Aldo Giuliani, un civico per la svolta

Aldo Giuliani nella sua Grosseto

GROSSETO. Un imprenditore del turismo e dell’intrattenimento che si mette in gioco, scegliendo una civica, per «lavorare da cittadini per i cittadini».

Aldo Giuliani ci tiene a dire che è candidato con una civica, il Polo civico per Grosseto, che non è legata ad alcun partito: «Lo dico perché la gente è stanca della politica e non pensa che si possano cambiare le cose, ma la presentazione della lista mi fa ben sperare. E poi Emanuele Perugini, che conosco da tempo, è una persona perbene, con tante idee innovative per la nostra città».

Aldo Giuliani ha vissuto anche lontano dalla nostra città, ma poi ha scelto di tornare: «Ho lasciato Grosseto da giovane per finire gli studi ma ci sono tornato altrettanto giovane per viverci. Ho investito nella mia città come imprenditore perché speravo di vederla crescere e fiorire mentre purtroppo ho assistito ad amministrazioni che si avvicendavano senza mai realmente fare il bene del nostro splendido territorio. Ho scelto di sostenere un amico in una lista interamente civica, che non dovesse sottostare alle leggi di partito, perché in una piccola realtà contano le persone che ci vivono e le loro idee, non i simboli triti e ritriti di chi cerca di spartirsi un posto al potere».

Una lista eterogenea, unita da un sentire comune: «Siamo un gruppo molto variegato, ma abbiamo tutti la stessa idea: lavorare per i cittadini. E crediamo che si possa cambiare qualcosa e, per farlo, prima di tutto bisogna andare a votare. Un esempio? Il turismo. Qui potrebbe essere fatto dodici mesi all’anno, perché questo posto è fantastico in ogni stagione».

Un percorso che parte dal basso, dalla gente, ma il Polo civico di crede: «Non sarà un percorso semplice ma è un nuovo stimolo, con la speranza che qualcosa si possa cambiare, dando spazio ai giovani e alle loro idee per crescere insieme».

 

 

 

(committente Aldo Giuliani)

 

 

Piazza piena per la Meloni: «Vincere al primo turno»

Giorgia Meloni sul palco in piazza Dante

GROSSETO. Tanta gente in piazza Dante per Giorgia Meloni, preceduta dagli interventi degli assessori Fabrizio Rossi e Simona Petrucci, poi da quattro minuti di uno scatenato Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Temevo per la tua salute – gli ha detto Giorgia Meloni salendo sul palco – e voi fatelo vincere al primo turno, perché altri quindici giorni così non li regge».

Sa come scatenare gli entusiasmi la 44enne romana, alla guida di un partito in continua ascesa sul territorio nazionale e pronto, anche a Grosseto, a prendersi lo scettro della percentuale più alta. Con quello che ne conseguirà negli equilibri in giunta, anche se sono discorsi prematuri. Nel caso, come minimo, Fratelli d’Italia chiederà il vicesindaco.

Sul palco Giorgia Meloni non le manda a dire, né ai 5 Stelle, né al Pd.

«I 5 Stelle almeno sono coerenti – ha detto – perché non hanno mantenuto il 100 per 100 delle promesse fatte».

Poi il Pd, e il segretario Enrico Letta in particolare, candidato a Siena. «A pochi chilometri da qui, a Siena, si candida Enrico Letta. Ma lo fa senza il simbolo del partito, evidentemente se ne vergogna anche lui. E, in effetti, io lo capisco. Vaglielo a spiegare ai cittadini senesi che avevano una banca, il Monte dei Paschi, fra le più influenti d’Italia e che è stata usata come un bancomat dal partito. E ora che è in crisi i debiti se li accolla lo Stato. Per poi cederla con tantissimi dipendenti che vanno a casa e filiali chiuse».

A Grosseto vincere al primo turno

«Il sindaco uscente ha fatto un ottimo lavoro, anche grazie ai nostri assessori in giunta: urbanistica, ambiente, sport. Sono stati vicini alle categorie produttive. Un’Amministrazione che merita di essere confermata. E spero in una crescita di Fratelli d’Italia, le nostre piazze sono piene ovunque, abbiamo dimostrato coerenza e credibilità».

