SCANSANO. C’è un’altra versione. Un altro racconto che si aggiunge a quello pubblicato da MaremmaOggi nella mattinata di sabato 4 luglio, quando il padre rimasto ferito aveva denunciato di essere stato picchiato mentre cercava di difendere il figlio dopo una lite scoppiata ai giardini pubblici.
Adesso, agli atti dell’indagine dei carabinieri, c’è anche la denuncia dell’altro uomo coinvolto nella vicenda. Una ricostruzione completamente diversa, affidata ai militari poche ore dopo i fatti e che sarà verificata dai carabinieri.
L’uomo, assistito dall’avvocata Tania Amarugi, racconta di essere intervenuto per difendere le proprie sorelle e di essere stato lui stesso aggredito, riportando la frattura di due coste, tanto che è stato costretto a rivolgersi al pronto soccorso.
La lite davanti ai bambini
È solo l’inizio del racconto dei due uomini ad essere quasi identico: la sera del 1° luglio, nella piazza davanti al Comune di Scansano, c’erano diverse famiglie e alcuni bambini che stavano giocando insieme.
L’uomo racconta che uno dei bambini avrebbe iniziato a infastidire il nipote e che le sue sorelle sarebbero intervenute per richiamarlo. A quel punto sarebbe arrivato il padre del piccolo, che avrebbe reagito con toni sempre più accesi.
Toni che poi sarebbero sfociati in violenza: l’altro – dice il 45enne nella denuncia – avrebbe prima afferrato una delle sorelle per un braccio e, quando lui si è avvicinato chiedendo di lasciarla stare, sarebbe stato colpito con una testata al volto. Da quel momento, sempre secondo il suo racconto, sarebbero partiti calci e pugni.
Un’aggressione alla quale avrebbe cercato di resistere bloccando l’altro per impedirgli di continuare a picchiarlo, mentre intorno c’erano bambini e passanti.
«Ti ammazzo»
Nella querela vengono riportate anche le parole che sarebbero state pronunciate durante quei momenti concitati.
L’uomo racconta che, mentre altre persone cercavano di dividere i due, avrebbe sentito ripetere più volte la frase: «Ti ammazzo». Una minaccia che compare nella denuncia consegnata ai carabinieri e che ora farà parte degli elementi valutati dagli investigatori.
Il pronto soccorso e le lesioni
La sera stessa l’uomo si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto.
I medici gli hanno riscontrato un trauma toracico e, dagli accertamenti radiologici, è emerso il sospetto di una frattura composta della quinta e della sesta costa, con una prognosi di 20 giorni. Nel referto vengono inoltre annotate escoriazioni alla spalla destra.
La segnalazione della pistola
Dopo la lite, ai carabinieri è arrivata la segnalazione secondo la quale l’uomo avrebbe preso dalla propria automobile una pistola, aprendo lo sportello lato guida.
Per questo motivo i militari della stazione di Scansano hanno eseguito una perquisizione personale, dell’autovettura e dell’abitazione.
L’esito, però, è stato negativo.
Nell’auto non è stata trovata alcuna arma e lo stesso è avvenuto durante la perquisizione dell’abitazione, conclusa senza alcun ritrovamento. L’uomo non ha armi intestate e, nonostante il racconto dell’altro uomo, i carabinieri non hanno trovato alcuna pistola.
Due denunce, sarà l’indagine a ricostruire la verità
Le due versioni sono quindi profondamente diverse.
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Da una parte quella del padre che ha denunciato di essere stato aggredito mentre difendeva il figlio; dall’altra quella dell’uomo che sostiene invece di essere intervenuto per proteggere le proprie sorelle e di essere stato lui a subire la violenza.
Spetterà ora ai carabinieri e successivamente all’autorità giudiziaria ricostruire con precisione quanto accaduto quella sera ai giardini di Scansano, valutando le denunce, i referti medici, le testimonianze e ogni altro elemento raccolto nel corso delle indagini.






