Porto di Punta Ala: un delfino per venti minuti ha nuotato indisturbato fra le barche tra lo stupore generale degli ormeggiatori e dei turisti
Continue readingIl dottor Mazzolai va in pensione: festa a sorpresa al 118 – IL VIDEO
GROSSETO. Una torta, un elmetto da muratore, un metro e i dieci comandamenti da rispettare da domani in avanti. Lo hanno accolto così, domenica 30 novembre, alla fine del suo ultimo turno di lavoro i colleghi, i volontari, gli infermieri del 118. Con le ambulanze schierate nel piazzale, le sirene accese e la divisa indosso, la stessa indossata per decenni durante il servizio.
Il dottor Ilo Mazzolai, è arrivato nel piazzale con una benda sugli occhi. Con il cuore in gola dall’emozione, quando ha sentito che le sirene suonavano solo per lui.
Dopo una carriera dedicata interamente al 118, si è concluso il servizio ospedaliero del medico, uno dei fondatori del sistema di emergenza a Grosseto.
È entrato in turno alle 8 del mattino e, dodici ore dopo, ad attenderlo davanti al 118 dell’ospedale Misericordia c’erano colleghi, infermieri e decine di volontari di Croce rossa e Misericordia per una festa a sorpresa che lo ha lasciato senza parole.
Una vita sul campo, tra sirene, interventi e umanità
Settant’anni, un’intera carriera vissuta in ambulanza e in automedica. Un nome che, per chi fa soccorso, è più di un riferimento: è un esempio.
Mazzolai ha dedicato la propria vita professionale agli altri, salvando la vita a migliaia e migliaia di persone. Sempre presente, instancabile, empatico.
Durante la tragedia della Concordia al Giglio fu tra i primi a raggiungere l’isola per soccorrere i feriti. In ogni intervento una parola di conforto, un sorriso, una mano sulla spalla a volontari e pazienti: chi lo ha conosciuto sa che la sua forza è stata soprattutto umana.
Il ringraziamento di colleghi e volontari
Per celebrarlo, amici e personale sanitario hanno preparato una torta e un regalo simbolico: un elmetto con squadra e metro, per ricordargli che ora i cantieri della vita saranno altri, più leggeri.
E non è mancato l’umorismo: per la moglie Barbara sono stati scritti i «10 comandamenti del pensionato», tutti da ridere, per affrontare questa nuova stagione con il sorriso.
Il futuro? Funghi, asparagi e libertà
Il dottor Mazzolai, che con la moglie Barbara ora potrà godersi una meritata pensione, ha una figlia, Federica, e due grandi passioni: andare a funghi e raccogliere asparagi.
Lo farà con l’amico Alessandro Ceccarelli, al passo lento di chi non deve più correre dietro alle emergenze, ma può finalmente scegliere il proprio tempo.
Un esempio che resta
Per Grosseto e per tutta la provincia, Ilo Mazzolai ha rappresentato la sanità di prossimità, quella che guarda negli occhi e ascolta.
Un medico che non ha mai arretrato di fronte alla fatica.
Chi ha lavorato con lui lo dice senza esitare: «Abbiamo condiviso anni preziosi con una persona speciale, che ora ci mancherà tantissimo».
«Una carezza per la Terra Santa»: la Toscana risponde all’appello
GROSSETO. Per questo Natale, i Frati Minori del Commissariato di Terra Santa della Toscana e il settimanale Toscana Oggi promuovono la campagna «Una carezza per la Terra Santa», un’iniziativa caritativa nata per sostenere le comunità cristiane che vivono nei territori segnati dal conflitto.
Non si tratta soltanto di un contributo economico, ma di un gesto di vicinanza verso famiglie che rischiano di essere dimenticate.
Tra queste c’è quella di Adel Maghrabi e di sua moglie Catherine Kamar, protagonisti di una video intervista che restituisce il volto umano del progetto. Lei ha cittadinanza israeliana, lui palestinese: il semplice atto di spostarsi, lavorare e crescere dei figli significa fare i conti ogni giorno con permessi, confini mutevoli e diritti che non sempre coincidono. «Non è facile stare qua – raccontano – allo stesso tempo resistiamo insieme al nostro paese, al nostro popolo, alla nostra famiglia».
