VETULONIA. Alla fine la contrada di Borgo ha vinto il Palio dei ciuchi a Vetulonia, ma le polemiche hanno caratterizzato la corsa con una lunga attesa per la prima partenza del Mossiere, poi annullata, e i giri di pista ridotti a 3 dei cinque previsti.
Come sempre Vetulonia ha regalato un bel colpo d’occhio, soprattutto per i tanti turisti, italiani e stranieri, che sono saliti nel paese etrusco, e poi nello spiazzo a Sestinga.
Il Palio dipinto da Chiara Toniolo
Domenica mattina la rivelazione del Palio dipinto dall’artista locale Chiara Toniolo e l’assegnazione dei ciuchi. Poi nel pomeriggio il corteo storico, sempre colorato, per le vie del paese con la partecipazione degli “storici” di Tirli.
La corsa a Sestinga
L’estrazione aveva dato in sorte a Borgo il ciuchino Bingo con il fantino Angelo Oppito, per San Guglielmo il ciuco Non è Francesca montato da Gianluca Ballerini, per Torre il ciuco Pelosino con Thomas Bresciani e Colonna con il ciuco Giulietta e il veterano Francesco Ferrari.
Il via è stato laborioso con il Mossiere Ermes Tagliaferri, alla sua terza esperienza consecutiva, che ha fatto partire la corsa: le proteste però per un allineamento ritenuto irregolare hanno portato all’annullamento della prova, e la nuova partenza è andata per le lunghe. Al secondo via, invece dei 5 giri (cento metri alla tonda), è stato deciso di correre su tre tornate, e alla fine ha trionfato sempre Borgo, davanti a San Guglielmo, Torre e Colonna.
Le premiazioni in piazza insieme all’aperipalio
«Siamo davvero soddisfatti per questo Palio – hanno sottolineato dal comitato degli Amici di Vetulonia, che organizza la kermesse – il pubblico presente è stato tanto, molto di più dello scorso anno. E seppur tra le tante problematiche questo ci rende davvero felici, e ci ripaga degli sforzi».
L’albo d’oro accertato del Palio dei ciuchi di Vetulonia
MAREMMA. I dati di fine stagione lo confermano: c’è stato un numero straordinario di avvistamenti di cetacei nell’alto Tirreno, sia come numero di individui che come specie. Segno che «la popolazione è aumentata in modo consistente, sia a livello intraspecifico che interspecifico» spiega la dottoressa Micaela Bacchetta, fondatrice e ricercatrice del Centro Ricerca Cetacei. La conferma arriverà ovviamente con la rielaborazione dei dati raccolti dal Centro, ma già ad una prima lettura il particolare salta agli occhi».
Gli avvistamenti sono stati registrati alle Formiche, a Talamone, a Castiglione della Pescaia e anche a Giannutri. E la vista dei delfini o delle stenelle che nuotano di fianco alle imbarcazioni è sempre un momento emozionante.
Il ritorno del delfino comune
Ma la notizia più bella riguarda un cetaceo in particolare: il delfino comune, dato quasi per scomparso, che adesso è tornato a nuotare nella costa Toscana. Nonostante il nome ne suggerisca una grande distribuzione ed abbondanza, questa specie aveva infatti subito una grave riduzione della popolazione a partire dal 1980, tanto che era data quasi per scomparsa. Gli avvistamenti della stagione estiva che sta per concludersi mostrano invece una nuova importante presenza di questo cetaceo nelle coste maremmane.
I delfini a Castiglione della Pescaia
«Si tratta della ripresa di una specie che era data quasi per scomparsa nell’alto Tirreno – spiega la dottoressa Bacchetta – un dato senza dubbio straordinario e che studieremo».
Nel bacino Mediterraneo la causa principale della diminuzione di delfini comuni è stata la caccia per scopi alimentari. Il mosciame di delfino, o filetto di delfino, era infatti servito nei ristoranti sino agli inizi degli anni ‘50.
Bacchetta spiega che il fatto che questi animali siano presenti lungo le coste della Toscana è sicuramente dovuto all’incremento della fauna ittica. L’avvicinamento dei cetacei verso costa è dovuto quindi ad una maggiore abbondanza di prede.
