“Il Natale di Maddie” a metà tra animazione e realtà

Un fotogramma del cortometraggio Il Natale di Maddie episodio conclusivo

PORTO SANTO STEFANO. “Il Natale di Maddie” è la fiaba di Natale proposta dal giovane di Santo Stefano, Gabriele Arpino. Una volta caricata su YouTube ha iniziato a riscuotere molti pareri positivi, un po’ da utenti di tutte le età.

Gabriele ha conseguito da poco la laurea triennale a Pisa nel corso Discipline dello spettacolo e della comunicazione, e al momento sta frequentando all’università di Roma Tre, il corso di laurea magistrale in Cinema, televisione e produzione e multimediale. Studente il resto dell’anno e aiuto bagnino durante la stagione estiva, confessa che a luglio gli piacerebbe entrare al Centro sperimentale di cinematografia a Roma.

Un fotogramma del cortometraggio Il Natale di Maddie episodio conclusivo
Un fotogramma del cortometraggio “Il Natale di Maddie”
A collaborare per il suo corto, un po’ tutta la famiglia, suo padre, sua madre e la sua ragazza soprattutto. Nessuno in famiglia lavora nel campo cinematografico o editoriale, e hanno partecipato rendendosi disponibili con le proprio supporto spendibile.

«Da piccolo ho sempre avuto in testa l’idea di fare lo scrittore – racconta Gabriele – crescendo il mio interesse si è spostato verso il cinema, anche se scrivo sempre, adesso sto studiando per diventare regista. Più avanti mi piacerebbe sperimentare qualcosa attraverso la fotografia, ho qualche idea che mi piacerebbe realizzare».

Come le è venuta in mente l’idea del corto?

«Poco più di un mesetto fa ho aperto un canale YouTube, senza nessuna pretesa, è un mio spazio dove posso parlare di cinema liberamente. Questo corto è nato per quello, volevo pubblicare un video per natale che non fosse una recensione o qualche consiglio su cosa guardare, qualcosa di diverso, anche per far vedere che non parlo solo di cinema, ma che scrivo e cerco di portare storie mie. Girare un cortometraggio è stata l’idea giusta ed una fiaba mi sembrava la scelta più azzeccata, ho sempre amato questo tipo di storie, pensavo da tempo di scriverne una.  La storia è nata per essere messa in rete, penso che pubblicherò sul canale tutti i miei cortometraggi indipendenti. Amo girare storie piccole con poche persone, non vedo l’ora di passare al prossimo lavoro, ma serve l’idea giusta, anche dietro un cortometraggio di pochi minuti c’è moltissimo lavoro dietro, bisogna scegliere bene cosa raccontare».

Un fotogramma del cortometraggio Il Natale di Maddie inizio
Un fotogramma del cortometraggio “Il Natale di Maddie”, parte iniziale

I disegni sono suoi?

«Vorrei tanto essere capace, ma con il disegno sono sempre stato negato. Per le animazioni del corto mi ha dato una mano la mia ragazza, lei è decisamente più brava in questo, aveva pochissimi giorni perché doveva tutto essere pronto per natale. Alla fine ce l’ha fatta e sono molto contento del risultato».

La storia la ha inventata lei?

«La storia è interamente mia e nasce da un mix di cose. In primo luogo ad ispirarmi è stata la mia ragazza, la fiaba è stata scritta per lei. La prendo sempre in giro perché spedisce tantissimi pacchetti e porta un sacco di regalini a tutti, visto che entrambi amiamo il natale ho cominciato a chiamarla “elfa Maddie”, non poteva esistere protagonista migliore per la mia fiaba di natale. Lei ha la passione del cucito, i fiocchi e gli scrunchie che si vedono nel corto sono davvero fatti da lei, è il suo hobby, quindi ecco trovati i regali che elfa Maddie porta a tutti. Il cortometraggio poi doveva essere una fiaba, quindi mi piaceva l’idea che all’inizio fosse illustrato, disegni molto semplici con un narratore, come se fosse un nonno che sta leggendo una fiaba al nipote. Non doveva però essere esclusivamente una storia per bambini, quindi poi si passa alla parte video, fino a raggiungere il finale, non dirò nient’altro per evitare spoiler. Sono molto soddisfatto del lavoro, è uscita una storia che può essere interpretata in più modi e colpisce su vari livelli, penso sia per questo che funzioni».

Un fotogramma del cortometraggio Il Natale di Maddie che ritrae Maddie
Un fotogramma del cortometraggio “Il Natale di Maddie” che ritrae Maddie

Chi ha coinvolto per la realizzazione?