Il cardinale Lojudice: «Una campagna per chi vive dolore e isolamento»
La raccolta fondi nasce anche dal viaggio che i vescovi toscani hanno compiuto lo scorso luglio nei territori della Terra Santa. Un pellegrinaggio che, come racconta il cardinale Augusto Paolo Lojudice, presidente della Conferenza episcopale toscana, ha rafforzato un legame mai interrotto.

«Il legame della Chiesa Toscana con la Terra Santa non si è mai interrotto – afferma – e anzi dopo il nostro pellegrinaggio in quei luoghi ha assunto un significato ancora più profondo». Lojudice ricorda le parole di papa Francesco – «siamo tutti sulla stessa barca» – e sottolinea come la Chiesa toscana voglia continuare a farsi presenza viva accanto a chi subisce gli effetti della guerra.
Il cardinale aggiunge che la campagna punta a sostenere famiglie, anziani e bambini che vivono da anni una condizione drammatica, tra ristrettezze economiche, tensioni e mancanza di prospettive. «Questa iniziativa vuole essere un segno giubilare per portare speranza in una terra da troppo tempo dilaniata da lutti e morte. Il nostro auspicio è quello di continuare a essere strumenti di pace e di dialogo anche attraverso il nostro giornale Toscana Oggi», conclude.
«Prendersi cura della Terra Santa è un gesto necessario»
A ribadire l’urgenza dell’iniziativa è anche fra Matteo Brena, Commissario di Terra Santa per la Toscana. «Abbiamo sentito l’esigenza di promuovere questa campagna con Toscana Oggi, chiamata “Una carezza per la Terra Santa”, per prenderci cura di quella terra che per noi ha un grande significato e che in questo momento è in uno stato di grande sofferenza», afferma.
Il religioso ricorda che, nonostante non ci sia un conflitto formalmente dichiarato e continuativo, le bombe non hanno mai smesso di cadere e l’oppressione sociale ed economica resta forte. «C’è comunque uno stato di emergenza – continua fra Matteo Brena –. Per questo siamo chiamati a prenderci cura della Terra Santa con il valore dell’unità, del muoversi insieme come Chiese toscane, cercando di dare un appoggio e una risposta a questo dramma. Farlo insieme significa dare una speranza concreta».
Come sostenere la campagna
Chi desidera contribuire può farlo tramite bonifico bancario o bollettino postale, oppure donare direttamente online sul sito dona.terrasantatoscana.it. Le offerte raccolte saranno destinate al sostegno delle comunità locali, con particolare attenzione ai nuclei familiari più fragili.
Sciopero alle superiori: «Troppi disservizi, così è difficile studiare»
FOLLONICA. La mancanza di acqua nell’istituto per tutta la giornata di ieri, 17 novembre, è solo uno dei tanti motivi che hanno fatto scendere in piazza gli studenti delle superiori di Follonica. l problemi sono tanti – sottolineano i ragazzi e le ragazze – e riguardano tutti: i licei, il tecnico-commerciale e il turistico.
E la lista delle cose che non vanno è lunga: ci sono le porte dei bagni sfondate, i termosifoni che spesso non funzionano, il giardino in parte inagibile e, non ultima, la muffa sul soffitto della palestra. «Una scuola così, delle aule in queste condizioni, non sono più accettabili» dicono. E così, dopo una giornata tumultuosa, questa mattina gli studenti hanno deciso di scioperare per andare davanti al palazzo comunale e chiedere di essere ascoltati.
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Di fatto le Province gestiscono l’edilizia scolastica degli istituti di istruzione secondaria di II grado ma è al Comune, ente territoriale di base, che i ragazzi chiedono di farsi portavoce delle loro istanze.
Striscioni alla mano, le ragazze e i ragazzi sono così arrivati sotto al palazzo comunale e hanno chiesto di essere ricevuti. Cosa non facile, vista la difficoltà di mettersi in contatto con l’amministrazione.
La mancanza di acqua
L’assenza di acqua in tutto l’istituto è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri mattina, lunedì 17 novembre, il personale Ata ha chiuso a chiave tutte le porte dei bagni. Un intervento idraulico ha infatti imposto la chiusura delle tubature. Niente acqua dai rubinetti e, sopratutto, niente acqua per gli scarichi. Un lavoro di semplice manutenzione ordinaria si è infatti trasformato in un problema più grande e a farne le spese sono stati i ragazzi e le ragazze.
