Grosseto contro il Comune sullo Zecchini: «Non dite la verità» | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, è scontro totale con il Comune: «Non dite la verità, siamo solo sopportati»

Durissima replica della società dopo l’intervento dell’amministrazione: contestati i tempi per i Led dello Zecchini, il pagamento dei vigili e i lavori agli spogliatoi. Poi l’affondo: «Il Grosseto è sopportato». E arriva la sfida al sindaco per un confronto pubblico in streaming
Lo stadio Zecchini
Lo stadio Zecchini

GROSSETO. La risposta arriva a stretto giro ed è durissima. Dopo la presa di posizione del Comune sui lavori allo stadio Zecchini e sui rapporti con l’Us Grosseto, il patron biancorosso  replica direttamente al sindaco.

Lo fa con un video di circa otto minuti nel quale contesta punto per punto la ricostruzione dell’amministrazione: dai lavori per i Led dello Zecchini al pagamento dei servizi della polizia municipale, fino ai 250mila euro destinati agli spogliatoi.

E alla fine lancia una sfida al primo cittadino: un confronto diretto, pubblico e in streaming.

«Da un lato resto basito del video del nostro primo cittadino, dall’altro rallegrato – esordisce il patron biancorosso –. Basito perché francamente io tutta questa vicinanza, tutto questo afflato emotivo per cui il Grosseto è patrimonio comune, è patrimonio della collettività da parte dell’amministrazione comunale non l’ho proprio percepito».

Poi la stoccata: «Dall’altro però mi si apre il cuore perché si vede che il nostro primo cittadino è stato negli ultimi giorni folgorato sulla via di Damasco: è diventato tifoso del Grosseto».

«Abbiamo salvato noi il Grosseto dal fallimento»

La ricostruzione parte dal novembre 2022, quando la sua famiglia rilevò la società.

«Nessun ringraziamento quando nel novembre del 2022 la mia proprietà, la mia famiglia, acquistò il Grosseto salvandolo da fallimento certo. Altri 15 giorni e il Grosseto era fallito. E se il Grosseto fosse fallito, da regolamento ripartiva dal campionato di Promozione».

Il patron rivendica quindi gli investimenti effettuati dalla proprietà negli ultimi anni.

«Lo abbiamo salvato noi, sindaco. E in questi anni il gruppo, la società, ha immesso fior di milioni per garantire un futuro importante a Grosseto, anche facendosi carico di tantissimi debiti che non avevamo fatto noi».

«Abbiamo stravinto il campionato, nemmeno un telegramma»

Poi  torna sulla vittoria del campionato e sulla promozione in Serie C, contestando quella vicinanza dell’amministrazione alla squadra rivendicata dal Comune.

«Il Grosseto sarà patrimonio della città, allora mi spieghi perché quando abbiamo non vinto, ma stravinto il campionato, non ci è arrivato uno straccio di telegramma dove si congratulava con noi per il risultato ottenuto».

E ancora: «Perché non ci avete nemmeno convocati in Comune, magari per consegnarci una banale targa di riconoscimento di quello che abbiamo fatto».

Ricorda anche la festa spontanea scoppiata in città dopo la promozione.

«La sera che abbiamo vinto il campionato si è creato un moto genuino che ha fatto sì che piazza della Vasca fosse invasa da tutta la tifoseria grossetana. Bene, non c’era un rappresentante della sua giunta, non ce n’era nemmeno uno».

Secondo il patron, inoltre, gli esponenti della giunta non frequenterebbero abitualmente lo Zecchini, «se si esclude l’onorevole Fabrizio Rossi».

«Si fa facile a dire che il Grosseto è patrimonio comune – dice – poi però, se è patrimonio comune, bisogna dimostrarlo anche con i fatti».

Sui Led: «Sindaco, non dice la verità»

È sulla questione dei pannelli Led dello Zecchini che lo scontro diventa ancora più duro.

«Quando parla dei Led non dice la verità – attacca   –. Cinquantasette società su sessanta della Lega Pro hanno i Led tutti pronti. Ma lo sa perché? Perché hanno iniziato i lavori subito».

Cita quindi una comunicazione che, secondo quanto afferma nel video, sarebbe stata inviata dal Comune il 28 maggio.

Nella comunicazione, secondo la lettura fatta dal patron, l’amministrazione spiegava che gli interventi, compresi quelli relativi ai Led, essendo necessari per la partecipazione alle competizioni di Lega Pro, non avrebbero dovuto comportare l’assunzione di obbligazioni di spesa fino al perfezionamento dell’iscrizione dell’Us Grosseto al campionato di Serie C.

Da qui l’accusa. «La verità è che voi non avete iniziato i lavori in tempo utile. Noi abbiamo vinto il campionato il 3 aprile, sindaco, perché ritenevate e credevate che noi non ci saremmo iscritti e quindi avete perso quattro mesi. Questa è la verità».