Un numero di avvistamenti straordinario
«Proprio in questi giorni stiamo guardando i dati della stagione – spiega Bacchetta – e abbiamo riscontrato un numero di avvistamenti straordinario di individui e di specie che prima erano difficili, mentre ora sono più comuni e più frequenti».
Ma quante specie di cetacei possiamo incontrare? Nel Mediterraneo sono presenti regolarmente otto specie di cetacei mentre nell’arcipelago toscano è presente la balenottera, il tursiope, la stenella il capodoglio e adesso, in gran numero, anche i delfini comuni. Gli avvistamenti sono stati importanti: questa estate durante un monitoraggio di fronte a Montecristo il Centro Ricerca Cetacei ha contato più di cinquanta esemplari. Un evento che fino a qualche anno fa era del tutto impensabile.
Il Centro Ricerca Cetacei
Il Centro Ricerca Cetacei nasce nel 2003 da un’idea di Micaela Bacchetta. Dopo un’analisi delle aree meno monitorate del Santuario dei Cetacei, l’attività si è concentrata in tutto il Tirreno Settentrionale, dove la società ha trovato nell‘Isola d’Elba un eccezionale punto di partenza.
L’obiettivo è la salvaguardia dei cetacei del Mediterraneo con progetti di ricerca scientifici svolti con metodi rigorosamente non invasivi, avvalendosi prevalentemente di barche a vela eco-compatibili.
La tecnica è semplice: i ricercatori esplorano e valutano un’area vivendo almeno 5 mesi l’anno in mare; sviluppano progetti mirati ed efficaci per studiare le popolazioni di cetacei locali e garantire adeguati programmi di salvaguardia. Ai ricercatori si affiancano spesso ragazzi che svolgono tesi di laurea o stage formativi partecipando attivamente all’attività di ricerca. Il tutto è sostenuto da sponsor privati, dai corsi teorico-pratici in mare per studenti e turisti, nonché dalla campagna di adozione dei delfini.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Chiusura con il botto per la decima edizione della Festa del cinema di mare a Castiglione: ospite il cantautore e leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi, reduce dalla notte della Taranta.
Il musicista salentino non ha solo ha conversato con il direttore artistico Giovanni Veronesi e il giornalista di Sky Omar Schillaci, ma sollecitato dallo stesso Veronesi ha anche cantato alcuni brani, per la gioia del numeroso pubblico presente.
Il primo incontro fra Veronesi e Sangiorgi in una piazzetta a Roma
Quella fra Sangiorgi e Veronesi è un’amicizia pluriventennale, fatta di collaborazioni e che ebbe inizio grazie alla compagna di Giovanni, Valeria Solarino. «Avevamo fatto la colonna sonora del film “La febbre” grazie a Valeria – racconta Sangiorgi – e sul set facevamo sentire le nostre canzoni che il regista Alessandro D’Alatri usò. Quando però incontravo Veronesi lo vedevo come un uomo burbero e mi impressionavo (Sangiorgi usa un’altra parola…) e quando sono andato a vivere a Roma. Una notte d’estate dopo che avevamo fatto un concerto a San Siro, in una piazzetta avevamo improvvisato un concerto e ad un certo punto mi arriva un mazzo enorme di rose. Una cosa incredibile ed era stato Giovanni a mandarmele. Si è vero dice Veronesi – il mio cuore era diventato poltiglia nell’ascoltare le sue canzoni. Amore a prima vista».
Poi una delle tante gag. Veronesi ricorda che vorrà essere sepolto a Castiglione e inizia così un percorso di chi morirà prima e di cosa si diranno al funerale.
Il saluto di Sangiorgi e l’appello per la pace
Poi arriva una chitarra e Sangiorgi ricorda come Veronesi lo ha costretto a cantare “Meraviglioso” di Domenico Modugno.
«Io ascoltavo Modugno in macchina con mio nonno e non mi piaceva apparteneva alle canzoni passate – dice Sangiorgi – e quando Giovanni mi chiese di farla non volevo e gli dico di no. All’ennesima telefonata però ci ho provato. Ho studiato la canzone: beh gliela mandai la canzone fu inserita nel film Italians e andò prima in classifica per settimane».
«La usai senza dirgli niente, direttamente il demo – ride Veronesi – hai visto mai che ci ripensava».