«La prima ad essere coinvolta è stata la mia ragazza, non solo si è occupata dei disegni, ma è anche l’attrice protagonista del corto. All’inizio era un po’ scettica sul recitare, alla fine ha ceduto, mi aiuta sempre molto. Gli altri due personaggi che si vedono, babbo natale e la donna che passeggia, sono mio padre e mia madre con il nostro cane, mi supportano sempre in queste cose, non è la prima volta che mi aiutano in un cortometraggio o con qualche mio altro progetto, in questo sono molto fortunato. La voce narrante invece è di Francesco Tomei, un amico di mio padre. Montaggio, storia e regia sono ovviamente miei, è stato un cortometraggio “tutto in famiglia” potremmo dire, tranne per mia sorella, non ha voluto partecipare, la storia non gli piaceva tanto, ma la sfrutterò per il prossimo, non può sfuggirmi».

Un fotogramma del cortomeraggio Il Natale di Maddie liveaction
Un fotogramma del cortomeraggio “Il Natale di Maddie”, nella parte liveaction

Farà altri cortometraggi?

«Certo, più cortometraggi giro più aumenta la mia esperienza sul campo, anche se per ora sono progetti in piccolo. Questo è il mio secondo lavoro, il primo è stato molto più complesso e impegnativo, ma non è ancora online da nessuna parte, è stato la mia tesi di laurea triennale e l’ho girato anche per poter entrare in quella scuola a Roma di cui parlavo prima, magari prima o poi pubblicherò anche quello, ma per ora credo sia presto. Per il prossimo cortometraggio mi piacerebbe completamente cambiare genere, magari buttarmi sull’horror, finché non ho nessun tipo di limite o imposizione voglio divertirmi e sperimentare».

Il debutto online è sembrato sorridere a Gabriele con la sua fiaba natalizia, in attesa del suo prossimo cortometraggio, sicuramente la visione della storia dell’elfa Maddie sarà gradita, anche per spiegare ai più piccoli cosa può significare il Natale.

Poggio ai Bugni, il podere dimenticato – IL VIDEO

Il podere Poggio ai Bunni

FOLLONICA. Il podere di Poggio ai Bugni è in una delle zone più suggestive del Parco di Montioni, a Follonica. Da lassù si gode di una vista sulla Val di Cornia che spazia fino all’isola d’Elba. La natura è incontaminata, ma quella bellissima struttura sta diventando un rudere.

L’allarme degli ambientalisti della Duna

È Marco Stefanini, una delle voci degli ambientalisti dell’associazione La Duna di Follonica ad accompagnarci in questa camminata all’interno del parco, dove l’intervento dell’uomo, quello necessario per migliorare e conservare il patrimonio naturale della zona, è ormai rimasto lettera morta. Eppure, quel grande fabbricato immerso nel verde, nelle intenzioni delle amministrazioni, sarebbe dovuto diventare una foresteria. E invece, oggi ci sono solo porte sfondate e degrado che rischiano di far sparire dal patrimonio pubblico uno di quei beni che potrebbe diventare strategico per lo sviluppo del turismo.

«Il 2 gennaio, quando sono andato a fare questa passeggiata – racconta Stefanini – nel parco c’erano forse più persone che in città. Persone che certamente avrebbero voluto beneficiare dei servizi di una foresteria messa in quella posizione privilegiata». Appassionati di mountain bike e di trekking, cercatori di funghi e giocatori di softair. Domenica, i frequentatori del parco erano tanti ed erano anche di diverse tipologie. Ma una volta arrivati al podere di Poggio ai Bugni, davanti ai loro occhi lo spettacolo che si presenta non è certo tra i più allettanti.

La vista sull'isola d'Elba
La vista sull’isola d’Elba

«Nel 2000 sono stati fatti alcuni interventi per chiudere la struttura – spiega Stefanini – Poi però il podere, uno dei più belli della zona, è stato abbandonato a se stesso. L’unico sindaco che aveva cercato di fare qualcosa per quest’area è stato Claudio Saragosa. Dopo c’è stato il vuoto». Il parco di Montioni sarebbe dovuto diventare un’area protetta regionale, ma non se n’è fatto più di nulla. «Ora è gestito dalle Bandite di Scarlino – spiega l’ambientalista – e ogni anno il Comune incassa, per un accordo con la Venator che gestisce la cava dei gessi rossi, una cifra che va da 100 a 120.000 euro». Il consiglio comunale ha poi approvato una mozione che vincola il Comune a spendere parte di quella cifra per la sistemazione del parco.

Una foresteria per turisti e visitatori

Turismo naturale, percorsi in mountain bike, lunghe camminate da fare immersi nella bellezza del parco: a questo pensano gli ambientalisti ogni volta che si parla di Montioni. «Soprattutto pensiamo a un tipo di turismo verde che abbia delle strutture a servizio, come appunto una foresteria – dice ancora Stefanini – L’unico intervento che è stato fatto negli ultimi vent’anni, è l’installazione di un tavolo con le panchine».

