Tartarughine nate sotto al lettino del bagnetto

La tartaruga a Marina di Grosseto

GROSSETO. L’emozione di vedere una mamma tartaruga uscire dall’acqua, di sera, cercare un luogo appartato per deporre le uova sotto la sabbia e far nascere i propri piccoli a due passi dal mare. È successo a Marina di Grosseto durante il mese di agosto: un luogo sicuro, non inquinato, adatto alla procreazione della specie.

La deposizione delle uova ripresa con lo smartphone

La spiaggia di Marina di Grosseto, e non è la prima volta, è stata anche quest’anno testimone di un evento che scalda il cuore. Il fatto che una mamma tartaruga abbia scelto proprio il nostro litorale conferma che la bandiera blu ottenuta nel 2021, per il 23esimo anno consecutivo, è la riprova che il mare che bagna questo lembo di costa Toscana è pulito, tanto da essere gradito anche da questi animali millenari, la cui presenza ha l’effetto di una cartina di tornasole dal momento che sono soliti prediligere le acque cristalline.

Una turista ha filmato con il telefonino proprio il momento in cui mamma tartaruga esce dall’acqua, risale il bagno asciuga, e poi al sicuro da occhi indiscreti , si adagia sotto un lettino e scava per nascondere le uova sotto la sabbia in attesa che i piccoli nascano, e raggiungano per la prima volta il mare. Le tartarughe marine sono esemplari millenari che vivono in mare ma che raggiungono la terraferma nei due momenti più importanti della loro vita: la nascita e la riproduzione.

Le uova appena deposte
Le uova appena deposte sulla spiaggia

Animali millenari protetti da TartAmare

A proteggere queste creature dai predatori e far sì che la nidificazione vada a buon fine, ci pensa TartAmare, un’associazione di biologi, studenti, o semplici volontari, che da anni opera per la salvaguardia di questa specie che, solo qualche anno fa, era a rischio di estinzione. «Il centro TartAmare – spiega  Korim Eliana Astete, giovane biologa del centro – oltre che della cura e della riabilitazione delle tartarughe marine si occupa anche di ricerca scientifica. Durante il periodo di permanenza di questi esemplari nel nostro ospedale, infatti, riusciamo a prelevare dei campioni di sangue necessari a comprendere come conservare al meglio questa specie protetta».

Le volontarie di TartAmare
Le volontarie di TartAmare sulla spiaggia

Con il sorriso stampato in faccia di chi è orgoglioso del proprio operato, Luana Papetti, biologa nonché direttore scientifico di Tartamare, racconta la storia di quest’associazione nata nel settembre 2016 grazie all’entusiasmo di tanti volontari che amano la natura, il mare, la conservazione ambientale e la divulgazione scientifica, ma al tempo stesso si dedicano all‘educazione del prossimo al rispetto della natura.

Tutela e valorizzazione del territorio

Il sodalizio no-profit opera su tutto il territorio toscano, ma in particolare in questo specchio di mare in convenzione con il Comune di Grosseto per tutelare e valorizzare le risorse della Maremma, focalizzando la propria attività sulla salvaguardia delle specie di fauna e flora associate agli ambienti marino-costieri, in particolare appunto al mondo delle tartarughe marine. «Ne abbiamo curate davvero tante –  dice Luana –  e ogni volta che riusciamo a guarire una tartaruga che magari era rimasta impigliata in una rete da pesca e si era ferita, per noi tutti è una gioia immensa. Il momento più bello è quando a bordo di un gommone liberiamo di nuovo in mare un esemplare tornato in perfetta forma e confessa: “nonostante faccia questa attività da diversi anni, in queste occasioni il cuore batte sempre a mille e gli occhi si riempiono di lacrime di gioia».

Dall’India all’Amiata, la nuova vita dei macachi

Uno dei macachi del Crasm di Semproniano

SEMPRONIANO. Tre macachi, Lucio, Charlie e Bob, dopo aver vissuto un calvario durato più di venti anni, oggi finalmente riscoprono la pace. Sono approdati nel centro Lav di Semproniano, in un’oasi verde nel cuore della Maremma.

