Costa toscana, Costa Civica chiede un ufficio regionale | MaremmaOggi Skip to content

La costa toscana vale 5 miliardi ma perde giovani e opportunità: «Basta decisioni prese da lontano»

Costa Civica chiede alla Regione un ufficio autonomo sul litorale. Livorno, Piombino, Grosseto e Massa Carrara ospitano il 42% dei toscani, ma producono soltanto il 36% del valore aggiunto regionale
Una veduta di Piombino dal mare
Una veduta di Piombino, l’appello di Costa Civica

VAL DI CORNIA. La costa toscana può e deve diventare il vero motore propulsore dell’intera regione. È questo il messaggio centralissimo lanciato da Costa Civica, il coordinamento che riunisce le forze civiche di governo del litorale toscano.

Per trasformare questa visione in realtà, la richiesta rivolta alla Regione è netta e priva di ambiguità: fare un passo indietro rispetto alla burocrazia centralizzata e uno in avanti verso una governance diffusa, istituendo un Ufficio Regionale dedicato con sede fisica proprio sul territorio costiero.

Non si tratta di una proposta di facciata, ma della richiesta di strutture operativamente autonome, dotate di personale in grado di programmare, decidere e interfacciarsi quotidianamente con le amministrazioni locali, le imprese e le famiglie.

Una costa ricca di risorse ma penalizzata

A sostenere la battaglia di Costa Civica sono i dati, che evidenziano un marcato squilibrio tra l’area metropolitana interna e la fascia costiera. Le province di Livorno, Grosseto e Massa Carrara coprono quasi la metà della superficie della Toscana e ospitano il 42% della popolazione residente, eppure generano soltanto il 36% del valore aggiunto regionale.

I report IRPET mettono in luce criticità strutturali non più ignorabili. Per quanto riguarda il lavoro, nonostante un tessuto produttivo di qualità, il numero di imprese resta insufficiente. La percentuale di dipendenti a termine sulla costa sfiora il 26,5%, ben al di sopra del 20,4% registrato nella Toscana centrale. Questa forte precarietà spinge molti giovani a lasciare il territorio o ad adattarsi a una perenne incertezza lavorativa.

Inoltre, l’economia del mare toscana è un colosso da quasi 5 miliardi di euro (pari al 4,4% del totale regionale), con Livorno ai vertici nazionali per incidenza del valore aggiunto “blu”.

Il porto livornese movimenta quasi 30 milioni di tonnellate di merci (registrando un +21% di passeggeri nel 2024) e il settore della nautica supera 1,2 miliardi di euro in export. Un potenziale straordinario che, tuttavia, non riesce da solo a compensare la fragilità dell’entroterra costiero.

Intanto, però, l’assenza di decisioni rapide e decentrate si traduce ogni anno in un aumento dell’erosione costiera, infrastrutture inadeguate e opportunità economiche disperse.

Passare dalle parole ai fatti: l’appello alla corresponsabilità

Il mondo economico sta già fornendo segnali di cambiamento: la sinergia strategica avviata tra Confindustria Livorno e Confindustria Firenze dimostra come il tessuto produttivo abbia compreso la necessità di superare la storica spaccatura tra la costa e l’interno.

«I tempi sono maturi per passare dalle parole ai fatti – sottolineano i rappresentanti di Costa Civica, Jessica Pasquini, Domenico Di Pietro e Giovanni La Sala -. Non chiediamo assistenza, ma spazi di corresponsabilità. La costa toscana ha un potenziale inespresso enorme: avvicinare le politiche pubbliche e insediare uffici dedicati sul territorio è l’unico modo per liberarlo e dare risposte immediate a giovani, famiglie e imprese».

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