GROSSETO. Per capire davvero cosa sta succedendo tra via de Barberi e via Edgardo Sogno bisogna tornare indietro di quasi trent’anni, ai tempi in cui il Comune immaginò un grande quartiere di edilizia economica e popolare nella zona sud della città. Un progetto che avrebbe dovuto dare risposta all’emergenza abitativa e che invece, col passare degli anni, si è trasformato in una delle più grandi incompiute urbanistiche di Grosseto.
Oggi quel piano torna al centro del dibattito cittadino grazie a due delibere (la 25 e la 26) approvate dal consiglio comunale il 20 marzo 2026, con cui l’amministrazione ha avviato una profonda variante urbanistica destinata a cambiare il volto sia dell’area di via de Barberi sia della zona del Pizzetti, tra via Edgardo Sogno e via Brunetta Scotti.
Una scelta che, però, ha già acceso le prime tensioni. Perché mentre il Comune parla di “rigenerazione urbana”, nella zona del Pizzetti molti residenti sono contrari allo spostamento delle volumetrie e stanno preparando osservazioni ufficiali da presentare durante il percorso urbanistico.
Il sogno del Peep nato negli anni Novanta
Il Piano per l’edilizia economica e popolare di via de Barberi nasce ufficialmente nel 1997. L’idea era quella di realizzare un grande quartiere residenziale con alloggi di edilizia agevolata e spazi pubblici. Nei documenti urbanistici si parla di dieci lotti edificabili, 290 appartamenti e oltre 62mila metri cubi di costruzioni.
Un intervento enorme per la Grosseto di allora, pensato come nuova espansione urbana a sud della città.
Negli anni Duemila il progetto viene affidato all’Ati guidata dal Consorzio Etruria, con cooperative e soggetti privati coinvolti nell’operazione. Il piano viene modificato più volte, prima nel 2006 e poi nel 2008, nel tentativo di adattarlo alle esigenze tecniche e finanziarie.
Ma qualcosa si rompe.
Il fallimento del Consorzio Etruria blocca tutto e lascia sul terreno soltanto scheletri di cemento, palazzi mai terminati e urbanizzazioni mai completate. Nei documenti allegati alla variante il Comune parla apertamente di «forte degrado urbano e sociale».
Per anni quell’area è rimasta una ferita aperta nel tessuto urbano grossetano: edifici al grezzo, strade incomplete, spazi abbandonati, degrado a pochi metri dalla Cittadella dello studente e da quartieri ormai completamente abitati.
L’arrivo del Pnrr e il progetto “Ri-Abitare Grosseto”
La svolta arriva con il PINQuA, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, finanziato con fondi del Pnrr.
È dentro quel contenitore che il Comune di Grosseto costruisce il progetto “Ri-Abitare Grosseto”, finalizzato al recupero delle aree degradate e delle incompiute urbane.
La strategia dell’amministrazione è duplice: recuperare gli edifici incompiuti di via de Barberi e ridisegnare completamente il comparto urbanistico.
Per farlo il Comune arriva perfino ad acquistare i lotti falliti dell’ex Peep spendendo oltre due milioni di euro.
Parallelamente vengono coinvolti anche soggetti privati, tra cui il Fondo Housing Toscana attraverso InvestiRE Sgr, per realizzare edilizia sociale e abitazioni a prezzi calmierati.
La scelta che cambia tutto: via de Barberi perde due palazzi
Il punto più delicato della variante riguarda però i lotti 10A e 10B.
Il Comune ha deciso di non costruire più lì gli edifici previsti dal vecchio Peep. La motivazione è chiaramente indicata negli atti: evitare un ulteriore aggravio del traffico nella zona sud della città.
In sostanza, secondo l’amministrazione, aggiungere altre abitazioni in quell’area avrebbe significato aumentare ancora i flussi di auto in un comparto già oggi molto trafficato, tra scuole, impianti sportivi e nuove urbanizzazioni.
Per questo motivo le volumetrie residenziali vengono trasferite altrove. Al posto dei due lotti sorgeranno invece spazi pubblici e attrezzature collettive.
Una scelta urbanistica che cambia completamente il destino di quella porzione del quartiere.
Dove finiranno le nuove case: il progetto al Pizzetti
La nuova destinazione individuata dal Comune è un’area pubblica di circa 13mila metri quadrati tra via Edgardo Sogno e via Brunetta Scotti, nella zona del Pizzetti.
Oggi quell’area è classificata come verde sportivo. Con la variante urbanistica diventerà invece sede della nuova edilizia residenziale sociale derivante dalla delocalizzazione del Peep.
Negli atti si parla di una superficie edificabile di circa 3.273 metri quadrati di edilizia residenziale sociale.
L’obiettivo dichiarato è creare alloggi a prezzi calmierati, inseriti in un nuovo assetto urbanistico dotato di viabilità rivista, parcheggi e spazi pubblici.
Il Comune ha anche modificato il primo schema progettuale dopo le proteste dei residenti.
In origine era previsto un collegamento tra via Brunetta Scotti e via Luigi Ugolini. Dopo le osservazioni dei cittadini, l’amministrazione ha cambiato impostazione, mantenendo via Brunetta Scotti a fondo chiuso e spostando il collegamento verso via Guido Montanelli.

I residenti del Pizzetti pronti alle osservazioni
Ma il malcontento nel quartiere resta forte.
Molti residenti della zona del Pizzetti non condividono la scelta di trasferire qui le volumetrie di via de Barberi. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l’aumento del traffico; la perdita di aree verdi; l’impatto urbanistico del nuovo insediamento; il possibile aumento della densità abitativa e le modifiche alla viabilità del quartiere.
Secondo quanto emerge, i cittadini starebbero preparando una serie di osservazioni da depositare ufficialmente in Comune durante la fase prevista dalla procedura urbanistica.
Ed è proprio qui che si giocherà una parte importante della partita.
Perché la variante adottata dal consiglio comunale dovrà ora affrontare il periodo delle osservazioni pubbliche, durante il quale cittadini, tecnici, associazioni e comitati potranno presentare richieste di modifica o contestazioni.
Una partita urbanistica che vale il futuro di un pezzo di città
Quella approvata dal consiglio comunale non è una semplice variante tecnica.
È una delle più importanti operazioni urbanistiche degli ultimi anni a Grosseto, perché prova contemporaneamente a chiudere una ferita aperta da decenni; recuperare un’area degradata; utilizzare fondi Pnrr; creare nuova edilizia sociale e ridisegnare gli equilibri urbanistici tra quartieri diversi della città.
Da una parte c’è via de Barberi, simbolo delle incompiute grossetane. Dall’altra c’è il Pizzetti, quartiere residenziale che teme di dover pagare il prezzo urbanistico di una scelta nata altrove.
Nel mezzo ci sono il Pnrr, le scadenze del PINQuA e una variante che potrebbe cambiare in modo significativo il volto della Grosseto dei prossimi anni.