Il motivo del disagio è stato spiegato solo oggi dall’assessora all’istruzione, Stefania Turini. Dopo più di un’ora di proteste di fronte al palazzo comunale i ragazzi questa mattina hanno infatti ricevuto la visita dell’assessora. «L’acquedotto del Fiora – ha spiegato Turini – ci ha comunicato che per un problema urgente ha sospeso l’erogazione dell’acqua, nell’istituto manca però il serbatoio dell’autoclave. La mancanza di acqua è dovuta a questo, ma ora è stato risolto il problema è l’acqua è tornata».
I problemi sono tanti
Tutto risolto? Non sembra. «Ci lamentiamo per l’assenza di reattività di fronte al problema e sopratutto per la totale mancanza di comunicazione nei confronti del corpo studentesco. Non ci sentiamo ascoltati» dicono i ragazzi.
L’acqua è tornata a scorrere dai rubinetti della scuola superiore, restano però tutti gli altri problemi ancora da risolvere: «La scuola è vecchia, ci sono problemi di vecchissima data da risolvere – spiega Michele Ciocio, uno dei maggiorenni del gruppo – chiameremo la Provincia ma ci aspettiamo di essere ascoltati anche dall’Amministrazione comunale».
Tre chilometri a piedi per partecipare al mondiale: polemica ai Master in Francia – IL VIDEO
GROSSETO. Un campionato Mondiale Master over 55 di surfcasting, ottava edizione, che non ha soddisfatto la Nazionale italiana finita all’undicesimo posto (su 13 nazioni partecipanti), con il grossetano e veterano Silvano Reali addirittura al 43esimo su 66 iscritti, lui pluricampione mondiale e che ha sempre militato nelle primissime posizioni.
Polemiche per il campo di gara e la logistica
A far discutere dai primi giorni è stata la logistica della società francese, che ha organizzato il Mondiale in Normandia a Boulogne sur mar nel dipartimento del passo di Calais nella regione alta, compresi gli alberghi che hanno ospitato le delegazioni (per non parlare del cibo), e soprattutto il campo scelto per la gara.
Scomodo è dir poco, lontano tre chilometri dal parcheggio, che ha messo subito a dura prova i partecipanti, costretti a lunghi spostamenti sulla spiaggia con tutta l’attrezzatura al seguito.
Gli stessi responsabili della Federazione mondiale non hanno avuto belle parole per gli organizzatori. Proprio le condizioni non sono state quelle ideali: il meteo in continua mutazione ad ogni ora e forte vento laterale, e freddo, che specialmente nei primi due settori costringeva gli atleti ad ancorare i tripodi con i picchetti.

La gara
La Nazionale Italiana, guidata dai commissari tecnici Davis Fasolo e Marco Coloricchio, si è presenta all’evento con una squadra di grande esperienza. Gli atleti selezionati dopo le prove arrivati da tutta Italia: Agostino Antonelli, Filippo Caravello, Gianluca Kauffmann, Giuseppe Leonardi, Silvano Reali e Fabio Martini. A supporto del gruppo azzurro Giovanni Cappabianca nello staff tecnico e il dirigente federale Stefano Sarti. Tutti hanno cercato di fare del loro meglio, e la differenza alla fine è stata anche di una semplice cattura, tra l’altro molto poche per tutti.
Il programma di gara ha previsto quattro manche, ciascuna della durata di quattro ore. A vincere nelle nazionali l’Inghilterra, poi Germania e Portogallo. Nel “singolo” al primo posto lo spagnolo Pedro Gracia, al secondo il tedesco Andreas Schulz e al terzo l’inglese Kevin Warner.
I Cavalieri dell’Alta Maremma trionfano al Galà di Verona
Alla Fiera cavalli di Verona, i Cavalieri dell’Alta Maremma vincono il Galà Italiano con una performance che celebra la tradizione equestre maremmana
Continue readingTutto il paese di Tatti va al cinema – IL VIDEO
TATTI (MASSA MARITTIMA). Domenica 9 novembre alle 15, al cinema La Compagnia di Firenze, tutti gli abitanti di Tatti assisteranno al film “Tatti, paese di sognatori” del regista svizzero Ruedi Gerber.
La pellicola debutta alla 66esima edizione del Festival dei Popoli, e tutto il paese va a vederlo in autobus. Nell’occasione infatti, sono stati allestiti tre pullman, con almeno 200 persone partiranno da Tatti alla volta di Firenze per assistere alla proiezione in anteprima nazionale.
