Fra musica e arte, il singolo di Alessandro Bigozzi

GROSSETO. Vestito di semplicità e delle sue emozioni che suona come se dipingesse olio su tela, chiamato a parlare della sua musica, non può fare a meno di confessare quanto questa sia legata al suo vissuto.

Il giovane cantautore di Grosseto (classe 1996), vive tra la musica e l’arte, «Insieme alla musica, l’arte rappresenta la mia più grande passione» racconta. Finito gli studi al liceo classico della città, infatti, ha conseguito la laurea triennale in Scienze dei beni culturali a Pisa, e si è iscritto al corso di laurea magistrale in Storia dell’Arte all’Università di Siena.

Amante della storia medievale in particolare, ma sinceramente legato al repertorio artistico di Michelangelo, in musica racconta di ascoltare molto quella straniera, preferendo le sonorità di Bruno Mars, o Ed Sheeran, mentre «dei contemporanei italiani non saprei dirti al momento – dice Alessandro – però ascolto molto Lucio Dalla e Battisti, nell’edizione di Edicola Acustica questa estate 2021, organizzata da Michele Scuffiotti al quale va un mio affettuosissimo saluto, ho cantato “L’anno che verrà” e “Piazza grande” di Dalla, ed è sempre un’emozione unica. Di musica ne ascolto molta e a casa ho un piccolo studio dove vengono a registrare anche giovani cantanti locali, di ogni genere, coi quali mi confronto sempre».

Bigozzi, ha iniziato con la musica all’età del liceo, quando suonava pianoforte e chitarra, da autodidatta. Ha sin da giovanissimo imbracciato uno strumento oltre che a sfoderare la sua voce, continuando su quel sentiero: «Per i cantautori – racconta Alessandro – è secondo me sempre più fondamentale saper suonare, saper qualcosa sugli arrangiamenti, non solo saper cantare».

Dal 2020 ha fondato con alcuni suoi carissimi amici di Grosseto anche una band, chiamata “I riflessi”, con la quale suonano nei vari locali della Maremma, sia cover che le canzoni di Alessandro, come avvenuto questa estate, che hanno suonato in piazzetta Socci in centro storico a Grosseto durante la notte bianca.

Nel video sotto, una loro performance nel luglio 2019.

«Fare arte e fare musica significa comunicare sentimenti, emozioni, non mi piacciono le canzoni che non hanno nulla da dire, né le opere prive di sentimento. Magari ci sono opere che esteticamente convincono meno, ma che hanno molto più da dire di altre dai titoli più altisonanti» afferma Alessandro.

Emozioni e tanta Maremma

Nei suoi video, che accompagnano e cercano di raccontare le sue canzoni, compaiono spesso scorci caratteristici della Maremma, come lui stesso conferma: «Nell’ultimo video, quello di “Resta pura qua dentro” il video è girato molto sul Monte Amiata, nel periodo in cui era innevato. In quello di “Non ci sei“, il primo, si vede bene il paesaggio del Lago dell’Accesa. In “Torno da te“, molte scene sono girate al Convento dei frati passionisti, sul Monte Argentario. Mentre in “Nuova luce” le immagini sono girate tra la Casa rossa di Castiglione della Pescaia e l’eremo di David Lazzaretti sul Monte Labro. Mi piace cercare location particolari, tutte queste che ho colto finora, sono spesso messe insieme da un unico filone, quello della spiritualità, un aspetto della vita che io stesso vivo intensamente».

Nella sia musica, invece, non segue un argomento preciso, ma la sua stessa storia, come racconta Alessandro infatti: «Le mie canzoni possono parlare di amore, come di altre emozioni, ma non seguono un tema specifico. Sono frutto di quello che vivo quando le compongo. L’ultima, “Resta pure qua dentro” è nata in seguito una storia molto importante. Sento molto quello che scrivo e ogni canzone è frutto di un periodo e di un vissuto spesso ben preciso». Come infatti lo sarà la sua nuova canzone.

In cantiere un nuovo singolo

Alesandro infatti anticipa: «In cantiere c’è un nuovo singolo, in prossima uscita, tra la primavera e l’estate 2022. sempre prodotto dal follonichese Alex Marton, che dalla canzone “Nuova luce” affianca il mio lavoro. E sempre girato da Francesco Nisi, che sa sepmpre come districarsi in ogni ambientazione. Questo nuovo singolo uscirà un po’ dalle solite ambientazioni maremmane e parlerà di rinascita, di speranza, e sarà diverso dal solito genere. Poi magari vedremo di avvicinarci a qualche etichetta discografica di rilievo».