Sangiorgi fa da sottofondo a un racconto di Veronesi, l’ondina, e poi canta ancora un paio di canzoni, coinvolgendo lo stesso Giovanni, con una delle sue preferite, “Solo per te”.
«Voglio usare solo una parola, la speranza per me, per i miei figli, per i figli aldilà del mare. Pace»
PORTO ERCOLE. L’evento dell’estate, che ha suggellato sempre di più il rapporto viscerale tra Lucio Corsi e Tommaso Ottomano con la Maremma, con Porto Ercole, con l’Argentario. Davanti ad una cornice unica, mercoledì 27 agosto, Porto Ercole ha vissuto una serata speciale, unica, con il concerto gratuito di Lucio Corsi, che si è esibito a bordo del motopeschereccio Freccia di Carlo Mazzella, ormeggiato davanti alla Banchina Marinai d’Italia.
Una serata magica in cui il cantautore insieme a Ottomano (al secolo Tommaso Sabatini) che è originario proprio di Porto Ercole, ha voluto rendere omaggio a questo borgo, a questa terra meravigliosa, alla sua gente scegliendo di esibirsi su un palco insolito e suggestivo, con il mare come fondale e il borgo illuminato a fare da scenografia naturale.
L’omaggio ai nonni di Tommaso Ottomano
Il cantautore maremmano, al pianoforte, è stato affiancato da Tommaso Ottomano che prima di imbracciare le chitarre e iniziare a suonare, è andato verso il pubblico per salutare i suoi nonni, di Porto Ercole, venuti a vedere il nipote esibirsi.
E ancora, dal maestro Davide Rossi e da un ensemble di archi dell’Orchestra città di Grosseto. Il concerto ha proposto brani tratti dal percorso artistico di Corsi, alternando momenti intimi e sonorità più ampie, esaltate dall’accompagnamento orchestrale.
Appuntamento attesissimo
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Monte Argentario, ha richiamato circa 1.500 persone, il massimo della capienza consentita tra l’area principale e la piazza Santa Barbara.
L’accesso era gratuito ma su prenotazione obbligatoria, con controlli agli ingressi per garantire ordine e sicurezza.
Per l’occasione sono state attivate zone a traffico limitato nel centro e nell’area del porto, mentre i parcheggi periferici di Cavallaro, Vespucci e Cala Galera sono stati collegati al centro tramite un servizio navetta continuo.
Una macchina organizzativa perfetta
Una macchina organizzativa importante che ha permesso di gestire al meglio l’afflusso di spettatori. Tutto si è svolto come nelle migliori aspettative.
La serata si è chiusa con un lungo applauso corale, che ha confermato il successo di un evento capace di unire musica e territorio in una cornice unica.
Un omaggio all’Argentario e alla Maremma, a Porto Ercole che ha visto Lucio Corsi protagonista assoluto di una delle serate più suggestive dell’estate. E c’è chi sta pensando a farlo diventare un appuntamento fisso delle estati argentarine, una sorta di concerto per chiudere una stagione da sempre e per tutti magica.
Il concerto di ieri sera, per la location particolare, per l’ambiente suggestivo, per i protagonisti, per la gente accorsa, per il contesto complessivo è stato il saluto, l’abbraccio più bello chela Maremma, l’Argentario e soprattutto Porto Ercole, potessero ricevere. Una vera e propria magia.
GROSSETO. In barca a vela fra Marina di Grosseto e le Formiche, una famiglia ha avuto una splendida sorpresa: tre delfini, due grandi e uno piccolo, verosimilmente babbo, mamma e figlio, hanno nuotato a lungo accanto alla loro barca.
Una grande emozione
«È stata una grande emozione» raccontano Daniela e Gianluigi, che ci hanno mandato questo bel video, girato da loro figlio, Gioele Caratelli.
Avvistamenti frequenti di delfini in Maremma
In questi giorni sono molti gli avvistamenti di delfini nel mare della Maremma. Nei giorni scorsi sono stati filmati a Talamone e a Castiglione della Pescaia.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un vero e proprio show quello che Beppe Fiorello ha fatto all’Orto del Lilli a Castiglione, per la Festa del cinema di mare. Senza Piera Detassis volata a Venezia per l’apertura del Festival internazionale del cinema, è toccato al direttore artistico della rassegna castiglionese, Giovanni Veronesi, colloquiare con il “Fiorellino”, e la lunga chiacchierata di oltre un’ora ha regalato momenti esilaranti ma anche di riflessione.