Il parco di Montioni
Il parco di Montioni

Eppure, la zona del Parco di Montioni, è una zona ricca di storia che ha lasciato qui segni evidenti. Come le vecchie cave d’allume, la cui ultima proprietaria è stata Elisa Baciocchi, la sorella di Napoleone. «Di quella presenza ci sono ancora i segni – dice Stefanini – Lasciarli sparire nell’incuria è un vero peccato. Abbiamo invitato anche l’assessora regionale all’Ambiente Monia Monni, ma non è mai venuta».

Buone notizie però potrebbero arrivare presto dal Comune. «C’è un progetto di riqualificazione del podere al quale stiamo lavorando – rassicura l’assessora all’Ambiente Mirjam Giorgeri – che presto sarà presentato e che riguarda anche il podere di Poggio ai Bunni».

Un sogno, quello della nascita della foresteria, che potrebbe quindi avverarsi. «Noi ce lo auguriamo – conclude Stefanini – perché questa è davvero una zona che merita di essere resa frequentabile da tutte le persone che vengono a Follonica per godere della bellezza della natura».

La scuola che prepara allo sviluppo agricolo 

LO SPECIALE LEOPOLDO DI LORENA

GROSSETO. L’Istituto Tecnico Agrario ha iniziato la sua attività nel 1938 con la formazione di tecnici che dovevano contribuire allo sviluppo agricolo della Maremma. In questo lungo percorso l’Istituto si è continuamente rinnovato nelle modalità didattiche e strutturali arrivando all’attuale organizzazione del percorso di studi suddivisa in due corsi: “Gestione ambiente e territorio” e “Viticoltura ed Enologia”.

Due corsi per la formazione dei ragazzi

Il corso di Gestione si indirizza verso lo studio dell’ambiente naturale e agrario, studiando l’impatto delle attività agrarie sull’ambiente, sulla loro gestione sostenibile, sul miglioramento delle produzioni.

Il corso di Viticoltura ed Enologia si specializza nel settore attraverso lo studio della vite e del vino, le esercitazioni nella cantina didattica e nei laboratori collegati. L’obiettivo è quello di formare tecnici che operino nel rispetto dell’ambiente con attenzione alla tradizione e al futuro della moderna enologia.

Open days: Martedì 18 gennaio dalla ore 15:00 alle 17:00

Laboratori in azione: Giovedì 13 gennaio e lunedì 24 gennaio dalle ora 15:30 alle ore 17:30

Visita il sito!

 

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“We are one ring”: l’inno di Minelli fa cantare Arcidosso

Diego Perugini con Mauro Minelli

di Federico Catocci

ARCIDOSSO. We are one ring è la canzone che che dal Monte Amiata, grazie al portale YouTube, dal 21 dicembre risuona in tutto il mondo.

A scriverla è stato Mauro Minelli, libero professionista arcidossino di 53 anni che ha affiancato alla sua professione la passione per la musica e soprattutto per il canto, oramai da anni. In passato ha partecipato anche ad eventi come il Festival di Castrocaro, ha preso parte al coro Gospel di Carla Baldini, e attualmente è parte di gruppi coi quali realizza musical.

Mauro Minelli
Mauro Minelli

Mauro, ci tiene a dire che tutto è stato possibile anche grazie al contributo di persone come Diego Perugini (musicista, compositore e arrangiatore professionista che si è occupato appunto dell’arrangiamento e della produzione) e di Michele Nanni (l’autore di Ragazze con il coltello, edito da Castelvecchi, che si è occupato di regia e montaggio), più molti altri suoi conoscenti, parenti compresi, per la maggioranza di Arcidosso, tutti ringraziati puntualmente nei crediti del video. Un lavoro corale coi fiocchi.

Oltre al titolo, che con la simbologia dell’anello richiama al concetto di quanto tutti noi siamo uniti, anche il testo è chiaro: «Quando il tuo pensiero è solo ciò che ti riguarda/ Allora sei morto/ Allora non sei più vivo» uno dei sui primi passaggi.

Immaginato e scritto nel dicembre 2020, in piena ondata pandemica prenatalizia, è riuscito a raccogliere e condensare l’attimo, al volo, nei versi della sua canzone. We Are One Ring si pone quindi anche in contrasto a quello che ci restituiscono le cronache contemporanee, spesso zeppe di storie di egoismo e indifferenza umana. Mauro infatti, anche stimolato dal momento, ha voluto esternare la sua intuizione: «In quel momento ho pensato a quello che stavamo vivendo, alla fine ho pensato che siamo tutti uniti, non possiamo pensare che ciò che succede dall’altra parte del mondo non ci tocchi, che non ci riguardi, non è così».

Un successo inaspettato

Per il video è stato supportato da molte persone, non ultime le comparse che hanno dato il volto alla sua canzone, i commenti arrivati dopo, una sorpresa. Racconta: «Ho condiviso il video su facebook e i commenti più belli sono stati quelli delle persone che si sono commosse, ora stiamo attraversando un periodo difficile, è necessario comprenderci e sostenerci l’un l’altro, la mia canzone va anche in questa direzione».