 

 

Per Andrea Biscaro, il diavolo veste Gaga

il diavolo veste Gaga, parte di copertina

ISOLA DEL GIGLIO. Un tentativo di afferrare e analizzare il corpo dell’opera di una grande artista quale è Lady Gaga, le cui canzoni non sono che una piccola parte della sue attività. Un libro multiforme e camaleontico, proprio come il soggetto narrato. Questo e non solo, è l’opera “Il diavolo veste Gaga” di Andrea Biscaro, edito da ‎ Officina di Hank, già disponibile nelle librerie.

Biscaro, classe ’79, è uno scrittore, cantautore e ghostwriter. Nato a Ferrara, vive all’Isola del Giglio, e ha scritto romanzi, racconti , favole, canzoni, concerti. Ha lavorato per Castelvecchi, Fabbri, Meridiano Zero, Stampa Alternativa, Caissa Italia e per molte altre case editrici.

Biscaro, gigliese di adozione

Dopo i recenti romanzi, arriva questo testo che gira attorno a una delle sue più grandi passioni, la musica, incentrato su Lady Gaga. Lo ha ha un po’ raccontato una volta intervistato.

Andrea Biscaro mentre presenta il suo libro su YouTube
Andrea Biscaro mentre presenta il suo libro su YouTube

Andrea Biscaro, possiamo chamarla un gigliese di adozione, da 15 anni sull’isola, quale è il percorso che la ha portata qua?

«Le scelte importanti si fanno solo per amore. L’amore mi ha portato sull’isola. Per Amore intendo quel sentimento propulsivo che ci rinnova e ci spinge alla conoscenza. John Lennon diceva che esistono due forze motivanti fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci tiriamo indietro dalla vita. Quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ci offre, con passione, eccitazione e accettazione. Viviamo un tempo che ci sprona soltanto alla paura. È ora di guardare avanti. Di innamorarsi di tutto ciò che è puro, quel poco che è rimasto. L’isola assomiglia molto a questa purezza».

Cosa ama dell’isola?

«Amo quel senso di primitivo e primigenio che la natura comunica. Nonostante certi personaggi facciano di tutto per distruggere questo ecosistema perfetto, l’isola parla ancora una lingua arcaica».

La musica è un ambiente che segue da anni?

«Da quando sono bambino. Ho iniziato a suonare la chitarra a 7-8 anni e non ho più smesso. La musica è il mio ossigeno, da sempre. Ne ascolto tantissima e ne suono altrettanta. Sono cantautore nel progetto Secondamarea (che negli anni ha riscosso successi non solo nazionali)».

Questo suo libro non è solo una biografia, giusto?

«Giusto. Si tratta di una sorta di ibrido tra saggio, biografia e romanzo. Credo abbia anche un taglio cinematografico. La sensazione che questo libro dovrebbe suscitare è una vicinanza stretta, spalla a spalla, con Gaga».

Copertina del libro "Il diavolo veste Gaga"
Copertina del libro “Il diavolo veste Gaga”

Già dalla copertina possiamo intendere dei riferimenti al mondo Pop, ma Gaga è solo pop?

«La copertina è il regalo di un grande fotografo italiano di fama internazionale, Maurizio Galimberti, inventore della tecnica del fotomosaico. Uno dei pochi italiani che ha avuto il privilegio, l’onore e l’onere, come afferma lui stesso, di lavorare con Gaga. Popolare, sì, nella sua accezione più alta, autentica. Gaga è Art-Pop».

Cosa rappresenta per lei Lady Gaga e cosa rappresenta, secondo lei, per il mondo?

«Gaga è l’ultima grande Diva mondiale. È un simbolo, un’icona. Una grande artista e una strabiliante performer. Una donna che racchiude in sé una moltitudine. È “Mother Monster”, anche. Madre e Protettrice di tutti i cosiddetti freaks di questo mondo».

Crede sarà destinata a stupirci ancora?

«Assolutamente sì. È la prerogativa di Gaga quella di stupire sempre, di disattendere qualsiasi attesa. So che sta già pensando a un nuovo progetto: un musical interamente scritto da lei».

