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Cantante abusivo in centro, i processi restano due

La giudice non ha riconosciuto la continuità tra la prima e la seconda aggressione agli agenti di polizia municipale: «Non c’era lo stesso disegno criminale». Respinta la richiesta di messa alla prova
Un’aula del tribunale di Grosseto

GROSSETO. Restano due i processi a carico di Alessandro Parrini, 36 anni, il cantante del centro che era stato arrestato dalla polizia municipale per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Due episodi fotocopia, quelli contestati a Parrini, due episodi che vedono come parte offesa lo stesso agente del nucleo operativo per la sicurezza. 

Difeso dall’avvocata Tania Amarugi, Parrini martedì 26 marzo si è presentato davanti alla giudice Agnieszka Karpinska. In aula, di fronte alla vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo, la giudice ha ritenuto di non procedere con la riunificazione dei due processi

«I due reati non sono collegati»

Parrini era stato arrestato una prima volta il 30 novembre dell’anno scorso e una seconda volta il 3 febbraio di quest’anno. In entrambi i casi, era stato accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. 

Per il primo procedimento, Parrini aveva ottenuto la messa alla prova. La stessa richiesta l’ha presentata anche questa mattina, ma è stata respinta. Così come è stata respinta quella sull’unificazione dei due processi. 

«Sono stati commessi dal medesimo imputato nei confronti della stessa persona – ha detto la giudice – ma non ci sono i presupposti per la riunione, non essendo gli stessi espressivi di un medesimo disegno criminoso».

Per la giudice, i due atti di resistenza, non erano stati decisi dal cantante: non erano quindi collegati l’uno all’altro e per questo dovranno essere giudicati separatamente. 

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