Tragedia Pegaso 2: 25 anni dopo, il ricordo a Poggio Ballone | MaremmaOggi Skip to content

Pegaso 2, cinque vite spezzate in meno di sei minuti: la Maremma ricorda quella notte

Il 9 ottobre 2001 l’elisoccorso partito da Grosseto si schiantò a Poggio Ballone durante un trasferimento a Pisa. Venticinque anni dopo, una nuova stele ricorderà le cinque vittime
Il relitto di Pegaso 2 nei boschi di Tirli (foto dalla relazione Ansv)
Il relitto di Pegaso 2 nei boschi di Tirli (foto dalla relazione Ansv)

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Cinque minuti e trentatré secondi separarono il decollo dall’ospedale di Grosseto dal segnale d’emergenza ricevuto a Poggio Ballone. Era la notte fra l’8 e il 9 ottobre 2001 e a bordo del Pegaso 2 c’erano cinque persone: Giovanni Minetti e Paolo Brancaleon, i piloti; Niccolò Campo, il medico del 118; Gemma Castorina, l’infermiera; Paolo Massellucci, il paziente che stavano trasferendo a Pisa.

Il viaggio finì contro la collina sopra Tirli. Nessuno sopravvisse.

Venticinque anni dopo, venerdì 9 ottobre alle 10, la comunità tornerà a Poggio Ballone per ricordarli. Durante la cerimonia sarà inaugurata una nuova stele commemorativa donata dal Lions Club Salebrum Castiglione della Pescaia, ispirata alla costellazione di Pegaso: cinque stelle alle quali affidare i nomi delle cinque vittime.

Un nuovo segno di memoria nel luogo della tragedia, dopo che la famiglia Campo aveva denunciato il deterioramento del cippo e chiesto di restituire dignità a quell’angolo di bosco.

Il paziente da portare a Pisa

Paolo Massellucci era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale. Le cronache dell’epoca raccontano che era stato soccorso e operato a Grosseto, prima che i sanitari decidessero di trasferirlo alla neurochirurgia del Santa Chiara di Pisa. Per quel trasferimento venne attivato il servizio di elisoccorso.

Minetti e Brancaleon erano ai comandi, mentre Campo e Castorina accompagnavano il paziente. Quattro persone impegnate in una missione di cura, un uomo affidato al loro lavoro e alla possibilità di raggiungere l’ospedale dove avrebbe dovuto ricevere assistenza.

È da qui che comincia la storia di quella notte: da un trasferimento sanitario che si trasformò in una tragedia per cinque famiglie e per l’intera comunità del soccorso.

Gli ultimi minuti del Pegaso 2

La relazione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo colloca il decollo alle 1.28.35 e la ricezione del segnale automatico d’emergenza alle 1.34.08.

L’elicottero, un Agusta A109E Power con marche I-FLAN, colpì gli alberi e il terrapieno della strada fra Tirli e il centro radar. I primi intervenuti provenivano dal vicino presidio militare; sul luogo gravava una fitta nebbia. Tutti gli occupanti furono trovati senza vita.

Il luogo dell'impatto di Pegaso, vicino a Poggio Ballone
Il luogo dell’impatto di Pegaso, vicino a Poggio Ballone

L’inchiesta tecnica classificò l’incidente come CFIT, una collisione contro il terreno durante un volo controllato. Non emersero evidenze di avarie precedenti all’impatto, ma gli investigatori non riuscirono a stabilire con certezza perché fosse stata seguita una rotta diversa da quella programmata. Lo scambio dei riferimenti visivi e possibili errori GPS rimasero ipotesi; la relazione segnalò anche una possibile carenza nel coordinamento fra i piloti.

LE FOTO DELLA TRAGEDIA – Dalla relazione Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo)

L’inchiesta penale venne archiviata nel novembre 2006 dal gip Armando Mammone, su richiesta della pm Rosa Valotta, secondo il lancio d’agenzia pubblicato da Avionews il 10 novembre di quell’anno.

MaremmaOggi ha già ripercorso la tragedia di Poggio Ballone. A venticinque anni di distanza, i documenti aiutano a ricostruire gli ultimi minuti, mentre i nomi delle vittime riportano il racconto alle persone e alle famiglie che quella notte persero.

L’appello della famiglia Campo

Il 9 ottobre 2024, tornando a portare un fiore, la moglie di Niccolò Campo, Alessandra Rispoli, e i figli Angelo, Laura e Irene denunciarono le condizioni del monumento: fotografie e scritte deteriorate, nomi difficili da leggere e alcuni frammenti dell’elicottero mancanti dalla teca.

MaremmaOggi raccontò quell’appello e la disponibilità della famiglia a contribuire al recupero del cippo. La richiesta era concreta: rimettere a posto il luogo dove ogni anno tornavano a ricordare un marito e un padre.

L’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto manifestò allora la disponibilità ad affiancare i familiari, sostenendo iniziative per il ripristino e la cura dell’area.

La nuova stele che sarà inaugurata venerdì aggiunge oggi un segno visibile all’impegno per conservare quella memoria.

Cinque stelle per cinque nomi

La commemorazione del venticinquesimo anniversario vedrà anche la partecipazione dell’Opi Grosseto. A rappresentare l’Ordine sarà Francesco Castorina, nipote di Gemma e componente della Commissione d’Albo.

Il presidente Luca Grechi ha richiamato il valore del ricordo delle vittime e dell’impegno quotidiano di chi lavora nel soccorso. Il vicepresidente Nicola Draoli ha ringraziato il Lions per la realizzazione della stele, ricordando il percorso avviato per restituire dignità al luogo dell’incidente.

Il nome di Gemma Castorina ha continuato negli anni a vivere anche nella sua professione: a lei è stato intitolato un concorso nazionale di ricerca infermieristica, organizzato dall’allora Collegio Ipasvi di Grosseto, la cui undicesima edizione venne annunciata nel 2011 dall’Università di Bologna.

Anche il ricordo di Niccolò Campo si è tradotto in iniziative di aiuto. Il fratello Sergio fondò una Onlus intitolata al medico; il sito ufficiale di Bimbingamba documenta la collaborazione che contribuì al recupero di un edificio nel parco dell’Ospedale pediatrico apuano, trasformato in casa di accoglienza e donato all’ospedale.

Sono percorsi diversi attraverso i quali il ricordo ha trovato spazio nella cura degli altri.

La Maremma torna a Poggio Ballone

Il Comune di Castiglione della Pescaia invita i cittadini a partecipare alla cerimonia di venerdì 9 ottobre, alle 10. La sindaca Elena Nappi ha sottolineato l’impegno a custodire la memoria della tragedia e a trasmetterla alle nuove generazioni.

A Poggio Ballone torneranno cinque nomi, appartenuti a persone che quella notte erano partite insieme da Grosseto: quattro per svolgere il proprio lavoro, una per raggiungere le cure di cui aveva bisogno.

Giovanni Minetti, Paolo Brancaleon, Niccolò Campo, Gemma Castorina e Paolo Massellucci. Venticinque anni dopo, la nuova stele sarà il luogo dove fermarsi a ricordarli.

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