Informatica, turismo e marketing senza segreti al Raveggi

L.Raveggi open day

LO SPECIALE ISTITUTO DAL ROSSO DA VERRAZZANO

ALBINIA. L’Istituto Tecnico Economico “Luciano Raveggi”, prevede tre indirizzi di studi: Amministrazione, Finanza e Marketing, Sistemi Informativi Aziendali e Tecnico per il Turismo. Il ciclo di studi ha la durata di cinque anni, suddivisi in un biennio comune e un triennio differenziato in base all’indirizzo.

Raveggi - informatica

L’indirizzo AFM

L’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing (AFM) forma addetti all’amministrazione, alla contabilità, alla consulenza fiscale, allo sportello bancario: per questo garantisce una solida formazione giuridica, economico-politica ed economico-aziendale.

raveggi - in classe

L’indirizzo Sistemi informativi aziendali

L’indirizzo Sistemi informativi aziendali è un’articolazione del tradizionale AFM, rispetto al quale offre una profonda preparazione nell’ambito della programmazione informatica e nell’utilizzo di software aziendali e gestionali, garantendo sbocchi occupazionali come tecnico informatico e web designer. L’ITE è inoltre una CISCO Accademy autorizzata ad erogare corsi formativi che permettono di sviluppare competenze professionali relative all’assemblaggio e manutenzione di PC, all’installazione di sistemi operativi, ecc.

verrazzano scuola

 

L’indirizzo Tecnico per il Turismo

L’indirizzo Tecnico per il Turismo offre sbocchi occupazionali presso agenzie di viaggi, tour operator, istituzioni culturali, strutture ricettivo-alberghiere. Prevede l’insegnamento di tre lingue straniere (Inglese, Francese, Tedesco o Spagnolo a scelta degli studenti). Sono previsti stage e soggiorni all’estero presso alcune scuole europee con cui l’ITE ha intrapreso progetti di gemellaggio e scambio (come il Progetto europeo Erasmus+), oltre ad attività di tirocinio e formazione presso le aziende del territorio ed in occasione di eventi locali come Gustatus.

È possibile conseguire le principali certificazioni linguistiche (PET, DELF, FIRST, ecc.), ormai imprescindibili per accedere con successo al mondo del lavoro oppure per frequentare i corsi universitari.

Prenota un incontro con i docenti

Scuola aperta in presenza: 15 e 22 gennaio con Laboratorio di Informatica dalle 10:00 alle 11:00 e Laboratorio Turistico dalle 11:00 alle 12:00.

Incontri online: 13 e 20 gennaio dalle ore 15:00 alle ore 16:30 per gli indirizzi di studio Informatico e Turistico al seguente link:

https://meet.google.com/qnu-zbsa-tdk.

Si ricorda che gli accompagnatori degli studenti di tutti gli indirizzi dovranno essere in possesso del Green Pass per accedere all’istituto. 

Vieni a trovarci sul nostro sito! 

 

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Francis Jupiter, il talento di ritorno in Maremma – IL VIDEO

Francis Jupiter

GROSSETO. Smalto indaco, gran sorriso, occhi vivaci, profondi, anima piena di orizzonti e di idee. Si presenta così Francis Jupiter, giovane artista grossetano che ha deciso di seguire la sua strada nel mondo della musica e che, dopo una esperienza come artista di strada a Londra, è tornato a Grosseto cantando sì in inglese, ma stavolta in mezzo alla Maremma.

Francis Jupiter - foto di Marco Marroni
Francis Jupiter – foto di Marco Marroni

Francis, Francesco Petrini alla anagrafe (che lo ha nei suoi registri dal 1993), una volta finite le superiori, scelse di trovare una strada tutta sua nel mondo della musica, avendo già alle spalle una passione forte, che già dai 15 anni lo aveva portato a fondare con altri amici una cover band dei Blink 182. Nel 2012, così decise di darsi nuovi obiettivi, e lo fece oltreoceano, a New York, nel quartiere di Brooklyn, dove inizialmente chiese aiuto a una coinquilina per trovare un lavoro. Lei lavorava nella campagna elettorale di Obama e lo coinvolse come sondaggista elettorale. Finita quella breve esperienza trovò lavoro nel catering, ma il visto stava per scadere, e forse non erano quelle le luci della città che sentiva più accoglienti per potersi esprimere al meglio.