Questi tre esemplari, provenienti dall’India, hanno trascorso la loro vita, fino a oggi, in delle minuscole gabbie nel laboratorio di medicina dell’università di Verona, vittime di terrificanti esperimenti scientifici di cui, alcuni, portano ancora i segni sulla pelle. «Charlie è il macaco più anziano, ha 28 anni – racconta l’esperta del centro – è colui che mostra i segni più gravi della sperimentazione, gli avevano incastrato un impianto cranico nella calotta che serviva a registrare l’attività neuronale». E questo, purtroppo, rimarrà un segno indelebile sulla testa del povero Charlie.

Un macaco di Semproniano
Un macaco di Semproniano

«Gli altri due macachi invece riportano altri tipi di segni.  Bob ad esempio, quando è arrivato aveva le dita rachitiche, non riusciva ad aprirle, essendo vissuto – spiega – per tutto questo tempo in una gabbia così piccola, tanto da non avere nemmeno lo spazio per camminare». Per fortuna il loro incubo è finalmente finito.

Ora abitano in questo centro, ormai da cinque mesi, e grazie alla cura costante degli etologi della Lav hanno già fatto i loro primi progressi. Per la prima volta hanno visto la luce del sole, camminato tra gli alberi e alzato gli occhi ad ammirare il cielo, ma l’emozione più forte,  confessa Valeria Albanese sorridendo, è stato vedere Bob che per la prima volta nella sua vita si lasciava bagnare il pelo dalle gocce d’acqua, scoprendo cosa fosse la pioggia.

Animali salvaguardati a Semproniano

Il centro di Semproniano ha come obiettivo la riproduzione, per questi animali, di un ambiente che richiami il più possibile il loro habitat naturale, ricreando anche quelle situazioni di difficoltà che potrebbero presentarsi in natura. Anche il momento della somministrazione del cibo, infatti, è un’occasione per stimolare i loro sensi.

Una leonessa accolta a Semproniano
Una leonessa accolta a Semproniano

Normalmente i macachi dovrebbero procacciarsi il cibo tra i boschi, arrampicandosi sugli alberi, allo stesso modo gli etologi non si limitano a servirlo all’interno delle gabbie, bensì lo lanciano al di sopra delle loro aree, così da spingerli ad arrampicarsi. In questo modo i macachi sviluppano muscolatura corporea ma soprattutto migliorano le loro capacità cognitive, del resto risolvere un problema per giungere alla soluzione fa parte della natura di queste straordinarie creature.

L’uomo, nella vita di questi animali, è sempre stato solo una sorta di carceriere, una figura ostile di cui aver paura, per questa ragione hanno sviluppato una certa diffidenza ed aggressività nei suoi confronti. I volontari cercano di limitare al minimo i contatti con gli animali, favorendo la socializzazione con i loro simili, così come normalmente avviene in natura. Dimenticare quanto hanno passato, spiega Valeria, per loro non sarà mai possibile: «non potranno mai tornare a vivere nella natura con gli altri animali – spiega –  dato che non sarebbero in grado di sopravvivere, perciò dovranno trascorrere qui il resto della loro esistenza. Tutto ciò che possiamo fare è cercare di rendergliela il più serena possibile, ridando loro l’amore, la pace e la dignità, che finora non hanno mai avuto».

Turismo sportivo: le domande ai candidati di Zaccherotti

Maurizio Zaccherotti sul sup

GROSSETO. La Maremma terra eletta dagli appassionati di turismo sportivo come la regina della Toscana. Per i suoi spazi aperti, per la natura incontaminata, per le tantissime opportunità che possono rendere una vacanza in provincia un’esperienza indimenticabile. Ma per far sì che questo settore sempre più importante per l’economia di una terra che ha le caratteristiche per vincere, cresca, c’è bisogno di investimenti. Parola di Maurizio Zaccherotti, responsabile nazionale di Acquaviva Uisp e presidente dell’associazione Terramare, che proprio di questo si occupa.

