Grosseto, vigili in divisa: la circolare e il futuro del Nos | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, tutti i vigili in divisa: la circolare cambia il lavoro di Nos e polizia giudiziaria

Pasquini firma le nuove disposizioni dopo l’indirizzo sulla maggiore visibilità voluto da Megale. Cambia l’impiego di 11 operatori della polizia giudiziaria e sei del Nos. Richiamo al corpo su uso dei social e comunicazioni alla stampa. Oggi in consiglio comunale l’interrogazione di Carlo De Martis
Cani antidroga in azione negli anni scorsi, in questa foto nel periodo del Covid: insieme agenti in divisa e in borghese
Cani antidroga in azione in centro storico negli anni scorsi, in questa foto nel periodo del Covid: insieme agenti in divisa e in borghese

GROSSETO. La disposizione è arrivata a tutto il personale: in servizio si indossa la divisa. Per lavorare in borghese servirà l’autorizzazione del comandante per specifiche attività. Dopo giorni di confronto e polemiche, la scelta sulla maggiore visibilità della polizia municipale entra nell’organizzazione quotidiana del Corpo.

Martedì 29 settembre, il comandante Alessio Pasquini ha firmato e trasmesso la circolare interna con le nuove disposizioni di servizio. Il testo contiene anche un forte richiamo al personale sulla diffusione alla stampa degli atti interni e sull’uso dei social.

Due aspetti che arrivano insieme, mentre il caso Nos approda in consiglio comunale: oggi, mercoledì 30 settembre, è in programma l’interrogazione di Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta.

Dopo quattro anni cambia il lavoro in borghese

La circolare traduce in disposizioni operative l’indirizzo promosso dall’assessore alla Sicurezza Riccardo Megale, che ha chiesto una maggiore presenza visibile della municipale sul territorio. 

L’effetto riguarda un’organizzazione consolidata negli ultimi quattro anni. Finora operavano in abiti civili 11 persone della polizia giudiziaria e sei del Nos, il Nucleo operativo sicurezza.

La questione, dunque, coinvolge una parte del Corpo più ampia dei soli sei operatori del Nos sui quali si era concentrata inizialmente la discussione.

Il servizio in borghese rimane possibile, ma, secondo il contenuto della circolare, sarà legato a specifiche attività autorizzate da Pasquini. È questo il cambiamento sul quale andranno misurati gli effetti della nuova organizzazione: quanto spazio resterà ai servizi discreti e come saranno programmati.

Il richiamo sugli atti interni e sui social

Nella stessa circolare c’è anche un forte richiamo rivolto a tutto il personale che riguarda la diffusione di atti interni alla stampa e la pubblicazione sui social.

È un passaggio che aggiunge un tema al confronto già aperto sulla municipale: insieme alle modalità di servizio, il comando interviene anche sulla comunicazione del personale.

La divisa era già prevista dal regolamento

Per comprendere la svolta bisogna leggere il Regolamento del Corpo di polizia municipale di Grosseto, approvato nel dicembre 2012.

L’articolo 46 stabilisce già, al primo comma, che gli appartenenti al Corpo prestano servizio in uniforme, salvo le eccezioni previste dallo stesso articolo.

Il comma 5 consente al personale di svolgere l’attività in abito civile per particolari esigenze funzionali al servizio e previa autorizzazione del comandante.

La circolare interviene quindi sull’applicazione concreta di questa regola e su una prassi operativa che aveva consentito l’impiego abituale in borghese di personale dedicato alle attività specialistiche. Che, va detto, nel tempo hanno portato risultati concreti, in particolare nel contrasto alla microcriminalità, allo spaccio di droga e alle attività di vendita di alcolici fuori orario o a minori.

Il punto da chiarire è come saranno gestite, da adesso, le autorizzazioni e quale continuità verrà garantita ai servizi svolti finora.

Gli indirizzi politici e le responsabilità del comandante

Il regolamento distingue anche i ruoli.

L’articolo 7 attribuisce al comandante la responsabilità della gestione delle risorse, dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo del personale. È lui ad assegnare gli operatori alle strutture e a disporre i servizi attraverso gli ordini di servizio.