E in Toscana spera di rompere qualche altro tabù: «Le roccaforti non esistono più. E abbiamo dimostrato che quando arriva al governo un centrodestra abituato a vincere, si spende meglio. Il problema della sinistra è che ha smesso di governare ed ha solo gestito il potere. E ora lo sta pagando».

«Se siete qui è per riconfermare Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Quello che vi chiedo io è di farlo al primo turno».

Piazza Dante piena per Giorgia Meloni
Piazza Dante piena per Giorgia Meloni

Dovete essere fieri di questa amministrazione

«Siete consapevoli del lavoro fatto in questi anni. Questa città ha una nuova spinta. Dalle variante urbanistiche, ai fondi che il Comune ha saputo attrarre, dai 9 milioni per le periferie, poi altri 15 che diventeranno più di 50 (“sono preparata sindaco? Sono una ragazza che studia”), agli aiuti per le categorie in difficoltà, al grande lavoro sull’ambiente, non ideologico, ma concreto. Un lavoro a tutto tondo che merita di andare avanti altri cinque anni».

 

Giovani e preparati: ecco i sei nuovi magistrati – IL VIDEO

Il giuramento dei nuovi magistrati

GROSSETO. Giovani, preparati e anche emozionati. Nell’aula di assise del tribunale di Grosseto, questa mattina, lunedì 27 settembre, hanno giurato i sei nuovi magistrati assegnati dal ministero. Davanti alla presidente Laura Di Girolamo e ai giudici Adolfo Di Zenzo (presidente della sezione penale), Marco Bilisari e alla procuratrice capo Maria Navarro i sei nuovi magistrati hanno giurato e da oggi sono in forze al tribunale e alla Procura di Grosseto.

E la Procura guidata dalla procuratrice capo Maria Navarro, con l’ingresso dei nuovi pm, si attesta come una delle più giovani d’Italia. Il “decano” dei sostituti procuratori di via Monterosa è Salvatore Ferraro, non ancora cinquantenne. Con lui ci sono Giampaolo Melchionna, Anna Pensabene, Giovanni De Marco e Valeria Lazzarini ai quali daranno manforte da oggi Carmine Nuzzo, originario di Maddaloni, 32 anni e Federico Falco, fiorentino, anche lui classe 1989.

I nuovi giudici sono invece Amedeo Russo, 34 anni che sarà impiegato nella sezione civile del tribunale: il giudice Valerio Bello ha lasciato Grosseto dopo aver vinto il concorso al Tar. In servizio anche il giudice Giulio Bovicelli, 34 anni.

Emozionante il giuramento delle due nuove giudici: Cristina Nicolò, 30 anni, la più giovane magistrata attualmente in forza al tribunale di Grosseto che sarà impiegata nella sezione civile e Ludovica Monachesi, 31 anni, che andrà invece alla sezione penale.

 

 

 

 

 

Viola Lamioni: «Giovani e imprese al primo posto»

Viola Lamioni e il centro storico di Grosseto

GROSSETO. A 24 anni, con una laurea alla Luiss con 110 e lode  in Global Management and Politics, una carriera professionale da cavalcare con la sua determinazione e la freschezza della sua età, avrebbe potuto concentrarsi su se stessa. Invece Viola Lamioni, figlia di Gianni, ha scelto di mettersi in gioco per la sua città.

Così ha deciso di candidarsi, nella lista civica Vivarelli Colonna sindaco: «Mi metto in gioco perché sono convinta – ci dice – che questa Amministrazione abbia ben lavorato. I prossimi cinque anni proseguiremo nel lavoro iniziato».

Viola Lamioni con Antonfrancesco Vivarelli Colonna
Viola Lamioni con Antonfrancesco Vivarelli Colonna

I giovani sono, ovviamente, al primo punto del suo programma: «Mi candido perché credo che noi giovani abbiamo il compito di prendere in mano la situazione e metterci direttamente in gioco per costruire il nostro futuro. Il nostro futuro è il futuro di Grosseto e non vedo l’ora di mettermi alla prova ed agire per il bene della città».

Anche l’economia è nel cuore di Viola. Le imprese. Messe in ginocchio dalla pandemia e ora davanti alla sfida della ripartenza. «Sono a fianco delle imprese. Mi riconosco nello spirito battagliero di mio padre, nella sua passione e nel suo credere che, anche da privati, si possa operare per il bene pubblico».

