GROSSETO. Le spiagge possono essere piene, i ristoranti avere clienti, le strutture ricettive registrare un buon numero di presenze. Ma alla fine della stagione, quando gli imprenditori tirano le somme, i conti possono raccontare una storia molto diversa. È quanto emerge dalla quarta edizione di Maremma & Turismo, l’indagine di Confesercenti Grosseto che fotografa un settore alle prese con costi crescenti, turisti che spendono meno e soggiorni sempre più brevi.
Ma c’è soprattutto un dato che colpisce, e che rischia di pesare anche sul confronto politico dei prossimi mesi: la Maremma turistica non è tutta uguale e il giudizio degli imprenditori sulle amministrazioni comunali cambia radicalmente da un territorio all’altro.
A Castiglione della Pescaia il 59% circa degli operatori promuove le politiche turistiche locali, mentre a Grosseto l’85,3% le giudica pessime o insufficienti. A Orbetello si arriva addirittura al 90,9%. Ancora più pesante il giudizio sull’impiego dell’imposta di soggiorno: a Grosseto è negativo per l’88,2% degli intervistati, a Orbetello per il 100%.
Numeri che acquistano un significato particolare perché Grosseto, Castiglione della Pescaia e Orbetello andranno alle elezioni amministrative nella primavera del 2027. Non a caso Confesercenti ha scelto di concentrare proprio su questi tre comuni, che insieme raccolgono circa il 62% delle presenze turistiche provinciali, la nuova edizione del monitoraggio.
L’obiettivo non è soltanto fotografare l’estate appena trascorsa, ma consegnare ai futuri candidati sindaci una serie di priorità sulle quali le imprese chiedono risposte.
Il turismo cresce, ma i ricavi restano il punto debole
Il primo elemento che emerge dall’indagine è la distanza tra il movimento turistico e la sua effettiva ricaduta economica sulle attività.
La stagione 2026 è migliorata progressivamente. Tra aprile e giugno il 40,3% degli operatori si è dichiarato insoddisfatto delle presenze, percentuale scesa al 34,7% in luglio e agosto e al 27,8% a settembre.

Ma quando si passa dai clienti ai ricavi, la fotografia cambia. Nei mesi centrali dell’estate un imprenditore su due ha giudicato insoddisfacenti gli incassi rispetto ai costi. E anche a settembre, nonostante il recupero, il 40,3% degli intervistati ha continuato a esprimere una valutazione negativa.
| Periodo | Presenze non soddisfacenti | Ricavi non soddisfacenti |
|---|---|---|
| Aprile-giugno | 40,3% | 52,8% |
| Luglio-agosto | 34,7% | 50% |
| Settembre | 27,8% | 40,3% |
Fonte: Confesercenti Grosseto, Maremma & Turismo 2026.
La distinzione è importante: il rapporto misura la soddisfazione degli operatori, non il fatturato certificato delle imprese né il numero ufficiale di turisti. Ma proprio per questo restituisce un elemento che le statistiche sulle presenze, da sole, non riescono a raccontare: quanto la stagione sia stata effettivamente sostenibile per chi lavora nel settore.
Il quadro generale è chiaro: fare turismo costa sempre di più e avere clienti non significa necessariamente guadagnare abbastanza.
Il turista ha meno soldi e si ferma sempre meno
Le ragioni della difficoltà emergono dalle risposte degli imprenditori.
L’87,5% ritiene che la riduzione del potere d’acquisto e la minore propensione alla spesa abbiano inciso sulla stagione. L’83,3% segnala il peso dei soggiorni sempre più brevi, concentrati soprattutto nei fine settimana. Il 77,8% indica la crescita dei prezzi come un fattore che ha ridotto i consumi.
Sono fenomeni che si alimentano a vicenda. Le famiglie continuano a scegliere il mare e le località della Maremma, ma devono fare i conti con un bilancio più stretto. Si riduce la durata delle vacanze, si concentrano le spese e si rinuncia più facilmente a servizi e consumazioni aggiuntive.
