GROSSETO. La partita non è finita venerdì sera al triplice fischio dello Zecchini. Dopo il 3-2 conquistato in rimonta dal Guidonia Montecelio, adesso Grosseto-Guidonia si sposta dal campo alle carte bollate.
E in palio c’è direttamente il passaggio del turno di Coppa Italia Serie C.
L’US Grosseto 1912 ha deciso di presentare ufficialmente reclamo contro l’esito della partita del 14 agosto, affidandosi all’avvocato Mattia Grassani, uno dei più conosciuti esperti italiani di diritto sportivo.
Al centro del caso c’è il centrocampista del Guidonia Valerio Mastrantonio.
Secondo il Grosseto, il giocatore non avrebbe potuto prendere parte alla partita perché ancora gravato da un turno di squalifica risalente alla Coppa Italia Serie D 2024-2025.
Il Guidonia sostiene l’esatto contrario.
E adesso sarà il giudice sportivo a stabilire chi ha ragione.
Il Grosseto annuncia ufficialmente il reclamo
La società biancorossa ha rotto gli indugi con una nota molto breve ma altrettanto chiara.
«US Grosseto 1912 comunica di aver affidato al proprio studio legale, guidato dall’avvocato Mattia Grassani, l’incarico di presentare reclamo avverso l’esito della gara di Coppa Italia Serie C disputata venerdì 14 agosto contro il Guidonia Montecelio».
Poi viene indicato il motivo: «Il reclamo riguarda la posizione irregolare di un calciatore della formazione avversaria».
Il giocatore è Valerio Mastrantonio, centrocampista classe 1999 del Guidonia.
Da dove nasce il caso Mastrantonio
Per capire la vicenda bisogna tornare indietro di oltre un anno.
Il 12 marzo 2025 Guidonia Montecelio e Ravenna disputarono la finale della Coppa Italia Serie D 2024-2025.
Al termine della competizione il giudice sportivo squalificò per una gara effettiva Valerio Mastrantonio per recidività in ammonizione, così come il compagno Davide Buono. Il provvedimento risulta negli atti relativi alla competizione.
Il punto sul quale si combatte oggi la partita giuridica è un altro: quando e in quale competizione avrebbe dovuto essere scontata quella squalifica, considerando nel frattempo il passaggio del Guidonia dalla Serie D alla Serie C.
Per il Grosseto la risposta non lascia spazio a dubbi: Mastrantonio avrebbe dovuto saltare proprio la prima partita utile di Coppa, quella dello Zecchini.
Il Guidonia sostiene invece che il centrocampista fosse regolarmente utilizzabile.
Grassani: «La nostra posizione è chiara e netta»
Ed è proprio sulla questione dell’esecuzione della sanzione che interviene l’avvocato Mattia Grassani, incaricato dal Grosseto di seguire il ricorso.
Il legale parte dalla posizione espressa dal Guidonia.
«Rispettiamo massimamente le posizioni e valutazioni espresse dal direttore generale e consulente legale del Guidonia Montecelio in queste ultime ore relativamente all’impiego del calciatore Valerio Mastrantonio in occasione della gara di Coppa Italia Grosseto-Guidonia».
Poi, però, la posizione del Grosseto diventa nettissima.
«La posizione della società maremmana, sul tema dibattuto, è chiara, netta e non ammette interpretazioni di sorta».
Secondo Grassani, Mastrantonio ha giocato in posizione irregolare.
«Quella squalifica non è mai stata scontata»
Il legale spiega su cosa poggerà il reclamo.
«Il signor Mastrantonio ha preso parte alla partita contro la compagine mia cliente in posizione irregolare perché gravato da un turno di squalifica, mai scontata sino alla data dell’incontro di due giorni or sono».
Grassani richiama espressamente la sanzione inflitta dopo la finale di Coppa Italia Serie D tra Guidonia e Ravenna.
E aggiunge: «Le norme in materia di esecuzione delle sanzioni sono trancianti e vanno rispettate con assoluto rigore».
La conseguenza richiesta dal Grosseto è pesantissima.
La sconfitta del Guidonia per 3-0 a tavolino.
Il Grosseto chiede il ribaltamento del risultato
Sul campo era successo tutt’altro.
Il Grosseto aveva disputato un buon primo tempo, portandosi avanti, prima della rimonta del Guidonia che aveva fissato il risultato sul 3-2 per i laziali.
Se il ricorso venisse accolto, quel risultato verrebbe cancellato e il Grosseto conquisterebbe il passaggio del turno con il 3-0 a tavolino.
Grassani ritiene che le norme portino proprio a questa conclusione.
«La loro violazione comporta la perdita della gara a tavolino con il punteggio di 3-0, come da giurisprudenza consolidata».
I precedenti di Pro Patria e Reggiana
E il legale cita anche due casi precedenti.
«Ricordo i precedenti che hanno recentemente riguardato la Pro Patria e la Reggiana, entrambe colpite dalla medesima punizione sportiva per comportamenti in tutto e per tutto sovrapponibili a quello assunto dal Guidonia Montecelio, peraltro sempre in Coppa Italia».
I precedenti esistono.
Nel 2021 la Pro Patria perse 3-0 a tavolino contro la Feralpisalò dopo aver impiegato Andrea Boffelli, che aveva una squalifica maturata nella precedente edizione della Coppa Italia. Il giudice sportivo accolse il ricorso della società bresciana e ribaltò il risultato ottenuto sul campo.
Caso analogo per la Reggiana nel 2020: il giudice sportivo accolse il ricorso del Monopoli relativo alla posizione di Augustus Kargbo e inflisse agli emiliani la perdita della gara per 3-0.
Sono proprio questi i precedenti sui quali Grassani richiama l’attenzione.
«Mastrantonio è stato decisivo»
C’è poi un elemento strettamente sportivo che il legale del Grosseto sottolinea.
«Tra l’altro l’impiego di Mastrantonio nell’incontro che vi occupa si è rivelato decisivo, senza che lo stesso avesse titolo a prendervi parte».
Una valutazione che naturalmente parte dalla tesi sostenuta dal Grosseto, cioè che il giocatore non fosse utilizzabile.
Ma Grassani va ancora oltre e manda un messaggio direttamente ai tifosi biancorossi.
«Il popolo grossetano può essere fiducioso»
Le parole dell’avvocato sono molto forti.
«Il meraviglioso popolo grossetano, a mio modesto parere, può essere fiducioso circa il superamento del turno perché le regole in materia di squalifiche sono pacifiche e dovrebbero essere conosciute ed applicate da e per tutti».
Il Grosseto, insomma, non presenta il reclamo semplicemente per tentare una strada possibile.
È convinto di avere ragione.
«Queste, in sintesi, le ragioni, in fatto ed in diritto, in forza delle quali la società confida nell’accoglimento del ricorso».
Il Guidonia: «Mastrantonio era in posizione regolare»
Dall’altra parte, però, il Guidonia Montecelio non arretra.
La società laziale ha sostenuto pubblicamente la regolarità della posizione di Mastrantonio, respingendo quindi alla radice la tesi sulla quale il Grosseto costruisce il proprio reclamo.
È questo il nodo che dovrà essere sciolto dalla giustizia sportiva.
Non è in discussione l’esistenza della squalifica originaria: il provvedimento disciplinare nei confronti di Mastrantonio dopo la finale della Coppa Italia Serie D risulta effettivamente.
La battaglia riguarda l’esecuzione di quella sanzione dopo il cambio di categoria del Guidonia e il rapporto tra le diverse competizioni di Coppa.
Ed è proprio su questo terreno che le interpretazioni delle due società sono diametralmente opposte.
Adesso decide il giudice sportivo
La partita, dunque, continua.
Soltanto che non si giocherà più sul prato dello Zecchini.
«Ora la palla, e la parola, passano al giudice – conclude Grassani – che deciderà chi ha ragione e chi torto. Buon lavoro quindi a chi deve pronunciarsi in argomento».
Il Guidonia difende il 3-2 conquistato sul campo.
Il Grosseto chiede invece il 3-0 a tavolino e il passaggio del turno.
In mezzo c’è la posizione di Valerio Mastrantonio e una squalifica risalente a diciassette mesi fa.
Questa volta, per conoscere il risultato definitivo di Grosseto-Guidonia, il tabellone dello Zecchini non basta più.