Vigili allo stadio, il patron contesta il Comune

Altro terreno di scontro è quello relativo ai servizi della polizia municipale durante le partite.

Il Comune aveva spiegato che non può utilizzare risorse dei cittadini per finanziare servizi che la legge pone a carico di soggetti privati, richiamando anche una sentenza della Corte dei Conti e il regolamento modificato dalla giunta il 21 luglio.

Il patron del Grosseto contesta questa interpretazione e cita proprio il regolamento comunale.

«Non dice la verità quando parla del fatto che ci sarebbe danno erariale se non venissero pagati i vigili urbani».

Il patron richiama l’articolo 3 del regolamento, secondo il quale sarebbero escluse dal suo ambito di applicazione determinate iniziative sportive quando il servizio è richiesto dall’autorità di pubblica sicurezza oppure l’evento è riconosciuto di interesse nazionale o internazionale, citando come esempio gli incontri calcistici di campionato o Coppa Italia.

«Noi facciamo un campionato nazionale, sindaco  e le aggiungo di più: le partite del Grosseto vanno tutte in diretta su Sky, portano prestigio alla sua città e portano anche indotto economico».

Il patron sottolinea infatti l’arrivo a Grosseto dei sostenitori delle squadre avversarie e i pernottamenti legati alle partite.

«Ci sono ogni partita centinaia e centinaia di tifosi ospiti che vengono a Grosseto e consumano a Grosseto. Le squadre locali e ospiti soggiornano il giorno precedente in città, a differenza di quanto succedeva in Serie D, ma lei questo non lo considera».

«Per tre anni i vigili hanno fatto servizio e non abbiamo mai pagato»

Poi pone poi un’altra domanda al sindaco.

«Se è come dice lei che c’è danno erariale, me lo spiega perché per tre anni i vigili urbani hanno fatto il servizio e non abbiamo mai dovuto pagare? È cambiato qualcosa?».

Una questione che il patron utilizza per contestare ulteriormente la ricostruzione fatta dall’amministrazione.

I 250mila euro per gli spogliatoi

Poi ci sono gli spogliatoi a Roselle, altro capitolo sul quale Comune e società forniscono letture molto differenti.

Il Comune ha spiegato di aver sottoscritto l’accordo con la Regione Toscana, di aver avviato il percorso progettuale e di stare predisponendo la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione del Coni.

Il Patron replica ricordando che, secondo quanto da lui ricostruito, i 250mila euro della Regione erano già arrivati una prima volta nel giugno 2025.

«I tifosi e tutti i cittadini devono sapere che i 250mila euro per rifare gli spogliatoi al Comune gli sono arrivati a giugno del 2025».

Racconta quindi di essere stato contattato all’epoca dall’assessore Riccardo Ginanneschi, che gli avrebbe spiegato l’intenzione di restituire il finanziamento perché non ci sarebbero stati i tempi necessari per terminare e rendicontare i lavori entro il 31 dicembre.

«La Regione vi ha ridato i soldi nel 2026 – prosegue – e siamo a metà agosto che ancora non avete nemmeno assegnato i lavori».

Da qui la domanda: «Se non c’erano i tempi a giugno del 2025 per fare i lavori e rendicontarli entro il 31 dicembre, come pensate di fare stavolta che siamo a Ferragosto e ancora non avete nemmeno affidato a una ditta l’intervento?».

«Il Grosseto è sopportato»

È probabilmente uno dei passaggi politicamente più pesanti dell’intervento.

«Per cui, per cortesia, un po’ di decoro. Il Grosseto è sopportato».

Il patron dice di riconoscersi nelle parole di un tifoso secondo il quale, se il Grosseto avesse avuto duemila, tremila o quattromila abbonati, il rapporto con l’amministrazione sarebbe stato differente.

«Se a Grosseto gli abbonamenti fossero stati 2mila o 3mila o 4mila, i Led sarebbero stati realizzati in tempo utile come in tutte le altre città che disputano la Lega Pro, i lavori al centro sportivo sarebbero già stati realizzati, il problema dei vigili urbani non sarebbe sorto».

La sfida al sindaco: «Facciamo un confronto in streaming»

Il video si chiude con il patron che apre al confronto con l’amministrazione, ma chiede che avvenga pubblicamente.

«Vuole avere un rapporto franco e diretto con l’amministrazione? Sono prontissimo».

E poi la proposta direttamente al sindaco: «Sono prontissimo a un confronto con lei, magari da mandare in streaming».

Chiude ricorrendo a un’espressione maremmana: «In un confronto diretto, dove le cose dette devono essere confutate, come si dice in Maremma, io mi metto il tovagliolo. Sono prontissimo a confrontarmi con lei».

Una sfida pubblica che alza ulteriormente il livello dello scontro tra la proprietà dell’Us Grosseto e Palazzo comunale, dopo settimane già segnate dalle vicende dello Zecchini e del centro sportivo di Roselle.

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