A cambiare le abitudini è stato anche il caldo, indicato dall’80,6% degli intervistati come uno dei fattori che hanno influenzato i comportamenti dei visitatori.
«Il grande caldo ha cambiato le abitudini del turista», osserva Massimiliano Mei, presidente provinciale di Confesercenti.
Quest’anno, spiega, molti villeggianti hanno lasciato la spiaggia durante le ore più calde, costringendo gli stabilimenti balneari a ripensare parte dell’offerta. Alcuni hanno dovuto puntare maggiormente sul servizio da asporto per continuare a lavorare anche all’ora di pranzo.
Costi alle stelle e concorrenza sleale: l’allarme delle imprese
Per la prima volta nelle quattro edizioni del monitoraggio, la concorrenza sleale supera i costi di gestione nella graduatoria dei problemi segnalati dagli imprenditori.
Il fenomeno ottiene un punteggio medio di 2,73 su 4, contro il 2,69 attribuito agli elevati costi d’impresa. Nel 2024 e nel 2025 l’ordine era inverso.
Dietro questi numeri c’è un malcontento che riguarda tanto la ristorazione quanto il settore ricettivo.
«Tenere in piedi le attività costa sempre di più, e in quest’ottica la concorrenza sleale porta tensione e nervosismo», sottolinea Mei.
Il presidente provinciale affronta direttamente due questioni particolarmente sentite dagli imprenditori.
«Per gli imprenditori della ristorazione in regola vedere feste e sagre allungarsi e diventare ristoranti estivi è intollerabile, esattamente come gli imprenditori della ricettività puntano il dito verso le seconde case affittate in nero».
La critica riguarda quindi le attività che, secondo Confesercenti, possono entrare in concorrenza con le imprese tradizionali operando in condizioni diverse, o addirittura fuori dalle regole.
Non è una contestazione rivolta indistintamente alle sagre o alle locazioni turistiche, ma una richiesta di maggiore controllo e di condizioni concorrenziali eque.
Grosseto, il turismo recupera a settembre. Ma l’85% boccia le politiche del Comune
Il caso di Grosseto è forse quello che politicamente fa più rumore, perché mostra una contraddizione evidente: la stagione migliora, ma il giudizio sulla gestione turistica della città peggiora.
Nei primi tre mesi considerati dall’indagine, da aprile a giugno, il 52,9% degli imprenditori si è dichiarato insoddisfatto delle presenze e addirittura il 61,8% dei ricavi. Un inizio di stagione decisamente difficile.
A luglio e agosto la situazione è migliorata, ma la metà degli intervistati ha continuato a considerare insufficienti gli incassi rispetto ai costi sostenuti.
Il dato più interessante arriva però da settembre, che si conferma un mese sempre più importante per l’economia turistica grossetana.
Il 73,5% degli operatori ha giudicato soddisfacenti o molto soddisfacenti le presenze di settembre e il 64,7% ha espresso una valutazione positiva sui ricavi.
È la conferma che la stagione non si esaurisce necessariamente con la fine di agosto e che settembre può rappresentare una risorsa importante per le imprese del territorio.
Eppure, mentre i giudizi sull’andamento economico recuperano, quelli sulla gestione pubblica del turismo sono durissimi.
| Grosseto: politiche e servizi | Giudizi negativi |
|---|---|
| Impiego tassa di soggiorno | 88,2% |
| Politiche di sviluppo turistico | 85,3% |
| Promozione territoriale | 85,3% |
| Servizi digitali | 70,6% |
| Servizi di intrattenimento | 58,8% |
Percentuali di giudizi pessimi o insufficienti, fonte Confesercenti Grosseto.
L’85,3% degli intervistati boccia le politiche di sviluppo turistico dell’amministrazione comunale. La stessa percentuale giudica negativamente la promozione della destinazione, mentre l’88,2% non è soddisfatto dell’impiego della tassa di soggiorno.
Quest’ultimo è un dato particolarmente significativo, perché l’imposta viene pagata dai turisti che pernottano nelle strutture ricettive e rappresenta una risorsa che i Comuni possono destinare agli interventi previsti dalla normativa in materia di turismo.