Mauro confessa che è rimasto molto sorpreso e gratificato anche dal fatto che dopo un anno dalla stesura del testo, molte persone siano rimaste sinceramente così tanto colpite dalla sua canzone: questo è sicuramente un segno di quanto universali e senza tempo siano i valori ai quali ha fatto riferimento.

«In una scuola di Castel del Piano, dove va mia nipote – racconta Marco Minelli – so che le maestre hanno proposto la visione del video ai bambini. Mi hanno riferito che sono tutti rimasti colpiti, emozionandosi. Essere motivo di riflessione, per tutte le età, per me è importante. Uno degli obiettivi della mia canzone è anche quello infondo, certo non pretendo di cambiare le menti di alcune persone, però che questa composizione potesse dare luogo ad un momento di riflessione, ecco, è già qualcosa, vuol dire che qualcosa si è mosso».

Diego Perugini con Mauro Minelli
Diego Perugini con Mauro Minelli

Il successo e l’emozione delle persone intorno a questa canzone di Minelli sono sicuramente conseguenze meritate, il periodo natalizio poi si potrà prestare sicuramente meglio di altri ad una visione di questo video, anche in famiglia.

 

“Halleluja” per Gigi, il violino e la piazza commossa

GROSSETO. Tanta gente in piazza fra il Comune e il Duomo. E un lungo, lunghissimo applauso, quando Alessandro Golini, con il suo magico violino, ha suonato Halleluja di Leonard Cohen, dedicata a Luigi Ambrosio.

Un’esecuzione struggente e dolcissima, che ha fatto commuovere tutti, in ricordo di un ragazzo che se n’è andato troppo presto, a cui tutti volevano bene e che era una delle anime del centro storico di Grosseto.

Anche lui, da lassù, avrà applaudito.

La musica ha coinvolto tutti, la serata, organizzata da Lux Events di Klaudio Viska, è stata un successo, come sottolinea anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che, nell’occasione, ha fatto gli auguri a tutti i grossetani.

Il sindaco: «Auguri a tutti i grossetani»

«Stasera (giovedì 23, ndr) – scrive su Facebook – , in collaborazione con Lux Events, si è tenuta la festa di Natale in cui ho augurato buone feste a tutti i miei cittadini. La musica è stata diretta dal dj Ettore Raso dalla terrazza del Comune, accompagnato dal violinista Alessandro Golini che nel finale si è esibito sulle note dell’“Hallelujah” di Leonard Cohen. È stato un bellissimo ed emozionante evento, spero che sia piaciuto ai cittadini e che abbia contribuito a rendere ancora più bello il clima natalizio che si respira nella nostra città».

IL VIDEO DEL COMUNE

LE FOTO DELLA SERATA, DI ANDREA SAPIENZA

A Grosseto il ristorante premiato dal Gambero Rosso

GROSSETO. Accomodarsi in questo splendido ristorante a Grosseto è un po’ come entrare nella famiglia di Moreno e Samantha, lui, Moreno, lo chef, istrionico, sempre attento ai prodotti che il territorio offre, in cucina sforna piatti dai sapori eccellenti ma mai eccedendo, lasciando il vero gusto che il territorio o il mare offre; lei, Samantha, elettrizzante sommelier ti proporrà il miglior abbinamento di vino, bollicine, champagne.
Il Gambero Rosso ha premiato l’Uva e il Malto con 3 forchette, Moreno e Samantha hanno scelto il nostro quotidiano per fare gli auguri a tutti i nostri utenti ed i loro affezionati clienti.
Ristorante L’Uva e il Malto, via Giuseppe Mazzini 165, Grosseto tel. 0564 411211.


Concordia, il ricordo a 10 anni dalla strage – IL VIDEO

Costa Concordia www.maremmaoggi.net

GROSSETO. Erano le 21,45 del 13 gennaio 2012 quando la nave da crociera Costa Concordia, in navigazione da Civitavecchia a Savona, urtò il più piccolo degli scogli de Le Scole, situati a circa 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio. A seguito dell’impatto, che provocò uno squarcio di 70 metri, la nave sbandò sulla destra fino a sprofondare verso il fondale con la sola prua emergente. Trentadue persone sulle 4.232 a bordo persero la vita mentre decine furono i feriti. 

Per non dimenticare

Sarà una giornata di commemorazione, quella che si svolgerà il 14 gennaio al Teatro degli Industri. Una giornata che è stata organizzata dal tribunale, e che – ha più volte sottolineato durante la presentazione alla stampa, la presidente Laura Di Girolamo, dovrà soltanto servire a ricordare le vittime di quella tragedia che ha cambiato per sempre la vita non soltanto dei familiari delle vittime e delle persone che erano a bordo, ma di tutti i maremmani che la notte del 13 gennaio 2012 sono rimasti incollati alle immagini di una tragedia che prima di allora non poteva nemmeno essere pensata o immaginata.

