GROSSETO. Una telefonata improvvisa, la voce allarmata di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e una storia costruita per mettere fretta e confondere. È così che sabato 25 aprile, a Grosseto, una coppia di ottantenni è finita nel mirino di una truffa ben orchestrata, che solo per poco non è andata a segno.
Tutto è iniziato con una chiamata alla loro abitazione: dall’altra parte qualcuno si è finto un carabiniere, raccontando di una rapina appena avvenuta e di un’auto fermata con a bordo degli stranieri. Il dettaglio che ha reso credibile il racconto? Il veicolo, a loro dire, risultava intestato al marito.
La pressione psicologica e la finta urgenza
All’uomo è stato detto di recarsi immediatamente in caserma, mentre poco dopo un’altra telefonata ha raggiunto la moglie. Anche in questo caso, lo stesso schema: tono deciso, urgenza, nessun tempo per riflettere.
Alla donna è stato spiegato che era necessario controllare se in casa ci fosse della refurtiva, invitandola a raccogliere oggetti e valori e a prepararli in una scatola da consegnare.
Ogni tentativo di verifica è stato respinto con insistenza. I truffatori hanno continuato a chiamare, chiedendo anche i cellulari e tenendo occupata la linea fissa, così da impedire qualsiasi contatto con l’esterno.
Il sospetto dei figli e l’intervento decisivo
A far saltare il piano sono stati i figli della coppia, insospettiti dal fatto di non riuscire a mettersi in contatto con i genitori. Preoccupati, si sono mossi rapidamente e sono riusciti ad arrivare in tempo, evitando che la situazione degenerasse.
Solo in quel momento è emersa la verità: si trattava di una truffa costruita nei minimi dettagli, basata sulla paura e sulla confusione.
Non un caso isolato
Contattata la caserma, è emerso che episodi simili si erano già verificati nella stessa giornata. Un segnale che conferma come questo tipo di raggiri sia purtroppo diffuso e mirato soprattutto alle persone anziane.
Nonostante lo spavento, la coppia sta bene, anche se resta comprensibilmente provata e scossa per quanto accaduto.
L’importanza di riconoscere la truffa
Questa vicenda riaccende l’attenzione su un fenomeno sempre più frequente: quello delle truffe telefoniche con finti appartenenti alle forze dell’ordine. Il consiglio resta sempre lo stesso: non fidarsi, verificare e contattare direttamente le autorità in caso di dubbi.
Fondamentale anche il supporto dei familiari, che in questo caso ha fatto la differenza, evitando conseguenze ben più gravi.




