GROSSETO. Prima di costruire sulle aree libere, capire quanto del patrimonio edilizio esistente possa essere recuperato e rimesso in uso. Nel dibattito sul futuro di via Edgardo Sogno, al Pizzetti, interviene Emanuele Perugini, di Europa Verde Grosseto, che parte da un dato e invita ad allargare lo sguardo oltre i confini del quartiere.
Secondo i numeri del Censimento Istat 2021 richiamati nel suo intervento, nel Comune di Grosseto ci sono 46.599 abitazioni, delle quali 9.381 non occupate da persone residenti. Una categoria che, precisa lo stesso Perugini, comprende anche seconde case e abitazioni utilizzate esclusivamente da non residenti: non si tratta, quindi, di un conteggio degli alloggi tutti vuoti o disponibili.
È da questa distinzione che nasce la sua proposta: conoscere meglio il patrimonio abitativo della città prima di scegliere dove realizzare nuove case.
Perugini: «Prima di occupare altro territorio, capire cosa possiamo recuperare»
«Non sto dicendo che queste abitazioni possano tutte risolvere il problema della casa. Sarebbe una semplificazione. Dico però che prima di occupare altro territorio dobbiamo capire quanto possiamo recuperare, rigenerare e rimettere in uso di quello che già abbiamo».
Per Perugini, la discussione sull’area del Pizzetti può diventare l’occasione per affrontare una questione che riguarda tutta Grosseto: come rispondere al bisogno di abitazioni accessibili contenendo il consumo di nuovo suolo.
Il problema della casa, sottolinea l’esponente di Europa Verde, è concreto e coinvolge famiglie, giovani e persone che, fra redditi e prezzi immobiliari, incontrano difficoltà crescenti nel trovare un alloggio a un costo sostenibile. Una necessità che richiede risposte, ma anche una valutazione delle possibilità offerte dagli edifici e dalle aree già urbanizzate.
Via Edgardo Sogno, il confronto dopo la mobilitazione dei residenti
L’intervento si inserisce nella vicenda della variante collegata al Peep di via de’ Barberi, che prevede il trasferimento di parte dei volumi residenziali nell’area di via Edgardo Sogno, destinata a verde sportivo.
Una scelta sulla quale MaremmaOggi ha già ricostruito il progetto e la protesta degli abitanti del Pizzetti. Il confronto si è poi allargato alle richieste di chiarimento della Regione Toscana sulla trasformazione dell’area.
Ora i residenti hanno avviato una petizione popolare per mantenere la destinazione a verde sportivo, chiedendo al Comune di riconsiderare la trasformazione residenziale e valutare un parco pubblico attrezzato.
Perugini pone al centro due esigenze che, a suo giudizio, devono trovare spazio nella stessa programmazione: dare una risposta a chi cerca casa e conservare verde, luoghi per lo sport e spazi di socialità.
Le alternative: recuperare edifici e completare gli interventi fermi
«Prima di decidere di consumare altro suolo, credo sia giusto verificare tutte le alternative: recuperare edifici inutilizzati, rigenerare aree già urbanizzate, completare interventi rimasti fermi e utilizzare meglio il patrimonio edilizio esistente».
È questa la verifica che Europa Verde chiede di mettere al centro delle scelte urbanistiche. Non basta conoscere il numero complessivo delle abitazioni: occorre capire quali immobili possano essere effettivamente recuperati, dove e con quali possibilità di rispondere alla domanda abitativa.
«Il problema della casa non può diventare una giustificazione automatica per costruire ovunque. Ma allo stesso tempo difendere il verde non significa ignorare chi oggi non riesce a trovare una casa a un prezzo accessibile».
«Stiamo scegliendo che tipo di Grosseto vogliamo»
Quante nuove abitazioni servono davvero? Quanto patrimonio esistente può essere recuperato? Dove intervenire senza occupare altre aree libere e quali spazi verdi conservare?
Sono gli interrogativi che Perugini invita ad affrontare prima di assumere le decisioni sul futuro dell’area.
«Credo che queste siano le domande da cui partire. Perché quando decidiamo cosa fare di un’area della nostra città non stiamo semplicemente scegliendo dove costruire. Stiamo scegliendo che tipo di Grosseto vogliamo».



