacità, che vengono addestrati ad oggi per la ricerca di mine, di esplosivi, e per l’individuazione di persone.

Vengono così sviluppate principalmente tre classi di addestramento specifiche, i cosiddetti “Mine detection  dog”, ovvero i cani addestrati a rilevare gli ordigni interrati, gli “Explosive detection dog” addestrati alla ricerca e ritrovamento degli esplosivi posti al di sopra della superficie e i “Patrol explosive detection dog”: quei cani addetti alla ricerca sia di persone che di esplosivi presenti al di sopra del livello del suolo.

Il cane si prepara a fare uno degli esercizi

Il tenente colonnello Livio Termite, comandante del gruppo cinofilo dell’Esercito italiano, assieme al colonnello Mario Piero Marchisio ci tiene a sottolineare che: «Tra il cane e il suo conducente si instaura, un rapporto profondo, che sta alla base di tutto L’addestramento è una attività che facciamo senza strumenti di coercizione, ogni attività di addestramento si basa sul gioco. ».

Il cibo, ad esempio, premio per ogni attività di gioco, tenuto nelle mani dell’addestratore soprattutto nelle prime fasi di addestramento, insegna a instaurare un rapporto visivo cane-guida. Portandosi le mani in direzione del viso, l’addestratore agevola il cane in questo contatto, utile poi in quelle che saranno le fasi di ricerca su campo.

 

Il cane si prepara all’esercizio di ricerca

Il Cemivet è riuscito inoltre a rendersi autosufficiente per quanto riguarda le nuove generazioni di cuccioli, prima erano costretti a comprarli per avere un giusto numero da destinare all’addestramento, adesso invece hanno un reparto nursery tramite il quale riescono ad approvvigionare per intero il loro fabbisogno.

«Grazie all’i interazione tra la componente allevatoriale, veterinaria e quella militare, il centro ha raggiunto alti standard qualitativi – afferma il comandante Marchisio -. Abbiamo selezionato linee di sangue, dando il via appunto a un allevamento interno tutto nostro. Accanto a questo abbiamo affiancato tra loro varie figure professionali: con veterinario, veterinario comportamentalista e addestratore, l’unione di queste competenze è riuscita ad affinare le nostre capacità».

L’Esercito è attivo anche nel continuo studio sul benessere animale. Il suolo dei box nella sezione nursery per esempio, è fatto da una lega di materiale pneumatico riciclato, fornito da una azienda che lo ha installato in via sperimentale.

 

I cuccioli

I cuccioli vengono seguiti ancor prima che nascano, studiando le varie fasi della gestazione, e l’addestramento parte dalla nascita, ovviamente sempre come gioco. «Il tutto condotto dal personale dell’esercito che dimostra un grande spirito di abnegazione e una grande passione, non esiste vacanza o weekend. Il personale convolto in queste attività svolge il proprio lavoro con passione e spirito di sacrificio. Si tratta di persone davvero speciali e non finirò mai di ringraziarli abbastanza; se possiamo contare su questa bella realtà è soprattutto merito loro» sottolinea il colonnello Marchisio.

Due splendidi cuccioli, nati il 15 dicembre al Cemivet

La genitrice durante la gestazione, viene tenuta in zona controllata, isolata da rumori molesti e mandata fuori dal box in zona riservata. Nella nursery viene monitorata l’attività con temperature e telecamere, sia nei circa 60 giorni di gestazione sia dopo il parto, anche per evitare comportamenti anomali.

Dalla nascita, in ogni fase di accrescimento, i cani vengono selezionati in base alle loro caratteristiche, le componenti di predazione e controllo devono essere bilanciate.

Ogni esemplare deve essere in grado di portare le proprie attività a compimento in maniera efficiente, non cedendo ad eventuali fasi di stress, dimostrando di avere la tempra giusta, per dare una risposta immediata sul campo.

Altro fattore non da meno è l’abbinamento addestratore-cane. Un binomio che è indice di qualità del risultato. Ogni cane viene assegnato al proprio addestratore in base alle qualità di entrambi, creando un legame che valorizza al meglio, attraverso le affinità, entrambe le identità.

Ancora gli splendidi cuccioli nati il 15 dicembre scorso

I cuccioli, curiosi e giocherelloni, come già detto, vengono addestrati già da subito anche a sopportare rumori forti durante ad esempio i momenti del pasto, così che non provino stress e non si spaventino in futuro. Saranno destinati al proprio addestratore già dai primi mesi di vita, molti poi rimangono affezionati al proprio cane, e una volta che l’animale va in pensione, se lo portano a casa.

Ennesima dimostrazione di quanto questo lavoro significhi sia per il cane che per l’uomo: al Cemivet come colleghi, ma anche come grandi amici.

