di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Nessuno prima di lui aveva raccontato la Maremma, dai tempi dell’attuazione della riforma fondiaria. Per questo decise di farlo Guido Piovène, scrittore e giornalista che con la nostra terra non c’entrava nulla, ma dalla quale rimase affascinato.
Nato a Vicenza nel 1907 e morto a Londra nel 1974, Piovène entra al Corriere della Sera nel 1935, per poi passare a La Stampa, con cui collabora fino alla fondazione, con Indro Montanelli, del Giornale.
La sua opera spazia dalla cronaca al racconto, dal romanzo al viaggio. E in questo viaggio una tappa importante è data proprio dalla Maremma, cui dedica nel 1957 un capitolo sulla riforma fondiaria.
La Maremma della riforma fondiaria
«In nessun luogo come nella Maremma – scrive – le piccole case nuove della riforma agraria sembrano fuori del paesaggio, quasi appoggiate al suolo come le case dei presepi».
E ancora: «Se l’aristocrazia della razza indigena si è annacquata mescolandosi alla gente raccogliticcia, basta trovarsi un giorno di fiera a Grosseto per vedervi ribollire la grossa vita sanguigna dei paesi agricoli».
Questa sensazione, fino a trent’anni fa, si provava di fronte all’affollatissimo mercato del giovedì nel cuore cittadino. Un muro di gente. È lì che si assisteva, in un gran vociare, a scene memorabili di agricoltori, commercianti e allevatori, come in un borgo medievale, tra Corso Carducci e Via Cairoli.
Butteri, briganti e il cane da pastore
Nel suo Viaggio in Italia Piovène tratteggia una Maremma grossetana oggi relegata ai ricordi, col buttero a cavallo che «balzava fuori all’improvviso, sfiorava il viaggiatore nella sua corsa e spariva in un attimo, quasi che si muovesse in un altro mondo».
E poi, gli spettri di banditi e soprattutto il cane da pastore, alto, di pelo lungo, setoso e candido, che sembra un orso bianco in mezzo alle mandrie brade, «uno di quei cani lussuosi e preziosi che spesso dimorano, quasi a contrasto, dove è povero l’uomo».
Uno sguardo che ha raccontato la nostra terra
Uno sguardo e una penna, quelli di Piovène, che hanno saputo affondare con grande abilità in anfratti bellissimi e dolorosi, riuscendo a cogliere gli scorci e lo spirito della nostra terra e della nostra storia.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







