MARINA DI GROSSETO. Erano partite all’inizio dell’estate con un’idea e una richiesta precisa: recuperare le ex colonie Saragat e Bodoni di Marina di Grosseto e trasformare quell’area in una Rsa, una struttura per anziani capace allo stesso tempo di rispondere a un bisogno sempre più pressante delle famiglie e di cancellare una situazione di degrado che si trascina da anni.
Tre mesi dopo, quell’appello è diventato una petizione sottoscritta da 988 persone.
Le firme, corredate dai dati dei sottoscrittori, sono state protocollate nella mattina di martedì 22 settembre in Comune e consegnate all’ufficio Urbanistica. Adesso la richiesta è ufficialmente sul tavolo dell’amministrazione comunale.
Quasi mille firme raccolte durante l’estate
Le promotrici non si sono fermate all’appello lanciato a giugno. Per tutta l’estate hanno portato i moduli della petizione negli stabilimenti balneari di Marina di Grosseto, coinvolgendo residenti e turisti. Altri punti di raccolta sono stati organizzati in alcuni esercizi commerciali della città e in parrocchia.
Alla fine il conteggio si è fermato a 988 firme: praticamente mille cittadini che chiedono al Comune di prendere in considerazione un futuro diverso per le due ex colonie.
Al centro della petizione ci sono gli immobili della Saragat e della Bodoni, due strutture che fanno parte della storia di Marina ma che da tempo attendono una concreta riqualificazione.
«I sottoscritti cittadini appartenenti al territorio interessato – si legge nella lettera che accompagna le firme – si rivolgono alla vostra amministrazione per sottoporre all’attenzione del sindaco e degli organi competenti una situazione di degrado che persiste da troppo tempo sul territorio comunale, chiedendo al contempo un concreto intervento di valorizzazione».
«Il Comune può indirizzare il futuro dell’area»
Le promotrici sono consapevoli che gli immobili sono di proprietà privata. Ma nella petizione sottolineano il ruolo che può avere l’amministrazione attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica.
«Sappiamo altresì che il Comune di Grosseto, attraverso i propri strumenti urbanistici e di pianificazione – si legge – oggi rappresentati dal Piano operativo comunale, dispone di significativi poteri di indirizzo sul futuro urbanistico dell’area».
Ed è proprio su questo terreno che le 988 persone che hanno sottoscritto la petizione chiedono all’amministrazione di intervenire.
La proposta è quella avanzata all’inizio dell’estate: destinare l’area alla realizzazione di una Rsa, recuperando gli immobili e dando loro una nuova funzione.
Una Rsa davanti al mare
Alla base della proposta c’è soprattutto un dato sociale: la popolazione continua a invecchiare e trovare un posto in una struttura residenziale per anziani è sempre più difficile.

Per questo le promotrici ritengono che il recupero delle ex colonie possa rappresentare qualcosa di più di un semplice intervento immobiliare.
Nella lettera vengono indicati diversi possibili benefici per la comunità: innanzitutto una risposta concreta alle necessità degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, ma anche uno strumento per affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione.
C’è poi il tema urbanistico. Trasformare le ex colonie significherebbe, secondo i firmatari, recuperare un’area oggi segnata dal degrado e restituirla a una funzione di interesse per la comunità.
Infine c’è l’aspetto economico e occupazionale: una struttura sociosanitaria di quelle dimensioni potrebbe creare posti di lavoro stabili e qualificati, producendo una ricaduta che andrebbe oltre Marina di Grosseto.
La richiesta adesso è sul tavolo del Comune
Quando la proposta era stata lanciata, all’inizio dell’estate, poteva sembrare soprattutto un sogno: una Rsa a pochi passi dal mare, dentro immobili che da anni aspettano di conoscere il proprio futuro.
Poi sono arrivati i banchetti, i moduli lasciati nei bagnetti, nei negozi e in parrocchia. Firma dopo firma, il numero è cresciuto.
Fino alle 988 sottoscrizioni consegnate e protocollate il 22 settembre.
Adesso la mobilitazione entra quindi in una fase diversa. Perché quelle firme non sono più soltanto nelle mani delle promotrici: sono ufficialmente arrivate in Comune.
E quasi mille cittadini chiedono all’amministrazione di valutare se il futuro delle ex colonie Saragat e Bodoni possa essere quello immaginato all’inizio dell’estate: un luogo destinato agli anziani, capace di coniugare assistenza, riqualificazione urbana e nuovi posti di lavoro.
Ora la parola passa al Comune.