I pullman organizzati dal regista Gerber
Insieme a Ruedi Gerber e ai suoi più stretti collaboratori, domenica prossima dunque anziani e giovani, nonni e nipoti, vecchi e nuovi abitanti saliranno sui pullman messi a disposizione dallo stesso regista per raggiungere Firenze. Il paese che si svuota per un giorno, tutti, o quasi tutti, gli abitanti che riempiranno il cinema La Compagnia, per ri-vedersi sul grande schermo a raccontare la loro stessa storia.
La storia
Il progetto è nato in piena pandemia, e ha preso forma sviluppandosi grazie all’entusiastica partecipazione di chi a Tatti ci vive da sempre o ha scelto di tornarci. Tra le ombre di un entroterra maremmano schiacciato dalla crisi del settore estrattivo, che ha visto partire tutti i suoi giovani, e la luce dell’energia che covava sotto un’apparente immobilità, Gerber ha scelto di raccontare la luce.

Nel piccolo borgo maremmano poco più che abbandonato, la genuinità dei pochi abitanti rimasti, la bellezza della campagna, il regista e produttore svizzero cercava un luogo che gli regalasse silenzio e tranquillità. E lo ha trovato a Tatti, nel comune di Massa Marittima, dove “il forestiero” Gerber stringe legami di amicizia, di solidarietà sociale e di collaborazione. Acquista un vecchio podere, recupera le terre abbandonate e costruisce un futuro condiviso, da assicurare di nuovo al paese e al territorio.
Tatti, paese di sognatori, è dunque la storia di una rinascita silenziosa, del cambiamento con l’arrivo di Gerber che investe e crea lavoro con la sua azienda agricola e agrituristica Sequerciani, il ristorante Il Barrino di Tatti, l’albergo diffuso e altri progetti. Soprattutto grazie alla sua amicizia con gli ultimi agricoltori locali e gli ultimi abitanti rimasti. Sono loro a raccontare, attraverso la telecamera di Rudi Gerber, un mondo che stava per scomparire, ma che ha saputo cogliere l’opportunità di ripartire.
Il regista: «La bellezza, l’ironia e la speranza di una comunità autentica»
«Il film “Tatti, paese di sognatori” nasce dall’ispirazione del camion di Fabio -racconta Gerber – che con la scritta “Tatti in the World” porta ogni settimana un pezzo del nostro borgo in giro per l’Europa. E anch’io ho voluto portare Tatti nel mondo, non con le merci ma con la mia macchina da presa, raccontando la vita delle persone che vi sono rimaste».

L’occasione data dalla pandemia
«Durante la pandemia ho ritrovato il tempo e l’occasione per realizzare questo sogno – ha detto ancora Gerber – insieme al mio amico cameraman Felix Muralt. Volevo mostrare la bellezza, l’ironia e la speranza di una comunità autentica, lontana dal cinismo dei media moderni. Con la direttrice della fotografia Greta de Lazzaris ho scelto un approccio partecipativo, raccontando anche la mia relazione con il paese e i suoi abitanti. Il progetto è diventato parte del mio percorso personale, intrecciando la mia vita con quella del borgo e la sua rinascita agricola. Lavorando con i gemelli Marco e Massimo, gli ultimi contadini del paese, ho unito la loro sapienza tradizionale alle mie idee di agricoltura biodinamica, con vitigni autoctoni per rivalorizzare queste terre. Anche le loro mogli, provenienti originariamente dalla città, hanno contribuito con forza e passione a questa trasformazione. Quando Marco ha attraversato una crisi personale, gli sono stato vicino, e la sua rinascita attraverso il ballo ha rispecchiato quella del villaggio. Questo film è la mia dichiarazione d’amore per Tatti: una storia di comunità, speranza e rinascita, che mostra come la connessione umana possa ancora generare cambiamento positivo nel mondo di oggi».
La carriera di Gerber
Ruedi Gerber è un regista e produttore svizzero, attivo tra Zurigo e New York. Nel 1992 fonda la casa di produzione ZAS Film AG, attraverso la quale sviluppa progetti cinematografici internazionali.
Ha firmato documentari e lungometraggi che spaziano tra arte, danza e fiction. Tra i suoi lavori più rilevanti Meta-Mecano (‘97), dedicato all’artista Niki de Saint Phalle; Heartbreak Hospital (2002), con Patricia Clarkson e Demián Bichir, Breath Made Visible: Anna Halprin (2009), documentario pluripremiato sulla pioniera della danza contemporanea Anna Halprin, presentato al Mill Valley Film Festival.
