Pasquetta 1943, le bombe su Grosseto: la strage dei bambini alle giostre | MaremmaOggi Skip to content

Pasquetta 1943, le bombe su Grosseto: la strage dei bambini alle giostre

Nessun allarme, le bombe sulla città invece che sull’aeroporto: furono 134 le vittime. Il ricordo nella basilica del Sacro Cuore
La stazione di Grosseto dopo il bombardamento (foto ricolorata, da Maremma un tuffo nel passato)
La stazione di Grosseto dopo il bombardamento (foto ricolorata, da Maremma un tuffo nel passato)

di Rossano Marzocchi

GROSSETO. Il tempo passa, ma la memoria non deve tentennare su alcuni episodi che hanno segnato la storia di una comunità locale e le rispettive date, come quella del 26 aprile.

Esattamente 83 anni fa la città di Grosseto subiva un terribile bombardamento, ricordato da tutti come “la strage degli innocenti”.

Il giorno della tragedia

Era il primo pomeriggio di un assolato lunedì di Pasqua e molte famiglie erano all’aperto per un momento di distrazione.

Il bombardamento su Grosseto
Il bombardamento su Grosseto

Per questo motivo molti di loro si trovavano, con i più piccoli, alle giostre allestite in Piazza de’ Maria, inconsapevoli che di lì a poco gli aerei americani avrebbero sganciato il loro carico di bombe proprio sul Luna Park.

E fu la tragedia, per i grossetani e soprattutto per i bimbi, vittime innocenti di un inspiegabile massacro che provocò la morte di 134 civili e oltre 200 feriti.

Le domande senza risposta

Quale obiettivo credevano di colpire gli aerei?

Nonostante le limitate strumentazioni dell’epoca, col volo a bassa quota nel cielo terso era davvero possibile scambiare un parco giochi affollato di bambini in festa con uno schieramento nazifascista in assetto da guerra?

L'interno della stazione (foto ricolorata, da Maremma un tuffo ne passato)
L’interno della stazione (foto ricolorata, da Maremma un tuffo ne passato)

Le testimonianze raccontano dell’immenso e improvvisato aiuto fornito da chiunque fosse nei paraggi, ognuno come poteva.

Una figura simbolo di quegli aiuti fu il vescovo della città, monsignor Paolo Galeazzi che, insieme al preposto del Capitolo, monsignor Bianchini, si precipitò sul luogo della tragedia soccorrendo i feriti e benedicendo i moribondi.

Il Sacro Cuore e la memoria delle vittime

Nel dopoguerra, per onorare una promessa fatta alle vittime, il Vescovo fece costruire dall’impresa edile Marino e Roberto Egisti, il cui padre fu vittima dello stesso bombardamento, la basilica del Sacro Cuore di Gesù, in via della Pace a Grosseto; ma soprattutto fece edificare una cripta, al cui interno furono incisi i nomi di tutti i caduti nei bombardamenti di Grosseto, in altrettante piccole lapidi distribuite a guisa di colombario lungo le pareti.

La costruzione del Sacro Cuore (foto Archivio Foto Gori)
La costruzione del Sacro Cuore (foto Archivio Foto Gori)

E nello stesso sacrario, scelse di riposare post mortem anche il vescovo Galeazzi.

Le celebrazioni di oggi

Le celebrazioni, si svolgeranno alle ore 11 del 26 aprile all’ingresso del parco giochi di via Ximenes, di fronte alla statua realizzata dall’artista Antonio Lazari, dedicata alle mamme e ai bambini vittime del bombardamento, dove verrà deposta una corona d’alloro.

Una giornata commemorativa di quell’evento lontano a cui il Comune ha dato il patrocinio per ricordare la tragedia e l’importanza della pace” ha dichiarato il cav. Mario Falconi, presidente provinciale dell’Associazione Vittime Civili di Guerra

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