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Uno sguardo può salvare una vita. Il nuovo calendario dei carabinieri

Presentato a Grosseto il calendario 2027 dell’Arma. Il comandante De Riggi: «Attraverso lo sguardo cerchiamo di cogliere i segnali di difficoltà dei cittadini»
Da sinistra: un giovane carabiniere, Romualdo D'Anna, Michele De Riggi e Federico Saccarello
Da sinistra: un giovane carabiniere, Romualdo D’Anna, Michele De Riggi e Federico Saccarello

GROSSETO. Dodici mesi, dodici immagini e un filo conduttore: gli sguardi, non solo quelli dei carabinieri, ma anche quelli dei cittadini da decifrare. Quelli che osservano, cercano di capire e, qualche volta, riescono a cogliere una richiesta d’aiuto anche quando non viene pronunciata una parola. È questo il tema del calendario 2027 dell’Arma dei carabinieri, presentato oggi, venerdì 6 novembre, a Grosseto.

Un appuntamento che si rinnova ogni anno e che, attraverso le immagini e i racconti, cerca di mostrare il lavoro quotidiano dei militari. Non soltanto le operazioni e gli interventi, ma anche il rapporto con i cittadini, la presenza sul territorio e le situazioni nelle quali ascoltare una persona può fare la differenza.

«Lo sguardo dei carabinieri è il tema del calendario di quest’anno e con uno sguardo un carabiniere riesce a capire, osserva e cerca di aiutare le persone – dice il comandante provinciale Michele De Riggi – Com’è successo l’altro giorno su un ponte nel Grossetano, dove un uomo ha minacciato di gettarsi nel vuoto e un carabiniere ha colto la difficoltà, si è fermato e ha aperto un dialogo con lui».

Il calendario racconta il lavoro dei carabinieri attraverso gli sguardi

Il calendario è composto da dodici tavole, una per ogni mese dell’anno, accompagnate da riflessioni che raccontano le diverse attività dell’Arma. Le fotografie sono state realizzate con il contributo della scuola di fotografia di Firenze, con l’obiettivo di mostrare il lavoro dei carabinieri anche attraverso un linguaggio artistico, capace di avvicinare soprattutto i più giovani.

Tra i contributi ci sono anche quelli dello scrittore e giornalista Aldo Cazzullo, che ripercorre alcune pagine della storia recente dell’Arma, dalla lotta al terrorismo al contrasto alla mafia.

Le immagini raccontano le diverse specialità: dai motociclisti impegnati nei servizi di sicurezza ai militari del servizio navale, fino ai carabinieri forestali, che si occupano della tutela dell’ambiente e rappresentano un presidio importante soprattutto nelle aree interne. Spazio anche ai carabinieri impegnati nella tutela del lavoro, a quelli a cavallo e ai Corazzieri. L’attenzione, però, non è rivolta soltanto alle uniformi e ai mezzi, ma soprattutto ai volti e agli occhi dei militari, per raccontare il lato umano del loro lavoro.

«Attraverso lo sguardo cerchiamo di cogliere anche i segnali di difficoltà dei cittadini – dice De Riggi – E anche cosa c’è dietro al non detto di una denuncia che abbiamo preso».

Lo sguardo di un carabiniere che può salvare una vita

Il mese di dicembre è dedicato al comandante di stazione, una figura che rappresenta il rapporto più diretto tra l’Arma e i cittadini, soprattutto nei piccoli centri come quelli maremmani, dove le stazioni sono un punto di riferimento per tutta la comunità. Nei borghi, spesso, per qualsiasi dubbio ci si rivolge ai carabinieri.

«Qualche giorno fa un carabiniere ha incrociato lo sguardo di una persona in difficoltà. L’uomo era su un ponte, voleva tentare un suicidio e un carabiniere si è fermato – dice De Riggi – E con uno sguardo, avvolto dall’aria fredda, ha aperto un dialogo con lui. L’uomo ha trovato qualcuno pronto ad accogliere, ha ascoltato e ha desistito dall’estremo gesto. Con uno sguardo il militare ha salvato una vita».

Un episodio che racconta il significato scelto per il calendario: saper osservare, riconoscere i segnali di difficoltà e comprendere anche quello che una persona non riesce a dire, che forse è quello che significa essere un carabiniere.

«Il calendario storico di quest’anno nasce da un’idea semplice, ma piena di significato: dodici mesi, dodici reparti, dodici sguardi. Perché ogni specialità dell’Arma dei carabinieri detiene un modo unico di custodire i valori di una società – ha dichiarato il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo – “Gli Sguardi che proteggono” è il filo rosso che unisce le nostre anime operative: non la forza, ma la cura portata sino in fondo, il farsi carico del destino degli altri con totale dedizione. Perché proteggere una comunità non significa solo garantirne l’ordine pubblico, ma preservarne l’identità, il lavoro, le arti e la memoria sociale».

L’agenda dell’Arma sostiene la ricerca contro la leucemia infantile

Lo storico calendario, ormai alla sua 94ª edizione, si regala, non si compra. Ma quest’anno c’è una piccola novità: l’Agenda 2027 dell’Arma dei carabinieri, che ha una finalità benefica. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la giornalista Francesca Fagnani e la trasmissione televisiva «Belve», permetterà di sostenere l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il ricavato delle vendite sarà destinato alla ricerca e allo sviluppo delle terapie CAR-T per i bambini affetti da leucemia mieloide acuta. L’agenda riprende i temi e i racconti del calendario storico, accompagnati da un’introduzione del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo.

Il motto dei carabinieri è «Per saecula fidelis», nei secoli fedele. Una fedeltà che attraversa le generazioni e che, nel calendario di quest’anno, prende forma negli sguardi dei militari: quelli di chi osserva, ascolta e cerca di comprendere le persone, soprattutto quando le parole non bastano.

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