Musica, Londra e Jared Leto

Tornato in Italia iniziò a suonare con una band di ragazzi a Grosseto, facendo serate in vari locali. Poi, dopo circa due anni, decise di partire per Londra e provare a crescere a livello musicale. Come racconta Francis: «Appena arrivato decisi di fare un giro ricognitivo della città, per vedere cosa potevo fare, come approcciarmi. Trovai degli artisti di strada che mi proposero di suonare e cantare con loro. Mi guardarono e mi chiesero il perché non provassi a suonare per strada. Lì è un mestiere come altri, non c’è quella sorta stigma sociale che c’è qua verso questa forma d’arte. A volte anche i giovani escono di casa e vanno a fare gli artisti di strada come lavoro, senza particolari discussioni in famiglia».

«Così è iniziato tutto. Ho cominciato con la mia voce e una chitarra, con una loop station, migliorando sempre più, rimanendo a contatto con le persone. Cosa che mi è servita per interpretare i loro gusti, il loro umore. Ero sempre presente, tutti i giorni, soprattutto nella zona tra Piccadilly Circus, Trafalgar Square e Chinatown. Ero anche divenuto una sorta di rappresentante del posto, partecipavo ai meeting del Council della città».

Francis Jupiter con Jared Leto
Jared Leto e Francis Jupiter

A Londra ha conosciuto un amico col quale ha fondato il duo “Screams From The Sun” iniziando a fare dei tour anche fuori dalla capitale, in festival indipendenti, ampliando la sua conoscenza della musica e facendosi conoscere anche fuori città. Nel Regno Unito ha avuto anche la soddisfazione di incontrare la redattrice del Rolling Stone francese, rimasta sorpresa dalla loro musica e, onore altrettanto grande, ha avuto modo di suonare con Jared Letho: «Era ospite della BBC – racconta Francis – e andai per vederlo volevo farmi anche una foto con lui, solo che lì, sul più bello, il cellulare mi abbandonò. Allora, furioso, ma con la speranza di non perdere il momento, avendo con me tutta la mia attrezzatura, iniziai a suonare… lui venne verso di me e abbiamo cantato un po’ insieme. Davvero un piacere e un onore. Postò il momento come storia su Facebook, a me è rimasto un bellissimo ricordo e un video».

2020 ritorno in Maremma

«Sono rimasto a Londra fino al 2020 – racconta Francis – poi la pandemia mi ha in un certo senso obbligato a rientrare. C’era anche il divieto di suonare per strada, ma gli affitti ci venivano sempre chiesti, e non potendo suonare, non avevo incassi per pagare ogni mese. Decisi quindi di tornare a casa. Quanto arrivai a Grosseto credevo che la situazione fosse un po’ meglio, ma la pandemia avea colpito severamente anche qua e le condizioni non è che fossero molto diverse». Non dandosi comunque per vinto, col fratello videomaker ha creato un video di animazione per gli Screams From The Sun, poi rispolverando il suo amore per la grafica e il disegno, si è iniziato a dedicare ai videoclip e all’animazione facendone un lavoro, mettendosi al servizio di aziende che hanno bisogno del suo talento.

E adesso arriva “Deja Vu” il suo nuovo singolo dove debutta come cantautore, che da poco risuona anche nel video caricato su YouTube. Probabilmente influenzato dall’ambiente lodinese e dalla musica di gruppi come gli Imagine Dragons o i Thirty second to Mars, Francis tira fuori sonorità tutte sue, donando alla sua musica quello spirito di rivincita che contraddistungue il suo percorso. Sempre seguendo la stella della valorizzazione del talento musicale udibile a pelle, tenendosi lontano dagli stereotipi fin troppo omologati, “alla TikTok”. Francis racconta: «Ho proposto la mia idea al mio amico Alessandro Benedettelli, al quale è piaciuta la mia canzone ed è partita la collaborazione. Per il videoclip mi sono fatto aiutare da Giulio Garosi che fa il videomaker. Il video è girato tra la spiaggia di Principina e Grosseto zona Casalone».