Zaccherotti, a due giorni dalla chiusura della campagna elettorale, ha deciso di rivolgere proprio ai candidati a sindaco della nostra provincia, quali siano i progetti che vorranno portare avanti – se eletti – sul fronte del turismo sportivo. «Perché i fondi ci sono  – spiega – e anche le persone in grado di gestirli. Bisogna però capire se ci sarà la volontà politica di mettere insieme pubblico, privato e il mondo delle associazioni per dare finalmente le gambe a un settore che potrebbe davvero segnare la svolta per la nostra provincia».

Via mare e via fiume

Grazie all’associazione guidata da Zaccherotti, dal 2014 il fiume Ombrone è stato valorizzato attraverso il soft rafting, che consiste nello “scendere” il fiume in tutti i mesi dell’anno, eccetto quelli estivi. Un’attività questa che si svolge con la canoa, ma anche con i gommoni e che dà a tutti la possibilità di conoscere il fiume e di navigarlo. A breve, uscirà una guida di Terramare sulla navigabilità e sui sentieri di valle del fiume. «Però quando organizziamo le escursioni sull’Ombrone – dice Zaccherotti – dobbiamo tenere conto del fatto che non esistono punti d’attracco e che, ad esempio, è impossibile fermarsi a bere qualcosa o a mangiare un panino. Non ci sono chioschi, non ci sono aree pic nic. Infrastrutture che servono, che devono essere integrate ai nostri percorsi che altrimenti restano destinati solo a piccoli gruppi di persone».

Un passaggio con il Sup con Terramare
Un passaggio con il Sup con Terramare

Dal rafting sul fiume ai percorsi trekking. Dalle ippovie ai sentieri sui quali avventurarsi in sella a una mountain bike. O ancora, solcare le onde del mare con il windsurf. «Alessandra Sensini e suo nipote hanno deciso di puntare sulla Colonia San Rocco e aprire una scuola di vela – dice ancora Zaccherotti – e a me non può fare che piacere. Ma di iniziative come questa l’amministrazione dovrebbe sostenerne più di una affinché Grosseto diventi la capitale del turismo sportivo».

Basti pensare al mare e alla gestione della spiaggia libera. «Non c’è alcuna struttura dove poter noleggiare l’attrezzatura per fare windsurf o sup – dice – nei tratti di spiaggia libera che sul nostro litorale sono ampi. Il Comune dovrebbe cominciare a ragionare in questi termini, se vuole che il turismo sportivo si accorga che la Maremma è la terra perfetta dove trascorrere le vacanze».

L’appello alla prossima giunta

L’associazione sportiva Terramare da anni ormai si occupa di turismo sportivo nella nostra provincia. «Tutto il mondo dell’associazionismo sportivo sarebbe ben lieto di mettersi in gioco per destagionalizzare questo tipo di turismo e gestire le infrastrutture – spiega Zaccherotti – Basterebbe che ci fosse la volontà politica di farlo».

Surf da onda
Surf da onda con Terramare

Dare una migliore accoglienza ai turisti, organizzare spazi adeguati anche a chi cerca, oltre alla bella esperienza a contatto con la natura anche un po’ di comfort. «Il primo esempio che mi viene in mente – aggiunge – è la totale assenza di piccoli rifugi e punti ristoro lungo i percorsi. Noi abbiamo cominciato a organizzare i cammini, che durano anche diversi giorni. Ma non ci sono lungo i percorsi né posti dove fermarsi a dormire e nemmeno dove fermarsi a mangiare».

C’è la sostanza, ora manca la forma. «Mi piacerebbe che i candidati mi rispondessero – dice – con proposte concrete. Non solo con adesioni verbali a un piano di sviluppo che farebbe crescere molto l’economia della nostra provincia, valorizzando il bello e la natura ma anche creando nuovi posti di lavoro in un settore in costante crescita».

