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Resistenza, il cantante di strada chiede la messa alla prova

Se la giudice accoglierà l’istanza presentata durante l’udienza, Alessandro Parrini lavorerà gratuitamente per il circolo Arci Khorakhané: chiesto il risarcimento per i due agenti feriti
Ambulanza e automedica in corso Carducci il giorno dell’aggressione

GROSSETO. Era fissata per venerdì 12 gennaio l’udienza del processo che vede imputato Alessandro Parrini, il cantante di strada arrestato il 30 novembre con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Udienza durata pochi minuti, quella davanti alla giudice Agnieszka Karpinska nell’aula H del tribunale di Grosseto dove l’avvocato del 36 anni, Alessandro Biagiarelli, ha chiesto per il suo assistito la messa alla prova.

Lavorerà al circolo Arci

Parrini, il 30 novembre, era stato arrestato per resistenza e lesioni aggravate, dopo aver colpito due agenti della polizia municipale. Di fronte alla giudice Karpinska, l’avvocato del cantante di strada ha presentato la richiesta di messa alla prova e la volontà dell’uomo di risarcire l’agente della polizia municipale che fu colpito al volto dal 36enne. 

L’agente, soccorso e portato all’ospedale, era uscito dal Misericordia con una prognosi di 30 giorni a causa della frattura del setto nasale

La vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo ha acconsentito alla richiesta dell’avvocato a patto però che Parrini risarcisca anche l’altro agente della polizia municipale, secondo le sue disponibilità economiche.  

Il cantante di strada ha anche già trovato un ente pronto a farlo lavorare, gratuitamente, nel periodo di messa alla prova. Sarà impegnato al circolo Arci Khorakhané. 

La giudice ha quindi rinviato l’udienza alla fine di marzo: entro quella data, dovrà essere presentato il programma di messa alla prova che l’uomo dovrà seguire affinché il procedimento penale che lo riguarda venga sospeso. Solo allora la giudice deciderà se andare avanti con il processo o accettare la proposta della difesa di Parrini. 

 

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