Da sinistra: Marco Mezzaluna, Giovanni Puliatti, Sergio Compagnucci, Laura Di Girolamo, Gabriella Papponi Morelli, Luca Agresti e Francesco Gentili www.maremmaoggi.net
Da sinistra: Marco Mezzaluna, Giovanni Puliatti, Sergio Compagnucci, Laura Di Girolamo, Gabriella Papponi Morelli, Luca Agresti e Francesco Gentili

Organizzata con la collaborazione dei Comuni di Grosseto e di Isola del Giglio, con l’Ordine degli avvocati di Grosseto, con la Fondazione Polo universitario, con TV9 e Banca Tema, la giornata di commemorazione ripercorrerà non soltanto le tappe del naufragio della Concordia con i suoi protagonisti, ma rimetterà al centro anche tutto il moto di solidarietà che l’isola del Giglio prima e la terra ferma della Maremma dopo misero in moto per aiutare i naufragi e i familiari delle vittime. 

«Abbiamo voluto organizzare questa ricorrenza andando a ripercorrere le tappe di quella tragica notte mettendo le persone a conoscenza di quelli che furono i dialoghi e le comunicazioni legati a quella sera – dicono la presidente del tribunale Di Girolamo e il giudice che ha presieduto il collegio sul caso Concordia, Giovanni Puliatti, ideatore della giornata – Nella seconda parte della giornata andremo ad approfondire gli atti processuali». 

“Otherwise we go on the rocks”: altrimenti finiamo sugli scogli. È questa la frase da cui parte il ricordo di quella notte. Una frase registrata dalla scatola nera della Concordia, pochi istanti prima che si consumasse la tragedia». 

Il racconto dei protagonisti

Soccorritori, abitanti dell’isola, magistrati, investigatori, giudici. È stato un lavoro corale quello che è cominciato subito dopo che la nave è finita sugli scogli delle Scole, a Punta Gabbianara. Un lavoro che poi si è trasferito nell’aula del tribunale allestita al Teatro Moderno, dove il collegio composto da Giovanni Puliatti (presidente), Marco Mezzaluna e Sergio Compagnucci hanno celebrato uno dei processi più importanti per la nostra città, quello che ha portato alla condanna del comandante Francesco Schettino, confermata anche dalla Corte d’appello e dalla Cassazione. «Una sentenza perfetta», l’ha infatti definita Giovanni Puliatti. 

Francesco Schettino
Francesco Schettino

Una sentenza che è stata il risultato di un lavoro corale – di nuovo – da parte della Procura che ha coordinato le indagini e dei giudici che hanno celebrato il processo. «Se non ci fossero state indagini esaustive – dice il giudice Mezzaluna – non saremmo arrivati a poter celebrare un processo così veloce». Un processo dai numeri che a Grosseto non si erano mai visti, con 330 parti civili, 70 avvocati e 72 udienze.

Ma non c’è stato soltanto l’aspetto tecnico e giuridico a mettere alla prova i magistrati che hanno lavorato al caso Concordia. «Sono rimasto colpito soprattutto dal lato umano – dice il giudice Sergio Compagnucci – dalle testimonianze spesso strazianti, come quando è stata ricostruito il recupero del corpo della bambina: in quel momento ho anche pianto». 

Il programma

Sarà il Teatro degli Industri ad accogliere la giornata di commemorazione organizzata dal tribunale in occasione del decennale del naufragio della Costa Concordia. La sessione della mattina sarà dedicata agli studenti degli istituti superiori di Grosseto e agli studenti universitari e tutta la giornata di lavori sarà trasmessa in streaming grazie a Tv9. L’evento potrà essere seguito sul sito del Polo universitario o sulla pagina Facebook di Tv9 . 

Sessione mattutina

Si comincia alle 9 con l’Inno nazionale suonato dai ragazzi del liceo musicale Bianciardi e seguito dal saluto delle autorità. Dalle 9,15 alle 11.45 il presidente del collegio Giovanni Puliatti ricostruirà la tragedia del naufragio della Costa Concordia con i commenti tecnici del capitano di fregata Monica Selene Mazzarese. 

Alle 11,15 è previsto l’intervento del sindaco dell’isola del Giglio Sergio Ortelli che parlerà del soccorso della popolazione; il modello Concordia e a seguire ci sarà il giudice Sergio Compagnucci che si occuperà de “la decisione del giudice tra norme e pressioni mediatiche”. 

Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, si parlerà della vicenda giudiziaria della Costa Concordia e sono previste due tavole rotonde: 

  1. Profili di interesse penale e penale processuale. Modera il giudice co-estensore della sentenza Marco Mezzaluna, intervengono: Margherita Cassano, presidente aggiunto della Suprema corte di Cassazione, Filippo Dinacci, ordinario di diritto processuale penale all’Università Luiss Guido Carli di Roma e Fausto Giunta, ordinario di Diritto penale all’Università di Firenze. 
  2. Profili di interesse civilistico e di diritto della navigazione. Modera il magistrato Alessandro Leopizzi, direttore generale della Direzione del personale e della formazione del dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia. Partecipano: Michele Maria Comenale Pinto, ordinario del diritto della navigazione all’Università di Sassari, Umberto La Torre, ordinario del diritto della navigazione all’Università di Catanzaro, Cosimo Nicastro, capitano di vascello e responsabile della comunicazione del comando generale della guardia costiera, Stefano Pagliantini, ordinario di diritto privato all’Università di Siena, Piero Sandulli, ordinario di diritto di Procedura civile all’Università Foro italico di Roma. 

 

 

 

Grosseto Capitale della Cultura, la corsa è iniziata

Luca Agresti e Alessandro Corina - maremmaoggi.net

GROSSETO. Una terra “naturalmenteculturale”, esempio di perfetta simbiosi tra natura e cultura. Il Comune di Grosseto ha presentato il dossier di candidatura della città a Capitale italiana della cultura 2024 in un’intera giornata al Teatro degli Industri. Un grande evento ideato dal designer grossetano Alessandro Corina, direttore artistico, diviso in due parti: la mattina dedicata agli studenti, il pomeriggio riservato alle istituzioni e agli stakeholder.

All’evento rivolto alle scuole, condotto dal formatore Marco de Santis, hanno partecipato due classi seconde dell’istituto “Leopoldo II di Lorena”, due classi quinte del liceo classico “Carducci-Ricasoli” e una classe quinta e una classe seconda dell’istituto “Fossombroni”.

Dopo i saluti dell sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna  e dell’assessore alla Cultura, Luca Agresti, Marco De Santis ha presentato ai ragazzi tre testimonianze di  professionisti che hanno realizzato i propri sogni partendo proprio dalla provincia maremmana: l’attore Simone Ciampi, la coreografa Alessandra Valenti e il musicista Michelangelo Scandroglio.

Candidatura di Grosseto a Capitale della Cultura, le tre testimonianze

Simone Ciampi è un attore di teatro, cinema, televisione e un doppiatore. Si è diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, ha studiato con Luca Ronconi e ha lavorato in teatro – tra gli altri – con Michele Placido, Massimo Popolizio e Silvio Orlando. Ha recitato in fiction di successo come “Incantesimo”, “Distretto di polizia”, “Il Commissario Manara”, “Un passo del cielo”, “Il paradiso delle signore”, “Che Dio ci aiuti”, “Sei bellissima” e in spot di note aziende nazionali. Sul grande schermo ha recitato in film come “Il grande sogno” di Michele Placido, “Arturo e il badante” di Alex Infascelli, “Meraviglioso Boccaccio” e “Leonora Addio” dei Fratelli Taviani e “Momenti di trascurabile felicità/infelicità” di Daniele Luchetti.

Alessandra Valenti è una ballerina e coreografa professionista, diplomata all’Accademia dell’Opus Ballet di Firenze. Ha esordito nel mondo dello spettacolo nel 2007 in “Amici” di Maria De Filippi, collaborando poi con grandi nomi della danza come Luca Tommassini e Daniel Elzralow. Nel 2016 ha ballato al fianco di Laura Pausini nel “Simili Tour”, nel 2017 è stata una delle coreografe della prima edizione italiana di “Dance dance dance” e nel 2018 Jovanotti – con il quale continua a collaborare – le ha chiesto di dirigere il videoclip “Le canzoni”. Attualmente è una delle insegnanti e coreografe della Nazionale italiana di ginnastica ritmica.

Michelangelo Scandroglio è un contrabbassista, una delle giovani promesse del jazz italiano e internazionale. A 21 anni ha già in repertorio un album (“In the eyes of the whale”), un tour e collaborazioni di alto livello. Ha cominciato a suonare a 13 anni a Grosseto con il maestro Raffaele Toninelli e poi con Stefano Cocco Cantini. Al liceo ha frequentato i corsi al Siena Jazz, a Pontedera da Ares Tavolazzi e al conservatorio “Boccherini” di Lucca, dove poi ha seguito il corso di laurea triennale in contrabbasso classico con Gabriele Ragghianti. Nel 2018 ha ricevuto il premio “Tomorrow’s jazz” del Veneto come uno dei migliori giovani talenti del Paese e nel 2019 è stato premiato da Paolo Fresu e da una giuria composta dai più noti giornalisti jazz italiani con il primo premio del Conad Jazz Contest organizzato da Umbria Jazz.

Il dossier della candidatura presentato agli Industri

Nel pomeriggio agli Industri è stato il momento della presentazione ufficiale del dossier di candidatura agli stakeholder. Anna Bonelli, funzionaria comunale e curatrice del progetto, ha condotto la serata introducendo gli interventi dell’assessore alla Cultura Luca Agresti, della direttrice del Maam-Museo archeologico e d’arte della Maremma, Chiara Valdambrini, dei rappresentanti di Promo Pa e del direttore artistico Alessandro Corina. Assente il sindaco per un’indisposizione.

