Isola del Giglio, l’ex sindaco Schiaffino dopo le dimissioni: «Amministrazione bloccata, fondi persi» | MaremmaOggi Skip to content

Isola del Giglio, l’ex sindaco Schiaffino dopo le dimissioni: «Amministrazione bloccata, fondi persi»

Dopo l’arrivo del commissario prefettizio Riccardo Malpassi, l’ex primo cittadino spiega le ragioni dell’addio: «Scelta inevitabile per sbloccare la situazione»
L’ex sindaco Armando Schiaffino

ISOLA DEL GIGLIO. Dopo le dimissioni rassegnate il 9 aprile, ora diventate definitive allo scadere dei 20 giorni previsti dalla legge, parla l’ex sindaco Armando Schiaffino, che torna sulla vicenda alla luce dell’arrivo del commissario prefettizio, Riccardo Malpassi.

La decisione ha comportato lo scioglimento della giunta e del consiglio comunale, aprendo una nuova fase amministrativa per l’isola.

«Non siamo riusciti a

realizzare il programma»

Schiaffino spiega con chiarezza le ragioni della scelta, parlando di un mandato che non ha prodotto i risultati attesi. «In questi due anni non siamo riusciti a realizzare ciò per cui eravamo stati eletti – afferma – non per mancanza di impegno, che è stato quotidiano e costante, ma perché l’azione politica è rimasta di fatto bloccata».

Alla base della crisi, secondo l’ex primo cittadino, ci sarebbe un problema strutturale nel funzionamento della macchina amministrativa. Il riferimento è al principio di separazione tra politica e gestione, previsto dal testo unico degli enti locali: «La politica decide, ma la struttura deve attuare. Quando questo meccanismo si inceppa, l’amministrazione si paralizza. Ed è esattamente ciò che è accaduto».

Opere ferme e finanziamenti persi

Tra i punti più critici evidenziati da Schiaffino c’è la gestione delle opere pubbliche. L’amministrazione, spiega, aveva ereditato interventi fermi da anni con l’obiettivo di sbloccarli e rilanciare gli investimenti, ma si sarebbe trovata davanti a ostacoli continui, ritardi e mancanza di attuazione.

«Il risultato è sotto gli occhi di tutti – sottolinea – finanziamenti già ottenuti non sono stati utilizzati e opportunità concrete sono state perse». Risorse pubbliche anche consistenti, destinate a opere per la comunità, non si sono tradotte in interventi reali.

Tra gli esempi citati, il restauro della Rocca, per cui era stato avviato un progetto urgente almeno per il rifacimento del tetto, ma anche i finanziamenti per la delegazione del Porto e per il pontile di Cala Spalmatoi a Giannutri, oltre al contributo a fondo perduto per la palestra di Giglio Campese, poi revocato per decorrenza dei termini.

«Così non si può andare avanti»

Parole nette quelle dell’ex sindaco, che parla di una situazione non più sostenibile. «Chi amministra deve agire con la diligenza del buon padre di famiglia – afferma – e non è accettabile perdere ripetutamente finanziamenti pubblici senza trasformarli in opere concrete».

Schiaffino evita attacchi personali, ma evidenzia «un problema serio nel funzionamento della macchina amministrativa», sottolineando come fin dall’inizio del mandato fosse stata indicata la necessità di una riorganizzazione profonda, mai realizzata.

In questo contesto, spiega, si sono inserite dinamiche e comportamenti che hanno ostacolato l’azione amministrativa: «Quando manca collaborazione e il sistema non funziona, la politica da sola non basta».

La scelta delle dimissioni e l’arrivo del commissario

Di fronte a questo scenario, la scelta è stata inevitabile. «O si accetta l’immobilismo oppure si prende una decisione forte. Io ho scelto di non accettarlo», afferma Schiaffino.

Le dimissioni sono state quindi motivate da un senso di responsabilità, con l’obiettivo di consentire un intervento esterno e creare le condizioni per ripartire.

Con l’insediamento del commissario prefettizio Riccardo Malpassi si apre ora una nuova fase per il Comune, nella quale, secondo l’ex sindaco, sarà possibile intervenire con maggiore incisività sulle criticità emerse.

«L’isola merita di più»

«L’Isola del Giglio merita di più – conclude Schiaffino – merita una macchina amministrativa che funzioni, opere realizzate e non finanziamenti persi, risposte concrete e non immobilismo».

Non manca un ringraziamento a chi ha lavorato durante il mandato, tra dipendenti comunali, amministratori e consiglieri, sottolineando come l’impegno non sia mai mancato.

Infine, l’augurio di buon lavoro al commissario: «Con l’auspicio che si possano finalmente creare le condizioni per rimettere in moto l’azione amministrativa nell’interesse della comunità».

 
 
 

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