La passione di Gesù incanta Castiglione – IL VIDEO

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La rievocazione della via Crucis a Castiglione della Pescaia nel venerdì Santo è stata sicuramente un successo di partecipazione con  centinaia i fedeli presenti che hanno apprezzato la preparazione e la scenografia. Peccato solo per la serata con l’arrivo della pioggia, e anche della location: nelle vie del borgo medioevale, la “visibilità” è stata per pochi, e in molti hanno di fatto solo potuto seguire la rappresentazione, senza poterne apprezzare fino in fondo la portata.

La via Crucis per le stradine del borgo medioevale

La liturgia dell’ultima cena è cominciata alle 20,30 dalla chiesa di San Giovanni Battista. Poi il corteo, con oltre 200 figuranti tutti con vestiti rappresentativi e scenograficamente impeccabili, si è spostato nel giardino del Castello e poi in piazza George Solti, dove si è svolto il “processo” a Gesù. La discesa verso la chiesa di Santa Maria Goretti, con le due tappe per le cadute del Cristo, e l’arrivo al “Golgota”, dove purtroppo la pioggia ha rovinato in parte la rappresentazione, anche se i fedeli hanno potuto apprezzare la rievocazione, con la crocefissione di Gesù.

La messa nel salone San Francesco ha concluso la serata.

Soddisfatto don Paolo Gentili, parroco del paese marinaro. «Questa rappresentazione mi ha permesso di entrare ancor di più nella vita di questa comunità – ha detto don Paolo Gentili – nella quale sono arrivato poco più di un anno fa, ma dalla quale mi sono sentito subito accolto. Ho percepito fin da subito nella gente il desiderio di tornare a vedere la parrocchia come un punto di riferimento, un porto – per dirla in termini marinari – e quando, in occasione dell’Epifania, ho annunciato l’intenzione di realizzare la Via crucis drammatizzata, ho visto subito una reazione bella, cresciuta nei mesi successivi, fino al coinvolgimento davvero di tantissime persone. Spero e credo che in questo modo si sia potuto risvegliare un sentimento di appartenenza, anche alla comunità parrocchiale, che aveva bisogno di essere rivitalizzato. Grazie, dunque, a tutti coloro che hanno lavorato con tanto impegno per la realizzazione di questa sacra rappresentazione: dagli attori, a chi ha curato la regia, a chi si è occupato delle luci, a chi con pazienza ha realizzato centinaia di costumi, a chi ha garantito la sicurezza, a chi si è dato disponibile nel servizio d’ordine. Ringrazio anche i giovani di alcune parrocchie della città che ci hanno voluto dare una mano. La chiesa non ha confini rigidi».

L’emozione di Emanuele, interprete di Gesù

Tra i più emozionati è stato sicuramente Emanuele Montefalchesi, docente e presidente della Cri di Castiglione della Pescaia, scelto per dare voce e volto a Gesù. «Cosa ho provato? Sicuramente freddo, tanto – dice – In quei minuti interminabili, prima della deposizione, mi sono chiesto chi me lo avesse fatto fare, mi sono chiesto perché. Ma se Gesù ha sofferto molto più di questo per noi, noi potevamo sorreggere questa prova. Se Gesù ha patito per noi, potevamo essere lo strumento per riavvicinare tante persone alla nostra parrocchia. Sono sempre stato convinto che non si va in chiesa per il sacerdote, ma per nostro Signore; però è giusto dire che don Paolo ha realizzato in due mesi un evento che per numeri non vedevamo da più di venti anni, facendo respirare nuovamente un’aria fresca di comunità».

Soddisfatta la sindaca Elena Nappi, che ha seguito tutta la rappresentazione. «Una folla numerosa e composta ha invaso le vie del borgo di Castiglione della Pescaia al seguito della rievocazione della via Crucis – ha detto – dove ognuno ha fatto la propria parte in maniera eccelsa. Un’atmosfera emozionante e commovente. Grazie a don Paolo per questa magnifica processione drammatizzata, a tutti i figuranti, agli attori e al regista, amico di lunga data, Fabrizio Cattarulla, ai volontari della Vab, della Cri, della Misericordia, di Insieme in rosa e alla Polizia municipale per la perfetta sinergia nel rendere tutto sempre così semplice e sicuro».

I protagonisti della rievocazione

Testo e ideazione: don Paolo Gentili; regia: Fabrizio Cattarulla; aiuto regia: Davide Santamaria; aiuto suggeritore (gobbo): Alice Serafin; segreteria: Sara Cannizzo. Hanno guidato la processione suor Margarita Martinez Lopez e suor Angela Haidee, delle missionarie della speranza.