Francis Jupiter . foto di Marco Marroni
Francis Jupiter – foto di Marco Marroni

A Londra quando faceva vedere le foto della sua terra gli chiedevano perché fosse andato là da loro, con quel clima, ora, tornato in Maremma, ci ha girato il video del suo nuovo singolo da solista. Un video nel quale propone anche immagini in stile “meme”, strizzando l’occhio anche al pubblico più giovane. Presenti, come scritte a tutto campo, anche alcuni commenti poco lunsinghieri ricevuti durante la sua carriera. Messi appositamente lì, un po’ come monito, un po’ come segno di rivincita sulle difficoltà. Il brano apre una nuova fase per lui con questo nuovo approccio da solista, e conscio delle nuove sfide che gli si pareranno davanti infatti Francis dichiara: «Nella vita le situazioni cambiano, ma se il tuo modo di percepirle e affrontarle rimane sempre lo stesso, ti ritroverai ad affrontare le stesse avversitá».

Futuro

Francis, abbandonata l’esperienza del duo Screams From The Sun e intrapresa la via da solista, sta nel frattempo anche collaborando con un blog musicale londinese dove scrive di artisti e band emergenti. Dal punto di vista della produzione musicale, con Alessandro Benedettelli ha in cantiere altri 3 brani, di cui uno già pronto. A marzo è atteso anche il nuovo video.

Qui il profilo Instagram per continuare a seguire la musica di Francis Jupiter

 

Le terme della Baciocca cadono a pezzi

Sito di Poggio Speranzona (Montioni)

FOLLONICA. Il recupero della ex cava di Poggio Speranzona nel Parco di Montioni, sembra ancora lontano, come racconta Marco Stefanini dell’associazione La duna.

Marco Stefanini sul sito storico dell'ex cava
Marco Stefanini sul sito storico dell’ex cava

Come racconta Stefanini, Montioni era chiamato “il comune di Elisa” visto che spesso vi faceva visita, e sul vicino Poggio Speranzona oltre ai resti di un piccolo abitato si trova l’ex cava di allume (usato come sito di conferimento dei rifiuti dell’industria chimica).

L’ex cava rappresenta un sito storico, di archeologia industriale «E ci sono anche delle vasche, c’era un centro termale, denominato come la sua fondatrice “la Baciocca”, per via del matrimonio di Elisa con Felice Baciocchi. La forma, nei luoghi dove erano posizionate, si vede ancora. Una, che è alla sede dei Carabinieri del nucleo forestale di Follonica sembra sia stata fatta da uno scultore della scuola del Canova» afferma Stefanini.

«Questo sito è importante – racconta Stefanini –  anche perché ci sono rovine che rappresentano costruzioni adibite ad attività estrattive. Tutti quelli che si sono succeduti nelle amministrazioni, hanno manifestato l’interesse di tutelare questo luogo, solo che ad oggi sembra sempre tutto uguale, anzi peggio, perché senza alcun intervento il tempo deteriora i materiali, e la calce originaria che tiene insieme le pietre e i laterizi, è di scarsa qualità, reggerà sempre meno col tempo».

Marco Stefanini evidenzia uno dei punti ritenuti critici
Marco Stefanini evidenzia uno dei punti ritenuti critici

Dal video della sua presentazione del sito, il tetto risulta crollato «Da anni – ricorda Stefanini – e molte parti rischiano lo stesso destino, non mi risulta sia mai stato presentato un progetto per riqualificare il luogo, metterlo in sicurezza e renderlo fruibile»

L’appello dell’associazione

Marco Stefanini si appella ai soggetti che potrebbero essere interessati «come associazione invitiamo l’amministrazione e i soggetti interessati a muoversi, lo stato del sito potrebbe peggiorare ancora con le future intemperie, sono necessari interventi. Nel 2018 l’amministrazione di Follonica si impegnò, approvando una mozione in consiglio, al reinvestimento dei proventi ricavati dal conferimento dei «gessi rossi» di Tioxide, nel recupero della ex cava di Poggio Speranzona nel Parco di Montioni. Ad oggi però, 2022, mi sembra un impegno disatteso. Spero che qualcosa inizi davvero a cambiare».

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Crisba, il centro ricerche avanzato del Tecnico Agrario

LO SPECIALE LEOPOLDO DI LORENA

GROSSETO. Una scuola che guarda al futuro, che promuove le risorse del territorio e al contempo fa ricerca, oltretutto con notevoli risultati, strumentazione, tecniche e personale all’avanguardia. Questo è il Leopoldo II di Lorena, che per le attività di ricerca può avvalersi di un proprio centro ricerche interno, il Crisba.