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Castiglione, Tavarelli: «Mare al centro del progetto»

Fabio Tavarelli e il porto di Castiglione

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non puoi governare Castiglione senza tenere il mare al primo posto. Perché il mare è la principale attrattiva di Castiglione. Del resto il mare significa spiagge, nautica, portualità. Significa anche pesca. E significa prima di tutto turismo.

Le presenze al top in Toscana e in crescita costante sono lì a testimoniare quanto di buono è stato fatto per questa perla della Maremma.

Lo sa bene Fabio Tavarelli, avvocato, 55 anni, castiglionese doc. Avvocato ma anche imprenditore che ha scelto di investire su Castiglione, dove ha varie attività nelle quali lavorano decine di persone, in gran parte giovani. Si candida alle elezioni con la lista Castiglione Futura, che sostiene Elena Nappi.

E nel suo programma, oltre a una grande attenzione per il territorio, c’è lo sviluppo della risorsa “mare”.

Tavarelli, il mare e i suoi “accessori” sono beni collettivi

«Beni collettivi che devono restare tali. In questi ultimi due mandati abbiamo scritto regole per garantire la fruibilità delle spiagge a tutti, la possibilità per gli operatori di rinnovare le strutture, la natura pubblica del porto di Castiglione e della sua darsena».

Il porto è centrale. Anzi, i porti.

«Lo sappiamo bene. E come Amministrazione abbiamo approvato il piano regolatore del porto di Punta Ala e avviato il procedimento per l’approvazione di quello del porto di Castiglione».

Il valore di Castiglione, però, sta anche nel giusto mix fra strutture attrezzate e spiaggia libera.

«Se oggi ho deciso di rinnovare il mio impegno e candidarmi di nuovo è soprattutto per preservare il bene primario di Castiglione, garantendo con la mia presenza il mantenimento delle spiagge libere, uno stop a nuovi stabilimenti e anche una revisione del progetto delle barriere di fronte alle spiagge. Perché Castiglione, per restare una meta di eccellenza, ha bisogno di conservare il suo valore».

 

 

 

 

(committente Fabio Tavarelli)

Culicchi: l’assessore al commercio sarà un commerciante

Enrico Letta con Marco Simiani e Luca Sani

GROSSETO. Davanti a Enrico Letta, segretario del Pd che si candida alle suppletive a Siena per la Camera, mercoledì sera in piazza San Francesco, il candidato a sindaco Leonardo Culicchi ha speso una promessa importante: «Il prossimo assessore al commercio sarà uno di voi». Insomma, nel momento in cui è alta in città la discussione, e la polemica, sul possibile ampliamento dei centri commerciali, il candidato strizza l’occhio a tutti quei commercianti, e alle loro associazioni, che da questa eventualità si sentono danneggiati.

Enrico Letta: sono le elezioni più importanti del dopoguerra

Poi è stato il turno di Enrico Letta. Che non le ha mandate a dire al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Stasera farò un discorso che sia l’esatto opposto del comiziaccio che ha fatto il vostro sindaco pro tempore. Abbiamo di fronte un’occasione unica per Grosseto, la Toscana e l’Italia, in un momento storico che non tornerà mai più. Dovete fare il massimo fino al voto e nelle prossime due settimane. Queste sono le più importanti elezioni comunali a Grosseto della storia dell’Italia repubblicana».

«Quando mai in questa terra ci siamo trovati a gestire tanti soldi come quelli che arriveranno dal Pnrr. Vale per tutti i problemi che sono rimasti aperti per mancanza di finanziamenti. Nei prossimi cinque anni ci saranno le risposte. Sta a noi decidere se questa risposta sarà reale e concreta, in sintonia con Regione e governo, o sarà buttata via. Avete la possibilità di cogliere questa occasione, votando Leonardo sindaco».