Una serata-evento concepita come un percorso sensoriale, fatto di suoni, luci, profumi e immagini per stimolare i sensi e la fantasia e per ricreare all’interno del teatro le atmosfere legate al territorio, accompagnando l’immagine-simbolo creata da Carlo Rispoli. All’ingresso del teatro sono stati distribuiti segnalibri profumati di fragranze per richiamare il mare, il molo, il bosco, il latte, la campagna e il cuoio della selleria. Sugli stessi segnalibri sono stati stampati QrCode con un link dal quale scaricare il dossier integrale di Grosseto2024. In teatro, prima dell’inizio, sono stati diffusi suoni della flora e della fauna del territorio, sempre per creare un’esperienza immersiva. Sul palco è poi andata in scena una performance teatrale per raccontare il “viaggio” della città e del  territorio verso la candidatura. E per raccontare “l’anima” della candidatura è stato proiettato un video con effetti speciali emotion graphics. Gran finale in musica con il video di “Un’altra estate” di Diodato, girato al Parco dell’Uccellina tra la spiaggia di Collelungo e la foce dell’Ombrone.

Il dossier della candidatura a Capitale italiana della cultura 2024 – oltre che scaricabile dal Qr-Code sui segnalibri – è disponibile online sul sito web istituzionale www.comune.grosseto.it; Grosseto2024 è anche su Facebook e Instagram A gennaio 2022 si saprà se la candidatura di Grosseto 2024 rientrerà tra quelle delle 10 città che proseguiranno la corsa. In ogni caso, i progetti culturali del capoluogo maremmano sono destinati ad essere realizzati.

SCARICA QUI IL DOSSIER COMPLETO

Agresti, il dossier è una programmazione per la cultura

«Grosseto capitale della cultura 2024 non è un sogno, è un obiettivo possibile grazie alla collaborazione sinergica degli innumerevoli soggetti del territorio che hanno risposto entusiasti alla nostra ‘chiamata’ culturale – dichiara il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna –. Quello che rende vincente la nostra candidatura è sicuramente il coinvolgimento, fin dalla fase embrionale del progetto, di una fitta rete di realtà legate al mondo della cultura, ma anche al mondo della scienza, dello sport, del benessere. A livello istituzionale la candidatura è stata sostenuta da ben 18 Comuni maremmani, mentre il comitato d’onore vede la presenza di alte personalità affezionate alla Maremma, anche di calibro internazionale, come Sigismondo di Asburgo Lorena. Il dossier è la dimostrazione che insieme possiamo fare molto per la nostra città e per la nostra provincia: se andiamo tutti nella stessa direzione i risultati arriveranno e daremo al territorio quella chance che merita per diventare ancora più attrattivo. Il Comune ha fatto da collante tra vari soggetti e le opportunità che abbiamo inserito nel dossier sono molteplici e non andranno a vantaggio solamente della promozione culturale ma avranno una ricaduta importante su tutta l’economia locale. Abbiamo colto una sfida, credendoci e impegnandoci a fondo per la nostra città. Siamo insomma riusciti a creare quel giusto mix che saprà dare, ne sono certo, un valore aggiunto alla nostra candidatura. Non resta che attendere l’esito della valutazione delle proposte, ma un risultato lo abbiamo già raggiunto: abbiamo dimostrato che con le giuste sinergie possiamo andare lontano».

«Sono molto soddisfatto ed emozionato – dichiara Luca Agresti, assessore alla Cultura del Comune di Grosseto –: siamo finalmente arrivati a questo importante giorno per Grosseto. Questo è il risultato di un grande lavoro di squadra, partito fin da subito con una direttiva ben precisa: costruire, per la prima volta, un piano strategico della cultura che potesse valorizzare Grosseto come esempio di sviluppo culturale sostenibile, grazie all’incontro tra uomo e natura. Ho fortemente voluto questa candidatura: il dossier di Grosseto e della Maremma rappresenta un punto nodale per lo sviluppo del nostro territorio. Un documento operativo di programmazione a breve e medio termine, strutturato, organizzato e condiviso che permette di individuare e definire gli interventi prioritari e i progetti concretamente realizzabili in una logica di sviluppo “integrato” della filiera cultura, sviluppo locale e turismo. Gli interventi di settore, se inseriti in una visione strategica, oltre che avere un valore in sé, producono importanti ricadute sul versante dell’economia e più in generale a livello d’identità e di coesione sociale, consolidando il già forte legame tra beni culturali, sviluppo urbano e turismo. Adesso non ci resta che aspettare gennaio, quando si saprà se la candidatura di Grosseto 2024 rientrerà tra quelle delle 10 città che proseguiranno la corsa».