Attori e Interpreti: Gesù, Emanuele Montefalchesi; Pietro, Luca Armellini; Giovanni, Giorgio Tuccio; Giacomo, Milan Perera Vaugampalage; Giuda, Marco Mengoni; Andrea, Leonardo Gori; Filippo, Dario Vecchi; Bartolomeo, Michele Scapigliati; Matteo, Thomas Valdrighi; Tommaso, Livio Lorenzoni; Giacomo d’Alfeo, Lorenzo Gambineri; Simone lo zelota, Sebastiano Gambineri; Giuda di Giacomo, Mattia Lorenzini; il diavolo, Emma Magliozzi; la voce, Mario Magliozzi; l’angelo Gabriele, Camilla Angiolini; Cleopa, Massimiliano Palmieri; il centurione, Alessandro Maffei; i soldati, Tommaso Iori, Filippo Biancalani col labrador Kira, Aymen Anchor, Andrea Fiori, Niccolò Boschi, Niccolò Maffei; Sebastiano Biancalani; Gennaro D’Auria; Andrea Bronzi; Giovanni Biancalani, Matteo Vannetti. Ladrone buono, Alessandro Masetti, ladrone cattivo, Thomas Carducci; Barabba, Massimo Berretti; Pilato, Bernardino Tartaglia; moglie di Pilato, Alessia Guarriello con il bambino Andrea; servitori di Pilato, Diego Savonarola e Flavio Biagi; Maria, Gloria Rumeni; Maria di Cleofa, Silvia Manieri; Maria di Betania, Lucia Cruciani; Marta, Marica Rafanelli; la samaritana, Laura Chechi; la Maddalena, che annuncia la resurrezione Jessica Biancalani; l’emorroissa, Elga Grigioni; il cireneo, Tullio Serafin, aiuto del Cireneo, Riccardo Fedi; Alessandro e Rufo, Lorenzo Rosadini e Matteo Bocci; il servo del sommo sacerdote, Riccardo Fallani; Caifa, Nello Landi; Sinedrio, Luciano Cruciani, Raimondo Cocchi, Giuseppe Temperani, Massimo Vannetti, la Veronica, Geraldina Aliberti; Giuseppe d’Arimatea, Riccardo Crocini; le donne, Marta Vannetti e Emma Mazzeschi; il bambino sotto la croce, Angelo Ficai; Isaia, Stefano Gallerini; Giovanni Battista, Alessandro Nocciolini; Geremia, Guglielmo Tanganelli; Osea, Luca Gentili, con la moglie Gloria e il figlio Pietro; Ezechiele, Alessandro Cocchi; il vecchio Simeone, Pietro Fastelli, la profetessa Anna Annamaria Fastelli, la profetessa Debora, Teresa Orlando, la profetessa Giuditta, Bianca Cocca Carotenuto, la regina Ester, Maria Vittoria Cruciani (con la bimba Margherita); esorta e guida la folla Patrizia Rumeni, la corale in costume storico Mario Rosadoni, Livia Bizzarri, Giuliana Gronchi, Antonietta, Dorina Calamante, Fabrizio Calamante, Maria Magliozzi, Annamaria Filippeschi, Anna Fusi; chitarra Rebecca Iori.

La folla: Damiana Barabesi, Daria Mirolli, Sofia Rasi, Matilde del Pianta, Laura Capecchi, Olisana Fedoronico, Gianna Renzetti, Angela Fava, Elisabetta Sargentini, Antonella Suzzi, Francesca Ricci, Beatrice Rosati, Giacomo Turchi, Pier Paolo Rossi, Marco Santini.

La gestione delle stoffe e dell’atelier: Pamela Filippeschi, MariaPaola Travison, Carlotta Travison, Luisa Del Valle, Eleonora Fioravanti, Laura Chechi; le sarte Anna Scardamaglio, Rosella Comandi, Angela Fava, Margherita Armellini, Elisabetta Sargentini, Susanna Tarsi, Annarosa Barabesi, Loriana Zucchelli, Laura Galli, Giada Ghini.

Luci e arredo: Giovanni Iori e Pasquale Preziosi; mixer audio Alberto Guazzi; scenografie Alessio Messina, Melania Riemma, Patrizia Murazzato, Elena Taiti; i lettori Nadia Poltronieri, Gino Carotenuto, Silvia Manieri, Giuseppina Cervella , Claudio Gentili, Francesca Ricci.

Hanno coordinato gli angeli le insegnanti Cinzia Guideri, Elena Mucci e Rosella Comandi. Hanno apparecchiato per l’ultima cena i ragazzi Mattia Sforzi, Thomas Nucci, Thomas Scardamaglio, Mathias Rabiti, Bernardo Valenti, Ginevra Fioravanti, Valentina Papalini, Marta Cillerai. Hanno distribuito il pane Giovanni Gentili, Pietro Giovannelli, Alice Iori, Nicolas Giannini, Mia Sanchini, Matteo Poccioni, Moreno Zenobi, Greta Lobascio, Albert Zatorski, Elena Gimignani.

Hanno distribuito e acceso le candele alla scena della resurrezione: Maddalena Gentili, Guglielmo Tanganelli, Riccardo Fedi, Lorenzo Rosadini, Cristina Pascarella, Matteo Bocci, Diego Savonarola, Flavio Biagi.

Insieme in rosa ha realizzato un call center, che ha permesso a oltre 250 persone più anziane di usufruire del servizio navetta per arrivare in Castiglione alto.

 

 

Asia lotta per la vita: esce l’album del padre

Pino Biaggioli con la piccola Asia

GROSSETO. Si farebbe di tutto per un figlio. Pino Biaggioli lo sa bene, così come sua moglie Valeria. Insieme, per Asia stanno muovendo il mondo. Anche la musica ora sta correndo in suo aiuto.

Asia è nata prematura il 17 marzo 2022. Pesava 730 grammi e 32 centimetri era la sua altezza. Da quel giorno, all’ospedale di Grosseto, per i genitori è iniziata una vera corsa per la vita. La bambina, rianimata durante il parto è stata trasferita al policlinico Le Scotte di Siena, dove ha passato diversi mesi prima di tornare a casa.