Anche Beppe Fiorello si è presentato con qualche minuto di ritardo, e Veronesi ha continuato la gag del giorno prima con la sindaca Elena Nappi, che si è prestata volentieri al gioco prima che lo stesso Beppe Fiorello fosse presentato dalla Nappi stessa. L’attore e ora anche regista, è arrivato vestito casual, jeans e camicia aperta celeste con una maglia bianca sotto, e mocassini blu. E fin da subito l’empatia con il caloroso pubblico castiglionese non è mancato.
La prima volta alla regia con “Stranizza d’amuri”
Fiorello, sollecitato da Veronesi, ha raccontato la sua esperienza come regista del film Stranizza d’amuri, pluripremiato e come sia arrivato a dirigere. «Ora il bello viene con il secondo – ha chiosato Veronesi – ma il primo è stato una vera rivelazione».
Fiorello sull’argomento ha cercato di glissare ma qualcosa ha spoilerato: «Sul secondo film con me regista – ha detto Beppe – si svolgerà da un’altra parte del mondo, sarà un viaggio, un road movie».
L’amicizia con Veronesi si è cementata quando il regista pratese lo chiamò per partecipare all’ultimo momento allo spettacolo “Maledetti amici miei” e Fiorello s’integrò alla perfezione.
Poi la conservazione è virata sull’inizio della carriera di “Fiorellino”, e Beppe ha raccontato di aver percorso la strada di suo fratello Rosario, come animatore dei villaggi turistici, e come è stata formativa quella esperienza. Qui Fiorello ha davvero intrattenuto il pubblico, facendolo partecipare con le trovate che faceva all’epoca.
Finale cantando “Volare”
Il ricordo del film “C’era un cinese in coma” con Carlo Verdone è stato ancora molto divertente, prima del gran finale all’insegna della musica. Fiorello ha cantato a cappella la canzone di Franco Battiato Stranezza d’amuri, e ha chiuso con Nel blù dipinto di blu di Domenico Modugno, che proprio Fiorello ha interpretato in una fiction nel 2013.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Non ha tradito le attese Geppi Cucciari (il nome completo è Maria Giuseppina Cucciari) conduttrice televisiva, radiofonica e attrice: ospite sul palco dell’Orto del Lilli a Castiglione, per la decima edizione della Festa del cinema di mare, l’isolana come è suo costume si è aperta al folto pubblico raccontandosi per oltre un’ora.
Geppi, confessioni tra ironia e gag esilaranti
A fare le presentazioni di casa la sindaca Elena Nappi, attaccata bonariamente da Giovanni Veronesi visto che la Cucciari era in ritardo: «O quanto ci vuole ad arrivare dall’Andana, ma già ora sono stati installati gli autovelox…», ha ridacchiato il direttore artistico della Festa del cinema di mare, cercando d’intrattenere le persone insieme a Piera Detassis, che da stasera però sarà al Festival internazionale del cinema di Venezia.
Geppi Cucciari si è presentata così con qualche minuto di ritardo, in splendida forma, anche lei abbronzatissima con un vestito a fiori. «Ma da dove vuoi che venga – ha esordito Geppi alla prima domanda di Veronesi – dalla Sardegna».
La chiacchierata è stata a tratti esilarante, anche perché la Cucciari tra le sue peculiarità ha quella di avere la battuta pronta, e lo scambio di complimenti a raffica ha fatto da conduttore alla serata.
«Recita come mangia il cestino – ha sottolineato nel presentare Geppi Veronesi che l’ha diretta nel suo film Romeo è Giulietta – lei rimane sempre se stessa».
Tra i passaggi più significativi i motivi che hanno spinto Geppi ad entrare nel mondo dello spettacolo, che debuttò a Grosseto con Perfetta. «Mi ricordo sempre la password del wifi dell’albergo – dice – check out alle 10», quello di aver avuto una passione per recitare fin da bambina.