In Toscana gestisce la tenuta Podere Sequerciani, un progetto agricolo sostenibile dedicato alla produzione biodinamica di vino, olio, miele e grani antichi, ispirato al rispetto per la terra.
Note tecniche del film
Il film è prodotto da Zas Film Ag, casa di produzione cinematografica svizzera fondata dallo stesso Ruedi Gerber (Living with the Spill, Heartbreak Hospital, Journey in Sensuality) e co-prodotto dall’italiana Perché No Film di Michael King, con il supporto e il sostegno di Toscana Film Commission.
Accolto con entusiasmo al Festival del Cinema di Zurigo, in Italia sarà distribuito da Lo Scrittoio-Cinema D’Autore, a partire dal 2026.
Lucio Corsi incanta Grosseto: “La chitarra nella roccia” arriva al cinema con lui in sala
Il ritorno di Lucio Corsi nella sua terra: domenica 2 novembre sarà a Grosseto per la proiezione speciale di “La chitarra nella roccia”, il film-concerto registrato all’Abbazia di San Galgano e diretto da Tommaso Ottomano.
Un omaggio alla Maremma e alla musica, prima tappa di un nuovo percorso che porterà l’artista verso il tour europeo 2026 e il disco live in uscita il 14 novembre
L’annuncio di Giani: «Marras nel governo della Toscana»
Alla festa per l’elezione di Leonardo Marras alla sala Eden Giani annuncia che sarà ancora in giunta. Con due conseguenze
Continue readingIl respiro degli dèi: a Grosseto i bronzi di San Casciano tornano a vivere
GROSSETO. Quando la materia millenaria incontra la cura sapiente del presente, nascono momenti che fanno tremare il cuore di chi ama l’archeologia.
È quello che accade a Grosseto in queste settimane: aprono le porte del laboratorio dove vengono restaurati i bronzi di San Casciano, un tesoro che ha impiegato secoli per dormire nel silenzio dell’acqua e della terra, e che ora sta lentamente emergendo nel suo splendore antico.
Quest’iniziativa è stata fortemente voluta dal ministro Alessandro Giuli.

Il miracolo nel fango e nell’acqua: cosa sono i bronzi di San Casciano
Nel cuore delle campagne toscane, nel borgo termale di San Casciano dei Bagni (provincia di Siena), venne alla luce un deposito votivo straordinario, collocato nella vasta area del Bagno Grande. Gli scavi condotti tra il 2022 e il 2024 hanno restituito oltre ventiquattro statue in bronzo molto ben conservate, insieme a oggetti rituali, ex voto e migliaia di monete in oro, argento e bronzo.
Le figure bronzee rappresentano divinità, matrici, bambini, figure maschili e femminili: Igea, Apollo, ma anche raffigurazioni anatomiche (organi, arti) che rispecchiano l’intima relazione tra culto della salute, acqua termale e fede curativa nel santuario sacro.
Questo deposito votivo è probabilmente il più grande reperto in bronzo dell’età etrusca-romana mai scoperto in Italia, e uno dei più importanti nel Mediterraneo antico.
Un dettaglio che lascia stupefatti: l’ambiente acquatico ha protetto molte delle iscrizioni presenti sulle statue, in latino ed etrusco, inciso direttamente dagli artigiani-devoti prima del getto del metallo.
In tempi recenti è anche emerso un altro reperto affascinante: un serpente in bronzo di grandi dimensioni, probabilmente con funzione protettrice del luogo sacro, legato alle pratiche divinatorie della sorgente, che aggiunge un tocco misterioso al racconto del santuario.
LE FOTO
Il risveglio dopo secoli: quando sono stati ritrovati
Il percorso che ha condotto a questa scoperta è stato lungo e appassionante:
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Gli scavi archeologici nel territorio di San Casciano dei Bagni erano già noti da tempo: la zona era reputata ricca di tracce etrusco-romane, con un santuario termale e una necropoli antica.
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Dal 2018 è stato avviato in modo sistematico il progetto archeologico noto come Roman Baths Project, con indagini geofisiche e campagne di scavo coordinate dalla Soprintendenza e dall’Università per Stranieri di Siena.
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Nel novembre 2022 la scoperta divenne pubblica: 24 statue in bronzo emersero dal deposito votivo durante gli scavi nel santuario del Bagno Grande, attirando l’attenzione internazionale.