 

Cosa è il Crisba

Il Crisba (www.crisba.eu), fondato a Grosseto all’interno dell’Istituto Superiore ISIS “Leopoldo II di Lorena” nel Luglio 2010, è un centro ricerche che svolge attività di sperimentazione scientifica in ambito agro-alimentare e ambientale, con il coinvolgimento di studenti e di aziende provenienti da tutto il territorio nazionale.

Gli studi del Centro riguardano in particolar modo l’innovazione e la sicurezza alimentare della filiera cerealicola, la biodifesa delle colture vegetali, la tutela della biodiversità locale protetta e, su commissione, lo svolgimento di prove agronomiche.

IL CRISBA si autosostiene e il rapporto con studenti delle scuole superiori e universitari è inteso nell’ottica di un vicendevole scambio di esperienze volto alla crescita sia dello studente, sia del Centro.

Alcuni studenti nei laboratori del CRISBA con Direttore e Ricercatori

In questa prospettiva infatti il Direttore Maider Giorgini, che ha preso il testimone dopo Giampaola Pachetti, ha di fianco a sé esperienze come quella di Lorenzo Moncini (laureato in biotecnologie vegetali e microbiche all’Università di Pisa) e di Gabriele Simone (laureato in biotecnologie per la sicurezza e la qualità delle produzioni agricole all’Università della Tuscia) unite in una collaborazione che spazia su numerosi progetti.

Ricerca

La principale attività del laboratorio è, come detto, quella della ricerca, e negli anni si è distinto per molti studi applicati a soluzioni ecosostenibili che hanno avuto anche successo internazionale.

Come lo studio sulla conservazione di cereali e legumi in atmosfera controllata d’azoto, per il quale il CRISBA è stato scelto come esempio di buona pratica agronomica al G7 dell’Agricoltura di Bergamo dell’Ottobre 2017. Il metodo, oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche da parte del Centro, permette di mantenere la qualità delle granaglie stoccate, previene l’attacco di funghi micotossigeni e abbatte le popolazioni di insetti infestanti, senza ricorrere a gas serra o a fumiganti che possono lasciare residui nelle produzioni e hanno un notevole impatto ambientale. Il CRISBA è riuscito anche a trasferire questa tecnologia dalla scala di laboratorio alla scala aziendale. Infatti, grazie al contributo della Fondazione CR Firenze, lo scorso maggio ha inaugurato un proprio impianto presso l’Azienda Agraria Macchiascandona dell’Istituto, composto da una batteria di silos collegati al sistema di atmosfera controllata, che sono utilizzati sia per i test di validazione scientifica, sia per la conservazione di granaglie di aziende terze.

Nel laboratorio vengono inoltre testati e sviluppati antimicrobici naturali per l’agricoltura e propagate in vitro specie vegetali a rischio (fra cui orchidee e piante dunali), che sono poi reintrodotte in natura.

Il Centro ha attivi numerosi progetti di ricerca pubblici, svolti in collaborazione con aziende e università italiane ed estere, che spaziano dallo studio su insetti infestanti, alla patologia vegetale, sino all’uso di estratti vegetali per il settore alimentare, tessile e cosmetico. Questo particolare campo di applicazione è reso possibile grazie alla gestione di un impianto semi-industriale, in dotazione al Leopoldo di Lorena, che permette l’ essiccazione, l’ estrazione ed l’evaporazione di principi attivi naturali.

Per le aziende

Non va infine dimenticato che il CRISBA svolge anche una serie di servizi a supporto delle aziende agrarie, fra cui sperimentazioni su commissione, servizi di diagnostica fitopatologica, valutazione della germinabilità del seme, test di micropropagazione vegetale e analisi delle micotossine in farine e mangimi.

La formazione

Senza dubbio però, l’aspetto che più di ogni altro caratterizza il CRISBA è il fatto di essere un Centro Ricerche all’interno di un Istituto superiore, una delle pochissime realtà di questo tipo in Italia. Passando dal laboratorio è possibile trovare impegnati gli studenti del Leopoldo di Lorena al fianco di tirocinanti universitari o di studenti che svolgono il proprio dottorato presso il Centro. Un ambiente multidisciplinare, dinamico, nel quale si incontrano esperienze formative diverse, accumunate da una comune passione per la ricerca applicata al mondo agricolo.