Presidente della Fondazione Atlante, si sta spendendo anche per la promozione della cultura. Molti gli incontri organizzati, l’ultimo dei quali la presentazione del libro di Aldo Cazzullo “Il posto degli uomini – Dante in Purgatorio dove andremo tutti”: «Questa città da qualche anno sta crescendo sotto tutti gli aspetti. E serve il contributo di tutti per proseguire in questo percorso».

Viola Lamioni con Aldo Cazzullo
Viola Lamioni con Aldo Cazzullo

 

 

 

(committente Viola Lamioni)

 

In via Sauro un murale per Gigi e Baccio

Tre dei ragazzi che hanno realizzato il murale davanti a "In the memory of"

GROSSETO. Una domenica dedicata a Gigi Ambrosio e Alfredo Baccetti. Un gruppo di amici, fra cui alcuni famosi writer, si sono ritrovati nel giardino che è proprio in fondo a via Sauro e, chiesta l’autorizzazione, hanno dipinto un fantastico murale sulla parete che separa il giardino dall’area della stazione. Dalla mattina al pomeriggio e il capolavoro è stato terminato.

Marco MilaneschiGianni Orlandini, Francesco Mancini, Claudio Chimenti, Simone MarriAlice Mazzilli e il compagno Joluvian hanno voluto così onorare il ricordo di due ragazzi che sono scomparsi e che facevano parte del loro gruppo, due ragazzi amatissimi a Grosseto.

Il murale in via Sauro
Il murale in via Sauro

L’opera si chiama “In memory of” e, oltre alla doppia dedica, ha anche un altro significato: «L’abbiamo voluta qui anche per riqualificare un’area che troppo spesso è dimenticata, una parte di città che viene nominata solo per fatti poco piacevoli. Ecco, ora si parlerà di due ragazzi meravigliosi, passando di qui, di due amici».

Intanto prosegue la raccolta di firme per intitolare via Ricasoli a Luigi Ambrosio.

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Moreno e Samantha, matrimonio fra gli applausi

Samantha e Moreno all'ingresso in Comune

GROSSETO. Non capita spesso di vedere uno sposo vestito, elegantissimo, da cacciatore. Anche un po’ nervoso. Moreno Cardone ha aspettato così la sua Samantha, davanti al Comune e al Duomo, circondato dagli amici.

Con loro i testimoni Francesca Carnicelli e la sorella Margherita Cardone, la madre di Samantha, Enrica, e quella di Moreno, Franca il figlio Mattia.

Samantha è arrivata fra gli applausi, insieme al figlio Fernando e al padre Roberto. Poi, l’abbraccio, il bacio, la cerimonia celebrata da Fabrizio Rossi.

A Samantha e Moreno gli auguri di Guido, Francesca, Lina e tutta la redazione di MaremmaOggi.

Fabrizio Rossi: «Con noi Grosseto ha cambiato marcia»

Fabrizio Rossi con Giorgia Meloni

GROSSETO. «Con noi Grosseto ha cambiato marcia». Lo dice con parole chiare Fabrizio Rossi, assessore uscente a governo e pianificazione del territorio, aree Pip, edilizia privata, aree Peep, piani di miglioramento agricolo e sport e candidato alle elezioni con la lista di Fratelli d’Italia che sostiene Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Del suo nuovo impegno Fabrizio Rossi parla con MaremmaOggi

«Dopo cinque anni abbiamo ottenuto grandi risultati sotto tanti profili. La città è più viva, più pulita, sta meglio dal punto di vista economico e, in quest’ultimo aspetto, l’urbanistica ha dato una grossa mano, con importanti investimenti sul territorio. Inoltre abbiamo portato grandi eventi sportivi, riqualificato gli impianti, creato il centro di Roselle, vinto bandi importanti come quello delle periferie e qualità dell’abitare».

Qualità dell’abitare, un bando che ha curato personalmente.

«Abbiamo vinto 15 milioni a fondo perduto con un investimento complessivo, fra pubblico e privato di 53 milioni di euro, destinati al centro storico e a via de’ Barberi che finalmente farà sparire l’obbrobrio che c’è, non certo per colpa nostra. In questo contesto rientra il progetto del nuovo carcere, perché quello attuale non è più dignitoso. Sarà nella ex Barbetti e, al tempo stesso, recupereremo l’attuale edificio».

Quali priorità ci sono per Grosseto?

