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La Maremma che non sai

Prima del palazzo Cosimini: la fabbrica, la luce e un pallone nella storia di Grosseto

Prima del palazzo di Quaroni, alla Vasca c’erano le Officine Cosimini. Fondata nel 1856, l’impresa costruiva macchine agricole e contribuì all’arrivo della luce elettrica. Un viaggio fra fotografie storiche, brevetti, operai e i primi passi del calcio grossetano

Prima di diventare Sassaroli, Adolfo Celi era uno studente di Grosseto

Adolfo Celi arrivò a Grosseto nel 1932, quando il padre Giuseppe fu nominato prefetto. Il futuro professor Sassaroli frequentò il ginnasio Carducci-Ricasoli prima di diventare un protagonista del cinema internazionale. Il padre fu successivamente nominato senatore del Regno
Il municipio di Grosseto e le nove lapidi che sono nel porticato

Ci passiamo davanti da una vita, ma quasi nessuno sa cosa raccontano: i segreti delle 9 lapidi del Comune

Sono nove e la più antica risale al 1860, l'ultima al 1976. Le lapidi sotto il porticato del Comune di Grosseto compongono un vero libro di pietra della città. Raccontano il plebiscito per l'Unità d'Italia, la ferrovia, Andrea da Grosseto, i caduti delle campagne d'Africa, la fine dell'estatatura, Mazzini e i Liberi Muratori, le donne che nel 1948 invocarono la pace e la memoria dell'alluvione del 1966
A sinistra il Forte Le Marze (Foto Matteo Vinattieri/Wikimedia Commons – CC BY 3.0), a destra il Forte San Rocco (Foto Bramfab/Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0)

I due forti nati tra pirati, sale e pestilenze: la storia segreta della costa maremmana

Il Forte delle Marze nacque come palazzo delle saline progettato da Leonardo Ximenes, mentre San Rocco sostituì una capanna armata costruita per controllare sbarchi e contagi. Completati nel 1793, i due presidi sorvegliavano una costa quasi disabitata e un mare che arrivava molto più vicino. La loro storia rivive nella Festa dei Forti, tra un incontro pubblico e la corsa di nove chilometri lungo il Tombolo

«A Grosseto non c’era niente». Così nacque Tiburzi, il centro sociale che segnò una generazione

La storia del centro sociale Tiburzi attraverso i ricordi di Mirko Guerrieri e Alessandro Capanni: la musica, Groostock, le posse, l’occupazione, le notti nel capannone e l’ultimo tentativo al Foro Boario. Oltre trent’anni dopo quella stagione diventa il documentario “Sta roba dentro”
La pineta di Roccamare vista dal mare, a sinistra Italo Calvino nel portico della sua villa in pineta, a destra Carlo Fruttero con la figlia Carlotta sulla spiaggia

La pineta segreta degli scrittori: qui Calvino, Fruttero e Citati scrivevano i loro capolavori

Il 19 settembre unisce Carlo Fruttero e Italo Calvino, che riposano a Castiglione della Pescaia. Ma la loro storia porta nella pineta di Roccamare, dove insieme a Pietro Citati e Furio Scarpelli nacque una straordinaria comunità di scrittori e intellettuali e presero forma pagine entrate nella storia della letteratura italiana
Un quadro raffigurante Ludovico il Bavaro e il Cassero senese

Migliaia di soldati contro una piccola città: così Grosseto fermò l’esercito dell’imperatore

Nel settembre 1328 l’esercito dell’imperatore Ludovico il Bavaro arrivò alle porte di Grosseto. La città non si arrese e resistette per quattro giorni: la storia dell’assedio che ancora oggi vive nella memoria cittadina
Nella foto di Archivio Foto Gori la chiesa del Cottolengo a Grosseto nel 1955

La chiesa costruita dove Grosseto non c’era ancora: il Cottolengo compie 80 anni

La parrocchia di San Giuseppe Benedetto Cottolengo fu istituita l’11 settembre 1946 nella zona orientale di Grosseto, allora scarsamente urbanizzata. Le immagini dell’Archivio Foto Gori mostrano la posa della prima pietra e la chiesa ancora circondata dalla campagna nel 1955
Elena Servi e una veduta di Pitigliano

Quando Pitigliano smise di salutare Eugenia, bimba ebrea cacciata da scuola. Così come Elena, 2 anni meno

Il 5 settembre 1938 venne firmato il decreto che escluse gli ebrei dalle scuole italiane. A Pitigliano Eugenia Servi aveva 10 anni ed Elena Servi soltanto 8. Le loro testimonianze raccontano l’espulsione, l’emarginazione e le persone che rifiutarono di voltarsi dall’altra parte

La strage dimenticata di Sovana: 1.700 coloni arrivarono dalla Lorena, la malaria distrusse il sogno

Nel Settecento il Granducato tentò di salvare Sovana dallo spopolamento facendo arrivare circa 1.700 coloni dalla Lorena. La malaria li falcidiò e molti altri fuggirono: nel 1750 restavano appena dieci famiglie. Una pagina quasi dimenticata della storia della Maremma