Gli imprenditori, attraverso le risposte al questionario, esprimono una forte insoddisfazione per l’utilizzo di queste risorse. Il sondaggio, da solo, non stabilisce però come siano state effettivamente spese, né misura la qualità dei singoli investimenti: per una valutazione completa servirebbe un confronto con i bilanci e con gli interventi realizzati.
Il segnale resta comunque evidente e assume un peso particolare a pochi mesi dalle elezioni comunali.
Le infrastrutture sono la priorità: «Grosseto è difficile da raggiungere»
Quando viene chiesto agli imprenditori su cosa sia necessario investire, a Grosseto la risposta più frequente riguarda strade, ferrovie, aeroporto e collegamenti, indicati dal 52,9% del campione.
Seguono le iniziative per portare visitatori anche fuori stagione, con il 35,3%, e una maggiore promozione del marchio Maremma Toscana, con il 29,4%.
Nelle risposte aperte emerge soprattutto un problema: raggiungere Grosseto e muoversi nel territorio senza automobile viene percepito come una difficoltà che riduce la competitività della destinazione.
Il tema riguarda sia il capoluogo sia le località balneari, a cominciare da Marina di Grosseto.
Per Marina gli imprenditori chiedono interventi sull’arredo urbano, sulla qualità degli spazi pubblici, sui sottoservizi, sul porto, sull’eliminazione delle barriere architettoniche e sulla riqualificazione delle aree considerate strategiche.
Accanto a tutto questo c’è la necessità di migliorare i servizi digitali e garantire una maggiore continuità delle aperture commerciali anche fuori dai mesi estivi.
La richiesta che emerge è quella di una strategia capace di mettere insieme città, costa ed entroterra. Non soltanto eventi isolati, ma servizi e collegamenti che permettano ai visitatori di vivere la destinazione durante tutto l’anno.
Castiglione della Pescaia va controcorrente: otto operatori su dieci soddisfatti dell’estate
Se Grosseto mostra un giudizio severo nei confronti della gestione turistica, Castiglione della Pescaia presenta il quadro più positivo dei tre comuni analizzati.
Qui la soddisfazione degli imprenditori riguarda sia l’andamento delle presenze sia, soprattutto, il giudizio sull’organizzazione e sulla promozione della destinazione.
Durante luglio e agosto soltanto il 14,8% degli operatori si è dichiarato insoddisfatto delle presenze. Significa che l’85,2% ha valutato positivamente o molto positivamente il movimento turistico.
Anche settembre ha mantenuto risultati favorevoli, con l’81,5% di giudizi positivi sulle presenze.
Ma la vera differenza rispetto agli altri comuni emerge nelle valutazioni sull’amministrazione.
Soltanto il 14,8% degli intervistati considera pessime o insufficienti le politiche di sviluppo turistico. Circa il 59% le giudica invece buone o ottime.
Anche sull’impiego della tassa di soggiorno il livello di insoddisfazione è decisamente inferiore rispetto a Grosseto e Orbetello: il 22,2%.
Sul fronte della promozione territoriale i giudizi negativi si fermano al 25,9%.
Il confronto con il 2025 appare favorevole, pur considerando che i dati delle diverse edizioni non sono completamente omogenei: allora il 53% degli operatori esprimeva una valutazione negativa sulle politiche turistiche, una percentuale molto più elevata di quella rilevata quest’anno.
Ma anche a Castiglione c’è un problema: gli incassi
La soddisfazione per le presenze non deve però far pensare a una stagione priva di difficoltà.
A luglio e agosto, nonostante il buon andamento del movimento turistico, il 44,4% degli imprenditori ha giudicato insoddisfacenti i ricavi, una quota che a settembre si è attestata al 40,7%.
È il segnale che nemmeno una destinazione consolidata come Castiglione riesce a sottrarsi completamente al problema della redditività.
L’85,2% degli operatori locali segnala il peso dell’aumento dei prezzi e della riduzione dei consumi, mentre il 77,8% indica la diminuzione del potere d’acquisto.