La nascita prematura purtroppo le ha lasciato in dote problemi come una sindrome da distress, retinopatia, anemia e disturbi alimentari. È arrivata anche una diagnosi positiva per la distrofia miotonica di tipo 1 (o Distrofia di Steinert). Le sue condizioni ora sono migliorate, Asia sta tirando fuori gli artigli, ma i viaggi nelle strutture ospedaliere non sono finiti e la strada è ancora lunga.

Pino Biaggioli con la piccola Asia
Pino Biaggioli con la piccola Asia

In questi mesi i genitori hanno lanciato alcuni appelli per essere supportati nelle cure necessaria alla figlia e molti hanno dato il loro contributo.

La musica di Pino per Asia

Babbo Pino, in tutti gli appelli è sempre stato accompagnato soprattutto dal mondo del calcio (e del Grosseto in particolare) e da quello della musica che lo ha visto in passato come protagonista anche accanto ai big.

Pino Biaggioli e Luca Barbarossa
Pino Biaggioli con Luca Barbarossa

Ora Pino ha fatto un ulteriore passo in più per aiutare la sua piccola Asia, ha dato vita a un cd musicale. Il nuovo video uscito, “Il futuro noi due” (titolo dell’album) è appena uscito su YouTube e ha già catturato l’attenzione di importanti agenzie artistiche. Quella che tra tanti cura i cugini di campagna ha già fatto una prima telefonata a Pino.

Il cd è stato completato a fine marzo e comprende 15 tracce audio di cui 13 inediti. Ci sono anche e 2 bonus track. Una dedica a papa Woytila e una al Grosseto calcio. Un omaggio ai tifosi e a Giovanni Lamioni, il presidente della società. Lui insieme a Paolo Luciani (gestore del ristorante Il 13 a Castiglione della Pescaia) hanno dato un contributo fondamentale per stampare le 2mila copie di cd in cui è stato riprodotto l’album.

“Il futuro noi due”

La canzone “Il futuro noi due” è completamente dedicata ad Asia. Un’ode commossa e accorata che solo un babbo sarebbe capace di scrivere per la figlia tanto amata.

Il resto delle tracce, tranne due più rock e meno impegnate, parlano di storie vere. «C’è una canzone dedicata alle donne – dice Pino – una agli omosessuali, una alla figlia più grande. Tutte hanno una storia e dei sentimenti veri dietro».

Il video della canzone che dà il nome all’album è stato girato a Castiglione della pescaia (al Capezzòlo) ed è un regalo targato Conte Max Venturacci. Martedì 11 Pino sarà anche in diretta su tv9 per promuovere questo cd.

"Il futuro noi due" il cd di Pino Biaggioli
“Il futuro noi due” il cd

Il disco ha un duplice (se non triplice) obiettivo. Raccoglierà fondi per Asia, ma servirà anche per donare ad altri. «Ho ricevuto tanto bene per mia figlia – dice Pino – così con mia moglie abbiamo deciso di provare a donare noi stessi qualcosa. Una parte del ricavato sarà donato alle associazioni “Movimento perla vita” di Grosseto e a “Insieme a Giordano” onlus di Roma».

Come trovare il disco

Il disco è in vendita a 10 euro.

Si può richiedere all’indirizzo e-mail di Pino (pinobiaggioli@gmail.com) ma anche trovare fisicamente in alcuni esercizi commerciali che stanno dando una mano nella raccolta fondi:

  • Ristorante il 13 (Castiglione della Pescaia)
  • Pizzeria Angolo (Grosseto)
  • Ristorante il tordaio (Roselle)
  • Parrucca Stefano Parrucchiere (Grosseto)
  • Ristorante-pizzeria le 2 isole (Follonica)
  • Carrefour Me.La (Stiacciole)
  • I fiori di Elisa (Paganico)
  • Antinesco Maremma restaurant (Paganico)
  • Macelleria Scheggi (Paganico)
  • Ristorante dal meraviglioso (Follonica)
  • Cartotecnica (Riotorto)

Come fare donazioni

Per chi non riuscisse ad acquistare il cd, ma volesse comunque contribuire alla raccolta fondi con una donazione, potrà fare un bonifico ll’IBAN IT15H3608105138289690789694 con causale “Il futuro noi due“.

Alcune foto di Pino con alcuni big della musica e dello spettacolo

Il centro storico, vetrina del gusto della Maremma

Degrado del centro storico, via San Martino e corso Carducci

GROSSETO. L’idea non è nuova. L’associazione Grosseto al centro lo dice da anni che il cuore della città dovrebbe trasformarsi in una grande vetrina del gusto. Un luogo in cui valorizzare l’enogastronomia e le eccellenze della Maremma. Lo spiega bene, Matteo della Negra, in un video realizzato un po’ di tempo fa, me che è tornato attuale grazie al dibattito aperto da MaremmaOggi sulla desertificazione del centro storico e sulla crisi del commercio.

Una consulta comunale per raccogliere idee 

L’altra proposta dell’associazione è l’istituzione di una consulta comunale per far dialogare i cittadini e le associazioni con il Comune. «Non basta una riunione, non ne basteranno due – scrive Gac – ma è fondamentale che la consulta sia pubblica e trasparente nelle sedute, goda di autonomia, abbia regole chiare e determinate da un regolamento comunale, ne facciano parte il Ccn, la proloco, le associazioni di categoria, il mondo scientifico e della scuola, dei giovani, dell’arte e della cultura. E che coinvolga anche i liberi pensatori».

