Stadio Zecchini, il Comune risponde al Grosseto: «Lavori per 280mila euro» | MaremmaOggi Skip to content

Zecchini, il Comune sbotta: «Spesi 280mila euro, non si possono riscrivere i fatti»

Dura replica dell’amministrazione alle dichiarazioni dei vertici dell’Us Grosseto: l’elenco degli interventi per la Serie C, il nodo dei pannelli Led e i costi della polizia municipale. «Lo stadio arriva pronto al campionato grazie soprattutto al lavoro del Comune»
Grifone, lo stadio Zecchini @maremmaoggi
Grifone, lo stadio Zecchini @maremmaoggi

GROSSETO. Il Comune risponde alle dichiarazioni dei vertici dell’Us Grosseto sullo stadio Carlo Zecchini e lo fa con una lunga nota nella quale ricostruisce gli interventi realizzati negli ultimi tre mesi per consentire l’adeguamento dell’impianto alle esigenze della Serie C. Al centro della replica ci sono i circa 280mila euro investiti, i lavori eseguiti, la questione dei pannelli pubblicitari a Led, i servizi della polizia municipale e il progetto per gli spogliatoi.

Una presa di posizione netta, con la quale l’amministrazione respinge l’immagine di un Comune inadempiente e rivendica il lavoro svolto dagli uffici per permettere allo Zecchini di essere pronto all’inizio del campionato.

Di seguito la nota dell’amministrazione comunale.

«Lo Zecchini arriva all’avvio del campionato grazie al lavoro del Comune»

«L’Amministrazione Comunale ritiene doveroso intervenire nuovamente sul tema dello Stadio Zecchini alla luce di dichiarazioni recentemente rilasciate dai vertici dell’US Grosseto che restituiscono una rappresentazione dei fatti che non corrisponde a quella che emerge dagli atti, dalle attività svolte e dalle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.

Il Comune non intende alimentare polemiche, ma nemmeno accettare che il lavoro svolto in questi mesi dai propri uffici e dai propri dipendenti venga liquidato o rappresentato come un ostacolo alla partenza della stagione, perché una cosa deve essere chiara: lo Stadio Zecchini arriva all’avvio del campionato grazie e soprattutto al lavoro straordinario svolto dall’Amministrazione Comunale e dai suoi uffici.

In tre mesi interventi per circa 280mila euro

In soli tre mesi sono stati programmati, finanziati e realizzati interventi per circa 280.000 euro, affrontando numerose prescrizioni e necessità legate alla sicurezza, all’idoneità e alla funzionalità dell’impianto.

I lavori hanno riguardato la rimozione delle panchine interrate, il ripristino del manto e l’acquisto e installazione di nuove panchine mobili per 22 giocatori, in adeguamento alle prescrizioni della Lega Pro; la verifica, riparazione e il potenziamento dell’impianto di illuminazione; la sostituzione del serbatoio antincendio e il ripristino della verniciatura ignifuga della facciata della tribuna coperta; la verifica e riparazione dell’illuminazione di emergenza; gli interventi di messa in sicurezza degli spalti delle curve nord e sud; l’estensione della videosorveglianza alle strade limitrofe su richiesta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica; la riattivazione del sistema dei tornelli e i relativi adeguamenti tecnologici.

Non sono opinioni. Sono lavori, atti amministrativi, affidamenti, risorse pubbliche e interventi realizzati.

Per questo sorprende la lettura di ricostruzioni nelle quali sembra che il Comune debba essere chiamato a rispondere di qualsiasi esigenza connessa all’attività della Società, comprese quelle che non rientrano nelle competenze dell’Ente o che riguardano strumenti destinati esclusivamente alle attività commerciali della stessa.

Il Comune ha fatto e continua a fare la propria parte, ma fare la propria parte non significa assumersi responsabilità che la legge, le prescrizioni sportive o gli accordi contrattuali pongono in capo ad altri soggetti.

Il nodo dei pannelli pubblicitari a Led

Un esempio particolarmente significativo riguarda i pannelli pubblicitari a LED. Le specifiche tecniche definitive sono state trasmesse alla Società nei primi giorni di agosto. Successivamente la richiesta di potenza è stata incrementata da 70 a 83 kW e la consegna dei materiali è avvenuta l’11 agosto.