Anche il turismo concentrato nei weekend e il grande caldo vengono percepiti come fattori negativi.
Per il futuro il 48,1% chiede più iniziative capaci di attrarre visitatori nei periodi di bassa stagione, mentre il 40,7% punta sui grandi eventi e il 37% sulla promozione del marchio Maremma Toscana.
Nelle risposte qualitative emerge inoltre la necessità di migliorare il rapporto qualità-prezzo delle locazioni e di alcuni servizi turistici, rafforzare l’intrattenimento per giovani e famiglie e mantenere alta la qualità ambientale della destinazione.
Castiglione, in sostanza, sembra chiedere di consolidare un sistema che già funziona meglio, piuttosto che di ripartire da zero.
Orbetello, la fotografia più difficile: turismo e amministrazione sotto accusa
Orbetello è il territorio dal quale arriva l’allarme più forte. Qui il malcontento degli operatori riguarda contemporaneamente l’andamento della stagione, i ricavi e le politiche turistiche locali.
A differenza di Castiglione e Grosseto, che mostrano un progressivo miglioramento durante l’estate, Orbetello presenta un andamento più difficile proprio nei mesi che dovrebbero rappresentare il momento centrale della stagione.
Tra aprile e giugno il 36,4% degli operatori giudicava negativamente le presenze. A luglio e agosto la percentuale è salita al 54,5%, restando allo stesso livello anche a settembre.
Il dato sui ricavi è ancora più pesante: il 63,6% degli imprenditori si è dichiarato insoddisfatto nei mesi di luglio e agosto. A settembre la percentuale è rimasta al 54,5%.
In altre parole, secondo le valutazioni raccolte da Confesercenti, più della metà degli operatori intervistati nel comune lagunare non ha considerato soddisfacente neppure la parte finale della stagione.
È una situazione molto diversa rispetto al recupero di settembre registrato a Grosseto e alla buona tenuta di Castiglione.
Il 100% boccia la tassa di soggiorno e i servizi digitali
Se i giudizi sull’economia turistica sono negativi, quelli sulla gestione della destinazione sono ancora più duri.
Il 90,9% degli operatori di Orbetello giudica pessime o insufficienti le politiche di sviluppo turistico, mentre l’81,8% esprime una valutazione negativa sulla promozione.
Ma sono soprattutto altri due dati a colpire: il 100% degli intervistati assegna un giudizio pessimo o insufficiente all’impiego della tassa di soggiorno e ai servizi digitali.
È importante precisare che si tratta della totalità degli operatori che hanno risposto al questionario su queste voci, non di tutte le imprese del comune.
Resta un risultato molto netto, che fotografa una sfiducia particolarmente diffusa nel campione.
Il confronto con il 2025 va letto con cautela, perché allora i dati disponibili comprendevano anche Monte Argentario. Tuttavia il rapporto segnala come il giudizio sulle politiche turistiche fosse già fortemente critico e lo sia rimasto.
Più collegamenti con Roma e turismo anche fuori stagione
Gli imprenditori di Orbetello non si limitano a esprimere insoddisfazione, ma indicano anche alcune possibili direzioni di sviluppo.
Il 45,5% chiede una promozione più forte del marchio Maremma Toscana e la stessa percentuale considera strategiche le iniziative per attirare turisti fuori stagione.
Nelle risposte aperte ritorna con forza il problema dei trasporti.
Migliorare i collegamenti ferroviari, soprattutto con Roma, e garantire servizi efficienti dalle stazioni alle destinazioni turistiche sono considerati interventi importanti per intercettare visitatori che non vogliono o non possono spostarsi in automobile.
Un’altra richiesta riguarda la costruzione di itinerari, pacchetti turistici e occasioni di visita capaci di rendere attrattivo il territorio anche oltre l’estate.
E c’è una direzione che sembra particolarmente promettente per gli operatori lagunari: unire l’enogastronomia al turismo lento, valorizzando paesaggio, natura e patrimonio culturale.