Dunque, un’assemblea permanente, in grado di supportare il Comune nelle scelte politiche sul centro storico della città. Aperta all’ascolto e alla partecipazione di singoli cittadini e esperti. Gac  cita, a titolo esemplificativo, l’architetto Edoardo Milesi, che insieme agli studenti di architettura dell’università di Firenze e Pescara, nel 2015, dopo tre giorni di laboratorio in città, propose un’accademia creativa del gusto all’interno delle Mura medicee e un ostello per la gioventù nell’edificio del centro che attualmente ospita il carcere. Supportando le sue idee con una relazione di 150 pagine

«La trasparenza è la conditio sine qua – riprende Della Negra – affinché le scelte siano attuate veramente nell’interesse della città e non solo di qualcuno».

Istituirla è facile. «Occorre solo riadattare uno dei regolamenti comunali che Gac ha elaborato – scrive l’associazione – analizzando e confrontando numerosi regolamenti di consulte di altri comuni italiani. E che integrano le proposte di deliberazione di iniziativa popolare promosse da centinaia di grossetani con la propria firma quattro mesi fa, ovvero la Consulta per la salute, la Consulta per il verde e la Consulta per gli animali»

Un festival internazionale per Grosseto e la Maremma

Ma ci sono anche altre idee, che, se messe in pratica, potrebbero portare centinaia di studenti stranieri a vivere e a studiare in città. Anche i questo caso, sostenute dalle firme dei cittadini e in grado: un festival internazionale per Grosseto e la Maremma, come avviene ad esempio Lucca e Salerno.

Rifare la pavimentazione e rimuovere le barriere architettoniche

«Ribadiamo, infine, la necessità di definire un masterplan strategico per la pianificazione e la programmazione del rifacimento del pavé dell’intero centro storico e la rimozione delle barriere architettoniche di accesso alle Mura medicee, coinvolgendo gli ordini professionali, la consulta per la disabilità e le banche del territorio, affinché il cuore della città diventi veramente accessibile a tutti.

Grosseto al centro rinnova l’offerta della propria collaborazione con chi ha il mandato di amministrare la nostra città e con il variegato mondo di voci che caratterizza la comunità grossetana, perché la musica migliore di una città è quella cantata in coro», scrive Gac.


LEGGI ANCHE

La Maremma conquista le tv nazionali

Da sinistra, Massa Marittima, la Balena di Lacquaniti, Montorsaio e Cala Violina

SCOPRI TUTTE LE MERAVIGLIE DELLA MAREMMA

GROSSETO. La Maremma piace, incanta e conquista. Fa bella mostra di sé sulle tv nazionali, nei tg e anche sulle emittenti estere. Si aggiudica share e gradimento di pubblico. E come potrebbe essere diversamente, data la sua bellezza, la sua storia, le tradizioni millenarie, l’enogastronomia?

Infatti, si è appena spenta l’eco del successo delle Colline Meallifere sulla trasmissione di Rai 1, “Linea Verde”, che Massa Marittima torna in tv, questa volta su Rai Storia.

La troupe televisiva del programma “Telemaco”, condotto da Emanuela Lucchetti, ha fatto tappa in città, nei giorni scorsi, per le riprese della puntata dedicata alla strage mineraria di Ribolla. Il Museo della Miniera è stato scelto per ambientare l’intervista a Domenico Gamberi, ex minatore di Ribolla, con una storia particolare da raccontare: suo padre fu tra i primi a prestare soccorso ai compagni caduti nell’esplosione del pozzo Camorra.

La troupe di Rai Storia e l'intervista a Domenico Gamberi
La troupe di Rai Storia e l’intervista a Domenico Gamberi

In principio fu Linea Verde

Proprio Linea Verde, allora condotta da Federico Fazzuoli e Sandro Vannucci, è stata tra le prime trasmissioni ad arrivare in Maremma. Nel caso specifico – a metà anni ’90 – seguì la transumanza dei butteri con sosta al castello di Monte Antico. Più tardi, nel 2000 all’azienda agricola regionale di Alberese, arrivò “Sereno variabile”, con l’inviata, l’ex Miss Italia Cinzia De Ponti, che fece una lunga intervista ai butteri. 

Nello stesso periodo, sempre ad Alberese, la “spocciatura” dei vitelli (la separazione dalle madri brade) insieme all’inaugurazione del restauro di San Rabano, finì in diretta su Uno Mattina e su altre emittenti nazionali e regionali. I butteri, peraltro, erano appena stati protagonisti di un documentario sull’emittente tedesca ZDF.

Ma ci sono state diverse anche puntate di “Linea Blu” dedicate al mare maremmano. E ancora Linea Verde, che a ottobre 2022 ha trasmesso un servizio da Arcidosso, Monte Labro e comunità di Merigar.  

All’eremo di Davide Lazzeretti (foto dalla trasmissione “Linea Verde”)

A Natale la troupe di “Geo”, popolare trasmissione di Rai 3, è sbarcata a Montorsaio, dove ha fatto un lungo servizio sui presepi e sulla tradizione culinaria del paese.