Scopriamo il lavoro dentro al cantiere nautico

IL CANTIERE NAVALE DI PUNTA ALA E SCARLINO

PUNTA ALA. Il cantiere navale, Costa Etrusca group di Punta Ala e Scarlino, vanta nel suo team un gruppo solido, affidabile di artigiani e tecnici nel team da anni, persone legate da affetto, uomini e donne che con le loro abili mani sanno riportare a nuova linfa le barche che vengono portate in rimessaggio curando sia la parte in legno, che in vetroresina, che tutta la minuteria che si compete ad uno yacht o barca a vela, non manca anche la cura della tappezzeria.

Tre valorosi giovani apprendisti stanno iniziando un percorso di crescita professionale importante, imparando un mestiere che saprà dare loro grandi soddisfazioni. Tutti i collaboratori grandi e giovani, sempre attenti alle novità, frequentano durante l’anno numerosi corsi d’aggiornamento per esser sempre al passo con i tempi.

Il cantiere si vanta di essere uno dei migliori d’Italia: «Si avvalgono delle nostre maestranze – dicono – i migliori armatori privati italiani ed esteri, siamo specializzati in restauro di barche a vela».

Cantiere di Punta Ala
Loc. il Porto, Punta Ala (GR)
Tel: +39.0564.922761 – 3475061254
e-mail: info@cantierenavaletoscana.com
Stabilimenti ed Uffici – Rimessaggio Coperto a Scarlino
Zona Industriale – Via E. Fermi, Località  “La Botte”, Scarlino (Gr)
Tel. 0566 34238

e-mail: info@cantierenavaletoscana.com


Il crocifisso del Vecchietta vola a Firenze – Il video

La movimentazione del Crocifisso del Vecchietta

GROSSETO. Dopo «La Madonna delle ciliegie» del Sassetta e il «Giudizio Universale» di Guido da Siena, esposti rispettivamente nella città del Palio e a Forlì per due grandi mostre su Dante, l’arte sacra grossetana continua ad  essere al centro della scena.

Si sono concluse, infatti, nella tarda mattinata di mercoledì 2 febbraio le operazioni di movimentazione del Crocifisso del Vecchietta, venerato nella cattedrale di San Lorenzo, a Grosseto. Prenderà la strada di Firenze, per la mostra “Donatello, ovvero il Rinascimento”, curata da Francesco Caglioti  in programma a Palazzo Strozzi e al Museo del Bargello dal 19 marzo al 31 luglio.

Un’opera d’arte custodita in Duomo

A curare le delicate operazioni di movimentazione è stato il personale dell’azienda Arterìa, specializzata nella movimentazione, trasporto, esposizione e deposito di opere d’arte.

Ad assistere alle operazioni erano presenti don Franco Cencioni, proposto del Capitolo della cattedrale e direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi; il parroco della cattedrale, don Piero Caretti; funzionarie della Soprintendenza e del Maam.

L’opera è stata richiesta in prestito alla Diocesi dai direttori della Fondazione Palazzo Strozzi e dei Musei del Bargello, perché il Vecchietta è considerato tra i più importanti seguaci di Donatello a Siena e il Crocifisso conservato nella cattedrale di Grosseto, sconosciuto – purtroppo – al grande pubblico, è stato ritenuto particolarmente indicato al progetto.

«Per noi – commenta don Franco Cencioni, che in qualità di proposto del Capitolo della cattedrale e direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi ha seguito l’intero iter – queste richieste sono motivo di orgoglio e di soddisfazione. La periferica Grosseto, che – si dice – non è in grado di competere artisticamente con le altre città toscane, in realtà è custode di opere di grandissimo valore, che meritano di essere conosciute oltre i confini della nostra città. Ben volentieri, dunque, abbiamo acconsentito – dietro il placet della Soprintendenza – alla richiesta di questo prestito».

Un prestito che, peraltro, porterà un ulteriore vantaggio, perché Fondazione Palazzo Strozzi e Musei del Bargello si faranno anche carico di un intervento di restauro conservativo del Crocifisso, da parte della restauratrice fiorentina Silvia Bensi, anch’essa presente alle operazioni di movimentazione.

Non c’è certezza su chi fu il donatore dell’opera anche se tutto lascia credere che – come scritto dal professor Mazzolai – sia stato il cardinale Giulio Cesarini, che fu amministratore apostolico della Diocesi dal 1439 al 1444. «Per i grossetani – osserva a questo proposito don Cencioni – è un’occasione per ricordare con gratitudine quei Vescovi che, pur non residenti, hanno però amato questa terra, arricchendola di opere e di attenzioni che l’hanno fatta crescere».

