Roselle, opposizioni contro Comune e Grosseto: «Basta duelli» | MaremmaOggi Skip to content

Roselle, dopo lo scontro sindaco-patron l’affondo: «Il 9 settembre chi aprirà i cancelli?»

Pd, Grosseto Città Aperta e Azione intervengono dopo lo scontro tra sindaco e patron: contestata la gestione della mediazione e chiesti i conti su canoni, arretrati e spese legali. «Il 9 settembre servirà qualcuno che apra i cancelli»
Un'altra immagine del centro sportivo di Roselle
Il centro sportivo di Roselle

GROSSETO. Da una parte il sindaco. Dall’altra il patron dell’Us Grosseto. In mezzo, però, ci sono il centro sportivo di Roselle, i ragazzi che lo frequentano, le famiglie e una domanda alla quale tra poche settimane dovrà essere data una risposta: che cosa succederà quando il Comune tornerà in possesso dell’impianto?

Dopo giorni di comunicati, repliche e video, nello scontro tra Comune di Grosseto e società biancorossa entra anche l’opposizione.

E Partito Democratico, Grosseto Città Aperta e Azione provano a spostare l’attenzione proprio su ciò che accadrà dopo.

«Mentre il Grosseto esordiva in Coppa Italia allo Zecchini, il sindaco e il “patron” dell’Us Grosseto si rispondevano con video e comunicati al vetriolo. Un duello senza vincitori», scrivono le tre forze politiche.

Il titolo scelto per il loro intervento riassume la posizione: «Roselle, basta duelli: il 9 settembre serviranno cancelli aperti e una gestione».

Dalla mediazione saltata alla restituzione di Roselle

Le opposizioni partono dalla cronologia delle ultime settimane.

Una vicenda che sembrava essere arrivata a un passo dalla soluzione con la mediazione tra le parti e che si è invece nuovamente complicata sulla questione delle garanzie presentate dalla società.

«In quindici giorni siamo passati da una mediazione annunciata come conclusa a una prima fideiussione finita al vaglio della Guardia di Finanza, ad altre garanzie ritenute insufficienti e all’intimazione di lasciare l’impianto sportivo di Roselle entro l’8 settembre».

Pd, Gca e Azione sottolineano quindi quello che considerano il vero problema.

«Non c’è nulla da festeggiare. Il Comune tornerà in possesso di un centro sportivo senza gestione definita, mentre a rischiare sono ragazzi, famiglie e società che utilizzano quei campi».

Ed è proprio questo il punto sul quale le opposizioni chiedono adesso all’amministrazione di concentrare gli sforzi.

«Avevamo chiesto di verificare prima le garanzie»

Nel comunicato c’è però anche un attacco politico molto duro alla gestione della trattativa.

Le opposizioni ricordano l’annuncio del 29 luglio, quando l’assessore allo sport Fabrizio Rossi aveva comunicato che l’accordo era stato raggiunto e che Roselle sarebbe tornata al Grifone.

Una soluzione che poi non si è concretizzata.

«Il 29 luglio Rossi annunciava che l’accordo era raggiunto e Roselle sarebbe tornata al Grifone, salvo poi scoprirsi che il verbale non si era perfezionato e le garanzie neppure verificate».

Pd, Grosseto Città Aperta e Azione rivendicano quindi le richieste avanzate durante il percorso.

«Eravamo stati irrisi perché avevamo chiesto che fideiussione, piano economico-finanziario e progetto di gestione fossero esaminati preventivamente. Non dopo».

Secondo le opposizioni sarebbe stato necessario anche un maggiore coinvolgimento del consiglio comunale e dei revisori, considerando la durata della concessione prevista fino al 2054 e il peso economico dell’operazione sui conti dell’ente.

Nel mirino anche Rossi e Agresti

Le tre forze politiche richiamano poi il lavoro della Commissione controllo e garanzia, sostenendo che abbia permesso di ricostruire attraverso atti e dichiarazioni dei dirigenti i diversi passaggi della vicenda.

E chiamano direttamente in causa l’assessore allo sport Fabrizio Rossi e l’assessore agli Affari legali Luca Agresti.

«Oggi arrivano dal sindaco citazioni giurisprudenziali, elenchi di lavori e richiami agli uffici. Ma gli uffici verificano gli atti: non decidono l’indirizzo di una trattativa».

Poi l’affondo: «Rossi ha dichiarato che la delibera sull’accordo era stata predisposta con l’assessore agli Affari legali Luca Agresti: entrambi devono spiegare alla città cosa non abbia funzionato».

Il rapporto politico tra Lamioni e la maggioranza

Il comunicato entra poi in uno dei terreni politicamente più delicati.

Le opposizioni ricordano infatti il rapporto avuto dal patron del Grosseto con la maggioranza che sostiene l’Amministrazione.

«Il patron ha sostenuto la nascita di questa maggioranza, esprimendo una consigliera (la figlia, ndr) e indicando l’assessora al bilancio (Simona Rusconi, ndr)».