Prata vola in Giappone

E che dire di Prata, piccola frazione di Massa Marittima, che è finita addirittura in un documentario sulla Nippon television Bs? L’emittente nazionale giapponese da 10 anni racconta i borghi medievali italiani, da nord a sud dello stivale. Dunque, Prata non è solo sulla pagina Facebook “Commenti memorabili”, che ha preso di mira la curiosa segnaletica stradale del paese, scovata grazie a un articolo di MaremmaOggi.

Un momento delle riprese a Prata
Un momento delle riprese a Prata

Il giardino di Rodolfo Lacquaniti riapre e finisce su Rai 3

È di ieri, 2 aprile, invece il servizio del Tg3 sul giardino d’arte contemporanea “Viaggio di Ritorno” ideato dal bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti, nella piana davanti a Buriano, nel comune di Castiglione della Pescaia.

Dopo la chiusura invernale, il celebratissimo giardino realizzato con materiale di scarto trasformato in opere d’arte, ha riaperto i battenti proprio in questi giorni. Ed è finito subito in tv.

 

Bagni a rischio a Marina la prossima estate – Il video

Una vista di Marina di Grosseto

MARINA DI GROSSETO. «Divieti di balneazione a Marina di Grosseto e batteri fecali 400 volte oltre i limiti nel fosso Beveraggio. Sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in che acque stiamo facendo il bagno?». Si rivolge direttamente al primo cittadino del capoluogo, il comitato Grosseto aria pulita, che lancia l’allarme sulla presenza dei batteri fecali nelle acque intorno al porto di Marina, con tutta probabilità dovuti all’inquinamento del canale San Rocco.

«Negli ultimi anni il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha dovuto emettere ripetutamente ordinanze con divieto temporaneo di balneazione a Marina di Grosseto, a nord e a sud del porto, per inquinamento da batteri fecali. Ciò è avvenuto anche in piena estate, durante la massima presenza di turisti, a seguito di piogge intense che hanno aumentato le portate del canale San Rocco, che sfocia in mare attraverso il porto di Marina», scrive il comitato.

Inquinato il fosso Beveraggio

«La causa di tali inquinamenti, che sono stati documentati dalle analisi, non è mai stata individuata né eliminata dalle amministrazioni comunali che si sono susseguite nel tempo, nonostante le scontate rassicurazioni dei sindaci.

Il Forum Ambientalista da una decina di anni, dopo aver documentato con analisi certificate una presenza di batteri fecali superiore di 600 volte i limiti di legge nel fosso Beveraggio, che transita vicino alle abitazioni del quartiere Verde Maremma e che sfocia nel canale San Rocco, ha denunciato che una parte delle fogne nere della città di Grosseto non viene normalmente immessa nel depuratore, ma viene scaricata abusivamente in tale fosso, che poi le porta al mare», riprende Grosseto aria pulita.

Le segnalazioni dell’Asl al Comune e le verifiche dell’Arpat

Inoltre il Forum Ambientalista ha pubblicato numerose segnalazioni di pericolo per la salute pubblica che sono state inoltrate invano ai sindaci della città dai dirigenti della Prevenzione, Igiene e Sanità pubblica dell’Asl locale, i quali hanno ripetutamente segnalato la possibile diffusione di malattie infettive poiché tale fosso passa vicino alle abitazioni.

«Dopo diversi esposti dei cittadini e dopo che una verifica condotta dall’Arpat di Grosseto aveva documentato la presenza nel fosso Beveraggio di una concentrazione di Escherichia Coli superiore di 400 volte i limiti per la balneazione – riprende il comitato – un anno fa il sindaco Vivarelli Colonna aveva ordinato a tutti i proprietari degli immobili collocati sui lati del fosso Beveraggio di “verificare senza indugio il recapito degli scarichi di propria competenza e di rimuovere immediatamente, se presenti, gli allacci delle acque reflue di qualunque origine dalla conduttura bianca delle fognature separate”.

Inoltre aveva disposto le conseguenti ispezioni e i controlli su tutti i suddetti scarichi al fine di verificare l’osservanza delle norme e aveva avvertito che, in caso di inottemperanza della suddetta ordinanza, si sarebbe proceduto alla “esecuzione dei necessari interventi di adeguamento degli allacciamenti fognari in danno e con rivalsa al soggetto obbligato…”».

A un anno dall’ordinanza, niente è cambiato

Un corpo idrico superficiale, inquinato per la presenza di materie organiche fecali, nel suo percorso verso il mare sicuramente subisce un processo di fitodepurazione.  Ma quando le concentrazioni di partenza sono altissime e le piogge di forte intensità fanno aumentare  la velocità di deflusso verso il mare, il corso d’acqua concorre all’inquinamento delle zone di balneazione di Marina di Grosseto, poiché l’insieme dei fenomeni naturali non sempre riesce ad abbassare la concentrazione di colibatteri nelle acque del fosso.

«Ma la nostra Costituzione non obbliga gli amministratori pubblici alla difesa della salute?», si chiede il comitato? «E la legislazione a difesa della qualità della risorsa idrica non impone la rimozione delle cause del suo inquinamento? Che cosa ha fatto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che riveste la carica di sindaco di Grosseto ormai da sette anni, per risolvere questo inquinamento, garantire la balneabilità e difendere la salute delle persone?», conclude Grosseto aria pulita.


