Dengue a Piombino, oltre 20 casi. L'opposizione: «Diteci cosa è stato fatto prima del focolaio» | MaremmaOggi Skip to content

Dengue a Piombino, oltre 20 casi. L’opposizione: «Diteci cosa è stato fatto prima del focolaio»

Piombino Domani e Avs chiedono alla giunta l’elenco di trattamenti, ordinanze e segnalazioni Asl e vogliono sapere quali misure di prevenzione erano state adottate prima dell’emergenza
Dengue fra Piombino e Baratti, il focolaio non è ancora chiuso
Dengue, tra Piombino e Baratti il focolaio principale

PIOMBINO. Il focolaio di Dengue che da agosto interessa Piombino arriva in consiglio comunale. Il gruppo Piombino Domani, insieme al circolo Avs-Sinistra Italiana, ha presentato un’interrogazione al sindaco e alla giunta per chiedere chiarimenti sulle misure di prevenzione adottate prima della comparsa dei casi, sulla gestione dell’emergenza e sulle informazioni fornite alla popolazione.

Il focolaio era partito dalla zona delle Fabbricciane, per poi interessare altre aree della città, tra cui Ghiaccioni, Anita Garibaldi, Salivoli e Donizetti. A metà settembre, secondo quanto ricostruito nell’interrogazione, i casi collegati al cluster avevano superato quota venti.

Ora l’opposizione chiede all’amministrazione di mettere nero su bianco tutti gli interventi effettuati.

I trattamenti contro le zanzare prima del focolaio

Al centro dell’interrogazione ci sono innanzitutto le attività di prevenzione della proliferazione delle zanzare, vettori attraverso i quali può essere trasmessa la Dengue.

Piombino Domani e Avs-Sinistra Italiana richiamano il piano della Regione Toscana, che individua le misure che i Comuni devono adottare sia durante la normale attività di prevenzione sia quando viene individuato un focolaio.

Per questo viene chiesto al Comune quanti trattamenti larvicidi siano stati eseguiti durante l’estate nei tombini, nei fossati e nelle altre raccolte d’acqua pubbliche e con quale frequenza.

L’interrogazione chiede inoltre se all’inizio della stagione sia stato messo a disposizione dei cittadini un calendario degli interventi, se prima della comparsa del focolaio fosse stato predisposto un piano d’emergenza da sottoporre all’Asl e se fosse stata realizzata una mappatura delle aree considerate maggiormente a rischio.

«Pubblicare ordinanze, segnalazioni e interventi»

Un secondo capitolo riguarda ciò che è accaduto dopo la comparsa dei primi casi.

I firmatari chiedono alla giunta di fornire l’elenco delle segnalazioni ricevute dall’Asl durante il 2026, delle ordinanze adottate dal Comune e degli interventi di disinfestazione effettivamente eseguiti.

Viene chiesto anche di chiarire come sia stata applicata la procedura prevista in presenza di un focolaio, che comporta interventi specifici e ripetuti nelle aree interessate, a partire dalle abitazioni collegate ai casi accertati e nelle zone circostanti.

L’obiettivo dell’interrogazione è quindi ricostruire nel dettaglio tempi, modalità ed estensione delle operazioni effettuate a Piombino dall’inizio dell’emergenza.

Il nodo dell’informazione ai cittadini

Piombino Domani e Avs sollevano infine il problema della comunicazione alla popolazione.

Secondo i firmatari, finora molte delle informazioni sarebbero state diffuse attraverso la pagina Facebook del Comune e cartelli collocati sui pali della pubblica illuminazione. Strumenti che, osservano, potrebbero non raggiungere tutti, in particolare le persone anziane e chi non utilizza i social network.

Da qui la richiesta di conoscere quali altri canali siano stati utilizzati, come Comune e Asl si siano coordinati nell’informazione ai cittadini e se l’amministrazione abbia intenzione di pubblicare un resoconto complessivo degli interventi eseguiti.

L’interrogazione guarda anche alle prossime settimane, chiedendo quali misure siano previste con l’arrivo dell’autunno, considerando che l’attività delle zanzare vettore può proseguire finché le condizioni climatiche rimangono favorevoli.

Piombino Domani e Avs chiedono quindi al sindaco e alla giunta di rendere pubbliche le informazioni sulla prevenzione e sulla gestione del focolaio, attraverso una risposta scritta e una discussione in consiglio comunale.

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