di ROSSANO MARZOCCHI
Molte persone giungono in Maremma per motivi professionali e poi vi restano legate per la vita. È il caso di Pier Lodovico Rupi.
Nato ad Arezzo il 28 Settembre 1931, Lodovico si laurea in Ingegneria per l’ambiente e il territorio a Bologna e in Architettura a Firenze. Tornato ad Arezzo, conosce la futura moglie, Laura, dalla quale avrà due figli, Marilli e Federico, entrambi affermati ingegneri.
Una carriera tra architettura, urbanistica e insegnamento
Dal 1974 al 1993 è membro della Sezione Urbanistica della Commissione tecnico-amministrativa della Regione Toscana; nel frattempo ottiene vari incarichi di docenza alla Facoltà di Architettura di Firenze e successivamente viene segnalato da Ina Ark tra i sette migliori architetti di Toscana nel decennio Novanta-Duemila.
Rupi cura numerosi progetti strutturali, tra cui il parcheggio della Stazione di Firenze, il restauro delle mura di Lucca, del Servizio Geologico Nazionale a Roma e del parco di San Rossore, oltre a moltissimi piani regolatori.
Il legame professionale con la Maremma
Ma è la Maremma ad avere un ruolo primario per l’ingegnere aretino, che progetta l’ampliamento dei porti dell’Isola del Giglio e di Porto Santo Stefano, crea le varianti al piano regolatore di Monte Argentario, la palestra comunale a Paganico e alcuni insediamenti a Punta Ala.
I grandi progetti oltre i confini italiani
Poi, com’è naturale con i grandi talenti, le sue competenze si affermano anche all’estero e Rupi firma i progetti del Complesso multifunzionale in piazza Natività a Betlemme, del Centro di integrazione didattico-culturale–sportiva a Gerusalemme e del Piano urbanistico di Ho Chi Min City, solo per citarne alcuni.
Punta Ala, il luogo del cuore
È ancora la nostra terra però a richiamare Pier Lodovico Rupi che s’innamora di Punta Ala, tanto che nel 1994 vi acquista una villa, dove ancora oggi trascorre piacevoli periodi con figli e nipoti, sempre alla scoperta delle bellezze di questo fazzoletto di Maremma.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