Nel periodo in cui la scultura sacra sarà in esposizione a Firenze, in cattedrale sarà sostituita da un Crocifisso su base lignea del XIX secolo, custodito nelle sacrestie vecchie recentemente restaurate.

Un po’ di storia

Del Crocifisso si hanno notizie frammentarie. Le prime risalgono alla metà del ‘500, quando la scultura fu collocata in cattedrale, ma non nell’attuale posizione. Solo nel 1572 si concretizza l’altare del Crocifisso, nel transetto a destra. L’opera lignea è attribuita a Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, che lo avrebbe scolpito fra il 1470 e il 1480 nell’ambito della scuola donatelliana.

C’è chi, però, lo attribuisce a Giovanni di Stefano, figlio di quel Sassetta autore del capolavoro “La Madonna delle ciliegie”, conservata nell’ala del museo diocesano d’arte sacra del Maam. Il Crocifisso è a grandezza naturale; il Cristo, che si offre sulla croce per la salvezza degli uomini, è colto nel momento che precede la morte. Il torace si sta gonfiando, le membra si torcono, le gambe e le braccia sono segnate dalle vene. È un capolavoro d’arte sacra che commuove e rimanda a quanto san Paolo scrive nella Lettera ai Filippesi: «Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce».

«L’auspicio – conclude don Cencioni – è che quanti visiteranno la mostra su Donatello possano lasciarsi toccare il cuore dal Crocifisso del Vecchietta, tanto più in un momento difficile come questo, in cui abbiamo bisogno di ritornare alla sorgente della nostra umanità e il Cristo sofferente e morente ci aspetta per ricordarci che Lui il mondo l’ha già redento col suo amore fino alla fine».

“Roccastrada” fa nascere una star

Il cantante Luke Noa

ROCCASTRADA. Cresciuto in una piccola città della Germania meridionale, Luke Noa ha iniziato a scrivere canzoni e suonare all’età di 14 o 15 anni e presto comincia a farsi conoscere sulla scena musicale tedesca. Ma è la sua ultima canzone a raccontare un legame che pochissimi conoscevano, quello con la Maremma. E ancor più precisamente: quello con Roccastrada. È proprio il nome della cittadina sulle colline metallifere a dare il titolo al suo ultimo singolo che sta riscuotendo un grande successo.

Un amore finito e le vacanze nel borgo

«Nel cuore della notte, perseguitato dagli incubi e dal dolore per un amore finito – racconta Noa – ho avuto l’idea di questa canzone, nata a Sassofortino, dove sono venuto spesso in vacanza con la mia famiglia».

Nel borgo che si trova nel comune di Roccastrada, Luke Noa e i suoi genitori hanno trascorso delle belle vacanze: il giovane musicista è venuto qua la prima volta quando aveva 6 anni, c’è tornato poi da ragazzino e, negli ultimi tre anni, ogni estate. «Quando ci sono stato nel 2019, già lavoravo come musicista – dice – stavo affrontando una situazione molto difficile sentimentalmente. L’atmosfera e la bellezza di tutta la zona mi hanno davvero aiutato a prendere una certa distanza e ad affrontare tutto quello che mi stava succedendo. Dalla finestra della mia camera vedevo ogni notte Roccastrada sul colle. Mi sono sentito profondamente ispirato da questo e così è nata la canzone “Roccastrada” che parla fondamentalmente del mio viaggio di guarigione in questo ambiente meraviglioso e speciale».

Il video che accompagna le parole del giovane musicista, un omaggio alla cittadina e al suo potere salvifico, è stato girato nel 2020: tra le immagini si possono riconoscere la spiaggia di Marina di Alberese e la Tenuta Aia Vecchia, che si trova vicino a Sassofortino. La canzone è stata pubblicata nell’Ep “Bleach”, fresco di stampa.

L'EP "Bleach"
L’EP “Bleach”

ROCCASTRADA

I’ve been dreaming again last night / You showed up to the war in my mind
Sneaking up quietly to the place beside me / Blue flowers among green leaves
The fabric on a golden skin / And I saw you wearing every color
I saw you lying in the summer / And oh I ain’t ever wanna wake the truth

Play your role in every other dream
Keep the illusive taste of what there could have been
You don‘t hold me tight / But still won’t leave me

So I’ve been fleeing to a foreign ground / to get away from a trusted sway
And red stripes grace the sky / To call in eventide
But even with the veins of wine / Weary head won’t let me sleep
So I observe Roccastrada at night / And it’s glowing the way that you glow in a crowd

Play your role in every other dream
Keep the illusive taste of what there could have been
You don‘t hold me tight
But still won’t leave me

Foolish I never saw the signs / If only you had told me right
Missed by a minute just to be in time / When we met for a forced goodbye
And now both of those restless minds / Slowly slip back into life
And now that all the lines divide / I hope we‘ll meet at another time