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Tortore uccise dalla pseudopeste aviare

Mistero svelato: gli uccelli sono stati colpiti da un virus fulminante. L’Asl rassicura: non c’è alcun pericolo per le persone e nemmeno per gli animali domestici
Le tortore morte a Casalecci

GROSSETO. Mistero risolto: le tortore trovate morte a Casalecci, viste cadere dall’albero stramazzate a terra, sono state uccise da una malattia abbastanza comune tra i volatili selvatici, la pseudopeste aviare. Una malattia che non ha conseguenze per le persone, tranne, in casi rarissimi, nei quali può causare una leggera congiuntivite

I risultati delle analisi sulle carcasse

Sono state le analisi dell’istituto zooprofilattico a svelare il mistero delle tortore morte, per le quali gli abitanti della frazione alle porte di Grosseto avevano presentato due esposti: uno ai carabinieri forestali, l’altro alla polizia municipale. 

L'istituto zooprofilattico in viale Europa a Grosseto
L’istituto zooprofilattico in viale Europa a Grosseto

Le tortore, che hanno cominciato a morire pochi giorni prima di Natale, erano state colpite da un virus particolarmente aggressivo. Che ha causato una neuropatia che le ha uccise praticamente all’istante. 

Nessun rischio per la salute delle persone

La pseudopeste aviaria, o malattia di Newcastle, è una delle più temute malattie che possono colpire i volatili. «Ma non ci sono rischi per la salute né delle persone e nemmeno degli altri animali  – spiega Luigi Liberti, direttore del settore sanità animale dell’Asl Toscana Sud Est – Questa malattia è completamente diversa dall’influenza aviaria, sono due virus differenti». 

A contagiare le tortore trovate morte a Casalecci potrebbero essere stati gli uccelli migratori, che al loro passaggio sulla nostra provincia, potrebbero aver defecato nei corsi d’acqua dove poi si sono abbeverate le tortore, specie tra le più sensibili a questo virus insieme ai piccioni. 

«Per questo tipo di malattia – dice ancora Liberti – non è necessario prendere alcun provvedimento: gli animali che si trovano negli allevamenti infatti, devono essere tutti vaccinati contro questo virus: la zoonosi non colpisce l’uomo, se non in rarissimi casi, dove può provocare una leggera congiuntivite». 

Potrebbe succedere, ad esempio, se la pseudopeste aviaria contagiasse le galline di un allevamento e se durante lo spennamento degli animali qualche liquido schizzasse negli occhi delle persone che si trovano a contatto con i volatili. «Ma sono fenomeni rari – aggiunge il veterinario – che non si verificano più anche perché non ci sono più allevamenti agricoli non controllati». 

Un virus particolarmente aggressivo

Le povere tortore di Casalecci sono morte quindi a causa di una forma molto aggressiva del virus della pseudopeste aviare. «Gli uccelli possono essere colpiti in due organi – dice Liberti – all’intestino o al cervello. In questo secondo caso, i volatili muoiono improvvisamente, anche mentre sono in volo, e precipitano a terra. A volte si vedono anche dei fenomeni nervosi, dei movimenti improvvisi: scatti delle ali o del collo».

I cittadini però possono stare tranquilli, perché questa malattia non ha conseguenze né per le persone e nemmeno per gli animali da compagnia, anche nel caso in cui avessero mangiato parte delle tortore morte. 

Un fenomeno, quello della pseudopesete che uccide i volatili selvatici, che in Maremma si è verificato altre volte. Solo l’anno scorso, in tre diverse zone della provincia, erano morti piccioni e tortore, uccisi dal temibile virus. 

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