LEGGI ANCHE

Gli ambientalisti: «I fossi cittadini sono fogne, riaprite le indagini»
Fosso Beveraggio, «controlli continui» 

La nuova scommessa di Caterina

GROSSETO. «Questa è l’età nella quale o investi, e ci credi, o ti fermi». E Caterina Palmieri, di tirare su il freno a mano, per ora, non ci pensa proprio. Lo dimostra la grande vetrina che era stata della Perla, negozio di intimo in via Oriana Fallaci. Una vetrina che si apre su un mondo tutto nuovo, su una scommessa che porta ancora la firma della commerciante che crisi o non crisi, non si è mai fermata. Che si è rimboccata le maniche ed è andata avanti. 

Grosseto come Milano

Il taglio del nastro del nuovo Palmieri easy chic, concept store che strizza l’occhio a locali come Corso Como 10 a Milano, è fissato per sabato 1 aprile. Il negozio aprirà al mattino e la giornata proseguirà poi alle 17 con un aperitivo e dj set. 

La porta si apre sull’open space arredato con grandissimo gusto, dove i capi d’abbigliamento, quelli che vestono bene le donne a cifre abbordabilissime e quelli un po’ più ricercati, diventano uno dopo l’altro delle piccole opere d’arte da mangiare con gli occhi. Così come gli accessori, da sempre un pezzo forte della collezione Palmieri.

Non solo: al piano di sotto, c’è una grande sala che potrà ospitare vernissage, presentazione di libri e – perché no – anche le iniziative di prevenzione organizzate dalle associazioni di volontariato. «Lo spazio c’è – dice Palmieri – e se qualche associazione, durante il mese della prevenzione vuole approfittarne, a me non può che fare piacere. Anche perché questo è un negozio per le donne, e fare qualcosa per la nostra salute è importantissimo». 

Premiata dalla Croce rossa per il sostegno all’associazione durante la pandemia, Palmieri anche nel nuovo negozio organizzerà via via iniziative benefiche e appuntamenti dedicati alla salute delle donne. 

Il nuovo negozio a due passi dal cuore

È a due passi dal cuore il nuovo negozio di Palmieri. «Qui accanto nel 1985 mia mamma aprì l’argenteria Cassetti – racconta – quando la strada era via IV Novembre. Oggi è via Oriana Fallaci e apro io. Credo che la scelta di questo fondo sia stata dettata da qualcosa di molto profondo. E infatti ho voluto allestirlo utilizzando pezzi che provengono dalla mia famiglia. In questo fondo doveva nascere una pokeria, quando ho visto che non avrebbe aperto mi sono fatta avanti: ci siamo scelti a vicenda, alla fine». 

Caterina nel nuovo negozio

Un mobile antico della nonna, un porta riviste che arriva da un albergo di Volterra, città della quale è originaria la famiglia di Caterina, una toeletta, anche questa recuperata nella casa dell’altra nonna. Ci sono pezzi di cuore ovunque ci si volti, nel nuovo negozio Palmieri. Pezzi di cuore che si intersecano con i pezzi unici appesi alle grucce, con gli abiti e con gli accessori. «Sono tempi difficili per il commercio – dice – ma sono tempi in cui, proprio per questo, bisogna investire. Io non volevo fare questo passo, ma poi è come se si fosse davvero chiuso un cerchio e ho deciso di buttarmi. E l’ho potuto fare grazie alle mie collaboratrici e alla mia famiglia, che come sempre, mi hanno sostenuta». 

Il negozio a Porta Nuova resterà aperto fino al 31 maggio con il fuori tutto. 

LEGGI ANCHE

Il regalo di Natale nello scrigno di Caterina

«Marina di Grosseto può crescere e io ci investo»

L’emozione del top gun per i 100 anni dell’Aeronautica

I 100 anni dell'Aeronautica militare a Grosseto

GROSSETO. La primavera maremmana ha regalato un cielo azzurro come i colori dell‘Aeronautica militare, che oggi, 28 marzo, festeggia i sui 100 anni. Ed è stato la cornice perfetta per le celebrazioni che si sono svolte per tutto il giorno all’aeroporto di Grosseto, dove il 4° Stormo Caccia ha aperto le porte alla città.

Che l’ha ripagato con l’abbraccio affettuoso di migliaia di persone (9.000 solo la mattina) arrivate non solo da Grosseto, ma da tutta la provincia e anche da fuori regione. Organizzate in autobus, con le navette, con la propria auto, così tante da bloccare le vie che portano alla strada Castiglionese e all’ingresso dell’aeroporto. Molti di loro erano ex militari dell’aeronautica che hanno colto al volo l’occasione di tornare dove hanno prestato servizio o semplicemente hanno fatto l’addestramento.

L’emozione nelle parole di Francesco, pilota di Eurofighter

Insomma una festa che ha profondamente colpito i militari del 4° Stormo, di oggi e di ieri. L’emozione si avverte nelle parole di Francesco, giovane pilota di Eurofighter, in forza al 9° Gruppo Caccia, a Grosseto da 6 anni. «Adottato dalla città e dei maremmani» ha tenuto a precisare.

Francesco è un po’ l’uomo immagine di oggi. Le sue parole, rivolte ai ragazzi che sono andati in massa a visitare l’aeroporto sono state chiare: «Diventare pilota militare per me è stato realizzare un sogno che inseguivo fin da quando ero bambino. E questo voglio dire ai ragazzi che sono qui. Se avete un sogno seguitelo, date tutti voi stessi e vi si apriranno tutte le porte». 