Tre comuni a confronto: i numeri della spaccatura
Il confronto diretto tra le risposte degli operatori rende ancora più evidente la distanza tra i tre territori.
| Indicatore | Castiglione | Grosseto | Orbetello |
|---|---|---|---|
| Ricavi luglio-agosto insoddisfacenti | 44,4% | 50% | 63,6% |
| Ricavi settembre insoddisfacenti | 40,7% | 35,3% | 54,5% |
| Politiche turistiche bocciate | 14,8% | 85,3% | 90,9% |
| Promozione bocciata | 25,9% | 85,3% | 81,8% |
| Tassa di soggiorno bocciata | 22,2% | 88,2% | 100% |
| Servizi digitali bocciati | 44,4% | 70,6% | 100% |
Fonte: Maremma & Turismo 2026, Confesercenti Grosseto. Le valutazioni negative comprendono i giudizi pessimo e insufficiente.
La tabella mette in luce un elemento che non può essere ignorato: anche in presenza di problemi economici simili, il livello di fiducia degli operatori nella gestione turistica locale può essere profondamente diverso.
Castiglione presenta la valutazione più favorevole, Grosseto registra un forte distacco tra il miglioramento delle presenze e il giudizio sulle politiche pubbliche, Orbetello concentra le maggiori criticità.
Il turismo del futuro? Vince l’enogastronomia, non soltanto il mare
C’è però un tema sul quale gli imprenditori dei tre territori sembrano trovarsi sostanzialmente d’accordo: il futuro della Maremma non può dipendere soltanto dalle vacanze balneari.
Il prodotto turistico che ottiene il punteggio più alto nell’intera indagine è l’enogastronomia, con una valutazione media di 3,74 su 5.
Seguono il turismo balneare, con 3,13, quello lento con 2,86, il culturale con 2,68 e lo sportivo-outdoor con 2,59.
| Prodotto turistico | Valutazione media su 5 |
|---|---|
| Enogastronomico | 3,74 |
| Balneare | 3,13 |
| Turismo lento | 2,86 |
| Culturale | 2,68 |
| Sportivo-outdoor | 2,59 |
Fonte: Confesercenti Grosseto, indagine Maremma & Turismo 2026.
Non significa che il mare abbia perso importanza, soprattutto per località come Castiglione della Pescaia e Orbetello, ma che gli imprenditori vedono nelle esperienze legate al territorio una possibilità concreta per ampliare la stagione.
Vino, olio, prodotti tipici, ristorazione, borghi, sentieri, paesaggi e tradizioni possono diventare occasioni di visita anche quando non è più tempo di spiaggia.
Il dato è particolarmente interessante perché l’enogastronomia ottiene il punteggio più alto in tutti e tre i comuni: 3,63 a Castiglione, 3,79 a Grosseto e 3,82 a Orbetello.
È uno dei pochi elementi sui quali la Maremma turistica appare davvero unita.
Biondi: «Non esiste una Maremma turistica tutta uguale»
A spiegare il significato dell’indagine è Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto, che sottolinea come il monitoraggio sia stato pensato proprio per accompagnare il confronto in vista delle prossime elezioni comunali.
«Questa quarta edizione nasce con un obiettivo preciso: ascoltare le imprese dei tre territori che rappresentano il cuore quantitativo del turismo provinciale e trasformare le loro valutazioni in proposte concrete per i futuri governi».
Biondi ricorda che Castiglione della Pescaia, Grosseto e Orbetello rappresentano insieme oltre il 62% delle presenze turistiche provinciali e che nella primavera del 2027 saranno chiamati a rinnovare le rispettive amministrazioni.
«È quindi questo il momento giusto per aprire un confronto sul turismo dei prossimi cinque anni».
Il direttore di Confesercenti insiste soprattutto sulle differenze emerse.
«I risultati ci dicono anche che non esiste una Maremma turistica tutta uguale. Castiglione presenta un quadro sensibilmente più positivo, Grosseto chiede soprattutto infrastrutture e un cambio di passo nella regia turistica, mentre a Orbetello emerge un livello di criticità particolarmente elevato».