«Portare a compimento il piano strutturale e il piano operativo attraverso la pianificazione. Poi, come detto, c’è da trasformare in fatti il bando qualità dell’abitare. Inoltre penso alla porta al parco ciclabile che conduce al Parco della Maremma, l’idea è creare il primo accesso da via Alberto Sordi, attraverso la ciclabile e il ponte sull’Ombrone che conduce ad Alberese. Quindi penso al secondo polmone verde a cui abbiamo iniziato a lavorare, cioè il parco del Diversivo che attraverserà tutta Grosseto».

La politica, infine: il centrodestra si presenta compatto alle elezioni.

«Siamo uniti, dopo cinque anni in cui abbiamo lavorato insieme. E ora ne vogliamo fare altri cinque per portare a compimento il risveglio della città».

 

 

 

committente Fabrizio Rossi

Che spot per la Maremma il Dinner club di Carlo Cracco

Sabrina Ferilli con Ernesto di Buratta

GROSSETO. Il Parco Regionale della Maremma, Scansano, Pitigliano, Saturnia, Civitella Paganico. Sono le tappe del nuovo viaggio culinario che da venerdì 24 settembre, è in onda su Amazon Prime. Un vero e proprio spot per la Maremma.

Il nuovo programma si chiama “Dinner club” e a dirigere Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Pierfrancesco Favino, Sabrina Ferilli, Luciana Littizzetto e Valerio Mastandrea è lo chef stellato Carlo Cracco.

Le riprese sono state fatte nel Grossetano lo scorso gennaio e tra i sei viaggi rocamboleschi attraverso l’Italia alla scoperta di tradizioni locali, meraviglie culinarie e posti bellissimi, il quinto è dedicato tutto alla Maremma. E la nuova serie sarà visibile da oggi in ben 240 Paesi del mondo.

Protagonista della puntata made in Maremma, Sabrina Ferilli, che cavalcherà con i butteri ed imparerà a preparare la tartarre di manzo maremmana.

Un'immagine della serie tv di Amazon Prime
Un’immagine della serie tv di Amazon Prime

Sei viaggi avventurosi da nord a sud dell’Italia, che iniziano tutti con due protagonisti in viaggio. Jeep, camper, auto d’epoca, barca, bicicletta: ogni puntata di Dinner Club inizia con il trasferimento nella zona prescelta, con un dialogo introduttivo. A volte accompagnato da una canzone italiana d’epoca. Per la puntata con Sabrina Ferilli, arrivata in Maremma a bordo di un fuoristrada con lo chef stellato Carlo Cracco è stata scelta “Ma che freddo fa” di Nada: una canzone che rispecchia la giovinezza dell’attrice, tra le più amate di sempre. Di volta in volta vittime e protagonisti di assaggi e incontri, sempre sotto la guida di Carlo Cracco, gli ospiti saranno coinvolti nella preparazione di una cena conviviale. Le altre località visitate e degustate, oltre alla Toscana con la Maremma sono: il Delta del Po, la Puglia e la Basilicata, la Sardegna, il Cilento e la Sicilia.

Grande protagonista della puntata dedicata alla Maremma è proprio la vacca maremmana: Ferilli e Cracco montano con i butteri all’azienda regionale dell’Alberese. L’attrice è accompagnata da Stefano Pavin.  Seconda tappa, la Bottega di Alberese: protagonista Fabrizio e il taglio della carne per preparare la tartarre con la carne di maremmana. Piatto preparato da Sabrina Ferilli. Dopo la cena, con gli altri protagonisti della serie, tappa d’obbligo da Buratta a Talamone, per montare insieme al mitico Ernesto.

Emozionante poi l’arrivo a Pitigliano e la sosta nella bottega di Formaggi e salumi, tappa obbligata per acquistare il prosciutto di cinghiale, il capocollo e il formaggio di grotta e gli gnudi dallo chef Domenico Pichini per assaggiare il buglione d’agnello e per finire poi con lo sfratto.

A Manciano, nella bottega del rigattiere Fernando, l’attrice e lo chef assaggiano le frittelle di pane. E visto che si parla di Maremma, non poteva mancare una sosta all’Osteria Il  Rifrullo a Scansano dove la zuppa di ricotta è stata accompagnata dai poeti estemporanei che si sono dati battaglia a colpi di versi e di musica.