L’articolo 2 riconosce invece al sindaco o all’assessore delegato il compito di impartire direttive e vigilare sul servizio, nell’ambito delle funzioni indicate dalla disposizione.

C’è poi un altro passaggio significativo: l’articolo 42 stabilisce che gli amministratori non possono impartire direttamente ordini al personale. L’eccezione riguarda il sindaco o l’assessore delegato in casi di particolare urgenza; le richieste di intervento devono comunque passare dal comando.

La firma di Pasquini colloca dunque la nuova disposizione nella responsabilità operativa del comandante. Resta aperta la discussione politica su quanto l’indirizzo della giunta abbia inciso sulle scelte organizzative e su quali valutazioni abbiano portato a modificare l’impiego del personale.

Che cosa succederà alle attività del Nos

Megale aveva già precisato a MaremmaOggi che il Nos non verrà smantellato e che i servizi in borghese resteranno possibili quando necessari.

La circolare porta adesso quella precisazione sul terreno dell’applicazione quotidiana.

Indossare l’uniforme non fa venir meno le funzioni di polizia giudiziaria. Alcune attività, però, possono richiedere modalità discrete: osservare un’area, verificare comportamenti, raccogliere elementi senza rendere immediatamente riconoscibile la presenza degli agenti.

Per questo la questione riguarda la frequenza, la programmazione e le modalità dei servizi che continueranno a essere autorizzati in abiti civili.

Il Nos ha costruito negli anni una parte della propria attività sui controlli contro lo spaccio, sugli immobili abbandonati e sulle verifiche nelle aree più problematiche della città. La nuova organizzazione dovrà chiarire come queste funzioni saranno mantenute insieme all’obiettivo di aumentare le divise nelle strade.

Attrezzature, formazione e nucleo cinofilo

Resta inoltre da capire come saranno utilizzate le attrezzature acquistate per il Nos e come verranno valorizzate le competenze costruite attraverso i corsi di formazione.

Nel quadro degli investimenti fatti rientra anche il nucleo cinofilo, per il quale sono state dedicate risorse, formazione e un’assunzione specifica.

Gli operatori cinofili già in qualche caso lavoravano in uniforme: la disposizione sulla divisa, da sola, non ne impedisce l’impiego. Il nodo è se la riorganizzazione cambierà anche compiti, frequenza dei servizi e collaborazione con gli altri operatori del nucleo.

Sono aspetti sui quali serviranno indicazioni concrete. Il cambio di modalità operative apre una domanda sull’utilizzo futuro di dotazioni e professionalità nelle quali il Comune ha investito.

Il Pd contesta la scelta della giunta

Sul fronte politico resta forte la contestazione del Partito democratico di Grosseto.

Il responsabile della Sicurezza urbana Luca Bernazzani richiama proprio l’articolo 46 del regolamento e difende l’autonomia operativa del comandante. Per il Pd, la giunta deve spiegare perché abbia ritenuto necessario intervenire su un modello che, secondo il partito, ha prodotto risultati nel controllo e nel contrasto dell’illegalità.

Bernazzani accusa l’amministrazione di rischiare di trasformare la sicurezza in «propaganda politica» e chiede che le scelte siano sostenute da un’analisi delle attività svolte.

Il regolamento riconosce sia il potere di direttiva politica sia la responsabilità operativa del comando. Il confronto riguarda il confine tra questi ruoli, ma anche le ragioni e gli effetti della decisione.

Oggi le domande di De Martis in consiglio

La circolare è stata firmata prima del confronto in aula. Oggi il consiglio comunale affronta la questione attraverso l’interrogazione di Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta.

Le nuove disposizioni aggiungono un fatto concreto alle domande rivolte all’amministrazione: quante presenze in uniforme in più saranno garantite, quali attività in borghese continueranno e quali servizi verranno eventualmente rimodulati.

L’obiettivo indicato da Megale è rendere la municipale più visibile e riconoscibile per i cittadini. La risposta attesa riguarda il modo in cui questo risultato sarà ottenuto, mantenendo le attività specialistiche.

Da ieri l’indirizzo ha una firma e una disposizione di servizio. Il consiglio di oggi è chiamato a chiarire che cosa cambierà, oltre alla divisa.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati