Quando il Pegaso cadde su Poggio Ballone: una tragedia senza responsabili | MaremmaOggi Skip to content

Quando il Pegaso cadde su Poggio Ballone: una tragedia senza responsabili

Ventiquattro anni fa l’Agusta A109E del Pegaso 2 cadde sul monte sopra Castiglione. Morirono due piloti, un medico, un’infermiera e il paziente che stavano trasferendo. Le inchieste esclusero guasti e responsabilità: una tragedia avvolta nella nebbia
Il cippo alla memoria della tragedia di Pegaso
Il cippo alla memoria della tragedia di Pegaso

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Era la notte tra l’8 e il 9 ottobre 2001. L’elicottero Pegaso 2 del servizio di elisoccorso 118, un Agusta A109E Power con base a Grosseto, stava trasferendo un paziente verso l’ospedale di Pisa.

A bordo c’erano cinque persone: i piloti Giovanni Minetti e Paolo Brancaleon, il medico Niccolò Campo, l’infermiera Gemma Castorina e il paziente Paolo Massellucci, 29 anni.

Il volo e l’impatto

Il decollo avvenne poco dopo l’una dall’ospedale di Grosseto. La rotta prevedeva un volo notturno a vista lungo la costa, a circa 1.500 piedi.

Ma poco dopo l’una e mezza, il contatto radio si interruppe. Alle 1.34 il segnale d’emergenza dell’ELT si attivò: l’elicottero si era schiantato contro la collina di Poggio Ballone, sopra Castiglione della Pescaia, a circa 500 metri di quota.

Nessuno sopravvisse. I militari del vicino centro radar dell’Aeronautica furono i primi a raggiungere il relitto, tra pini e lecci in una zona impervia.

La notte della nebbia

Quella notte, la Maremma era avvolta da una nebbia fitta, con visibilità quasi nulla a tratti. Secondo la ricostruzione tecnica dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), il Pegaso 2 volava in orizzontale, con prua 290 gradi, quando impattò il terreno senza alcuna manovra evasiva.

Non furono trovati guasti ai motori o ai comandi: l’elicottero era integro fino all’impatto. L’inchiesta parlò di un CFIT, Controlled Flight Into Terrain: un volo controllato finito contro il suolo per perdita dei riferimenti visivi.

Le ipotesi degli investigatori

Gli esperti non riuscirono a determinare con certezza perché l’elicottero si trovasse fuori rotta.

Due ipotesi rimasero aperte:

  • un errore di orientamento visivo dovuto alla nebbia, con scambio dei centri abitati sottostanti (forse Tirli per Castiglione);

  • oppure un problema di navigazione GPS, che in quei giorni poteva fornire indicazioni imprecise. Contribuì anche una gestione di cabina (CRM) non ottimale: i piloti, in condizioni difficili, non riuscirono a verificare insieme l’esatta posizione.

Le vittime e la memoria

I corpi furono recuperati nelle ore successive. Grosseto e tutta la Maremma si fermarono per il lutto.

Le vittime furono:

  • Giovanni Minetti, 38 anni, comandante del Pegaso;

  • Paolo Brancaleon, 38 anni, copilota;

  • Niccolò Campo, 42 anni, medico rianimatore;

  • Gemma Castorina, 44 anni, infermiera;

  • Paolo Massellucci, 29 anni, paziente.

Dopo l’inchiesta

L’indagine penale fu archiviata nel 2006. Nessuna responsabilità tecnica o umana venne accertata.

Oggi, sul luogo dell’impatto, un cippo di pietra ricorda i cinque nomi e quella notte tragica del cielo maremmano. Ogni anno, a ottobre, colleghi, familiari e operatori del soccorso tornano a Poggio Ballone per deporre un fiore e mantenere viva la memoria di chi volava per salvare vite.

Il ricordo di Lions, Pro Loco e Opi

In occasione del 24° anniversario della tragedia di Poggio Ballone, il Lions Club Salebrum di Castiglione della Pescaia, la Pro Loco di Tirli, l’OPI – Ordine delle Professioni Infermieristiche di Grosseto, l’Uoc Elisoccorso 118 Emergenza sanitaria area provinciale grossetana e il Comune di Castiglione della Pescaia rinnovano insieme il proprio impegno a rendere indelebile nel tempo il ricordo dei caduti.

La commemorazione rappresenta un momento di profonda riflessione e di memoria condivisa, dedicato a coloro che persero la vita in quella tragica circostanza, ma anche a tutti gli operatori sanitari e di soccorso che ogni giorno mettono a rischio la propria vita al servizio della comunità.

Il ricordo di Poggio Ballone resta un simbolo di coraggio, dedizione e solidarietà: valori che uniscono istituzioni, associazioni e cittadini nel segno del rispetto e della gratitudine verso chi ha donato tutto per il bene comune.

Paolo Maggi, presidente del Lions Club Salebrum di Castiglione della Pescaia, ha dichiarato: «Ricordare Poggio Ballone significa onorare il sacrificio di uomini che hanno servito la collettività fino all’estremo. Il nostro impegno, come Lions, è quello di custodire e trasmettere nel tempo la memoria di quel gesto di coraggio, affinché non venga mai dimenticato» 

Elena Nappi, sindaca di Castiglione della Pescaia, ha aggiunto: «Poggio Ballone è una ferita ancora viva nella nostra comunità, ma anche un monito di valore e umanità. Ogni anno, rinnoviamo questo ricordo come atto di riconoscenza e come testimonianza dell’unità che lega Castiglione ai suoi figli caduti nel dovere».

Il ricordo dell’Asl 

Anche l’Asl ricorda le vittime del terribile incidente. «Ricordare questa data – dice Stefano Barbadori, direttore Elisoccorso ed emergenza territoriale 118 area provinciale grossetana di Asl Tse – per tutti quelli che hanno conosciuto Niccolò, Gemma, Paolo, Giovanni e Paolo, per quelli che hanno lavorato e che lavorano in elisoccorso e in generale nell’emergenza sanitaria territoriale, è sempre un momento estremamente importante e delicato. Erano colleghi, ma soprattutto erano uomini e donne che amavano questo lavoro, un lavoro che per tutti noi è il più bello del mondo. Per il sottoscritto è stato un onore conoscerli ed apprezzare le qualità umane e professionali. Il loro esempio continuerà a guidare tutto il gruppo che ho l’onore di dirigere. A nome di tutto l’elisoccorso di Grosseto voglio idealmente abbracciare i familiari di Niccolò, Gemma, Paolo, Giovanni e Paolo. Che il cielo sia sempre blu».

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