Contatti (Crisba): sito internet – Pagina Facebook – Instagram

 

La scuola Leopoldo II di Lorena organizza una serie di open day per conoscere i vari indirizzi.

VEDI TUTTI GLI OPEN DAY DEL LORENA

 

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«Camminavamo sul sangue e sul gasolio»

ISOLA DEL GIGLIO. «Camminavamo sul sangue e sul gasolio»: lo racconta Mario Pellegrini, ex vicesindaco del Giglio, nel libro “La notte della Concordia” scritto con Sabrina Grementieri. Quella notte lui, da quella biscaggina evocata anche da Gregorio De Falco nell’ormai celebre telefonata a Schettino, risalì sulla Concordia.

«Eravamo sul porto con il sindaco Sergio Ortelli e io gli dissi “capo, che dici se salgo a bordo così vedo com’è la situazione e ti dico le cose per bene?”. Lui mi disse di essere prudente ma di andare. E così feci ma, appena arrivato, mi dimenticai il telefono, perché mi resi conto che c’erano delle vite da salvare».

Così Mario Pellegrini ricostruisce, assieme a Sabrina Grementieri, quelle ore frenetiche, trascorse nel tentativo di mettere in salvo più persone possibili, fornendo un aiuto determinante per evitare una tragedia ancora più terribile di quella avvenuta.

Mario Pellegrini e Sabrina Grementieri
Mario Pellegrini e Sabrina Grementieri

La notte della Concordia, momenti mai sentiti prima

Attraverso il suo sguardo veniamo portati nei corridoi e sui ponti della Concordia, vivendo in presa diretta gli attimi più drammatici, e con lui incontriamo diversi eroi di quella notte, persone che hanno messo a repentaglio la propria vita per gli altri e che Pellegrini e Grementieri hanno rintracciato, per raccontare anche le loro storie, in una cronaca corale che rende conto dell’interezza degli eventi.

Un momento della presentazione del libro all'hotel La Guardia
Un momento della presentazione del libro all’hotel La Guardia

Su tutti la figura di Simone Canessa, che sulla Concordia era secondo ufficiale. «Dopo ore nelle quali riuscimmo a portare in salvo tante persone, era stremato, ma ancora non voleva scendere: “Sono un ufficiale, lo farò solo quando me lo dice il mio armatore”. Poi si rese conto che un braccio gli tremava, i primi segnali dell’ipotermia. E allora decise di abbandonare la nave, quando ormai l’alba stava arrivando. Lui è stato un eroe».

La notte della Concordia non è un libro alla ricerca di colpevoli, e lascia in disparte i temi arcinoti legati a questa tragedia che hanno affollato le cronache successive al naufragio.

Ci porta invece nel ventre della grande nave accasciata sugli scogli, ci presenta il dramma delle persone comuni e racconta come pochi, scegliendo di tirare fuori il proprio coraggio, possano fare la differenza.

«Tutto è nato – racconta Sabrina – quando sono venuta in vacanza al faro di Mario, non lo conoscevo. Mi ha parlato del suo progetto, i suoi racconti mi hanno affascinato. L’idea di fare un libro insieme è nata così, in un attimo. Poi c’è stato tanto lavoro, ma parlare con i protagonisti mi ha emozionato. E l’isola e la Maremma li sento un po’ miei».

Concordia, una giornata per non dimenticare

La presentazione del libro nel giorno del ricordo per i 10 anni della Concordia. Dalla messa fino alla processione, la sera alle 21,30, con l’omaggio alla lapide con incisi i nomi delle 32 vittime del naufragio.

In mezzo la deposizione della corona in mare, nel luogo dove sono morte le 32 vittime. Ecco il video della Guardia costiera, ripreso dall’elicottero

LA CERIMONIA DEL DECENNALE

L’OMAGGIO ALLA LAPIDE

 


TUTTI GLI ARTICOLI SUL DECENNALE DELLA CONCORDIA

Concordia, 10 anni dopo. IL VIDEO

ISOLA DEL GIGLIO. 13 gennaio 2012 – 13 gennaio 2022: dieci anni fa il naufragio della Costa Concordia.