Un mestiere che voleva fare da bambina
«Dopo la laurea in giurisprudenza sono andata a lavorare da un notaio a Milano – racconta Geppi – ma dopo sette mesi ho deciso di licenziarmi e provare a fare quello che volevo. I miei non mi hanno mai sostenuto per fare recitazione, ma io volevo farlo a tutti i costi. Ho iniziato così».
Tanti i racconti, ma Geppi non è voluta scivolare sulle domande scomode anche quelle finali del pubblico, che le ha regalato alla fine una standing ovation.
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un incontro indimenticabile ha emozionato questa mattina, sabato 23 agosto, due fortunati amanti del mare. Costanza Merelli e Stefano Colelli, durante una tranquilla uscita in barca tra le Rocchette e lo Sparviero, si sono trovati di fronte a uno spettacolo mozzafiato. Una decina di delfini ha fatto la loro comparsa nelle acque cristalline, saltando e danzando tra le onde a pochi metri dall’imbarcazione.
I delfini, probabilmente esemplari di Tursiops truncatus – la specie più comune nel Mar Tirreno – hanno nuotato accanto alla barca per oltre dieci minuti, regalando salti sincronizzati, tuffi eleganti e qualche spruzzo d’acqua che ha strappato sorrisi e stupore.
Un mare ricco di biodiversità
Questo tratto di mare, compreso tra la scogliera delle Rocchette e l’isolotto dello Sparviero, è noto per la sua biodiversità marina, ma avvistamenti così numerosi e ravvicinati di delfini sono rari e sempre emozionanti.
Gli esperti ricordano che, in presenza di delfini, è importante mantenere una distanza di sicurezza e non tentare di interagire direttamente con gli animali, per non disturbarne il comportamento naturale. Costanza e Stefano, rispettosi del mare e dei suoi abitanti, hanno lasciato che fossero i delfini a dettare le distanze, vivendo in silenzio e stupore ogni secondo di quel magico incontro.
Una giornata che difficilmente dimenticheranno. E che ricorda a tutti noi quanto siano preziosi e fragili gli equilibri del nostro mare.
GROSSETO. I primi temporali sono arrivati. Nella notte tra martedì 19 e mercoledì 20 agosto, è cominciata la fase di maltempo annunciata dalla Regione che ha interessato soprattutto la costa. Ma che si è riversata, all’alba, anche sulla città.
Pioggia, tuoni e fulmini, sono stati ripresi al time laps da Simone BobGas Galli, che ha piazzato la sua videocamera sulla terrazza della sua abitazione in via Emilia. Per la giornata di mercoledì 20 agosto, a partire dalle 18 e fino alle 2 di giovedì 21 agosto è atteso un peggioramento. Tanto che la sala operativa della Protezione civile ha emesso un’allerta arancione.
Allerta meteo arancione
Il livello di criticità, quindi, è diventato arancione almeno per quanto riguarda la costa e l’Arcipelago. Rischio idrogeologico e temporali forti, si legge nel bollettino della Protezione civile. Su tutto il resto della regione, l’allerta resta gialla.
Le zone della Maremma e della Valdicornia che saranno particolarmente colpite da questa nuova ondata di maltempo sono:
Val di Cornia: Castagneto Carducci, Piombino, San Vincenzo, Sassetta, Suvereto.
Grosseto: Capalbio, Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Massa Marittima, Monte Argentario, Monterotondo Marittimo, Montieri, Orbetello, Roccastrada, Scarlino.
CAPALBIO. Una tragedia, l’ennesima. Successa sull’Aurelia, all’altezza della Torba, nel comune di Capalbio. Dove un tir è finito dentro al punto vendita del caseificio che si trova lungo la statale Aurelia, dopo l’urto con un’auto.
La vettura si è ribaltata fuori strada. Immediato è stato l’intervento del personale del 118 e della polizia stradale, insieme al personale del soccorso Aci Pazzaglia.
Il camion trasportava un carico pesantissimo di ruote ferroviarie. Dopo l’impatto con l’auto ha proseguito la corsa finendo contro la pensilina di un locale, che è stata abbattuta dai vigili del fuoco per consentire la rimozione del mezzo.