Simulatori di volo, acrobazie e aeromodellismo

La giornata è iniziata con l’alzabandiera solenne, alla presenza di tutte le autorità cittadine. Poi si sono spalancate le porte dell’aeroporto costruito durante la prima guerra mondiale e intitolato a Corrado Baccarini, aviatore grossetano decorato con la medaglia d’argento al valore militare. 

Un vero pezzo di storia della città che è cresciuta, anche in termini demografici, con i militari dell’Aeronautica, molti dei quali si sono stabiliti in Maremma con le famiglie e ci sono rimasti anche dopo il congedo. I visitatori si sono affollati negli stand espositivi, ai simulatori di volo, al museo storico.

In contemporanea, a Poggio Ballone, dove si trova il centro radar dell’Aeronautica militare, è stata presentata la sala multimediale e l’archivio storico intitolata all’aviere Francesco “Checco” Rosito.

 

I ragazzi della corale SKEEP cantano a Vallerotana – Il Video

Il coro dell'associazione SKEEP

VALLEROTANA (Gr). Quando la solidarietà incontra lo spettacolo e il divertimento nascono momenti di gioia e condivisione, capaci di unire mondi e mettere in comunicazione i cuori. Basta dare un’occhiata al video girato e montato da Roberto Malarby, dell’associazione SKKEP per avere un’idea.

Questo è stata la festa di primavera che si è svolta mercoledì 22 marzo, organizzata dalla comunità terapeutica riabilitativa di Vallerotana. Ospite d’eccezione la corale  dell’associazione SKEEP di Grosseto, che ha tenuto un concerto per gli ospiti della struttura. Vallerotana, infatti, da 30 anni opera nel settore delle dipendenze sul territorio di Grosseto e della Toscana.

L’associazione SKEEP, invece, dal 2013 promuove l’integrazione della persone con disabilità, grazie al lavoro di 70 volontari. Sono loro che organizzano attività sportive, ludico-ricreative e artistiche, dedicate a 85 atleti speciali. Tra queste attività, appunto, c’è il canto.

Un momento del concerto della corale Skeep a Vallerotana
Un momento del concerto della corale Skeep a Vallerotana 

Un concerto con musiche di Buscaglione e tanti evergreen

I ragazzi speciali del coro, che peraltro di sono aggiudicati la finale di Dilettando, nel 2019, hanno stupito il pubblico con un repertorio di musiche di Fred Buscaglione e con una serie di evergreen della musica italiana, divisi in due atti. La bravura, l’entusiasmo e la simpatia dei ragazzi, padroni del palcoscenico, hanno conquistato gli ospiti di Vallerotana e i loro familiari.

Pezzo forte l’inno di SKEEP, un vero e proprio manifesto di amore per il prossimo e di solidarietà, che è stato cantato da tutti i presenti.

La giornata si è chiusa con un ricco buffet realizzato dai ragazzi di Vallerotana con la guida di due insegnanti, Katia Noviello e Stefano Montella, due volontari di eccellenza che da mesi tengono un corso di cucina presso la struttura.

Il buffet preparato dagli ospiti di Vallerotana
Il buffet preparato dagli ospiti di Vallerotana

La festa, un successo per Vallerotana

È stata una bella festa che ha coinvolto tutti i partecipanti. Oltre ai residenti erano presenti le famiglie, altre associazioni del territorio e alcuni operatori del servizio dipendenze. Per la comunità terapeutica riabilitativa di Vallerotana, è stata un’occasione per presentare la recente trasformazione da associazione a cooperativa sociale. Nello stesso tempo un modo per iniziare una collaborazione con altre associazioni ed enti del Terzo settore. L’accoglienza, l’ascolto e il confronto sono stati e saranno utili per l’arricchimento umano e solidale reciproco.

Ciclista cadde al Giro, fotografo condannato – IL VIDEO

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «A 300 metri dall’arrivo stavo partendo sulla sinistra per lo sprint e mi sono trovato davanti questo teleobbiettivo gigante che mi ha colpito sul braccio e me l’ha spezzato in due. Sono ruzzolato in avanti, ho guardato il braccio ed era tutto girato dall’altra parte. Mi sono detto: cavolo, mi si è spezzato…». Era il 15 maggio 2015 quando Daniele Colli, ciclista della Nippo Vini Fantini originario di Rho, raccontava il brutto incidente al Giro d’Italia. Era a 300 metri da traguardo della tappa di Castiglione della Pescaia, quando fu colpito dal teleobiettivo di un fotografo che si era sporto troppo oltre le transenne. 

Fotografo condannato a risarcire

La tappa era partita da Montecatini Terme: il gruppo dei ciclisti aveva attraversato mezza Toscana. Colli, all’epoca 33enne, stava assaporando gli ultimi metri del tracciato, sul viale Kennedy a Castiglione della Pescaia, quando sbando e finì per terra, fratturandosi l’omero sinistro. Pochi giorni dopo fu operato all’ospedale di Grosseto.

A novembre 2022, in tribunale, è stato celebrato il processo, di fronte al giudice di pace Marco Lotti: imputato con l’accusa di lesioni colpose, Marco Caruso, coetaneo del ciclista, che, secondo l’accusa, si era sporto troppo con il teleobbiettivo, causando la caduta del ciclista. 