Al centro il grande tema delle infrastrutture

Letta lo dice con chiarezza. Il tema delle infrastrutture è centrale. Per l’Italia, la Toscana e la Maremma in particolare: «I soldi europei che arrivano vanno usati bene per completare tutte le strade che sapete. E anche per sistemare la linea ferroviaria. Ora si può uscire dall’isolamento in cui stiamo oggi

Rilanciare i piccoli borghi

Il grande tema del territorio è il secondo punto. I piccoli borghi. «Ce ne sono tantissimi, penso a Montepescali. Nel Pnrr c’è un miliardo di euro per i piccoli borghi. C’è la possibilità di incentivare fiscalmente la riaperture dei piccoli negozi nei borghi. Adesso chiude prima l’edicola, poi il panificio, infine il bar. E ora c’è la possibilità di ripartire. Io sono impegnato in una campagna elettorale difficile nel collegio Siena-Arezzo, dove ci sono problematiche complesse. Ho percepito che il nostro paese è uscito dalla pandemia con una voglia matta di riparlarsi con le persone guardandosi negli occhi. C’è voglia di voltare pagina. Siamo in rimonta ovunque, ce la faremo. Vincerò io e vincerà Leonardo».

 

 

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Aldo Giuliani, un civico per la svolta

Aldo Giuliani nella sua Grosseto

GROSSETO. Un imprenditore del turismo e dell’intrattenimento che si mette in gioco, scegliendo una civica, per «lavorare da cittadini per i cittadini».

Aldo Giuliani ci tiene a dire che è candidato con una civica, il Polo civico per Grosseto, che non è legata ad alcun partito: «Lo dico perché la gente è stanca della politica e non pensa che si possano cambiare le cose, ma la presentazione della lista mi fa ben sperare. E poi Emanuele Perugini, che conosco da tempo, è una persona perbene, con tante idee innovative per la nostra città».

Aldo Giuliani ha vissuto anche lontano dalla nostra città, ma poi ha scelto di tornare: «Ho lasciato Grosseto da giovane per finire gli studi ma ci sono tornato altrettanto giovane per viverci. Ho investito nella mia città come imprenditore perché speravo di vederla crescere e fiorire mentre purtroppo ho assistito ad amministrazioni che si avvicendavano senza mai realmente fare il bene del nostro splendido territorio. Ho scelto di sostenere un amico in una lista interamente civica, che non dovesse sottostare alle leggi di partito, perché in una piccola realtà contano le persone che ci vivono e le loro idee, non i simboli triti e ritriti di chi cerca di spartirsi un posto al potere».

Una lista eterogenea, unita da un sentire comune: «Siamo un gruppo molto variegato, ma abbiamo tutti la stessa idea: lavorare per i cittadini. E crediamo che si possa cambiare qualcosa e, per farlo, prima di tutto bisogna andare a votare. Un esempio? Il turismo. Qui potrebbe essere fatto dodici mesi all’anno, perché questo posto è fantastico in ogni stagione».

Un percorso che parte dal basso, dalla gente, ma il Polo civico di crede: «Non sarà un percorso semplice ma è un nuovo stimolo, con la speranza che qualcosa si possa cambiare, dando spazio ai giovani e alle loro idee per crescere insieme».

 

 

 

(committente Aldo Giuliani)

 

 

Piazza piena per la Meloni: «Vincere al primo turno»

Giorgia Meloni sul palco in piazza Dante

GROSSETO. Tanta gente in piazza Dante per Giorgia Meloni, preceduta dagli interventi degli assessori Fabrizio Rossi e Simona Petrucci, poi da quattro minuti di uno scatenato Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Temevo per la tua salute – gli ha detto Giorgia Meloni salendo sul palco – e voi fatelo vincere al primo turno, perché altri quindici giorni così non li regge».