In questi giorni hanno parlato in tanti, naufraghi, protagonisti, parenti delle vittime. E il Giglio dedica all’anniversario una serie di appuntamenti, saremo protagonisti anche noi di MaremmaOggi, presentando il libro “La notte della Concordia“, di Mario Pellegrini e Sabrina Grementieri.

Noi abbiamo scelto di realizzare un video che racconta cosa successe quella notte, con foto inedite e documenti video.

Un lavoro che rimanga per ricordare che quella tragedia si portò via 32 vite.

Nella speranza che ogni anno si dedichi loro un momento per ricordarle.

Come rondini su Castiglione della Pescaia – IL VIDEO

Castiglione della Pescaia in una splendida foto di Fabio Muzzi

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Fabio Muzzi e Dario Marzi sono due geni della fotografia. Hanno una marcia in più in quella che è una vera e propria arte.

Nei giorni scorsi hanno realizzato questo video, insieme abbiamo deciso di chiamarlo “Come le rondini su Castiglione“. È magico, riprende una Castiglione vista nei dettagli, a volo d’uccello.

Piccoli droni, per una ripresa diversa

«Questo video lo abbiamo fatto nei giorni scorsi – racconta Fabio Muzzi – io avevo già del materiale fatto su Castiglione con il drone, da tempo ho tutte le autorizzazioni, e anche Dario è andato lì con questa nuovissima tecnologia, che si integra bene con il drone. Si chiama Fpv (First Person View, ndr), è una modalità che ti consente di vedere in prima persona cosa fai durante il volo, con droni leggerissimi, 5 cm per 5 cm, come delle mosche».

«Questo ti permette di fare un volo come fa una rondine, che gira attorno ai monumenti, che passa sopra ai tetti in modo inoffensivo e silenzioso. Alla fine è venuto un bel video su uno dei più bei borghi della Maremma, un posto che ci piace tantissimo. Si presta bene per l’estetica, per come è conformato, per lo splendido mare. Ne faremo altri».

La pagina Facebook di Fabio Muzzi

La pagina Facebook di Dario Marzi


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Vigile del fuoco salva il fenicottero che annega. IL VIDEO

ALBINIA. Quando uno il senso di aiutare gli altri ce l’ha nel sangue, lo tira fuori anche in vacanza, libero dal lavoro. La storia che racconta Andrea Bruschini, capo squadra dei vigili del fuoco di Arezzo, è meravigliosa e toccante al tempo stesso.

Perché mentre era in vacanza dalle nostre parti, fra l’Argentario e Albinia, in camper, ha salvato uno splendido esemplare di fenicottero rosa che, sorpreso da un’ondata, rischiava di annegare.

È lui stesso a raccontare la vicenda sul gruppo Argentario forever. È successo il giorno di Befana.

Il fenicottero salvato dal mare è tornato in piedi

«Voglio raccontarvi una storia, vera – scrive – ieri (giovedì 6, ndr) eravamo dalle vostre parti (alle foci dell’Albegna, ad Albinia, ndr) , tirava vento forte e pioveva. Abbiamo deciso di fermarci in riva al mare».

«In quel mentre, poiché non c’era nessuno a disturbare, si sono fermati alcuni splendidi fenicotteri rosa. Noi li guardavamo dai finestrini, bellissimi».

«All’improvviso un’onda imprevista si è abbattuta su uno di loro, che, ferito, non è riuscito a volare. Stava annegando, sbatacchiato dalle onde, non è un modo di dire. Urla dei bimbi».

«Sono uscito, entrato in acqua (venti centimetri), ho preso il fenicottero, svenuto, l’ho portato nel camper, gli ho fatto sputare l’acqua, l’ho massaggiato e scaldato, poi un po’ alla volta si è ripreso ed è tornato in libertà».

«Sono diventato un eroe per i miei bambini : da ieri non fanno altro che fare disegni di questa storia a lieto fine».

Andrea ha lavorato per 16 anni nel corpo forestale dello Stato, poi è passato ai vigili del fuoco: «Diciamo che l’istinto del salvataggio ce l’ho nel sangue e ho avuto a che fare anche con molti animali. Però salvare quel fenicottero è stata una bella emozione. Vengo spesso in Maremma, questa volta mi sono trovato al posto giusto al momento giusto»