Nelle prossime settimane l’associazione lavorerà alla definizione di una piattaforma di proposte da sottoporre ai candidati e alle coalizioni che parteciperanno alle amministrative.
L’intenzione è portare il turismo al centro del confronto sui programmi, partendo dalle esigenze espresse da chi ogni giorno lavora a contatto con i visitatori.
Le elezioni del 2027: il turismo entra nei programmi dei futuri sindaci
È forse questo l’aspetto più significativo dell’intera indagine.
Tre dei comuni che concentrano la maggior parte delle presenze turistiche provinciali si preparano a scegliere le nuove amministrazioni, ma partono da situazioni molto differenti.
A Castiglione della Pescaia la richiesta prevalente è consolidare una destinazione che ottiene giudizi positivi, allungando la stagione e migliorando ulteriormente i servizi.
A Grosseto il tema riguarda soprattutto le infrastrutture, l’accessibilità, la promozione e la gestione delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno.
A Orbetello gli imprenditori esprimono una richiesta di cambiamento più profonda, che riguarda contemporaneamente le politiche turistiche, i servizi, i collegamenti e la capacità di rendere attrattiva la destinazione anche fuori dall’estate.
Il rapporto di Confesercenti non è un sondaggio elettorale e non misura le intenzioni di voto. Non permette quindi di tradurre automaticamente il malcontento delle imprese in consenso o dissenso verso i candidati.
Offre però una fotografia delle questioni sulle quali le future amministrazioni saranno chiamate a confrontarsi.
E indica un problema comune che attraversa tutti e tre i territori: non basta aumentare il numero dei turisti, bisogna riuscire a trasformare le presenze in un beneficio economico reale per le imprese.
La sfida della Maremma: una stagione che faccia vivere le imprese
Il risultato complessivo dell’indagine va oltre la fotografia di un’estate.
Per anni la forza di una destinazione turistica è stata raccontata soprattutto attraverso il numero degli arrivi e delle presenze. Indicatori importanti, certo, ma che non restituiscono da soli la condizione economica degli imprenditori.
Il rapporto Maremma & Turismo 2026 mostra quanto contino anche altri fattori: la durata dei soggiorni, la capacità di spesa dei visitatori, il livello dei costi di gestione, i collegamenti, la qualità dei servizi e la possibilità di lavorare per un periodo più lungo dell’anno.
Per il 41,7% degli operatori la prima priorità è proprio quella di creare iniziative e pacchetti capaci di portare turisti anche in bassa stagione. Il 40,3% chiede investimenti sulle infrastrutture, mentre il 34,7% punta su una maggiore promozione unitaria della Maremma Toscana.
Non sono esigenze alternative, ma aspetti di uno stesso problema.
Un territorio può avere paesaggi straordinari, un mare apprezzato, borghi, cultura, prodotti enogastronomici e strutture ricettive di qualità, ma se è difficile da raggiungere, se i servizi non sono coordinati e se la stagione si concentra in poche settimane, una parte del suo potenziale resta inutilizzata.
La Maremma ha dunque davanti una sfida che riguarda amministrazioni, associazioni di categoria e imprese.
Castiglione, Grosseto e Orbetello partono da situazioni diverse. Ma il problema di fondo è lo stesso: far sì che il turismo non sia soltanto un movimento di persone, ma un’economia capace di sostenere davvero chi lavora e investe sul territorio.
Ed è su questo terreno che, nella primavera del 2027, i programmi dei candidati sindaci potranno essere confrontati con le richieste concrete degli operatori.
Nota metodologica: la quarta edizione di Maremma & Turismo è un’indagine sulle percezioni degli operatori economici dei tre comuni. Il rapporto non specifica la numerosità complessiva del campione, perciò le percentuali non devono essere interpretate come misure statistiche dell’intero universo delle imprese. I confronti con il 2024 e il 2025 richiedono inoltre cautela perché il perimetro territoriale delle precedenti edizioni era diverso.