Difeso dall’avvocata Silvia Muratori, Caruso è stato condannato a 300 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 5.000 euro oltre alle spese legali, liquidate per 2.600 euro. Il ciclista si era costituito parte civile con gli avvocati Marzia Barberis di Milano e Riccardo Lottini. 

Il video mostrato in aula

Ora, a distanza di pochi mesi dalla sentenza del giudice di Pace, si è celebrato in tribunale il processo d’appello, di fronte alla giudice Laura Previti. Il fotografo infatti, aveva presentato ricorso, sostenendo che a provocare la caduta non era stato lui, con il teleobbiettivo della sua macchina fotografica. Il ciclista, secondo la difesa, aveva urtato contro i piedini delle transenne. 

Per dimostrare quanto sostenuto, in aula, l’avvocato Jury Forgione ha chiesto che venisse rinnovato il dibattimento per rivedere di nuovo il video, pubblicato su Youtube dal canale InCycle, in cui si vede la caduta, rimandata anche al rallentatore. 

Il video era stato proiettato nell’aula del giudice di Pace ed era stato prodotto dagli avvocati di parte civile. La giudice Previti ha respinto la richiesta e ha confermato la sentenza del giudice di pace: il fotografo è stato prosciolto dal reato di lesioni colpose perché è intervenuta la prescrizione. Il fotografo dovrà però pagare il risarcimento di 5.000 euro e le spese processuali. 

Grosseto nel biglietto da visita musicale di Lanzini

Giovanni Lanzini

GROSSETO. Tutto il settore cultura della città ha salutato con emozione il lavoro del maestro Giovanni Lanzini.

Il clarinettista maremmano è protagonista di un video esclusivo. Lì suona Vivaldi in vari musei della città terminando il viaggio al Teatro degli Industri. Il video aprirà ogni data del tour di Lanzini. Sbarcherà a Marsala come l’impresa di Garibaldi, poi “Clarinettissimo” passerà anche da Grosseto (le date sono ancora da fissare) e arriverà fino a Trieste.

L’assessore alla cultura Luca Agresti, con la funzionaria Anna Bonelli e i direttori dei musei della città, hanno visto il video in anteprima oggi, 17 marzo, al Museo archeologico d’arte della Maremma quando Lanzini lo ha presentato in anteprima. «Questo è un omaggio alla città – ha detto Agresti – Voglio ringraziare sia Lanzini che il sistema culturale grossetano e tutti i direttori oggi presenti. Il grande lavoro di squadra fatto anche con il personale ha dato vita a una realizzazione di vero pregio. Credo che si debba tenere alta la qualità della cultura – ha concluso – Una qualità che si vede bene anche in questa clip».

Presentazione del video Giovanni Lanzini plays Vivaldi con direttori dei musei e assessore alla cultura
La presentazione della Clip con l’assessore Luca Agresti coi direttori dei musei della Grosseto

Clarinetto tra classica e rock

“Giovanni Lanzini plays Vivaldi” aprirà appunto le date di Lanzini in tutta Italia. «Questa idea nasce per lanciare lo spettacolo nuovo – dice Lanzini – Suonerò il mio clarinetto in abbinamento a musiche riprese dalla classica sì, ma anche da ritmi differenti, come quelli rock. “Clarinettissimo” porterà alle orecchie delle persone i miei 40 anni di carriera, raccontando la mia musica. Da Vivaldi fino agli Abba. In questo video il maestro mi perdonerà, ho suonato il mio clarinetto al posto del violino per il quale aveva invece scritto “Le quattro stagioni”».

L'interno del teatro degli Industri
L’interno del teatro degli Industri, mostrato nel finale della clip

«Mi venne l’idea di girare un videoclip coinvolgendo I luoghi della cultura di Grosseto – dice Lanzini – musei a natura. L’idea è stata subito bene accetta. Il video è stato realizzato dalla Gomma&Colla Productions, già curatori della clip per la candidatura di Grosseto a capitale della cultura. Hanno creato immagini davvero suggestive».

In effetti Lanzini non ha tutti i torti. Il video verrà mostrato dopo la riproduzione dei suoni di un temporale, seguendo idealmente lo spirito col quale Vivaldi ha composto la musica de l’Estate. Sarà difficile per gli amanti della classica, e soprattutto del maestro, non emozionarsi o commuoversi seguendo il video. L’audio chiarissimo e le immagini suggestive fanno dialogare Lanzini con gli ambienti più esclusivi dei musei grossetani. La chiusura al Teatro degli Industri davanti a un sipario semiaperto è il finale ideale di un percorso che chiama lo spettatore a essere protagonista. 

Una pubblicità per Grosseto e per la cultura

«Non so se in precedenza fosse già stata usata un’idea simile – dice Lanzini – ma perché non abbinare eventi importanti ai luoghi di cultura della città come in questo video? Potrebbe essere utile a tutti, sia per chi si occupa di cultura e arte, che per la città – conclude – Io adopererò il video per il mio spettacolo, ma il lavoro va a vantaggio sia mio che di Grosseto». Il video, infatti, verrà portato in giro per tutta Italia e per Grosseto rappresenta senza dubbio una grande pubblicità. La città sarà portata in tour, tenuta in alto da uno dei clarinetti più amati del Paese.