Un bagno alle Cascate del Mulino a Saturnia e una cena sotto la cupola geodetica del glamping Il Sole a Civitella chiudono la puntata. Un arrivederci, alla prossima, Maremma.

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Ciro Cirillo: «Mi candido per riconoscenza a Grosseto»

Ciro Cirillo e il centro storico di Grosseto

GROSSETO. È arrivato a Grosseto nel 2009, da solo e con una valigia di speranze e buone intenzioni. Dodici anni dopo della Maremma si è innamorato, qui ha messo famiglia. Due figli, un terzo in arrivo, Ciro Cirillo è così integrato a Grosseto che è reduce da un’esperienza di cinque anni in consiglio comunale. Che ora aspira a ripetere.

«Fu Alfonso Brogi a convincermi a fare questo percorso – racconta Cirillo -, per me è stato come un padre, politicamente parlando. ma questa esperienza mi ha fatto conoscere a fondo questa città meravigliosa e ora vorrei proseguire nel mio impegno per altri cinque anni».

Ciro Cirillo è candidato con la lista del Partito Democratico, che sostiene Leonardo Culicchi.

Chi è Ciro Cirillo

Nato a Napoli nel 1984, dopo aver conseguito la maturità scientifica presso la Scuola Militare Nunziatella, si laurea in giurisprudenza. Successivamente consegue il master di II livello in leadership e analisi strategica e MBA – Master of Business Administration. Attualmente è dirigente presso il ministero della Difesa ed è consigliere comunale, vicepresidente del consiglio e componente della IV commissione consiliare.

Giovani, economia, pianificazione

I giovani al primo punto, il futuro dipende da loro. E poi l’economia, con grande attenzione ai fondi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) che, in parte, arriveranno anche a Grosseto.

«Sono fermamente convinto della necessità di pianificare un’azione articolata e proattiva piuttosto che limitarsi ad un semplice “reagire” agli eventi, mi auguro un continuo dibattito su temi che ritengo di primaria importanza quali: giovani, lavoro e sviluppo economico, servizi alla persona, disabilità, ambiente e cultura».

E sul Pnrr ha le idee chiare: «Sono fondi che Grosseto deve intercettare, sono un’occasione unica. Sono convinto che, grazie anche al “nostro” assessore regionale all’Economia, Leonardo Marras, una sinergia politica fra la città e la Regione possa portare solo grandi benefici».

 

 

(committente Ciro Cirillo)

 

Tavarelli: «Decisiva la crescita sostenibile del territorio»

Una veduta di Castiglione e Fabio Tavarelli

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Dopo 10 anni da capogruppo con il sindaco Farnetani, nei quali, fra le altre cose, ha portato all’approvazione il regolamento urbanistico e il piano regolatore del porto di Punta Ala, l’avvocato Fabio Tavarelli, 55 anni, si ripresenta come candidato al consiglio comunale. È in lista con il Pd, in sostegno della candidata sindaca Elena Nappi.

Titolare di uno dei più grandi studi legali della Toscana e di aziende che, sul territorio, danno lavoro a decine di persone, Tavarelli è un castiglionese doc e, da sempre, si prende cura del suo paese. Concreto, pragmatico, innovativo, fra le altre cose ha scritto le regole per la crescita di Castiglione.

La crescita sostenibile del territorio

«Ho lavorato – ci dice – per conseguire due risultati: una crescita sostenibile al contempo conservare il valore del nostro territorio. Per farlo, sono riuscito a approvare il primo regolamento urbanistico del comune di Castiglione; l’ultimo risaliva a 37 anni prima; ho anche portato in approvazione il piano regolatore del porto di Punta Ala, grazie al quale la marina verrà ammodernata e aumenterà la capienza di oltre 200 posti barca, ed anche 12 piani attuativi di iniziativa privata».

«Gli strumenti urbanistici vanno però rinnovati; pertanto ho avviato i procedimenti per approvare il nuovo piano strutturale e il piano regolatore portuale del porto di Castiglione».

Saper pianificare e scrivere regole sostenibili

«Nella pubblica amministrazione i tempi di formazione degli atti sono lunghi e richiedono l’intesa tra più enti. Saper pianificare e scrivere regole sostenibili è quello che trasforma le parole in fatti. Ho quindi accettato di candidarmi perché Castiglione continui a mantenere il suo valore e allo stesso tempo risponda alle esigenze delle persone».