Luca Agresti e Anna Bonelli sul palco - maremmaoggi.net
Luca Agresti e Anna Bonelli sul palco – maremmaoggi.net

«La candidatura a Capitale italiana della cultura – dichiara il segretario generale del Comune di Grosseto, Luca Canessa – rappresenta per il nostro Comune l’occasione per realizzare il Piano strategico della cultura e continuare il percorso di programmazione e progettazione che collega il PNRR al programma qualità dell’abitare (PinQua) e allo sviluppo della cultura della città. Sviluppo che va considerato come un’interconnessione tra più fattori e volano di crescita della città in funzione non solo culturale. Questa visione più ampia, che vede la cultura come servizio fondamentale per cittadini e altri utenti, era sempre mancata: questa è stata proprio l’occasione per costruire finalmente un Piano strategico della Cultura. È importante sottolineare che il percorso attuativo ha coinvolto e coinvolgerà tutti i settori dell’ente, un’intera macchina operativa per garantirne la pianificazione e l’organizzazione».

«Il dossier di Grosseto2024 è il risultato di mesi di lavoro – spiega la funzionaria del Comune di Grosseto Anna Bonelli –: durante l’estate abbiamo incontrato tante realtà del nostro territorio per instaurare una serie di collaborazioni che saranno ulteriormente sviluppate non solo nel caso in cui Grosseto rientri tra le dieci città candidate a Capitale della cultura 2024 ma anche se la nostra istanza non andasse a buon fine. Abbiamo chiamato a raccolta le migliori energie, menti e risorse della Maremma: il primo importante obiettivo, infatti, è proprio quello di mettere in rete tutti i soggetti della cultura maremmana. È stato un lavoro impegnativo ma molto gratificante che ha portato alla realizzazione di un dossier con progetti di alto livello. Noi ci speriamo, abbiamo scommesso molto sulla candidatura: la Maremma è pronta per mirare in alto e diventare un punto di riferimento per la cultura nazionale. Siamo arrivati alla conclusione della prima fase e ci auguriamo di poter proseguire negli anni a venire su questa strada».

«L’evento di presentazione del dossier – dichiara Alessandro Corina, direttore artistico della giornata – è stato concepito come un percorso sensoriale fatto di suoni, odori e immagini che stimolino i sensi e la fantasia. Suoni, odori e colori capaci di ricreare all’interno del teatro le atmosfere legate al nostro territorio e aumentare la consapevolezza di tutte le persone presenti di quanto sia prezioso vivere in Maremma. Ho progettato con la mente e agito con il cuore. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa giornata che solo apparentemente credevamo inarrivabile, ma che è diventato con il tempo una realtà: la presentazione della candidatura di Grosseto e della Maremma a Capitale della cultura italiana 2024».

Il presepe con le corde dell’Amerigo Vespucci

Il presepe alla Misericordia, Daniele Silvestrini e Umberto Carini

GROSSETO. Un presepe meraviglioso, candido come la neve, realizzato con la corda. E non una corda qualsiasi, ma la stessa che viene usata sull’Amerigo Vespucci. Sulla storica ammiraglia della Marina sorreggono e tendono le vele, qui sono state plasmate dall’arte di Daniele Silvestrini, che ha una bottega in via Tripoli a Grosseto. E il presepe è stato allestito, con la Pro Loco di Grosseto, nella chiesa della Misericordia, in piazzetta Gentili (accanto a piazza della Palma) dove è visitabile il venerdì, il sabato e la domenica dalle 15 alle 19.

Forme di corda e cartapesta, l’arte di Daniele Silvestrini

«Sono forme – dice Daniele Silvestrini – che ricopro con lo spago naturale, tutto di lina e seta, e con la cartapesta. Uso anche la iuta. Il mio fornitore è lo stesso dell’Amerigo Vespucci».

«Siamo felici di aver rinnovato – dice Umberto Carini della Pro Loco di Grosseto – la collaborazione con la Misericordia. Abbiamo scelto questo artista perché la corda, in qualche modo, simboleggia l’abbraccio del Natale. L’altra volta dedicammo il presepe alla tragedia del terremoto di Norcia, anche allora con oggetti in cartapesta. Stavolta il presepe vuole essere un modo per superare, tutti insieme, il momento difficile dovuto al Covid».

Nautala si rifà il look e apre la maxi vendita promozionale

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Per vedere il meraviglioso borgo di Castiglione della Pescaia vestito a festa per il Natale, vieni da Nautala per i tuoi regali. Per 4 settimane da oggi, martedì 14 dicembre, una super vendita promozionale per rinnovo locali.
Le marche migliori e più trendy del momento vi aspettano a prezzi scontati : Premiata, Blauer, Replay, Roy Roger’s, Tommy Jeans, Sun68, SAVE the DUCK, Superdry, Lyle & Scott, Munich, Volcom, QuickSilver, Crocs, Mason’s, White Sand, North Sails, Napapijri. 

 Nautala si trova in via Ponte Giorgini a Castiglione della Pescaia, Grosseto.