Designer muore nell’auto ribaltata
L’ennesima tragedia, su una strada costellata da croci. Martedì 19 agosto, un uomo di 59 anni ha perso la vita sull’Aurelia. Viaggiava sulla sua Fiat 500 X in direzione di Roma quando avrebbe invaso l’altra corsia.
Dalla parte opposta, in direzione Grosseto, stava viaggiando un tir. Per evitare l’impatto frontale il grosso mezzo ha sterzato a destra, finendo la sua corsa dentro al negozio di formaggi dei Fratelli Corso.
L’auto sulla quale viaggiava Alessandro Loschiavo, 59 anni, designer romano che viveva a Milano, si è ribaltata. L’uomo è rimasto schiacciato nell’abitacolo.
Vivi per miracolo
Nel negozio del caseificio che si trova sulla statale Aurelia, c’erano tre persone. «Siamo vivi per miracolo», hanno detto subito dopo, quando hanno visto il trattore del tir fermarsi all’ingresso del negozio, a pochi metri da loro.
Dentro il locale c’erano infatti i fratelli Corso e una commessa. Tutti e tre hanno avvertito il devastante impatto: uno dei fratelli è rimasto leggermente ferito, mentre l’altro è uscito illeso. La commessa, che ha vissuto l’intera scena dall’interno, si è spaventata moltissimo ed è ancora sotto choc per l’accaduto.
Il ragazzo è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello. Anche il conducente del tir, un uomo di 58 anni, è stato soccorso e portato all’ospedale di Grosseto in condizioni serie.
Incastrato nell’abitacolo
Loschiavo è rimasto incastrato nella sua auto che si è ribaltata fuori strada, dopo l’urto con il tir. Non ce l’ha fatta. Quando sono arrivati i soccorritori del 118, l’uomo era incastrato nell’abitacolo. La salma del 59enne è stata estratta dai vigili del fuoco.
Quando l’allarme del terribile incidente è arrivato al 118, dalla centrale operativa è stato fatto alzare in volo anche Pegaso che, dopo essere atterrato accanto all’Aurelia, è stato successivamente fatto rientrare in sede senza intervenire.
Sull’Aurelia il traffico è rimasto bloccato in entrambe le direzioni per permettere le operazioni di soccorso delle persone ferite e i rilievi della polizia stradale.
Il personale Anas è intervenuto per ripristinare la viabilità.
Strada chiusa fino a tarda sera
La statale Aurelia è rimasta interdetta alla circolazione per ore. In linea di massima, secondo quanto comunicato, la riapertura non avverrà prima delle 21.
Sul posto è arrivato anche il magistrato di turno, che ha autorizzato la rimozione della salma. Le indagini proseguiranno per chiarire le cause che hanno portato l’auto a trovarsi fuori dalla propria corsia.
La rabbia del sindaco di Capalbio, Gianni Chelini
«Questa strada è un cimitero. Nel tempo sono morte più persone nel tratto di Aurelia a Capalbio che sul ponte Morandi. Però se ne parla quando succede, poi nessuno fa nulla. Siamo stanchi di questa conta macabra delle vittime, siamo stanchi di vivere nel tratto di strada più pericoloso d’Italia».
Gianni Chelini, sindaco di Capalbio, è una furia.
«Chiediamo da anni, da decenni, che l’Aurelia sia messa in sicurezza – aggiunge – E l’unica persona che ha provato a fare qualcosa per l’Aurelia, Altero Matteoli, proprio sull’Aurelia è morto in un incidente».
Chi era la vittima
La vittima, Alessandro Loschiavo, nato a Roma ma residente a Milano dal 2000 è un designer di fama internazionale. Come designer ha ricevuto per otto volte il Good Design Award da The Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e un articolo da lui disegnato fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano.
Alessandro Loschiavo
Suoi progetti e prodotti sono stati esposti in diversi altri musei e gallerie d’Europa, Cina, Giappone e Stati Uniti come il Chelsea Art Museum di New York, il Science & Technology Museum di Shanghai e il Today Art Museum di Pechino.
Art-director di Aliantedizioni, brand per una collezione di accessori dedicati alle persone e alle loro abitazioni, collabora inoltre con altre aziende e istituzioni internazionali come design consultant, curatore di esposizioni, docente e fotografo.