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La Sala Pegaso per l’addio a Nello Bracalari

Da domani pomeriggio la camera ardente sarà aperta al pubblico. Domenica alle 16 l’orazione dell’Anpi e l’ultimo saluto della città al “suo” partigiano
Nello Bracalari con il presidente del comitato provinciale dell'Anpi, Luciano Calì
Nello Bracalari con Luciano Calì (presidente comitato provinciale Anpi)

GROSSETO. Sarà allestita nella Sala Pegaso del Palazzo della Provincia la camera ardente del partigiano Nello Bracalari, deceduto questa mattina, 6 gennaio, a 95 anni. 

È la giusta sede istituzionale dove accogliere le spoglie di un uomo che ha speso la propria vita per la libertà, la democrazia, l’antifascismo. E consentire alla città di salutarlo, di celebrarlo degnamente per quello che ha dato e ha lasciato come insegnamento.

Sarà aperta dalle 15 di domani, 7 gennaio, fino a sera, poi dalle 9 di domenica, dal comitato provinciale dell’Anpi “Norma Parenti”, in collaborazione con la Provincia.

Alle 16 si terrà l’orazione dell’Anpi, l’ultimo saluto a Nello Bracalari, staffetta partigiana e presidente onorario del comitato provinciale grossetano dell’Associazione partigiani d’Italia.

QUI – Il necrologio

Monica Pagni (Cgil): «Una persona a cui ispirarsi» 

La Cgil è stata la sua prima casa, nel Dopoguerra, insieme al Pci. E oggi il sindacato lo ricorda, con le parole della segretaria, Monica Pagni.

La tessera della Cgil di Nello Bracalari, datata 1945
La tessera Cgil di Nello Bracalari, del 1945

«Ci sono persone semplici che incutono negli altri un rispetto profondo per la saggezza che incarnano. Nello Bracalari era una di queste persone e il fatto che se ne sia andato non lascia fra chi è rimasto un vuoto, ma il ricordo bello di una persona che costituisce un esempio di ciò che ci dovremmo sforzare di essere», scrive Pagni.

«In queste occasioni si è soliti ricordare le persone per gli incarichi di rilievo pubblico che hanno ricevuto. Nello ha avuto una vita lunga e intensa, e oggi mi piace ricordare la sua militanza ininterrotta nel sindacato a partire dagli anni ’40, quando per la Cgil si occupava della categoria dei minatori. Ma credo che quello che di lui rimarrà nei prossimi anni nella memoria dei grossetani, sia il suo impegno entusiasta e indefesso nelle file dell’Anpi per trasmettere alle nuove generazioni i valori democratici dell’antifascismo e della partecipazione civica. Impegno che ha sempre onorato con quella sua inconfondibile bonarietà sposata a sobrietà e intransigenza sui valori, che sapeva comunicare a ragazze e ragazzi con parole semplici e dense di significato. Ciao da tutta la Cgil grossetana, compagno Nello. Che la terra ti sia lieve!».

L’Isgrec: «Un testimone della lotta al nazifascismo»

«Sindacalista, uomo della politica e delle istituzioni, Nello non ha però mai messo in secondo piano il suo ruolo di testimone della lotta al nazifascismo, interpretandolo con la modestia e la semplicità che lo hanno sempre contraddistinto», scrive L’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea.

«Anche gli ultimi anni lo hanno visto impegnato nel testimoniare con lucidità la sua esperienza di staffetta partigiana. Sempre pronto a parlare con i giovani, di cui condivideva lo sguardo rivolto al futuro, ha avuto con l’Isgrec un rapporto speciale che ce lo fa oggi piangere come figura istituzionale ma anche come amico. Ognuno di noi ha ricevuto da lui un incoraggiamento, un affettuoso sostegno alle proprie ricerche, la disponibilità a raccontare e raccontare ancora per passare il testimone. La porta di casa sua era aperta ai giovani ricercatori, l’attenzione al lavoro che facevamo era sempre sincera. Da ultimo ci ha lasciato un piccolo dono, mettendoci in contatto con la famiglia di un partigiano grossetano che ha voluto affidare all’Isgrec il suo archivio. Per Nello quelle carte sarebbero state a casa all’Isgrec e così crediamo che sia stato sempre anche per lui».

Marco Simiani: «Un simbolo di democrazia e libertà»

«Con la morte di Nello Bracalari se ne va una parte significativa della memoria storica del nostro territorio», scrive il deputato Pd, Marco Simiani.  «Di un tempo in cui i valori della democrazia e dell’antifascismo non erano scontati ma andavano difesi ogni giorno e a rischio della propria vita. Ho conosciuto Nello quando ero ancora un ragazzo. Parlare e confrontarmi con lui mi ha formato. C’è stata una sua frase, che mi è sempre rimasta impressa: “Oggi come allora sono sempre dalla parte dell’oppresso, dell’aggredito. Tra Davide e Golia, oggi come allora, sono sempre dalla parte di Davide, dalla parte del più debole”».


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