Non potrà cantare in centro: obbligo di firma per l'artista di strada | MaremmaOggi Skip to content

Non potrà cantare in centro: obbligo di firma per l’artista di strada

Il giudice ha convalidato l’arresto del 36enne e il sequestro del coltello che aveva con sé. L’uomo si è difeso in aula: «Ho dato un pugno, lo ammetto. Ma mi sento sopraffatto»
Un momento dell’arresto del cantante del centro

GROSSETO. Per la seconda volta nel giro di poche settimane, è arrivato in aula con le manette ai polsi scortato da due agenti della polizia municipale ed è uscito senza. Questa volta però, il giudice Andrea Stramenga ha applicato nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la firma, a giorni alterni, alla stazione dei carabinieri, come richiesto dal sostituto procuratore Carmine Nuzzo

Che ha spiegato ad Alessandro Parrini, 36 anni, che senza il permesso del Comune, non può continuare ad esibirsi in centro storico

L’arresto tra gli applausi dei passanti

«È arrivata la polizia municipale, eccoli di nuovo»: è cominciato con le parole del cantante, il tira e molla con gli agenti che si erano avvicinati per l’ennesima volta per chiedergli di smettere di suonare. Parrini però, anziché spegnere la cassa e il microfono, ha cercato l’appoggio delle tante persone che sabato 3 febbraio, poco dopo le 18, affollavano il centro. 

Hanno cominciato ad applaudirlo, mentre il personale della polizia municipale stava cercando di sequestrare i pochi spiccioli che aveva racimolato (2,50 euro), la cassa e il microfono. Ma quando una di loro si è avvicinata, ha tentato di colpirla con un calcio. Poi ha sferrato un gancio al volto di un agente. Tutto sotto gli occhi delle telecamere di videosorveglianza. 

Difeso dall’avvocata Tania Amarugi e dal collega Alessandro Biagiarelli, Parrini, come la volta precedente, ha deciso di rispondere alle domande del giudice durante l’udienza di convalida dell’arresto. 

Il cantante conferma: «Ho dato un pugno, lo ammetto»

«Ho dato un pugno, lo ammetto», ha detto l’uomo, spiegando al giudice di essersi sentito sopraffatto. «I controlli che subisco ogni volta – dice – li vivo come un’ingiustizia». Controlli che in centro non riguardano soltanto lui, ma anche gli altri artisti di strada che ogni tanto si fermano a suonare. 

Lo ha spiegato l’agente del nucleo operativo per la sicurezza della polizia municipale al giudice. «Quando diciamo a qualcuno che lì non può stare – ha detto – si allontana. Lui no, ha reagito così». 

Il parapiglia scoppiato in cima al corso è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza del Comune. Le immagini sono state consegnate al pm: immagini che hanno confermato quanto raccontato in aula dall’agente della municipale. 

Sabato, in tasca, Parrini aveva con sé anche un coltello, che ha consegnato spontaneamente agli agenti. «Sono vegetariano – ha spiegato al magistrato che gli chiedeva conto del coltello – lo utilizzo per tagliare la frutta». 

La difesa del cantante: «È amato, va aiutato e sostenuto»

Parrini, in centro, è molto amato dai cittadini. Lo ha sottolineato anche l’avvocata Amarugi che si è opposta alla convalida dell’arresto spiegando che sul cantante di strada, ormai, c’è troppa pressione da parte degli agenti

«Va aiutato e sostenuto senza disprezzarlo», ha detto Amarugi. Il trentaseienne vuole lavorare come artista di strada. Ma la richiesta in Comune per ottenere i permessi e potersi esibire non l’ha mai fatta. 

«Si è sentito braccato – ha detto ancora l’avvocata del cantante – ha vissuto questo ennesimo controllo come se fosse un’aggressione. Ci sono regole da rispettare, è vero, ma non c’è una legge che vieti a una persona di lavorare come artista di strada». 

Parrini è stato arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate. Ha colpito con un pugno l’agente, che è andato a farsi refertare al pronto soccorso. Quel pugno, un gancio, è stato ripreso anche dalle telecamere.

«È stato un grave gesto violento», ha detto il pm Nuzzo prima di chiedere che al cantante gli venisse applicato l’obbligo di firma ai carabinieri. Per evitare, ha sottolineato, che episodi come quello di sabato possano accadere di nuovo. 

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