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Da allora ulteriori campagne hanno ampliato l’area indagata e aggiunto reperti significativi.
Questo risveglio archeologico ha messo San Casciano al centro di un progetto che si estende fra restauro, valorizzazione, museo e parco termale. Un museo ad hoc è previsto entro la fine del 2026, affiancato da un’area archeologica immersa nelle terme antiche: l’obiettivo è che il visitatore possa “immergersi nella vasca sacra” del passato.
Perché sono così importanti?
La bellezza dei bronzi di San Casciano non è soltanto estetica: è storica, culturale, simbolica.
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Un ponte tra fede, cura e arte antica
Le statue rappresentano il legame diretto tra il culto delle acque — considerate sacre e curative — e il mondo divino. In esse si intrecciano religione, medicina, devozione: una testimonianza tangibile di un mondo antico in cui fisico e spirituale non erano separati. -
Un deposito votivo unico e ricco
Depositi di statue in bronzo sono relativamente rari, ancora di più quando presentano così tante opere integre e accompagnate da iscrizioni. Questo rende San Casciano un punto di riferimento per la ricerca sulla toreutica antica (l’arte di lavorare il bronzo). -
Multilinguismo culturale
Le iscrizioni etrusche e latine coesistenti mostrano che il mondo che dedicava queste statue era culturalmente ibrido: etruschi, romani, genti del territorio interagivano attorno al santuario. -
Tecnica e conservazione
Lo stato di conservazione è eccezionale, grazie all’ambiente acquatico protettivo. Le statue giacciono praticamente come erano state depositate, con dettagli anatomici, iscrizioni e superfici leggibili. -
Rivisitazione del racconto storico
Il ritrovamento offre la possibilità di leggere in modo nuovo la storia dell’Etruria e del periodo romano italico, confrontando queste opere con i celebri Bronzi di Riace e altri reperti, e riscrivere mappe di contatti, culti e botteghe artistiche.
Perché Grosseto per il restauro?
Quando si tratta di restauro, la scelta della sede non è casuale. Grosseto è stata scelta per una serie di motivi pratici, logistici e simbolici:
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È sede della Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, che coordina gli interventi sul territorio.
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La sede della SABAP (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) a Grosseto offre gli spazi tecnici idonei per le delicate operazioni di restauro, con laboratori attrezzati per lavorazioni su metalli antichi.
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Aprire il laboratorio al pubblico — dal giovedì al sabato per due settimane, nella sede in via Mazzini a Grosseto — è un gesto di trasparenza: offrire al cittadino la possibilità di vedere “dietro le quinte” del restauro valorizza il rapporto tra comunità e patrimonio archeologico.
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Grosseto è relativamente vicina al sito del ritrovamento (rispetto ad altre città toscane o centri di restauro più grandi), facilitando il trasporto controllato dei reperti.
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Inoltre, concentrando le operazioni di restauro nella stessa area regionale, si favorisce un’accelerazione logistica e una coesione fra gli enti coinvolti nei progetti toscani di valorizzazione culturale.
Il momento che vive Grosseto: aprire il cuore del restauro
Il laboratorio grossetano diventa per qualche giorno uno scrigno in cui si mescolano scienza e fascinazione. Le porte, eccezionalmente spalancate, permetteranno al pubblico di vedere come si elimina la patina corrosiva, come si consolidano le giunture, come si studia con microscopi e radiografie il percorso più delicato per riportare alla luce superfici antiche.
Vedere un reperto così fragile, sospeso tra passato e presente, in balia delle cure — e allo stesso tempo protetto dalla dedizione degli studiosi — è un’esperienza che fa vibrare l’anima. Ogni pennellata, ogni trattamento, è un gesto di rispetto nei confronti degli invisibili a cui quei bronzi sono stati dedicati secoli fa.
Ecco perché questo evento non è solo un restauro archeologico: è un incontro tra generazioni, è una chiamata al patrimonio vivente, è un invito ad assistere alla rinascita di quell’“anima d’acqua” che ha mantenuto intatto il messaggio delle statue.
Date e orari
Aperture al pubblico: per le giornate di giovedì 9, venerdì 10, giovedì 16 e venerdì 17 ottobre, l’ingresso è previsto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16.
Sabato 11 e sabato 18 ottobre l’ingresso è dalle 9 alle 13.














