GROSSETO. Prendersi il proprio tempo e i propri spazi, rallentare, lasciare indietro i social, i media che costringono a rincorrere senza mai arrivare al traguardo.
È da qui che nasce “Slow life”, la canzone scritta da Mirco Pierattoni, insegnante di sostegno all’istituto Fossombroni di Grosseto, insieme al collega e amico Stefano Rosini. Un brano che è molto più di una semplice esperienza musicale: è un manifesto, un invito a fermarsi in un mondo che sembra non concedere pause.
Dalla Maremma al palco nazionale
Tutto parte quasi per caso, quando il padre di Mirco, in pensione, esce per andare a cercare funghi e, all’ora di pranzo, invece di essere a tavola è ancora nel bosco. Nessuna fretta, nessun orario da rispettare.
È il cosiddetto “tempo pensionistico”, quello in cui i ritmi del lavoro si dissolvono e le giornate si dilatano. Da qui nasce l’intuizione.
«Vivo ritmico, mentalistico, pensionistico: avrei mille cose da dire e mille cose da fare», recita uno dei versi più significativi del brano, che racconta il momento in cui cambia il rapporto con il tempo.
Un messaggio che riguarda tutti
Ma “Slow life” non parla solo di pensione. Il suo messaggio è universale. È un invito a riprendersi il proprio tempo, a smettere di inseguire continuamente qualcosa che, spesso, non si raggiunge mai. Un ritmo imposto dai social, dai media, dalla società, che porta a vivere in affanno senza accorgersi di ciò che conta davvero.
La canzone suggerisce una via alternativa, semplice ma indispensabile: rallentare, respirare, vivere.
Il progetto #104 e la sfida musicale
Pierattoni e Rosini, entrambi docenti di sostegno al Fossombroni, coltivano da sempre la passione per la musica. Da qui nasce il progetto #104, un nome che richiama con orgoglio il loro ruolo nella scuola.
Dopo aver registrato una prima versione chitarra e voce, decidono di mettersi in gioco e partecipare alla 3ª edizione del Festival Autori al Centro, ospitato dalla Comunità Incontro ETS di Amelia, in provincia di Terni, all’interno di Euroschool 2026.
La manifestazione è ideata e portata avanti da Anna Fatima Del Vacchio, docente di scienze motorie proprio al Fossombroni.
Una band nata in un mese
Da una semplice clip inviata al concorso, nel giro di poche settimane prende forma una vera band. Musicisti provenienti da diverse cover band locali accettano con entusiasmo di partecipare: Damiano Galli, Andrea Panconi, Flavio Mazzini e la voce di Cristina Baccini.
A rendere ancora più speciale l’esibizione, la presenza delle interpreti Lis (lingua dei segni italiana) Laura Petrucci ed Emma Cupani, capaci di trasformare il brano in un’esperienza inclusiva e coinvolgente.
Standing ovation e vittoria
Sul palco di Amelia succede qualcosa di raro. Durante l’esecuzione di Slow life, il pubblico si alza in piedi. È una standing ovation spontanea, segno che il messaggio arriva forte e chiaro.
Il risultato finale è straordinario: il gruppo #104 conquista praticamente tutto, vincendo per interpretazione, brano, parole e musica, tutte firmate da Mirco Pierattoni.
Dalla scena al futuro
Oggi Slow life è pronta per un nuovo passo. Il brano è stato registrato anche in versione radiofonica e si prepara al debutto grazie all’interessamento di Mario Masciullo, che ha già dato visibilità al progetto attraverso Radio One Non Solo Suoni.
Il video dell’esibizione, ora disponibile anche su YouTube, racconta non solo la performance ma anche il dietro le quinte, il prima e il dopo: un viaggio umano prima ancora che musicale.
«Ascoltatela davvero»
«È stata un’esperienza bellissima. Sì, abbiamo vinto. Sì, abbiamo ricevuto tanti riconoscimenti – dice Stefano Rosini – Ma al di là del risultato, vi chiedo una cosa semplice: ascoltatela davvero».
È questo l’invito dei due insegnanti grossetani.
Perché Slow life, al netto di tutto, merita davvero.






