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Via San Martino: i negozi chiudono, ma i commercianti resistono

Due attività chiudono, Madamadorè e Tuscany, mentre Camarri sposta l’attività. Gli altri negozianti: «Ci impegniamo e investiamo nella via, ma ci serve un aiuto dall’amministrazione»
Via San Martino e nei riquadri, da sinistra: Giulia Simoni, Jessica Romano e Maria Cristina Magnani
Via San Martino e nei riquadri, da sinistra: Giulia Simoni, Jessica Romano e Maria Cristina Magnani

GROSSETO. Via san Martino è una delle vie più belle del centro storico di Grosseto, con tanti piccoli negozi e qualche ristorante. Attività che lentamente stanno chiudendo, come è successo a Madamadorè e al Tuscany.

Anche il negozio di Camarri dedicato alle scarpe per i più piccoli si sta trasferendo. Una situazione che sembra tragica, ma c’è chi resiste, si impegna e spinge affinché via San Martino torni viva.

«È poco che ho aperto in questa via, ma qua le cose mi vanno molto bene. Ho trovato clienti diversi e ne ho perso qualcuno che veniva nel negozio in via Ricasoli – dice Giulia Simoni, di Retrò – Noi qua facciamo tutto quello che possiamo e del nostro meglio: lavoriamo, stiamo aperti e sistemiamo tutto quello che possiamo. Quest’anno metteremo anche molti più addobbi per le feste».

Il fenomeno delle chiusure deriva da molte cose: l’inflazione, gli stipendi non adeguati al costo della vita e anche dalla percezione della sicurezza nel centro della città.

«Le persone non si sentono sicure a venire in centro appena cala il sole, ma non ce n’è motivo – dice Jessica Romano, di Mondo di Pietra – Le cose succedono ed è vero, ma basterebbe ripopolare il centro per far sì che certe cose non accadano».

Le chiusure di via San Martino

Un situazione economica incerta, con i prezzi alle stelle e i costi di apertura alti non creano un momento florido per le attività commerciali. Anzi le mette sotto scacco, perché le persone riescono a stento ad arrivare a fine mese. Basti pensare all’inflazione, che a settembre 2024 è in calo dello 0,7%, ma il prezzo del carrello della spesa è salito  dell’1,1%.

Insomma per i consumatori non è semplice spendere per sé, di questo ne risentono anche le attività che offrono beni o servizi non essenziali, che si trovano spesso sul filo del rasoio.

È un cane che si morde la coda: i consumatori non possono spendere, il piccolo commerciante non lavora, poi non riesce a sostenere le spese e, infine chiude oppure, per chi ci riesce, sposta l’attività.

E questa sembra essere la sorte di via san Martino, ma ci sono anche alcuni imprenditori che resistono e investono nella via. 

Nella via in poco tempo chiuderanno due attività e una si sposterà. Lo storico Madamadorè e il ristorante Tuscany abbassano le loro serrande e spengono le insegne, mentre il negozio Camarri si sposta in via Ricasoli.

«Ho deciso di spostare l’attività, perché il passaggio di persone si è spostato nella via centrale del centro. E poi ho la necessità di accorpare le attività visto l’assenza di personale – dice Riccardo Colasanti – Credo che sia necessario una collaborazione fra istituzioni, associazioni e commercianti per risollevare la situazione del centro storico, anche perché in centro non c’è una valida alternativa ai centri commerciali e agli acquisti online. Ma sono sicuro che passione e dedizione faranno sempre la differenza e che la situazione migliorerà».

I commercianti: «Noi ci impegniamo e investiamo nella via»

Non sempre la colpa può essere data ai titolari e sempre più commenti negativi spopolano sui social network. Ed è vero in centro c’è la delinquenza come in ogni altro angolo della città, ma è anche vero che se le persone venissero di più in centro ci salirebbe il livello di sicurezza percepito ed effettivo.

Le idee fra i titolari sono tante per far tornare il centro il diamante della città, ma serve loro un aiuto anche dall’amministrazione comunale.

«Noi siamo aperti, curiamo l’esterno e l’interno del negozio, investiamo anche negli allestimenti della via e chi di noi riesce è anche attivo sui social – dice Giulia – Per noi sarebbe importante ricevere anche un aiuto dall’amministrazione per incentivare le persone a venire in centro. Non so magari il parcheggio gratuito durante le feste, come hanno fatto dopo il Covid-19, o far mettere delle foto della città nelle vetrine dei fondi chiusi».

Della stessa opinione è Maria Cristina Magnani di Cartoonia.

«Riportare gli uffici in centro, creare alcuni eventi e sistemare per bene le strade, ci aiuterebbe molto – dice – Le vie più pulite e curate sarebbero più apprezzate da tutti. Noi ci mettiamo tanto impegno e sacrificio nei nostri negozi, ma un incentivo per creare del passaggio non guasterebbe».

Secondo Giulio Capecchi di Mahzel è necessario l’intervento del Comune.

«Noi facciamo tutto quello che possiamo, ma certe cose non spettano a noi – dice – Secondo me con più cura degli spazi verdi, più pulizia, eventi e qualcosa di caretteristico, come un museo sui butteri, farebbero la differenza. Basti pensare che quest’anno i turisti arrivavano a Grosseto il giovedì mattina con il mercato».

Il tema più spigoloso è sicuramente il livello di sicurezza percepito in città.

«Il centro va vissuto in maniera sana e con più persone il livello di sicurezza salirebbe – dice Romano – Se necessario siamo disposti a mettere anche i ranger fra le vie. Anche quando io avevo 16 anni c’era la delinquenza in centro, ma sapevamo che non dovevamo dare confidenza a quella gente e finiva lì».

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