GROSSETO. Togliere gli agenti in borghese dal Nod della polizia municipale di Grosseto? Una scelta sulla quale Luciano Mattarelli esprime forti perplessità. E sulla riorganizzazione del nucleo manda un messaggio molto chiaro: «Le scelte operative siano lasciate a chi ha competenza».
Mattarelli, portavoce della presidenza nazionale e vicepresidente nazionale vicario Anvu, interviene nel dibattito aperto sull’ipotesi di riportare in uniforme i sei agenti del Nos che attualmente svolgono servizio in abiti civili.
Una prospettiva sulla quale si mostra critico, sia per i risultati che, sottolinea, il nucleo ha ottenuto negli anni, sia per una questione di competenze nella definizione delle modalità operative della Polizia municipale.
«Sei agenti su cento non cambiano la percezione della sicurezza»
Mattarelli parte dai numeri. Il corpo della polizia locale di Grosseto conta oltre cento operatori, mentre sarebbero sei quelli del Nos attualmente impegnati in abiti civili.
Una proporzione che, secondo il vicepresidente nazionale vicario Anvu, difficilmente potrebbe incidere in maniera significativa sulla percezione della presenza delle divise da parte dei cittadini.
Il corpo, sottolinea, garantisce già una presenza importante di personale in uniforme nel capoluogo, nelle frazioni e sull’esteso territorio comunale.
Per questo, secondo Mattarelli, riportare in divisa anche i sei operatori non determinerebbe un cambiamento sostanziale nella presenza visibile della Polizia municipale, mentre potrebbe comportare la perdita di uno strumento operativo specifico.
«In borghese hanno ottenuto risultati importanti»
È proprio sull’efficacia dei servizi svolti senza uniforme che Mattarelli concentra una parte significativa del suo intervento.
Secondo l’ex comandante, l’impiego degli agenti in borghese avrebbe infatti garantito negli anni «grande efficacia e ottimi risultati» sul fronte della sicurezza, del rispetto delle leggi e della tutela dei cittadini.
Prima di modificare l’organizzazione del Nos, quindi, Mattarelli invita a verificare concretamente quali risultati siano stati raggiunti attraverso questa modalità di servizio.
«Basta verificare i risultati», sostiene, osservando che proprio la conoscenza dell’attività svolta potrebbe portare gli stessi cittadini a considerare utile il mantenimento di una parte degli operatori in abiti civili.
«Più divise sul territorio, ma Grosseto è un caso diverso»
Mattarelli chiarisce di essere un convinto sostenitore della necessità di avere più personale delle forze di polizia visibile sul territorio.
Una necessità che, secondo lui, esiste ancora in molte realtà. Ma Grosseto rappresenterebbe una situazione differente.
Nel territorio comunale sarebbe infatti già garantita una presenza significativa di agenti della Polizia municipale in uniforme. Mantenere sei operatori del Nos in borghese consentirebbe quindi, secondo Mattarelli, di affiancare alla funzione di presidio visibile una diversa capacità operativa, particolarmente utile in alcune tipologie di controllo.
«Le decisioni tecniche spettano al comandante»
Ma c’è un altro passaggio dell’intervento destinato ad alimentare il confronto sul futuro del N.O.S.
Mattarelli pone infatti una questione di metodo e sostiene che le decisioni di carattere tecnico e operativo dovrebbero essere lasciate al comandante del corpo, in quanto figura dotata delle specifiche competenze professionali necessarie per valutare come organizzare i servizi.
Una posizione che lega direttamente all’interesse dei cittadini e ai compiti istituzionali della Polizia municipale: sicurezza, rispetto delle norme e tutela della convivenza civile.
Mattarelli non contesta dunque l’obiettivo di avere più divise visibili sulle strade, ma è critico verso l’ipotesi che per raggiungerlo si debba rinunciare al servizio in borghese svolto da una parte del Nos
E il ragionamento con cui chiude il suo intervento è netto: se quel tipo di attività ha prodotto risultati concreti, perché rinunciare a uno strumento operativo che si è dimostrato efficace?