Pd, Gca e Azione precisano di non avanzare «alcuna illazione sulla legittimità degli atti», ma pongono una domanda politica: se quel rapporto possa aver reso più difficile per la giunta assumere prima una decisione definitiva, «quando costi e rischi potevano essere inferiori».

Una questione che arriva dopo il durissimo confronto pubblico degli ultimi giorni e che aggiunge un ulteriore elemento politico a una vicenda nata intorno alla gestione di un impianto sportivo.

«Da un anno chiedevamo un piano B»

Ma è guardando a ciò che succederà nelle prossime settimane che il comunicato assume un significato diverso.

Secondo le opposizioni, infatti, il Comune avrebbe dovuto cominciare da tempo a verificare l’esistenza di possibili gestori alternativi, nel caso in cui il rapporto con l’Us Grosseto non fosse stato ricostruito.

«Da quasi un anno chiedevamo di verificare, con indagini esplorative o manifestazioni d’interesse, la disponibilità di altri gestori qualora il rapporto con l’Us Grosseto, per quanto auspicato, non fosse risultato recuperabile».

Preparare un’alternativa, aggiungono, non avrebbe significato lavorare contro l’accordo.

«Lavorare a un piano B non significava scommettere sul fallimento dell’accordo, ma non farsi trovare impreparati. Esattamente la situazione in cui ora ci troviamo».

Il nuovo bando e l’incognita della causa

Il Comune ha annunciato la volontà di procedere con un nuovo bando per la gestione di Roselle.

Ma per Pd, Gca e Azione il problema sono adesso soprattutto i tempi.

«La stagione è iniziata, l’impianto andrà restituito l’8 settembre e il contenzioso resta aperto».

E proprio la causa ancora pendente rappresenterebbe un’altra incognita per il futuro del centro sportivo.

Le opposizioni ricordano che lo stesso assessore Rossi avrebbe riconosciuto come l’esistenza di una causa possa scoraggiare eventuali nuovi gestori.

La loro contestazione è quindi essenzialmente politica: anziché arrivare a settembre con una soluzione definita, secondo Pd, Gca e Azione si sarebbe proceduto attraverso «aperture e ripensamenti», senza predisporre per tempo un’alternativa.

La nuova questione: quanti soldi deve ancora incassare il Comune?

Nel documento emerge poi un tema destinato probabilmente ad aprire un nuovo fronte. I soldi.

Nell’accordo che non si è poi perfezionato, spiegano le opposizioni, erano compresi anche i canoni relativi all’utilizzo senza titolo dell’impianto da gennaio a giugno 2026. Adesso quell’accordo non c’è più.

E quindi Pd, Gca e Azione chiedono: «Ora che l’accordo non esiste più, che cosa accadrà a quel credito?».

La richiesta al Comune è di rendere pubblico l’importo, spiegare in quale modo intenda recuperarlo e soprattutto mettere nero su bianco il costo complessivo sostenuto finora.

Nel conto le opposizioni chiedono di inserire «canoni non riscossi, arretrati, spese legali ed eventuali manutenzioni».

Una richiesta che potrebbe trasformarsi nel prossimo capitolo della vicenda Roselle.

«La vicenda deve far riflettere sullo sport grossetano»

Per le tre forze di opposizione il caso Roselle dovrebbe però servire anche ad aprire una discussione più ampia sulla gestione degli impianti sportivi della città.

Nel comunicato viene ricordato anche il progetto del maxi palazzetto annunciato dall’assessore Rossi, contrapponendolo alla necessità di sostenere e riqualificare le strutture già esistenti a Grosseto e nelle frazioni.

La richiesta è quella di costruire concessioni economicamente sostenibili, valorizzare le società che investono sugli impianti e favorire la collaborazione tra realtà sportive.

Anche l’intervento dei privati, sostengono, può rappresentare un’opportunità. Ma a una condizione: che le eventuali difficoltà gestionali non finiscano per ricadere sull’accessibilità degli impianti o sui conti pubblici.

«Roselle insegna che servono investimenti, programmazione e sostenibilità».

«Il 9 settembre servirà qualcuno che apra i cancelli»

Alla fine di un comunicato lungo e durissimo, Pd, Grosseto Città Aperta e Azione tornano però esattamente al punto dal quale erano partiti.

Non al sindaco. Non al patron. E nemmeno alle polemiche che hanno accompagnato gli ultimi giorni. Ma al centro sportivo di Roselle.

Perché la data indicata per la restituzione dell’impianto è l’8 settembre. E il giorno dopo quei campi dovranno avere un futuro.

La chiusura del documento è probabilmente la frase politicamente più efficace dell’intero intervento: «Il 9 settembre, a Roselle, non servirà un altro video del sindaco: servirà qualcuno che apra i cancelli e garantisca l’attività sportiva».

Ed è questa, al netto di uno scontro che ormai da settimane si combatte tra atti amministrativi, fideiussioni, tribunali, comunicati e video sui social, la domanda alla quale il Comune dovrà dare una risposta.

Chi gestirà Roselle dal 9 settembre?

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