Sa come scatenare gli entusiasmi la 44enne romana, alla guida di un partito in continua ascesa sul territorio nazionale e pronto, anche a Grosseto, a prendersi lo scettro della percentuale più alta. Con quello che ne conseguirà negli equilibri in giunta, anche se sono discorsi prematuri. Nel caso, come minimo, Fratelli d’Italia chiederà il vicesindaco.

Sul palco Giorgia Meloni non le manda a dire, né ai 5 Stelle, né al Pd.

«I 5 Stelle almeno sono coerenti – ha detto – perché non hanno mantenuto il 100 per 100 delle promesse fatte».

Poi il Pd, e il segretario Enrico Letta in particolare, candidato a Siena. «A pochi chilometri da qui, a Siena, si candida Enrico Letta. Ma lo fa senza il simbolo del partito, evidentemente se ne vergogna anche lui. E, in effetti, io lo capisco. Vaglielo a spiegare ai cittadini senesi che avevano una banca, il Monte dei Paschi, fra le più influenti d’Italia e che è stata usata come un bancomat dal partito. E ora che è in crisi i debiti se li accolla lo Stato. Per poi cederla con tantissimi dipendenti che vanno a casa e filiali chiuse».

A Grosseto vincere al primo turno

«Il sindaco uscente ha fatto un ottimo lavoro, anche grazie ai nostri assessori in giunta: urbanistica, ambiente, sport. Sono stati vicini alle categorie produttive. Un’Amministrazione che merita di essere confermata. E spero in una crescita di Fratelli d’Italia, le nostre piazze sono piene ovunque, abbiamo dimostrato coerenza e credibilità».

E in Toscana spera di rompere qualche altro tabù: «Le roccaforti non esistono più. E abbiamo dimostrato che quando arriva al governo un centrodestra abituato a vincere, si spende meglio. Il problema della sinistra è che ha smesso di governare ed ha solo gestito il potere. E ora lo sta pagando».

«Se siete qui è per riconfermare Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Quello che vi chiedo io è di farlo al primo turno».

Piazza Dante piena per Giorgia Meloni
Piazza Dante piena per Giorgia Meloni

Dovete essere fieri di questa amministrazione

«Siete consapevoli del lavoro fatto in questi anni. Questa città ha una nuova spinta. Dalle variante urbanistiche, ai fondi che il Comune ha saputo attrarre, dai 9 milioni per le periferie, poi altri 15 che diventeranno più di 50 (“sono preparata sindaco? Sono una ragazza che studia”), agli aiuti per le categorie in difficoltà, al grande lavoro sull’ambiente, non ideologico, ma concreto. Un lavoro a tutto tondo che merita di andare avanti altri cinque anni».

 

Giovani e preparati: ecco i sei nuovi magistrati – IL VIDEO

Il giuramento dei nuovi magistrati

GROSSETO. Giovani, preparati e anche emozionati. Nell’aula di assise del tribunale di Grosseto, questa mattina, lunedì 27 settembre, hanno giurato i sei nuovi magistrati assegnati dal ministero. Davanti alla presidente Laura Di Girolamo e ai giudici Adolfo Di Zenzo (presidente della sezione penale), Marco Bilisari e alla procuratrice capo Maria Navarro i sei nuovi magistrati hanno giurato e da oggi sono in forze al tribunale e alla Procura di Grosseto.

E la Procura guidata dalla procuratrice capo Maria Navarro, con l’ingresso dei nuovi pm, si attesta come una delle più giovani d’Italia. Il “decano” dei sostituti procuratori di via Monterosa è Salvatore Ferraro, non ancora cinquantenne. Con lui ci sono Giampaolo Melchionna, Anna Pensabene, Giovanni De Marco e Valeria Lazzarini ai quali daranno manforte da oggi Carmine Nuzzo, originario di Maddaloni, 32 anni e Federico Falco, fiorentino, anche lui classe 1989.

I nuovi giudici sono invece Amedeo Russo, 34 anni che sarà impiegato nella sezione civile del tribunale: il giudice Valerio Bello ha lasciato Grosseto dopo aver vinto il concorso al Tar. In servizio anche il giudice Giulio Bovicelli, 34 anni.