Di fronte a questa situazione, l’Amministrazione non si è sottratta al problema. Al contrario, ha attivato tutti i passaggi di propria competenza e ha mantenuto il confronto con i soggetti istituzionali coinvolti per individuare una soluzione.

Ma anche in questo caso è necessario distinguere tra collaborazione istituzionale e sostituzione di competenze.

L’eventuale utilizzo di un gruppo elettrogeno temporaneo o la realizzazione di una linea elettrica definitiva richiedono progettazioni, autorizzazioni, verifiche in materia di sicurezza e prevenzione incendi oltre all’eventuale coinvolgimento della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Luoghi di Pubblico Spettacolo.

Non esiste, dunque, una scorciatoia amministrativa che consenta al Comune di decidere unilateralmente tempi e modalità di attivazione di un impianto elettrico.

Il Comune può coordinare, sollecitare, facilitare e collaborare. Non può, semplicemente perché viene richiesto pubblicamente, sostituirsi agli altri soggetti titolari delle responsabilità e delle autorizzazioni.

Polizia municipale, il Comune: «I costi non possono ricadere sui cittadini»

Analogo discorso vale per i servizi prestati dalla Polizia Municipale su richiesta di soggetti terzi. Anche su questo punto l’Amministrazione ha scelto di intervenire non con dichiarazioni, ma con un atto concreto.

Il 21 luglio scorso, con deliberazione Giunta Comunale n. 294, è stato modificato il regolamento comunale alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale sopravvenuto con particolare riferimento alla sentenza n. 106/2025 della Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Campania.

La sentenza ribadisce l’inderogabilità della disciplina statale prevista dall’articolo 22, comma 3-bis, del decreto-legge n. 50/2017, convertito dalla legge n. 96/2017, e chiarisce le conseguenze derivanti dal mancato recupero dei costi dei servizi di sicurezza e polizia stradale prestati dalla Polizia Locale nell’interesse di iniziative private aventi finalità lucrative.

La Corte dei Conti ha evidenziato come il mancato introito possa determinare un danno erariale e, quindi, una responsabilità per l’Ente qualora il Comune ometta, ritardi o regolamenti in modo difforme il recupero dei costi che la legge pone a carico dei soggetti privati.

È quindi bene dirlo con chiarezza: il Comune non può utilizzare risorse dei cittadini per finanziare servizi che la legge pone a carico di soggetti privati. Non è una scelta politica. Non è una nuova regola inventata dal Comune di Grosseto, è il rispetto della legge.

Regolamenti analoghi sono stati adottati da altre importanti amministrazioni tra cui il Comune di Bologna che ospita una squadra di Serie A e disciplina espressamente i servizi di sicurezza e polizia stradale resi dalla Polizia Locale in occasione di iniziative private.

Pensare che il Comune debba derogare alla legge per agevolare una società sportiva significherebbe chiedere all’Amministrazione di fare esattamente ciò che un ente pubblico non può fare.

«Lo Zecchini è un patrimonio della città»

Lo Stadio Zecchini è un patrimonio della città e l’Amministrazione ha dimostrato concretamente di considerarlo tale, investendo risorse e mettendo a disposizione strutture e competenze per consentire lo svolgimento del campionato.

Quanto poi alla questione legata alla realizzazione degli spogliatoi, l’Amministrazione ha sottoscritto l’Accordo con la Regione Toscana, ha avviato il percorso progettuale e sta predisponendo la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione Coni.

Anche in questo caso il procedimento è stato accompagnato da numerosi incontri e momenti di confronto con la Società sportiva.

«Non è accettabile l’idea di un Comune inadempiente»

Il Comune non può essere trasformato nel soggetto cui attribuire automaticamente qualsiasi necessità manutentiva o gestionale.

In queste settimane gli uffici hanno lavorato sotto una pressione straordinaria, affrontando progettazioni, procedure amministrative, affidamenti, verifiche, sopralluoghi, coordinamento con imprese e soggetti istituzionali, spesso con tempi estremamente compressi.

A fronte di questo lavoro, non è accettabile che passi l’idea di un Comune inadempiente. I fatti raccontano un’altra storia. Raccontano di un’Amministrazione che in tre mesi ha messo in campo circa 280.000 euro di interventi e che ha affrontato decine di adempimenti per consentire allo Stadio Zecchini di arrivare pronto all’inizio del campionato.

Si può discutere di tutto, ma non si possono riscrivere i fatti»

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