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Sei ore bloccati in treno, li salvano i vigili del fuoco

Un fulmine trancia i cavi della corrente, il treno si ferma nel nulla. In 250 bloccati in treno, vengono spostati su un altro convoglio
I vigili del fuoco si organizzano per trasportare i 250 bloccati in treno
I vigili del fuoco si organizzano per trasportare i 250 bloccati in treno

CAPALBIO. Sei ore bloccati in treno, per la linea ferroviaria tirrenica Roma-Pisa bloccata all’altezza di Capalbio, al km 138, un paio di km a nord di Capalbio Scalo. La linea è stata interrotta a causa di un cavo tranciato a causa del maltempo. Sono intervenuti i vigili del fuoco per il trasbordo di 250 passeggeri da un convoglio bloccato ad un altro. E anche la Polfer ha collaborato ai soccorsi.

Ma un viaggio che doveva durare un’ora e mezzo è durato dieci ore.

Disagi anche i viaggiatori diretti a sud, bloccati a decine nelle stazioni di Grosseto e, più nord, Campiglia Marittima.

A bordo del treno bloccato subito dopo Capalbio c’era anche Nicola Draoli, presidente dell’Opi, ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto. Che ha raccontato la vicenda con un lungo post su facebook.

Sei ore bloccati in treno, senza cibo e acqua

«Questa è la storia – scrive Draoli – di un viaggio in treno durato 10 ore invece di una e mezza. La storia di due fulmini che hanno deciso di bloccare per sei ore senza acqua, senza cibo, senza corrente, senza servizi igienici e con poca linea per comunicare, centinaia di persone dentro i convogli in un tratto di nulla a qualche km da Capalbio».

Bloccati in treno, ma tranquilli.

«È la storia di tante persone diverse che cercavano di aiutare ed aiutarsi, chi intrattenendo, chi fornendo spiegazioni, chi rassicurando. La storia di bambini che hanno continuato a giocare scoprendo nuove amicizie e nuove frontiere della noia, ma non della paura grazie a genitori splendidi».

«La storia di vigili del fuoco e forze dell’ordine che come primo tentativo hanno creato qualcosa di incredibile ai miei occhi: un corridoio di uscita esterno lungo sentieri impervi con gruppi elettrogeni per rischiarare la strada. La storia di un altro gruppo di viaggiatori diretti in senso opposto che hanno fatto affiancare al treno fermo, buio e ormai saturo e viziato di respiri e sospiri, e si sono visti arrivare a flotte persone che saltavano da un treno ad un altro come in un vecchio film western tra due diligenze».

Stazione piena in una Capalbio allagata

«È la storia di un paese, Capalbio, già provato da importanti problemi meteo che non ha probabilmente mai registrato una folla così importante nella sua stazione e che, grazie alla protezione civile e forze dell’ordine, ha fatto trovare cracker, merendine per i bambini ma soprattutto acqua. Tanta acqua».

Un momento dell'intervento dei vigili del fuoco
Un momento dell’intervento dei vigili del fuoco

«La storia di sberleffi e di risate nonostante tutto per quella serie di accadimenti che solo in Italia possono capitare: finalmente arriva il treno che riporterà tutti a casa al binario 2, ma il binario 2 ha bisogno di far prendere un sottopasso che è allegato, allora lo facciamo arrivare al binario 1, ma il cambio per spostarlo al binario 1 è rotto (dice)».

«Soprattutto è la storia di tante persone, chi anziane, chi bimbi, chi stranieri, chi giovani donne, chi professionisti in viaggio, chi parenti in odore in riunione, che mai hanno perso la calma. Che mai si sono rivolti arrabbiati ad un dipendente di Trenitalia o chiunque altro. Che mai si sono messi a dare in escandescenze, ma che anzi hanno condiviso tutti i loro sentimenti senza mai vomitarli fuori incontrollati e pericolosi».

«Per poi, una volta ripartito il treno, ritornare incredibilmente tutti perfetti sconosciuti, ognuno alle loro vite. Ed infine è la storia di tutte le mamme che dicono ai figli anche se grandi “porta un maglioncino hai visto mai anche se è caldo”. Grazie mamma. Mi è servito molto verso l’una di notte».

L’emergenza è iniziata intorno alle 17,30 e solo a mezzanotte e mezzo la circolazione è tornata alla normalità.

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