Delitto Del Rio, depositati i ricorsi contro le condanne: Gionj e Bozkurt vanno in appello | MaremmaOggi Skip to content

Delitto Del Rio, depositati i ricorsi contro le condanne: Gionj e Bozkurt vanno in appello

Le difese dei due condannati all’ergastolo hanno depositato gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. In arrivo anche il ricorso di Kaja. Intanto Gionj, dopo la confessione, chiede l’accesso alla giustizia riparativa
La Corte d’assise e Nicholas Mathias Del Rio

GROSSETO. La battaglia giudiziaria per l’omicidio di Nicolas Del Rio non si chiude con le pesantissime condanne pronunciate in primo grado. Le difese di Klodjan Gionj (Federica Putignano) e Ozgur Bozkurt (Massimiliano Arcioni e Claudio Cardoso), entrambi condannati all’ergastolo, hanno infatti depositato i ricorsi alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze contro la sentenza emessa il 30 marzo dalla Corte d’Assise di Grosseto, presieduta dal giudice Sergio Compagnucci.

Un passaggio che apre il secondo capitolo del processo per l’uccisione del quarantenne, mentre è atteso a giorni anche il ricorso della difesa di Emre Kaja (Romano Lombardi), il terzo imputato condannato. Per lui la Corte aveva stabilito una pena di 21 anni, 2 mesi e 21 giorni di reclusione.

I termini concessi alla difesa di Kaja sono diversi rispetto a quelli degli altri due imputati per una questione legata alla traduzione delle motivazioni della sentenza. Ma anche la sua posizione è destinata quindi ad approdare davanti ai giudici di secondo grado.

La confessione di Gionj dopo la condanna

Sul procedimento pesa intanto un elemento emerso soltanto dopo la sentenza: la confessione di Gionj.

L’uomo ha infatti affidato a una lettera consegnata alla Corte d’Assise una nuova versione di quanto accaduto, ammettendo di aver preso parte direttamente all’omicidio di Del Rio.

Un racconto che modifica quello fornito durante il processo. In aula Gionj aveva sostenuto di non essere stato lui a uccidere il quarantenne, attribuendo la responsabilità materiale a Bozkurt e affermando di trovarsi al piano inferiore nel momento dell’omicidio.

Quasi sei mesi dopo la sentenza, la sua versione è cambiata. Gionj si è assunto una parte della responsabilità dell’uccisione, sostenendo di aver dato inizio all’azione omicidiaria.

Continua però a collocare Bozkurt sulla scena del delitto, indicandolo come l’uomo che avrebbe portato a termine l’omicidio stringendo un filo di ferro intorno al collo di Del Rio.

La richiesta di accedere alla giustizia riparativa

Alla confessione si accompagna ora un’altra iniziativa della difesa di Gionj: la richiesta di poter accedere a un percorso di giustizia riparativa.

La questione tornerà davanti alla Corte d’Assise la prossima settimana, quando dovrà essere valutata la possibilità di avviare il percorso.

L’eventuale accesso alla giustizia riparativa non cancella né annulla la condanna all’ergastolo pronunciata nei confronti di Gionj. Si tratta di un percorso distinto dall’esecuzione della pena, attraverso il quale il condannato può confrontarsi con le conseguenze del reato e, quando ne ricorrano le condizioni, con le persone offese.

Nella valutazione avrà un ruolo anche la posizione delle vittime del reato, quindi dei familiari di Nicolas Del Rio.

Ora la partita si sposta a Firenze

Mentre a Grosseto si apre dunque il capitolo della giustizia riparativa, sul fronte processuale la vicenda si prepara a trasferirsi a Firenze.

I ricorsi di Gionj e Bozkurt sono già stati depositati e, una volta completati gli adempimenti, sarà la Corte d’Assise d’Appello a riesaminare la sentenza di primo grado.

A questi dovrebbe aggiungersi quello di Kaja, per il quale i tempi sono slittati rispetto agli altri imputati.

Dopo le due condanne all’ergastolo e quella a oltre 21 anni, il processo per l’omicidio di Nicolas Del Rio entra così in una nuova fase: le difese puntano al secondo grado di giudizio, mentre la confessione di Gionj apre contemporaneamente un percorso giudiziario parallelo.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati