di ROSSANO MARZOCCHI
PITIGLIANO. Ci sono uomini che attraversano la storia e altri che la cambiano. Gaspero Ciacci appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Politico, imprenditore, banchiere e innovatore, è stato uno dei protagonisti dello sviluppo economico della Maremma tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Ancora oggi molte realtà nate grazie alla sua visione continuano a rappresentare un pezzo importante dell’identità maremmana, anche se il suo nome è conosciuto molto meno di quanto meriterebbe.
Le origini nel cuore della Contea Orsini
A Pitigliano, nel palazzo che fu il cuore della Contea Orsini, nel 1873 nasce Gaspero Ciacci, discendente di una famiglia di importanti possidenti presenti sul territorio fin dal Cinquecento.
È figlio di Niccola Ciacci e della nobildonna senese Giselda Mocenni. Il legame con Siena resterà forte anche nella sua vita privata: in età adulta sposerà infatti la nobildonna Bianca Piccolomini Carli, dalla cui unione nasceranno Giselda, Antonio e Vittoria.
Le Casse Rurali che cambiarono il credito locale
Il nome di Gaspero Ciacci è indissolubilmente legato alla nascita della cooperazione bancaria in Maremma.
Senza il suo impegno, nell’aprile del 1909 non sarebbero nate, a distanza di appena quattro giorni l’una dall’altra, le Casse Rurali di Saturnia e di Pitigliano.
Fondate sul principio della mutualità, disponevano di un capitale costituito dalle piccole quote versate dagli associati. L’assenza di dividendi e i costi di gestione molto contenuti consentivano di praticare tassi di interesse ridotti sui prestiti e, allo stesso tempo, di offrire condizioni favorevoli ai risparmiatori.
Un modello innovativo che contribuì concretamente alla crescita economica delle comunità locali.
Deputato e promotore dello sviluppo della Maremma
A soli trentatré anni Gaspero Ciacci viene eletto deputato al Parlamento nel collegio di Scansano, incarico che sarà confermato per altre due legislature.
Il forte attaccamento al territorio e il ruolo politico gli consentono di diventare uno dei principali promotori dello sviluppo della provincia di Grosseto.
Si adopera infatti per favorire la crescita economica e sociale dei comuni delle valli del Fiora e dell’Albegna, contribuendo anche alla nascita di una società automobilistica per i servizi pubblici tra Pitigliano, Orbetello e Orvieto, che per un breve periodo sostituirà un tratto della linea ferroviaria.
Dall’energia elettrica alla Rama
La sua capacità imprenditoriale si manifesta anche nel settore energetico.
Gaspero Ciacci realizza una centrale idroelettrica sul fiume Fiora, che successivamente cederà a una società romana. L’impianto fornirà energia elettrica al territorio del comune di Manciano e, in parte, a quello di Roccalbegna.
È inoltre tra i promotori della storica Rama – Rete Automobilistica Maremmana Amiatina, il servizio che per decenni ha collegato la Maremma con l’entroterra e con la provincia di Siena, rimasto ancora oggi nella memoria di tanti maremmani.
Dal Monte dei Paschi alle Terme di Saturnia
Conclusa la Prima guerra mondiale, Gaspero Ciacci lascia progressivamente la politica, continuando però a ricoprire importanti incarichi economici e amministrativi tra le province di Grosseto e Siena.
Nel 1934 viene nominato vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena, riconoscimento di una carriera costruita al servizio dello sviluppo economico del territorio.
Per i suoi meriti gli viene conferita anche la Commenda dell’Ordine della Corona d’Italia.
Un’eredità che vive ancora oggi
Gaspero Ciacci muore a Saturnia nel 1944.
Il suo nome resta però legato a una delle realtà più conosciute della Toscana nel mondo. Furono infatti proprio la sua intuizione e il suo impegno a dare vita, nel 1919, allo stabilimento termale di Saturnia, oggi meta di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Negli anni successivi numerosi studiosi, tra cui il professor Giuseppe Celata, hanno dedicato ricerche e pubblicazioni alla sua figura, contribuendo a restituire il giusto valore a un uomo che ha inciso profondamente nella storia della Maremma.
Perché dietro molte delle opere che ancora oggi raccontano questo territorio c’è anche la visione, la lungimiranza e il coraggio di Gaspero Ciacci.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