Emozionante il giuramento delle due nuove giudici: Cristina Nicolò, 30 anni, la più giovane magistrata attualmente in forza al tribunale di Grosseto che sarà impiegata nella sezione civile e Ludovica Monachesi, 31 anni, che andrà invece alla sezione penale.

 

 

 

 

 

Viola Lamioni: «Giovani e imprese al primo posto»

Viola Lamioni e il centro storico di Grosseto

GROSSETO. A 24 anni, con una laurea alla Luiss con 110 e lode  in Global Management and Politics, una carriera professionale da cavalcare con la sua determinazione e la freschezza della sua età, avrebbe potuto concentrarsi su se stessa. Invece Viola Lamioni, figlia di Gianni, ha scelto di mettersi in gioco per la sua città.

Così ha deciso di candidarsi, nella lista civica Vivarelli Colonna sindaco: «Mi metto in gioco perché sono convinta – ci dice – che questa Amministrazione abbia ben lavorato. I prossimi cinque anni proseguiremo nel lavoro iniziato».

Viola Lamioni con Antonfrancesco Vivarelli Colonna
Viola Lamioni con Antonfrancesco Vivarelli Colonna

I giovani sono, ovviamente, al primo punto del suo programma: «Mi candido perché credo che noi giovani abbiamo il compito di prendere in mano la situazione e metterci direttamente in gioco per costruire il nostro futuro. Il nostro futuro è il futuro di Grosseto e non vedo l’ora di mettermi alla prova ed agire per il bene della città».

Anche l’economia è nel cuore di Viola. Le imprese. Messe in ginocchio dalla pandemia e ora davanti alla sfida della ripartenza. «Sono a fianco delle imprese. Mi riconosco nello spirito battagliero di mio padre, nella sua passione e nel suo credere che, anche da privati, si possa operare per il bene pubblico».

Presidente della Fondazione Atlante, si sta spendendo anche per la promozione della cultura. Molti gli incontri organizzati, l’ultimo dei quali la presentazione del libro di Aldo Cazzullo “Il posto degli uomini – Dante in Purgatorio dove andremo tutti”: «Questa città da qualche anno sta crescendo sotto tutti gli aspetti. E serve il contributo di tutti per proseguire in questo percorso».

Viola Lamioni con Aldo Cazzullo
Viola Lamioni con Aldo Cazzullo

 

 

 

(committente Viola Lamioni)

 

In via Sauro un murale per Gigi e Baccio

Tre dei ragazzi che hanno realizzato il murale davanti a "In the memory of"

GROSSETO. Una domenica dedicata a Gigi Ambrosio e Alfredo Baccetti. Un gruppo di amici, fra cui alcuni famosi writer, si sono ritrovati nel giardino che è proprio in fondo a via Sauro e, chiesta l’autorizzazione, hanno dipinto un fantastico murale sulla parete che separa il giardino dall’area della stazione. Dalla mattina al pomeriggio e il capolavoro è stato terminato.

Marco Milaneschi,  Gianni Orlandini, Francesco Mancini, Claudio Chimenti, Simone Marri,  Alice Mazzilli e il compagno Joluvian hanno voluto così onorare il ricordo di due ragazzi che sono scomparsi e che facevano parte del loro gruppo, due ragazzi amatissimi a Grosseto.

Il murale in via Sauro
Il murale in via Sauro

L’opera si chiama “In memory of” e, oltre alla doppia dedica, ha anche un altro significato: «L’abbiamo voluta qui anche per riqualificare un’area che troppo spesso è dimenticata, una parte di città che viene nominata solo per fatti poco piacevoli. Ecco, ora si parlerà di due ragazzi meravigliosi, passando di qui, di due amici».

Intanto prosegue la raccolta di firme per intitolare via Ricasoli a Luigi Ambrosio.

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